Creato da lupa.mora il 06/12/2013

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la tazza di tè

Post n°4 pubblicato il 14 Dicembre 2013 da lupa.mora
Foto di lupa.mora

In modo facile e semplice

un profondo consiglio di saggezza

 

 

 

 

 

LA TAZZA DI TE’

 

 

 

    Nota

 

 

 

 

Un filosofo si recò un giorno da un Maestro Zen e gli dichiarò:


“Sono venuto a informarmi sullo Zen, su quali siano i suoi principi ed i suoi scopi”.

 

“Posso offrirti una tazza di tè?” gli domandò il maestro.  

E incominciò a versare il tè da una teiera. 

Quando la tazza fu colma, il maestro continuò a versare il liquido, che traboccò. 

“Ma che cosa fai?” sbottò il filosofo. “Non vedi che la tazza è piena?” 

“Come questa tazza” disse il maestro “anche la tua mente è troppo piena di opinioni e di congetture perché le si possa versare dentro qualcos’altro.. 

 

Come posso spiegarti lo Zen, se prima non vuoti la tua tazza?”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La mente non può che fare riferimento al passato ed a quanto le è già noto.

Tutto ciò che riceve, lo interpreta alla luce delle precedenti esperienze ed opinioni.

In tal modo, però, impedisce un approccio diretto e fresco verso la realtà.

Se non liberiamo la mente dai pregiudizi non c’è modo, quindi, di apprendere nulla di veramente nuovo. 

 
 
 
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A te che sei tutto
E di tutto l’estremo contrario
Non è facile
Levare il canto
Per i molti tuoi doni
E gli insondabili abissi
Tra cui ti nascondi

 

In te
e solo in te
si confondono
regni lontani
quando dei
animali
e piante
e per ultimo l’uomo
si intrecciano
inestricabili
tra le onde dei tuoi capelli danzanti
al ritmo dei tuoi devoti
e dei suoni
che da sempre
abitano
il vasto universo

....
Sei tu che l’ebbrezza
del comune sentire
concedi ai viventi
che in cuore ti onorano
per il dono del vino lucente
che levando lo spirito
dalle strette di affanni infiniti
mette le ali alle dolci
ingannevoli attese

 

......Tu che radici
hai profonde
nella oscura
nell’umida terra
tu parimenti
nell’alto del cielo
scagli le gemme
dei fruttiferi rami
e col canto ispirato
di poeti
che del tuo sangue
si nutrono
scandisci il duro cammino
perché si sciolga
in amabile danza

Tu della vita
ci conduci ai confini
dove la nera soglia
delle tue grandi pupille
ci invita
con riso dolente
ad inoltrarci
in oscuri sentieri
che non hanno ritorno
se la dolce promessa
del tuo eterno rinascere
non ci accompagna
più amica

 
 

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