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Cigno
Post n°235 pubblicato il 11 Giugno 2014 da luli.11
Il cigno è un animale simbolico per eccellenza. Il mito più antico che lo riguarda è quello di Leda, figlia di Testio e moglie di Tindaro, re di Sparta. La leggenda narra che Zeus, innamoratosi di lei, si trasformò in un cigno e si accoppiò con lei, che generò due uova. Da un uovo sarebbero usciti i Dioscuri, Castore e Polluce, mentre dall'altro Elena e Clitennestra. La tradizione mitica è discordante riguardo a quale fosse la progenie divina; secondo alcune versioni i figli immortali di Zeus non sarebbero stati i Dioscuri ("figli del dio"), ma Polluce ed Elena, mentre gli altri due sarebbero figli di Tindaro. Secondo un'altra versione del mito, Leda trovò l'uovo, frutto dell'unione tra Zeus e Nemesi, dal quale sarebbe uscita Elena. Così il poeta latino, e padre dell'astrologia, Marco Manilio descrive la costellazione del Cigno nel suo Poema SUgli astri, rifacendosi all'antico mito. Nell'Europa del nord, i cigni erano il simbolo del dio solare e messaggeri degli dei. Secondo i Celti guidavano la barca solare nell'oceano celeste e le creature angeliche, per scendere nel mondo, assumevano le loro sembianze. Eala, cigno sacro, era associato a Samhain e ai viaggi nell'aldilà: le valchirie, sotto forma di cigno, conducevano gli eroi morti nel Walhalla. Vi è inoltre, un legame fra le Norne, le dee che stabilivano il destino degli uomini e questi animali; si narra che i due cigni dai quali discese la razza umana, vivessero presso Urdarbrunnr, ovvero la Fonte del destino, che era lo stesso luogo dove dimoravano le Norne. Il suo volo è paragonato al ritorno dello spirito verso la propria sorgente e rappresenta la parte dell'uomo che tende al bene, alla perfezione e alla spiritualità. Nell'arte celtica, il cigno veniva inoltre rappresentato con catene d'oro e di argento attorno al collo, a indicare l'unione del Sole e della Luna, l'armonia tra le forze cosmiche. Per questo era considerato un amuleto e adottato come polena sui velieri.
Questo volatile è anche l'epifania simbolica del divino in forma di sposa celeste e presso i popoli dell'Asia settentrionale incarna la Vergine che dev'essere fecondata dalla terra o dall'acqua. In Grecia erano considerati "ministri di Apollo" e la loro presenza purificava i templi. Avendo la visione dei beni dell'Ade, nel giorno della morte cantano e si rallegrano. Per tal motivo, Artemidoro nel suo "Libro dei sogni" sosteneva che il cigno simboleggiasse un uomo incline alla musica, o la musica stessa, aggiungendo che rivela le cose nascoste a causa del suo colore. Se appare a un malato annuncia la sua guarigione, ma se canta è segnale di morte. I cigni trainavano il carro di Venere, perché col loro canto funebre richiamavano le pene d'amore. Anticamente si associava anche all'Afrodite d'oro dei Greci che raffigurata in piedi su questo uccello ispirava l'amor celeste negli uomini. Nell'Induismo Ham e Sa, sono due cigni che si nutrono del miele che sgorga dal loto della conoscenza. Talvolta i cigni sono raffigurati con i colli intrecciati, emblema dell'affetto coniugale tenero e fedele, perché i cigni sono monogami.
Nella cristianità, il cigno, prediligendo acque limpide evocava la purezza di Cristo e quella dei santi. Una leggenda narra che questi uccelli, attratti dal profumo di purezza emanato da santa Brigida, attraversassero lo stagno di Kildare per lasciarsi accarezzare da lei. Non a caso, nel Medioevo si volle vedere una grande croce nella costellazione del Cigno. Tutto sommato al candido volatile, non sono associati solo aspetti positivi: richiama la lussuria (mito di Leda), la superbia a causa del collo altezzoso e l'ipocrita vizioso che si cela dietro le belle maniere. Divenne anche immagine del demonio, in particolare il cigno nero, che col suo colore ricordava le tenebre, il peccato e i demoni tentatori. In alchimia il cigno rappresenta l'Androgino assoluto; infatti ha sia un lungo collo (simbolo fallico) che un corpo bianco, candido e rotondo (principio femmineo). Emblema della costanza, indica il processo di calcinazione e l'Albedo.
Liberamente tratto da internet |
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Giorni tumultuosi
onde gigantesche infrangono scogli inesplorati
coperti da alghe vermiglie ...
Come l'anima mia quando si rivolge a Te
cerca di nascondersi fra la nebbia
ma tu Rossa la riconosci
accogliendola
leggera la fai nuotare per mari inesplorati
dove si cela
il silenzio delle cose.
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La bicicletta

Nell’ombra della notte si ritorna soli.
È l’ora che preferisco
per viaggiare in bicicletta,
al raggio delle stelle su la strada vuota,
per la bianchezza della quale l’occhio
vede da lungi sicuramente.
Dove si corre?
Alfredo Oriani
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uno per uno nella notte
Il primo per vederti tutto il viso
Il secondo per vederti gli occhi
L’ ultimo per vedere la tua bocca
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"La libellula,
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rendendoci coscienti
del fatto che la realtà
di questo mondo
è solo un'apparenza.
Il suo insegnamento
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Inoltre essa fa da tramite
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"Tienimi per mano al tramonto,
quando la luce del giorno si spegne
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il suo drappo di stelle…
Tienila stretta quando non riesco a viverlo
questo mondo imperfetto …
Tienimi per mano …
portami dove il tempo non esiste …
Tienila stretta nel difficile vivere.
Tienimi per mano …
nei giorni in cui mi sento disorientata …
cantami la canzone delle stelle
dolce cantilena di voci respirate …
Tienimi la mano, e stringila forte
prima che l’insolente fato
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Tienimi per mano e
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