Creato da EIFF il 31/05/2011

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« Ripagato con la stessa monetaQuousque tandem...? »

Se dobbiamo essere uniti, dobbiamo esserlo veramente.

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Il Governo Monti ha proposto ieri al Parlamento e al Senato la proposta del pacchetto di riforme che nessun governo avrebbe mai avuto il coraggio di fare. Ci siamo trovati in questa situazione perché i governi di centro destra e di centro sinistra che si sono alternati negli ultimi 15 anni hanno ritenuto impopolare occuparsene preferendo, di fatto, impantanarsi su questioni di grande attrazione mediatica, ma di nessun beneficio per il risanamento dei conti pubblici. Ora "siamo alla frutta" e ovviamente non ci sono che due alternative: dichiarare l'insolvibilità del debito dello Stato, cioè il fallimento dell'Italia, oppure tentare la carta del risanamento toccando le voci di bilancio che rappresentano la voragine creditizia che alimenta il nostro debito. Queste voci sono note e sono essenzialmente quattro: sistema previdenziale, costo del lavoro, riduzione dei costi statali ed evasione fiscale. La proposta di riforma del Governo Monti appare molto sbilanciata su queste questioni poichè sembra infierire sulla classe medio-bassa incidendo, al contrario molto poco sulla classe abbiente che detiene il potere economico nel paese. La riforma delle pensioni e la riforma del lavoro incidono pesantemente su coloro che non hanno grandi redditi e che da quando c'è la crisi faticano a mantenere il loro status sociale. La fascia di reddito familiare da 1200 euro a 3000 euro mensili, ha visto nel corso degli ultimi anni, non solo una diminuzione del potere d'acquisto, ma una vera e propria diminuzione del reddito dovuta alla massiccia uscita dal lavoro di grandi masse di lavoratori in tutti i settori produttivi. Ora lasciando stare la riduzione dei costi statali su cui ci sarebbero molto ricette "amare" da proporre, ma per la quale vorrei suggerire almeno l'eliminazione della remunerazione degli incarichi multipli. Perchè non è giusto che una persona che percepisce uno stipendio da dipendente pubblico, diventando sindaco percepisca uno stipendio da sindaco. Soprattutto se poi, come spesso accade, questo sindaco assume uno o più incarichi come di consigliere provinciale o regionale e vede,pertanto sommare al proprio reddito di dipendente comunale/sindaco anche gli stipendi di consigliere provinciale/regionale/deputato/presidente di qualcosa/consigliere di c.d.a. di qualche partecipata/ecc..

E' vergognoso che una persona assuma contemporaneamente tanti incarichi di fronte alla miseria che attanaglia migliaia di cassa integrati ed è inoltre uno spreco di risorse pubbliche.

Ad ogni modo, l'intervento a mio avviso meno giusto è quello inerente l'evasione fiscale. Si stima che l'evasione fiscale in Italia dei grandi detentori di capitali equivalga ad almeno un terzo del debito pubblico italiano. Una bella fetta considerando che sono valori stimati e quindi di gran lunga inferiori rispetto alla realtà del sommerso. Ieri il Governo Monti ha proposto una ri-tassazione dei capitali rientrati in Italia con lo scudo fiscale attuato da Tremonti. E' vero che si tratta di persone che hanno cespiti colossali, ma non è giusto ritassare chi ha goduto di una sanatoria. Ciò, oltre a non essere serio per uno Stato, introdurrebbe un pericoloso precedente che potrebbe essere avocato per altre sanatorie e condoni avvenuti in passato. Inoltre non risolve il problema di chi evade che, in barba alla sanatorie, preferisce continuare a non autodenunciarsi. Una simile situazione sembrerebbe premiare chi evade e punire, invece, chi vuole tornare alla "luce del sole". La logica di questa bizzarra proposta di Monti è la solidarietà sociale: chi ha di più, dà di più. Ma in questo modo chi continua a evadere non solo usufruirà della solidarietà degli altri, ma in quanto cittadino italiano non vi avrà partecipato. La mia proposta nei confronti degli evasori di grandi capitali è la seguente: partiamo dal principio del Patto di solidarietà fra gli italiani. In questo senso tutti contribuiscono al risanamento dello Stato e chi più ha più dà, ma verso coloro che, nascondendosi a questa operazione di solidarietà, pur avendo a disposizione grandi capitali come ci dovremo comportare? Quali diritti avranno? Io propongo una sanatoria tombale con caratteristiche particolari:

Dare agli evasori di grandi capitali l'opportunità di costituirsi entro un periodo di tempo ragionevole altrimenti, nel caso dovessero essere pizzicati dalla Guardia di Finanza ciò significherà la totale confisca dei loro beni e  20 anni di carcere senza condizionale o attenuanti detentive e inoltre la perdita dei diritti civili. In tal senso, metteremmo nelle condizioni gli evasori di grandi capitali di decidere se rimanere in Italia e contribuire al patto di solidarietà fra gli italiani, oppure di andarsene dall'Italia e non tornare mai più.

In poche parole, mandiamo via chi non partecipa al sacrificio collettivo, disconosciamolo come nostro connazionale. Se ora dobbiamo essere uniti, dobbiamo esserlo veramente!

 
 
 
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