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S. Giovanni e il solstizio d’estate
Post n°101 pubblicato il 21 Giugno 2010 da luli.11
Fin dall'antichità il cambio di direzione che il sole compie tra il 21 e il 22 giugno, riprendendo la sua corsa sull'orizzonte, è stato salutato come l'inizio di un nuovo periodo di vita. Questo giorno, detto solstizio estivo, in quanto primo giorno d'estate, ed è associato alla magica festa di San Giovanni Battista. Il sole, per l'uomo principale fonte di vita, muta il suo cammino sull'orizzonte e sembra fermarsi ("sosta" di qui "solstizio") per alcuni giorni in un punto preciso, sorgendo e tramontando sempre nella stessa posizione, finché, il 24 giugno (e il 25 dicembre) ricomincia a sorgere, giorno dopo giorno sempre più a sud sull'orizzonte (a giugno, e sempre più a nord a dicembre), determinando in maniera graduale l'allungarsi o l'accorciarsi delle giornate. Gli antichi greci chiamavano il solstizio estivo "Porta degli uomini", poiché, nella loro mitologia, era il momento in cui le anime uscivano dalla caverna cosmica. I solstizi erano anche festeggiati dalle grandi civiltà dell'America precolombiana, in Perù per esempio, il dio sole, Inti, che era anche l'Imperatore, riceveva grandi sacrifici di animali ed offerte naturali, in modo propiziatorio perché i raccolti estivi fossero abbondanti. La religione Cristiana, conscia della portata di questi festeggiamenti, si preoccupò fin dai suoi inizi di acquisire le date dei festeggiamenti, sovrapponendoli con solenni celebrazioni. Per dare un'idea dell'importanza di queste feste basta considerare che il solstizio invernale è stato sostituito dal Natale! E che, secondo la tradizione sapienziale, Giovanni sarebbe nato il 24 giugno, esattamente sei mesi prima di Cristo. Le streghe di S. Giovanni
La notte di San Giovanni, a Roma, fino al 1872 (anno in cui la festa fu soppressa dal governo italiano), dopo l'Ave Maria veniva sparato un colpo di cannone che dava inizio ai festeggiamenti. Chi voleva si metteva in attesa del passaggio delle streghe, sedendosi, con il mento appoggiato ad un bastone doppio, con lo sguardo rivolto alla Santa Croce, scrutando il cielo. Anche nelle notti più nuvolose, il buon vino dei Castelli romani faceva il più del lavoro, permettendo a tutti di avvistare streghe e fantasmi delle grandi malvagie eroine capitoline, come Lucrezia Borgia, la papessa Giovanna e la famigerata donna Olimpia, patrona dei corrotti e dei corruttori. Le erbe magiche di San Giovanni
Ma la notte di San Giovanni era soprattutto il momento in cui, in tutta Italia, le campagne e le città si riempivano di imponenti fuochi. Nei campi venivano accesi dei focolari propiziatori, per allontanare il maligno e proteggere i campi. Le fiamme erano tenute in vita fino all'alba, momento in cui si spegnevano per lasciar spazio al più importante dei fuochi: il sole. E si credeva che la ragazza che, guardando il sole all'alba, vi avesse visto la testa decapitata di San Giovanni, si sarebbe sposata entro l'anno. Addirittura in Sardegna si ritiene che il sole all'alba saltelli tre volte prima di innalzarsi in cielo, come la testa di Giovanni Battista decapitato. Questa festa, originariamente pagana, diffusa in molte culture umane, poiché basata sull'osservazione antichissima del moto del sole, si è quindi fusa con la tradizione Cristiana, dando vita a tutta una serie di curiose ricorrenze a metà tra il sacro e il profano. Oggi purtroppo molte delle particolarità di questa festa si sono perse, ma ci farebbe immensamente piacere sapere se dalle vostre parti ancora si saluta l'inizio dell'estate e la nascita di San Giovanni, con celebrazioni speciali. Liberamente tratto da internet |
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Giorni tumultuosi
onde gigantesche infrangono scogli inesplorati
coperti da alghe vermiglie ...
Come l'anima mia quando si rivolge a Te
cerca di nascondersi fra la nebbia
ma tu Rossa la riconosci
accogliendola
leggera la fai nuotare per mari inesplorati
dove si cela
il silenzio delle cose.
Luli.11 © 2001-2008
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"Quando l'anima sogna ...
le ali della libertà riposano
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La bicicletta

Nell’ombra della notte si ritorna soli.
È l’ora che preferisco
per viaggiare in bicicletta,
al raggio delle stelle su la strada vuota,
per la bianchezza della quale l’occhio
vede da lungi sicuramente.
Dove si corre?
Alfredo Oriani
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Tre fiammiferi accesi
uno per uno nella notte
Il primo per vederti tutto il viso
Il secondo per vederti gli occhi
L’ ultimo per vedere la tua bocca
E tutto il buio per ricordarmi queste cose
Mentre ti stringo fra le braccia.
Jacques Prèvert
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La Libellulla

"La libellula,
la creatura del vento,
simboleggia
l'illusione e il cambiamento.
Le sue ali cangianti
ci ricordano
tempi e mondi magici,
rendendoci coscienti
del fatto che la realtà
di questo mondo
è solo un'apparenza.
Il suo insegnamento
ci dice che niente
è in realtà come ci appare
e che dobbiamo sforzarci
di liberarci dalle illusioni
dei nostri sensi.
Inoltre essa fa da tramite
per portarci messaggi d
egli elementali
e degli spiriti del
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"Tienimi per mano al tramonto,
quando la luce del giorno si spegne
e l’oscurità fa scivolare
il suo drappo di stelle…
Tienila stretta quando non riesco a viverlo
questo mondo imperfetto …
Tienimi per mano …
portami dove il tempo non esiste …
Tienila stretta nel difficile vivere.
Tienimi per mano …
nei giorni in cui mi sento disorientata …
cantami la canzone delle stelle
dolce cantilena di voci respirate …
Tienimi la mano, e stringila forte
prima che l’insolente fato
possa portarmi via da te …
Tienimi per mano e
non lasciarmi andare… mai…"
Herman Hesse
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