Creato da I_mie_racconti il 17/04/2013

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Insegnami a essere figlia: La decisione.

Post n°23 pubblicato il 11 Giugno 2013 da I_mie_racconti

 

Insegnami a essere figlia: La decisione.

Post n°593 pubblicato il 25 Aprile 2013 da lascrivana

Non riuscivo più a riconoscermi. Da quella sera al casolare, non riuscivo a togliermi Danila dalla testa. E perché avrei dovuto farlo? Io l'amavo alla follia e, seppur mi facesse impazzire con le sue titubanze e le proprie indecisioni, avevo deciso che non avrei più insistito, avrei rispettato la sua decisione. Ma ci sarei riuscito? L'arrivo di quel tronfio italo americano poi! Il promesso sposo di Simona non mi piaceva per nulla. Il solo fatto di sbandierare in ogni occasione quanto era stato bravo a fare i soldi oltreoceano lo rendeva antipatico quasi a tutti, tranne a Simona appunto. Ma anche Danila sembrava affascinata dal suo modo di fare, e questo mi faceva rodere dalla gelosia. Ricordo la volta che li vidi entrare nella boutique più costosa del paese. Sbirciando dalla vetrina, rimasi di sasso quando vidi Danila provare una gonna talmente corta da togliere il fiato. Così come non mi sfuggì il luccichio negli occhi del promesso sposo di Simona, doveva sposare lei e guardava le gambe della mia ragazza! Ricordo di essere fuggito via, il battito del cuore accelerato oltre ogni limite, un macigno alla bocca dello stomaco. Ma come potevo competere con quel buffone dai capelli impomatati? Lui aveva tutto, soldi, fascino e l'esperienza dovuta all'aver girato il mondo. Cosa avrebbe fatto Danila se quello le avesse fatto delle avance? La cosa non mi avrebbe stupito, pur volendo sposare Simona, appariva il tipo che quando punta qualcosa fa di tutto per averla. Da quel giorno poi, sembrava quasi che Danila volesse evitarmi. Perennemente in compagnia dell'amica del cuore, appariva sempre nervosa quando c'incontravamo. Più volte la invitai ancora al casolare ma lei, pur con gentilezza, rifiutava sempre, con una scusa o con un'altra. Il tarlo della gelosia ormai si era talmente insinuato in me che persino mia madre se ne accorse. Una sera entrò nella mia stanza di soppiatto tanto che non l'udii nemmeno. Quando si sedette sul letto ebbi un sobbalzo e mi voltai di scatto, il volto rigato di lacrime.- L'amore è un bellissimo sentimento figlio mio, ma a volte può far star male all'inverosimile vero?- La guardai per un attimo poi le buttai le braccia al collo, bagnandole la maglia che sapeva di lavanda.- Tra un mese finisce la scuola mamma...- Le dissi con voce rotta.- Mi arruolerò volontario nell'esercito, non ce la faccio più a rimanere qui...- Lei mi allontanò dolcemente da se e mi guardò, il bel volto attraversato da una miriade di emozioni tanto da farmi  pentire di aver detto quelle parole.- Tra poco sarai maggiorenne e potrai decidere del tuo futuro tesoro...ma non si affrontano i problemi fuggendo...pensaci e sopratutto non parlarne con tuo padre per il momento...- E, dopo avermi stampato un bacio sulla fronte, uscì dalla stanza lasciandomi ancor più confuso di prima.... 

                                                           C@nt@storie.

 

 

 
 
 
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