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« Polemiche di ieri...Del parlare di cose 'serie'. »

Dopo di noi il Diluvio (di fuoco).

Post n°2257 pubblicato il 02 Ottobre 2022 da fedechiara
 

Quei leaders inadeguati e le loro appartenenze politiche assassine.

Quel che tutti abbiamo capito dell'attuale disastro economico e del relativo collasso per le famiglie e le imprese è che c'è una diretta correlazione tra quanto avviene in Russia e la maledetta economia di guerra che ci è stata imposta da qualche mese a questa parte da leaders politici imbelli e incapaci di un pensiero autonomo e realmente 'sovranista' e che si curi degli interessi del popolo e della nazione.
Dalle interviste paciose e rassegnate che ci vengono propinate dai tiggi, nessuno escluso, sembra che gli intervistati, il popolo dei tartassati che chiude i negozi e i laboratori artigiani e, prossimamente, le fabbriche e gli alberghi e tutte le infrastrutture energivore - pensate agli impianti da sci, per dirne una che sorregge la fragile economia della montagna d'inverno - tutti, tutti siamo rassegnati a subire, come fosse una malattia incurabile, questa enormità assassina, questa tragedia epocale che manderà sul lastrico e alla fame quella fascia di popolazione che sopravvive a fatica con un reddito medio annuo inferiore ai 16/18000 euro lordi.
Tutto ciò noi poveri cristi del popolo minuto lo consideriamo, ad ascoltare i tiggi, come una iattura scaraventata dall'alto da un Destino maledetto: l'Alleanza Atlantica, l'adesione militare alla Nato - e non ci poniamo con la necessaria forza politica critica e non reagiamo contro questo Destino della politica abbietta e colpevole che abita le istituzioni della Repubblica.
E perfino quella destra che ha raccolto alle elezioni ultime scorse il consenso dei 'sovranisti' rivoltosi teme l'additare la colpa originaria del prossimo governo Meloni insicuro di sé: l'essersi dichiarato atlantista e filo sanzioni europee e filo armamenti all'Ucraina alla pari con l'odiato s-governo Draghi che va a sostituire.
Ma non è un Destino. Cambiare si può. Schiena dritta e voce ferma in Europa possono diventare la qualità precipua del prossimo governo. Diciamoglielo ai leaders dei partiti troppo occupati a spartirsi le poltrone. E l'idea di Orban, in Ungheria, di organizzare un referendum contro le sanzioni che impoveriscono chi le ammannisce - gli stati membri e i cittadini europei tutti – è una buona idea ed è uno strumento politico che dovremmo raccogliere e rilanciare per liberarci di questa falsa malattia mortale e pandemica che uccide le economie e i bilanci fragili delle famiglie e delle imprese.
Fuori l'Italia dalla Nato e, se necessario e come estrema ratio, fuori anche dall'Europa degli ottusi burocrati e dei politici imbelli che castigano i loro stessi elettori con le maledette appartenenze 'atlantiste' - e ci portano dritti filati sulla soglia di una terza guerra mondiale termonucleare.

 
 
 
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