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WARSZAWA "Più chiara del pallido" VIAGGIO 2017

Post n°438 pubblicato il 11 Ottobre 2017 da laura_brustenga
 

Settembre 2017.
Varsavia. La bellissima Varsavia.
Sono qui perché qui c'è un ricordo che mi lega, mi lega alla tua città,
alla tua gente,
a quest'aria veramente serena, pulita, leggera e magica che solo qui riesco a percepire senza alcuna fatica. Mi stai dentro, mi accompagni senza far rumore ma nel mio cuore c'è il baccano dell'amore. Dove sei io non potrei dirlo se non ti sentissi dentro. E con te mi cullo ancora tra le braccia di Varsavia e della tranquillità che infonde alla mia anima. E' stato un viaggio bellissimo, ma ciò che lo rende ancor più bello è che stranamente, dopo nove anni dalla tua scomparsa nella vita, riesci sempre a stupirmi come allora, forse anche di più. 

L'ultima sera a Varsavia non ho ancora visto il lungofiume del Vistola. Aspetto l'ultima sera per vederlo ma piove. Stasera a Varsavia piove molto. Chissenefrega, io voglio vedere il lungofiume, perché chissà quante volte ci sei passato tu. Ma prima vado a prendere un caffè al Polonia Palace Hotel, perché ricordi?, quattro anni fa, tornata dal viaggio mi trovai davanti un libro, "IL PICCOLO BURATTINAIO DI VARSAVIA", tra le cui pagine scoprii un'incredibile coincidenza, visto che trovandomi io di fronte a quell'Hotel avevo sentito qualcosa dentro al cuore, qualcosa che mi spinse verso il suo interno.
Avevo deciso di tornarci. 

Entro nella lussuosa caffetteria dell'hotel, sono con la mia amica; hai presente quando all'improvviso tutto cambia? Quando all'improvviso sei catapultata all'interno di un film, o di un sogno, o di qualcosa di veramente magico? Ecco, io ero lì. Ci siamo sedute ad aspettare i caffè e i dolci ed ecco che il pianista del pianobar intona una musica. Io e la mia amica ci guardiamo, "Senti?!", le dico io. Sono le note di una vecchia canzone, di una splendida canzone che in italiano si chiama "senza luce, in originale, dei Procol Harum. Mi ricorda quando ero molto piccola, mi riporta indietro nel tempo e mi fa un certo effetto, un effetto tra nostalgia e piacere. Poco prima di partire, pensandoti, mi chiesi (o forse ti chiesi) se avrei avuto uno dei tuoi emozionanti messaggi dell'anima, che io e te abbiamo tanto avuto ieri e mai perderemo. Ma non sapevo ancora che il tuo messaggio era proprio lì, tra quelle note. Ignara di tutto proseguo nell'ascolto e nell'emozione che sento. 
Poi si fa tardi, dobbiamo ancora vedere il lungofiume di Varsavia, piove molto ma chissenefrega, io lo voglio vedere. Usciamo dall'hotel ma io sento che devo tornarci e devo tornarci per starci. La serata è movimentatissima, sotto la pioggia che stasera a Varsavia comanda forte noi non ci fermiamo e sembriamo folli che passeggiano sul lungofiume e ridono, si divertono e se ne fegano della pioggia. 
E' già tardi anche per la cena adesso, se non ci sbrighiamo si farà troppo tardi così a passi veloci ma non troppo e divertiti per quest'avventura che ci vede tutti bagnati zuppi ci dirigiamo di nuovo verso il centro. Arrivati alla via principale un ragazzo, fuori da un locale ci dà un volantino; si tratta di un ristorante ma noi non accettiamo l'invito e ne cerchiamo un altro. Non so perché ma la situazione ci riporta al ristorante del volantino e finalmente entriamo. E' in questo istante che ho il brivido più forte, perché dalla radio iniziano a trasmettere la stessa canzone suonata qualche ora prima al pianobar del Polonia Palace Hotel. Questa :

(Ferma il video in alto per ascoltare questo)


LE PAROLE

Più Chiara del Pallido.
Noi danzammo quel Fandango da poco,
giravamo come ruote sul pavimento,
mi sentivo come con il mal di mare ma la folla ne voleva ancora.
La stanza borbottava così forte che il tetto stava per volare via.
Quando chiedemmo un altro drink il cameriere ci portò un vassoio.
E fu così che più tardi non appena il mugnaio finì la sua storia la sua faccia,
all'inizio quasi spettrale,
diventò più chiara del pallido.
Lei disse "Non vedo il motivo e la verità è facile da capire"
Ma io vagai tra le carte che potevo giocare
e non avrei permesso che lei diventasse
una delle sedici vergini vestali che stavano partendo per la costa
e sebbene i miei occhi fossero aperti
potevano benissimo anche essere chiusi.
E fu così che più tardi,
non appena il mugnaio finì la sua storia,
la sua faccia,
all'inizio quasi spettrale,
diventò più chiara del pallido E così fu...

Mi sono documentata sul testo, che nessuno è mai riuscito a decifrare correttamente, perché il suo significato non è molto chiaro. Ma ancora una volta sono incappata, tramite il nostro assurdo legame, in una coincidenza che spiega ciò che non si può spiegare.

LAURA

 
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