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LUPA
Post n°27 pubblicato il 23 Dicembre 2013 da lupa.mora
Per prendere confidenza con una città straniera è necessario disporre di un luogo appartato, un luogo su cui si puo’ contare e dove si puo’ restare soli quando la confusione delle voci nuove e incomprensibili diventa troppo grande. Questo luogo ha da essere tranquillo e silenzioso, nessuno deve vederci quando in esso cerchiamo riparo, e neanche quando poi decidiamo di lasciarlo. La cosa più bella è sparire in un vicolo senza uscita, fermarsi davanti ad un portone di cui si ha la chiave in tasca e aprirlo senza che anima viva ci possa sentire. Si entra nel fresco della casa e ci si chiude la porta alle spalle. E’ buio, e per un attimo non si vede nulla. Siamo simili a quei ciechi che abbiamo lasciato sulle piazze e nei vicoli. Vediamo gli scalini di pietra che portano al primo piano e sopra incontriamo un gatto. Quel gatto incarna per noi l’assenza di rumore ardentemente desiderata. Gli siamo riconoscenti perchè vive: è dunque possibile vivere anche nel silenzio. Il gatto riceve del cibo senza dover gridare Allah diecimila volte al giorno. Non è mutilato e non ha bisogno di rassegnarsi a un terribile destino. E’ forse crudele, pero’ non lo dice“ |
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A te che sei tutto
E di tutto l’estremo contrario
Non è facile
Levare il canto
Per i molti tuoi doni
E gli insondabili abissi
Tra cui ti nascondi
In te
e solo in te
si confondono
regni lontani
quando dei
animali
e piante
e per ultimo l’uomo
si intrecciano
inestricabili
tra le onde dei tuoi capelli danzanti
al ritmo dei tuoi devoti
e dei suoni
che da sempre
abitano
il vasto universo
....Sei tu che l’ebbrezza
del comune sentire
concedi ai viventi
che in cuore ti onorano
per il dono del vino lucente
che levando lo spirito
dalle strette di affanni infiniti
mette le ali alle dolci
ingannevoli attese
......Tu che radici
hai profonde
nella oscura
nell’umida terra
tu parimenti
nell’alto del cielo
scagli le gemme
dei fruttiferi rami
e col canto ispirato
di poeti
che del tuo sangue
si nutrono
scandisci il duro cammino
perché si sciolga
in amabile danza
Tu della vita
ci conduci ai confini
dove la nera soglia
delle tue grandi pupille
ci invita
con riso dolente
ad inoltrarci
in oscuri sentieri
che non hanno ritorno
se la dolce promessa
del tuo eterno rinascere
non ci accompagna
più amica


Inviato da: leggenda2009
il 20/03/2015 alle 19:40
Inviato da: leggenda2009
il 22/02/2015 alle 08:45
Inviato da: leggenda2009
il 07/02/2015 alle 16:39
Inviato da: virgola_df
il 23/12/2014 alle 09:48
Inviato da: raniero9
il 15/05/2014 alle 17:53