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Donne in Rinascita
Post n°220 pubblicato il 11 Gennaio 2014 da luli.11
Più dei tramonti, più del volo di un uccello, la cosa meravigliosa in assoluto è una donna in rinascita. Quando si rimette in piedi dopo la catastrofe, dopo la caduta. Che uno dice: è finita. No, non è mai finita per una donna. Una donna si rialza sempre, anche quando non ci crede, anche se non vuole. Non parlo solo dei dolori immensi, di quelle ferite da mina anti-uomo che ti fa la morte o la malattia. Parlo di te, che questo periodo non finisce più, che ti stai giocando l'esistenza in un lavoro difficile, che ogni mattina è un esame, peggio che a scuola. Te, implacabile arbitro di te stessa, che da come il tuo capo ti guarderà deciderai se sei all'altezza o se ti devi condannare. Così ogni giorno, e questo noviziato non finisce mai. E sei tu che lo fai durare. Oppure parlo di te, che hai paura anche solo di dormirci, con un uomo; che sei terrorizzata che una storia ti tolga l'aria, che non flirti con nessuno perché hai il terrore che qualcuno s'infiltri nella tua vita. Peggio: se ci rimani presa in mezzo tu, poi soffri come un cane. Sei stanca: c'è sempre qualcuno con cui ti devi giustificare, che ti vuole cambiare, o che devi cambiare tu per tenertelo stretto. Così ti stai coltivando la solitudine dentro casa. Eppure te la racconti, te lo dici anche quando parli con le altre: Io sto bene così. Sto bene così, sto meglio così". E il cielo si abbassa di un altro palmo. Oppure con quel ragazzo ci sei andata a vivere, ci hai abitato Natali e Pasqua. In quell'uomo ci hai buttato dentro l'anima ed è passato tanto tempo, e ne hai buttata talmente tanta di anima, che un giorno cominci a cercarti dentro lo specchio perché non sai più chi sei diventata. Comunque sia andata, ora sei qui e so che c'è stato un momento che hai guardato giù e avevi i piedi nel cemento. Dovunque fossi, ci stavi stretta: nella tua storia, nel tuo lavoro, nella tua solitudine. Ed è stata crisi, e hai pianto. Dio quanto piangete! Avete una sorgente d'acqua nello stomaco. Hai pianto mentre camminavi in una strada affollata, alla fermata della metro, sul motorino. Così, improvvisamente. Non potevi trattenerlo. E quella notte che hai preso la macchina e hai guidato per ore, perché l'aria buia ti asciugasse le guance? E poi hai scavato, hai parlato, quanto parlate, ragazze! Lacrime e parole. Per capire, per tirare fuori una radice lunga sei metri che dia un senso al tuo dolore. "Perché faccio così? Com'è che ripeto sempre lo stesso schema? Sono forse pazza?" Se lo sono chiesto tutte. E allora vai giù con la ruspa dentro alla tua storia, a due, a quattro mani, e saltano fuori migliaia di tasselli. Un puzzle inestricabile. Ecco, è qui che inizia tutto. Non lo sapevi? E' da quel grande fegato che ti ci vuole per guardarti così, scomposta in mille coriandoli, che ricomincerai. Perché una donna ricomincia comunque, ha dentro un istinto che la trascinerà sempre avanti. Ti servirà una strategia, dovrai inventarti una nuova forma per la tua nuova te. Perché ti è toccato di conoscerti di nuovo, di presentarti a te stessa. Non puoi più essere quella di prima. Prima della ruspa. Non ti entusiasma? Ti avvincerà lentamente. Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel. Parte piano, bisogna insistere. Ma quando va, va in corsa. E' un'avventura, ricostruire se stesse. La più grande. Non importa da dove cominci, se dalla casa, dal colore delle tende o dal taglio di capelli. Vi ho sempre adorato, donne in rinascita, per questo meraviglioso modo di gridare al mondo "sono nuova" con una gonna a fiori o con un fresco ricciolo biondo. Perché tutti devono capire e vedere: "Attenti: il cantiere è aperto, stiamo lavorando anche per voi. Ma soprattutto per noi stesse". Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia. Per chi la incontra e per se stessa. È la primavera a novembre. Quando meno te l'aspetti...
Luli Jack Folla |
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Giorni tumultuosi
onde gigantesche infrangono scogli inesplorati
coperti da alghe vermiglie ...
Come l'anima mia quando si rivolge a Te
cerca di nascondersi fra la nebbia
ma tu Rossa la riconosci
accogliendola
leggera la fai nuotare per mari inesplorati
dove si cela
il silenzio delle cose.
Luli.11 © 2001-2008
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sono di mia creazione ed esclusiva proprietà,
se ne dovreste prelevate qualcuna avvertitemi
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"Quando l'anima sogna ...
le ali della libertà riposano
... cullate dal vento."
Luli.11 © mlm 2013

La bicicletta

Nell’ombra della notte si ritorna soli.
È l’ora che preferisco
per viaggiare in bicicletta,
al raggio delle stelle su la strada vuota,
per la bianchezza della quale l’occhio
vede da lungi sicuramente.
Dove si corre?
Alfredo Oriani
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Paris di notte

Tre fiammiferi accesi
uno per uno nella notte
Il primo per vederti tutto il viso
Il secondo per vederti gli occhi
L’ ultimo per vedere la tua bocca
E tutto il buio per ricordarmi queste cose
Mentre ti stringo fra le braccia.
Jacques Prèvert
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La Libellulla

"La libellula,
la creatura del vento,
simboleggia
l'illusione e il cambiamento.
Le sue ali cangianti
ci ricordano
tempi e mondi magici,
rendendoci coscienti
del fatto che la realtà
di questo mondo
è solo un'apparenza.
Il suo insegnamento
ci dice che niente
è in realtà come ci appare
e che dobbiamo sforzarci
di liberarci dalle illusioni
dei nostri sensi.
Inoltre essa fa da tramite
per portarci messaggi d
egli elementali
e degli spiriti del
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"Tienimi per mano al tramonto,
quando la luce del giorno si spegne
e l’oscurità fa scivolare
il suo drappo di stelle…
Tienila stretta quando non riesco a viverlo
questo mondo imperfetto …
Tienimi per mano …
portami dove il tempo non esiste …
Tienila stretta nel difficile vivere.
Tienimi per mano …
nei giorni in cui mi sento disorientata …
cantami la canzone delle stelle
dolce cantilena di voci respirate …
Tienimi la mano, e stringila forte
prima che l’insolente fato
possa portarmi via da te …
Tienimi per mano e
non lasciarmi andare… mai…"
Herman Hesse
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