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Ossessionando

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My favourite mistake

Post n°561 pubblicato il 20 Gennaio 2013 da latuaossessione7

Ci dev'essere qualcosa di atavicamente perverso nell'animo umano, e nel mio in particolare deve albergare qualcosa che è molto simile al desiderio di rituffarsi nelle situazioni più complicate per perdersi e pentirsi e ritrovarsi. Forse è soltanto paura dell'ignoto, e illusione di un conosciuto che alla prova dei fatti è tutto fuorché prevedibile e rassicurante, ma siccome il passato non è mai servito, a chi scrive, a reindirizzare in modo positivo energie psichiche e fisiche nel giusto verso, arieccoci qua.
Qua per raccontare di un fantasma del passato che ha le fattezze niente male di un uomo alto e con un bel sorriso, che a dire la verità non so nemmeno come chiamare perché all'epoca lo avevo messo nella rubrica del telefono con un soprannome e perché il suo nome di battesimo non mi piaceva e continua a non piacermi, al contrario di quello che sottintende.


Sette anni e casualmente si ripalesa. Sette anni che sono un'eternità, volendo vedere. Soprattutto se tu all'epoca eri un'ossessione full time, con gli ormoni disposti a scacchiera pronti a scatenare la tempesta perfetta e il gusto della seduzione stampato sul viso e sulla biancheria di seta.
Sette anni e lui ha cambiato casa, auto e look, ha perso un po' di chili, ma gli è rimasta quella parlantina fascinosa, quel suo talento per passare in un  nanosecondo da un'infervorata discussione a sfondo socio-politico alla frase giusta per colpirti dritto al cuore e lasciarti imbambolata e senza parole, proprio te che di uomini in quel modo ne hai infilzati giosamente a decine.
Sette anni e ti frega da subito, ricordandosi particolari di voi che tu avevi forse volutamente rimosso, e ti rimbambisce di flashback di baci interminabili e gesti delicati che quasi ti convinci che fosse davvero una storia d'amore con tutte le carte in regola come quelle dei film da oscar.
Sette anni e la faccia tosta di ricomparire, come se fosse soltanto il giorno dopo, mentre tu quegli anni te li senti tutti addosso e con gli interessi perdipiù, e inizi a ricordare la delusione e il vuoto e le speranze tradite e il tuo essere ostinatamente e ciecamente chiusa a qualsiasi lettura della realtà che fosse anche in minima parte  oggettiva e circostanziata.
Sette anni e una telefonata alle tre di notte che ti terrà comunque sveglia per altre notti, a pensare che cosa è giusto fare, che cosa devi fare, mentre già sai che no, opporre resistenza è una via da percorrere tanto patetica quanto altamente impraticabile.
Sette anni e un incontro a margine di una strada trafficata, due sorrisi, l'ansia di sentirti il suo sguardo addosso, la tensione che si scioglie come neve al sole e quel rigagnolo di ansia da prestazione che viene portato via come la cosa più naturale del mondo dalle risate, dai gesti e dai racconti prima, dalle carezze e dai baci dopo, come era prevedibile che fosse, com'era giusto che fosse, alla faccia del tempo e dei cambiamenti e di quella insana, inguaribile, incontrollata predisposizione a commettere reiteratamente i migliori sbagli della tua tutt'altro che semplice esistenza.

 
 
 
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