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La Cometa

Post n°186 pubblicato il 11 Dicembre 2012 da luli.11
 

Luli.11 ©  mlm 2012

In ogni presepio del mondo, sopra la grotta che ospita la sacra famiglia, o sulla punta dell'albero addobbato per la festa, trova posto da tempo immemorabile una splendente stella cometa. Vuole la tradizione che i re Magi fossero stati guidati nel luogo dove nacque Gesù proprio da una luminosa cometa, divino messaggero del glorioso evento. Ma quanto c'è di verificabile, dal punto di vista astronomico, in questa affascinante rappresentazione? La stella dei Magi è esistita davvero?

 

L'interesse degli astronomi per la stella di Betlemme è sempre stato vivo e non accenna a diminuire: dopo duemila anni si susseguono ancora interpretazioni e studi al riguardo. Superata come è giusto che sia la volontà di far corrispondere fatti ed eventi scientificamente provati

 

alle parole degli Evangelisti, come se l'attendibilità delle Sacre Scritture dovesse risiedere nella verificabilità storica  e scientifica dell'interpretazione letterale, pare sia mantenuta solo dagli astronomi la speranza di poter conferire un senso preciso a questo astro misterioso. La nascita di Gesù viene celebrata, come tutti sappiamo, il 25 dicembre: L'origine della natività del 25 dicembre andrebbe considerata nell'ottica di un'importante festa pagana, la celebrazione dio del Sole e signore dei pianeti: in quei giorni, infatti, avviene il solstizio invernale, che segna il momento in cui le giornate si allungano, il messia veniva spesso descritto come "Sole di giustizia" . La scelta del 25 dicembre sembra quindi essere derivata dalla necessità, per la nuova religione del Cristianesimo che si stava diffondendo, di contrapporre una festa cristiana ad una pagana.

 

Ricordiamo che in Palestina e a Gerusalemme ancora fino al V secolo era comunque l'Epifania ad essere festeggiata in memoria della nascita di Cristo. Storici famosi come Clemente Alessandrino propendevano per il 6 gennaio, altri per il 10 gennaio o il 25 marzo.  Consideriamo allora come intervallo temporale accettabile per la nascita di Cristo il periodo dal 20 dicembre al 20 marzo.

 

E per quanto riguarda l'anno di nascita? L'anno zero della nostra epoca fu stabilito dal monaco Dionigi il piccolo vissuto nel VI secolo:  dopo laboriosi calcoli ed indagini egli si convinse che coincidesse con il 754° anno dalla fondazione di Roma. Oggi sappiamo che Dionigi sbagliò in eccesso di almeno quattro anni. Nella lettura dei Vangeli vi  sono riferimenti che ci aiutano a fissare un limite superiore ed uno inferiore alla nascita di Cristo. I Vangeli sono una fonte privilegiata per inquadrare con una certa precisione la "stella" che videro i Magi.  Dal Vangelo di Matteo ci proviene un'utile informazione: il fenomeno astronomico osservato dai Magi fu si importante ma non certo eclatante, ossia perfettamente evidente a chiunque. In caso contrario anche Erode ne sarebbe stato a conoscenza e non avrebbe dovuto chiederne informazioni dettagliate. Da perfetti conoscitori della volta celeste quali erano, i Magi sicuramente si resero conto che ciò che videro, nel loro lungo viaggio da Babilonia a Betlemme, era qualcosa di importante per la propria esperienza di studiosi del cielo, anche se poi, a livello popolare,  poteva passare del tutto inosservato.

 

Ecco dunque perché furono i Magi a vedere "la stella" e non altri:  solo loro erano in grado, come esperti osservatori delle stelle, di apprezzarne la particolarità. Di grande interesse sono anche i Vangeli apocrifi, che la Chiesa esclude dal novero di quelli canonici per motivi dottrinali. Dopo il concilio di Trento i primi persero credito nei confronti dei secondi, ma ebbero una vita sotterranea molto intensa  almeno fino al Medioevo, influenzando fortemente l'iconografia cristiana.  Gli stessi Vangeli apocrifi, nella loro forma orale, sembrano avere un'origine molto remota, perlomeno come i Vangeli canonici, e contengono elementi dogmatici che la Chiesa ritiene validi.

 

Luli.11 ©  mlm 2012


Nel Protovangelo di Giacomo (databile tra il 130 e il 140 d.c.) viene più volte ribadito un concetto: la stella è un simbolo di regalità, rappresenta l'annuncio della nascita di un re. Un altro Vangelo apocrifo, quello definito dello Pseudo - Matteo, delinea molti particolari sulla grotta di Gesù e sulla brillante stella che vi splendeva dal tramonto all'alba. Nei Vangeli apocrifi  redatti in Siria intorno al VI secolo si leggono molti altri dettagli: i Magi, avvertiti da un angelo,  intrapresero un viaggio durato nove mesi guidati da una stella e giunsero a destinazione nel momento in cui la Vergine  dava alla luce Gesù. Sono questi stessi scritti che identificano i Magi con i loro nomi.

L'ipotesi cometaria

 

Pare che il primo ad interpretare la stella di Matteo come un oggetto astronomico vero e proprio sia stato Origene, teologo alessandrino vissuto nel III secolo. Nel suo Contra Celsus egli sostiene con fermezza la realtà astronomica dell'evento, che interpreta come la comparsa di una brillante cometa (3).

 

Una prima constatazione molto importante tuttavia emerge subito: Matteo non fa assolutamente cenno ad una cometa, ma parla di una stella in maniera generica. È probabile che anche nelle prime comunità cristiane la stella dei Magi  fosse interpretata come una cometa. Presso i Babilonesi queste erano considerate come oggetti astronomici, fonti di buono o cattivo auspicio a seconda della loro posizione in cielo, luminosità, colore. Aristotele le relegò al mondo sublunare come fenomeni astronomici, mentre Tolomeo ne sottolineava l'importanza per la predizione di importanti eventi.

Innumerevoli sono gli esempi che vedono le comete come atteso segno per l'avvento di re o imperatori, oppure causa di profondi cambiamenti politici, o carestie e pestilenze. Fu così che nel 118 a.c. una luminosa cometa sembrò indicare la nascita di Mitridate, re del Ponto. Più tardi, nelle parole di Tacito leggiamo il terrore che incutevano a Roma: Nerone ne fu impaurito a tal punto, era il 64 a.c., da sacrificare alcuni noti personaggi romani per evitare potenziali tragedie. Si cominciò a parlare insistentemente di un astro chiomato solo a partire dal 1300.

 

Il grande pittore Giotto osservò personalmente una meravigliosa apparizione della cometa di Halley e, comprensibilmente, non resistette all'idea di disegnare il grande evento astronomico sulla scena della natività nella Cappella degli Scrovegni a Padova nel 1301. Molti storici ritengono che la tradizione popolare della stella cometa abbia tratto particolare forza proprio da questa rappresentazione.

 

A favore dell'ipotesi cometaria si potrebbero portare diverse prove: ai Magi la stella appare due volte, la prima quando li guida verso la Palestina, la seconda da Gerusalemme a Betlemme. Potremmo interpretare questo fatto come la visibilità di una cometa prima alla sera e poi alla mattina,  dopo il passaggio al perielio.

 

 

Luli.11 mlm 2012

La cometa di Halley

 

 

L'astro sul quale maggiore si è posta l'attenzione degli storici è stato la cometa di Halley. Innumerevoli studi hanno ricostruito i passaggi della cometa fino a circa 2500 anni fa. La cometa di Halley apparve nei cieli del nostro emisfero, come riportato con precisione dalle cronache scritte, nel mese di ottobre dell'anno 12 a.c. Era un periodo di pace e tranquillità per l'area del Mediterraneo.

 

Un primo avvistamento della cometa lo troviamo nella capitale dell'impero Romano si vide per parecchi giorni una cometa: era come sospesa sulla città di Roma, ed in seguito apparve risolversi in diverse piccole fiaccole".

 

Dalla Cina provengono osservazioni più precise: gli astronomi imperiali riportano l'apparizione di una cometa nella costellazione dei Gemelli nel mese di agosto del 12 a.c.. Essa si spostò di seguito nelle costellazioni della Lince, del Leone Minore e del Leone, passando poco distante da Saturno. Raggiunse le costellazioni di Ofiuco e dello Scorpione, dove scomparve alla vista per la vicinanza del Sole, 57 giorni dopo il suo avvistamento. Quindi la cometa apparve molto luminosa e visibile per ben due mesi. Alcuni studiosi hanno cercato di risalire alla magnitudine (6) della cometa comparando questo passaggio a quello del 1835, molto simile geometricamente, ma l'influenza dell'attività solare sulla lunghezza e luminosità delle code cometarie ha reso il compito abbastanza arduo.

 

La stessa apparizione recente della cometa, avvenuta negli anni 1985-86, ha mostrato l'estrema difficoltà nel predire correttamente la luminosità di un simile corpo celeste, anche se osservato per diversi passaggi. Si trattò comunque della cometa più luminosa per un periodo di almeno quindici anni prima e dopo la sua apparizione. Dobbiamo quindi escludere, vista la bontà della verifica storica, che la cometa di Halley possa essere stata la "stella di Natale" come indicato da alcuni autori nel passato. L'incongruenza di fondo tra la sua apparizione e la data di nascita di Cristo non è cronologicamente risolvibile.

 

Luli.11 mlm 2012

 

“Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle … quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina” (Luca 21, 25-28)

Luli

 

 
 
 
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Come l'anima mia quando si rivolge a Te


cerca di nascondersi fra la nebbia


ma tu Rossa la riconosci


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dove si cela


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