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Con calma e per piasèr

 

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UN GIORNO MIGLIAIA DI UOMINI LASCERANNO...

Proclama all’occidente 
del presidente algerino Houari Boumediene
nel 1974 dal podio delle Nazioni Unite:

“’Un giorno milioni di uomini lasceranno l’emisfero sud per fare irruzione nell’emisfero nord. E non in modo amichevole.

Verranno per conquistarlo, e lo conquisteranno popolandolo con i loro figli. E’ il ventre delle nostre donne che ci darà la vittoria”.

.........................................

 

IL CUCULO

... quando si schiude l’uovo del cuculo, il piccolo intruso sbatte fuori dal nido i suoi “fratellastri” caricandosene sul dorso le uova e gettandole fuori, o spingendo giù gli altri uccellini del nido se sono già nati...

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SPOT PARTITO DEMOCRATICO SVEDESE

 

QUESTA E' SPARTA!

 

Dichiarazioni DIRITTI UMANI

Dichiarazione Universale
dei diritti umani

................................

Dichiarazione Universale
dei diritti dell'uomo nell'islam

................................

 

 

 
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SVIZZERA "NON CORRISPONDE PIU' ALLA REALTA' ATUALE DELLA SVIZZERA MULTICULTURALE"...

Post n°639 pubblicato il 28 Settembre 2011 da lecasame

martedì, 27 settembre 2011

Svizzera: degli immigrati vogliono far togliere la croce dalla bandiera nazionale

 

Niente è più offensivo di una croce per i musulmani, anche quando non ha un carattere religioso

 

Un'organizzazione di immigrati installata a Berna ha chiamato affinché si tolga l' emblematica croce bianca della bandiera svizzera, poiché, come simbolo cristiano, non corrisponde più alla realtà attuale della Svizzera multiculturale„.

Ivica Petrusic è il vicepresidente del
Second@s Plus, un gruppo di pressione che rappresenta soprattutto stranieri musulmani stabiliti in Svizzera da due generazioni (e che si chiama familiarmente “Secondos„). Dichiara che questo gruppo lancerà in ottobre una campagna nazionale per richiedere ai svizzeri di adottare una nuova bandiera che sia meno offensiva per gli immigrati musulmani.

Interrogato il 18 settembre scorso dalla rivista Svizzera Aergauer Zeitung, Petrusic ha dichiarato che la croce ha un senso cristiano, e che, benché le radici cristiane della Svizzera debbano essere rispettate, “occorre separare la chiesa e lo Stato„ poiché “la Svizzera di oggi presenta una grande diversità religiosa e culturale. Ci si dovrebbe chiedere se lo Stato vuole continuare a rafforzare un simbolo nel quale numerose persone non credono più„.

In questa intervista, Petrusic ha dichiarato che la Svizzera aveva bisogno di nuovi simboli ai quali tutti, compresi i non cristiani, potevano identificarsi. Per sostituire la bandiera svizzera attuale (vedere immagine
qui), Petrusic ha proposto di utilizzare la vecchia bandiera della repubblica elvetica (vedere immagine qui). Fu inaugurata ufficialmente nel 1799, e si compone di verde, di rosso e di giallo. “Questi colori sono simili alle bandiere attuali della Bolivia e del Ghana, e permetterebbero di rappresentare una Svizzera più progressista, più aperta di spirito„. ha detto. 

I politici di qualsiasi tendenza sono indignati di questa proposta, che certamente nutrirà il risentimento nei confronti degli immigrati in Svizzera.

Sylvia Flückiger, una consulente dell'Unione democratica del centro (UDC) ha dichiarato che queste domande sono “completamente inaccettabili. Non c'è nulla da cambiare nella nostra bandiera svizzera. Vedrete che la prossima volta, ne vorranno sempre di più, vorranno cambiare la nostra costituzione„.

Marianne Binder, portavoce del partito democratico cristiano (PDC) ha dichiarato “ma è esattamente ciò che ci occorre questo, cambiare la bandiera. La bandiera svizzera (attuale) è costitutiva dell'identità svizzera, precisamente perché chiede a ciascuno di prenderne parte… ed anche agli immigrati„.

Stefan Brupbacher, il segretario generale del partito dei radicali liberali (PLR) ha dichiarato: “Ciò non ha realmente alcun senso, la croce svizzera è un grande successo, un segno prezioso riconosciuto in tutto il mondo. È un simbolo di successo e di qualità. La difenderemo fermamente, per amore per la Svizzera„.

Le questioni legate all'immigrazione musulmana in Svizzera sono un argomento sensibile, ardentemente discusso, e questa discussione attorno alla bandiera certamente aggiungerà olio sul fuoco.

La popolazione musulmana in Svizzera che ha più che quintuplicato dal 1980, e si avvicina ora alle 400.000 persone, cioè quasi il 5 per - cento della popolazione totale. La maggior parte dei musulmani che vivono in Svizzera sono venuti dalla Turchia o dai balcani, in una misura inferiore del mondo arabo. Numerosi immigrati di seconda e terza generazione sono ora bene stabiliti in Svizzera. Questa nuova realtà demografica dei musulmani fa tanto più salire le tensioni, e ciò i settori della società svizzera, che i musulmani danno prova sempre più di combattività da chiedere ulteriore riconoscimento della loro fede islamica.

Le discussioni che ne sono seguite nutrono il dibattito sul posto dell'islam nella società svizzera, e sulla conciliazione dei valori occidentali con una popolazione immigrata sempre più importante che rifiuta fermamente di assimilarsi. In questi ultimi anni, la moltiplicazione degli affari legati all'islam ha completamente imbottigliato i tribunali svizzeri. Dei genitori musulmani hanno avuto causa vinta in una di queste, per permettere ai loro bambini di portare costumi da bagno “integrali„, chiamati “burkini„, durante i corsi di natazione mista. In un'altro affare, un gruppo di supermercati svizzeri aveva creato la polemica proibendo alle sue dipendenti musulmane di portare il velo. Nell'agosto 2009, la federazione svizzera di basketball ha difeso una giocatrice musulmana di portare il velo durante gli incontri di lega. Nell'agosto 2010,5 famiglie musulmane di Basilea hanno dovuto pagare ciascuna un'ammenda 350 franchi svizzeri (420 $) perché rifiutavano di mandare le loro figlie ai corsi di natazione mista. Nel settembre 2010, il segretario della Comunità musulmana di Basilea è stato liberato dalle accuse d'incitamento al crimine ed alla violenza. Quest'uomo di 33 anni era stato messo in causa a seguito dei suoi commenti, in un documentario della televisione svizzera, stipulando che la charia, la legge islamica dovesse essere introdotta in Svizzera, e che le mogli ribelli dovevano essere battute. Il giudice ha dichiarato che la libertà d'espressione permetteva all'imputato di esprimersi così.

Nel novembre 2010, gli elettori svizzeri hanno votato una nuova regolamentazione sull'espulsione dei criminali stranieri. Questa misura stipula che i criminali non svizzeri condannati per crimini che vanno dall'omicidio fino ai furti ed alla frode ai sussidi saranno automaticamente espulsi.

Sempre nel novembre 2010, il ministro della giustizia svizzera Simonetta Sommaruga ha dichiarato che la decisione d'estensione dei permessi di soggiorno dovrebbe dipendere strettamente dagli sforzi realizzati dagli immigrati per integrarsi. “La scolarità obbligatoria deve essere rispettata. I bambini devono assistere all'insieme dei corsi, non si deve permettere un'eccezione per ragioni religiose o diverse, come ad esempio per i corsi di natazione„ ha detto Sommaruga.

Nel dicembre 2010, la Commissione federale agli affari femminili ha chiamato al divieto del burqa e niqab islamici nell'ambito delle scuole e delle funzioni pubbliche. Questa commissione, nominata dal governo, ha dichiarato che si trattava là di impedire le discriminazioni sessiste.

Nel gennaio 2011, una donna turca di 66 anni che viveva a Berna è stata condannata a 3 anni e mezzo di prigione per avere incoraggiato il padre ed i fratelli della sua nuora a commettere un delitto “d'onore„  a causa della sua “condotta libertina„.

Nel maggio 2011, gli elettori del cantone del Ticino, nella parte italofona della Svizzera, hanno raccolto sufficientemente firme per iniziare una votazione che proibirebbe il burqa, il niqab ed altri copri-capi islamici. Se questa votazione ha luogo, sarebbe la prima volta in Svizzera che i cittadini potrebbero esprimersi sul burqa.

Sempre nel maggio 2011, Ueli Maurer, il ministro della difesa svizzera ha dichiarato che sempre più musulmani svizzeri si addestravano in campi di militanti islamici, in paesi come la Somalia o lo Yemen (). In un'intervista al giornale della domenica (SonntagsZeitung), Maurer ha anche dichiarato che nello stato attuale della legge svizzera, era difficile impedire agli islamisti di alzare fondi.

Nel frattempo, si attende la decisione della corte amministrativa di Berna sulla sorte del minareto della città di Langenthal. I minareti sono tipi di torri dai quali sono spesso lanciati gli appelli alla preghiera per i musulmani.

I musulmani di Langenthal, una città di 15.000 abitanti circa, avevano ricevuto il permesso di costruire un minareto cinque mesi prima che il divieto costituzionale dei minareti fosse effettivo, nel novembre 2009. Ma gli oppositori al progetto hanno dichiarato che questo permesso iniziale è stato reso di fatto caduco. L'affare è ancora in corso d'istruzione con la giustizia svizzera.

Nel novembre 2009, c'é stato un referendum in Svizzera nel quale i cittadini hanno approvato la proposta di divieto della costruzione di minareti. Questa proposta è stata votata al 57,2% contro il 42,5%, da 2,67 milioni di elettori. Ci sono stati soltanto 4 cantoni sui 26 della Svizzera ad opporsi a questa proposta, e di fatto, la doppia maggioranza, numero di voce e numero di cantoni, essendo stato così riunito, il divieto dei minareti ormai è iscritto nella costituzione svizzera.

Nel luglio 2011, la Corte europea dei diritti dell'uomo ha respinto due richieste depositate da musulmani che opponendosi all'iscrizione nella costituzione svizzera del divieto dei minareti.

La corte dei sette giudici del tribunale di Strasburgo ha dichiarato che le domande dei querelanti erano inammissibili poiché quest'ultimi non hanno potuto mostrare in cosa questo divieto violava i loro diritti, e che di fatto, “non potevano pretendersi vittime di una violazione„ della convenzione europea dei diritti dell'uomo, convenzione che questa corte è incaricata di applicare.

Il divieto dei minareti ha costituito una svolta nel dibattito sull'islam in Svizzera. Questa proposta era sostenuta dal partito conservatore dell'Unione democratica del centro (UDC), che dichiarava che i minareti simbolizzavano l'aumento della tracotanza e dell'intolleranza della Comunità musulmana della Svizzera. L' UDC ha descritto i minareti come “simboli delle rivendicazioni politico-religiose di potere e della sovranità che, in nome di una presunta libertà di religione, minacciano i diritti costituzionali degli altri„.
L' UDC ha giustificato le sue allegazioni citando il primo ministro turco, Recep Tayyip Erdogan, che aveva lasciato intendere che la costruzione di moschee e di minareti era uno degli elementi della strategia dell islamizzazione dell'Europa. Ed Erdogan, il pro-islamista, fanfaronando disse: “le moschee sono le nostre caserme, le cupole i nostri caschi, i minareti le nostre baionette e i credonti i nostri soldati„.

Erdogan aveva anche dichiarato agli immigrati musulmani in Europa che “l'assimilazione è un crimine contro l'umanità„.

In questi ultimi anni, il numero di moschee é esploso in Svizzera;  ce ne sono ora più di 200 ed anche 1.000 sale di preghiere, sparse in tutto il paese. Alcuni temono che le moschee facilitino lo stabilirsi di una società parallela per i musulmani - una società parallela particolarmente accessibile per i fondamentalisti islamici.

Immigrants Want Cross Removed from Swiss Flag

http://scettico72.splinder.com/post/25592321/svizzera-degli-immigrati-vogliono-far-togliere-la-croce-dalla-bandiera-nazionale

 
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