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Le Leggende di Scilla
Post n°109 pubblicato il 29 Settembre 2010 da luli.11
Nelle Metamorfosi Ovidio racconta la tragica storia dell'amore di Glauco per la bella Scilla.
Secondo un'altra versione Scilla era una fanciulla bellissima e corteggiata che, però, respingeva ogni suo pretendente. Appena Glauco la vide, mentre si rinfrescava in una caletta d'acqua, se ne innamorò, ma Scilla fuggì rifiutandolo, come aveva fatto con gli altri. Glauco chiese aiuto alla maga Circe affinché preparasse un filtro d'amore per conquistare la bella fanciulla. Ma la maga, si invaghì di lui e, vistasi rifiutata, decise di vendicarsi su Scilla. Con erbe malefiche preparò una pozione e recitò un sortilegio con cui infettò le acque della caletta dove la giovane era solita riposarsi. Conclusione comune delle due versioni quando Scilla si immerse nelle acque si trasformò in un orribile mostro con sei teste e cani latranti che le spuntavano dai fianchi con bocche dotate ciascuna di una triplice fila di denti. Per l'orrore che ebbe di se stessa, Scilla si precipitò in mare e si nascose in uno scoglio di fronte all'antro dove dimorava l'altro mostro marino Cariddi. Condannata a vivere in quell'antro, da quel giorno Scilla sporgeva le sue teste per terrorizzare ed uccidere i naviganti che di lì transitavano o per rapirli quando le si avvicinavano. Glauco disperato per il destino dell'amata fuggì, ma si rifiutò di unirsi a Circe che si era così crudelmente vendicata della fanciulla, sua inconsapevole rivale. Secondo un'altra versione, Scilla subì quella trasformazione per opera di Anfitrite, gelosa della Ninfa perché amata da Poseidone. E anche Dumas durante il suo soggiorno a Messina fu affascinato dai miti dello Stretto tanto da scrivere: -"Del resto, da un istante all'altro, tutte le asperità movimentate della costa ci apparivano più visibili: i villaggi si stagliavano bianchi e nitidi sul fondo verdastro del terreno; cominciavamo a scorgere 1'antica Scilla, quel mostro dal busto di donna e con la vita cinta da cani famelici, talmente temuta dagli antichi marinai e che l'indovino Eleno aveva così tanto raccomandato a Enea di rifuggire. Per quanto ci concerneva, fummo meno prudenti dell'eroe troiano; benché, come lui, appena scampati a una tempesta. Il mare era ritornato completa mente calmo, l'abbaiare del cani era cessato per lasciare posto al rumore delle onde che s'infrangeva.
Liberamente tratto da internet |
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Giorni tumultuosi
onde gigantesche infrangono scogli inesplorati
coperti da alghe vermiglie ...
Come l'anima mia quando si rivolge a Te
cerca di nascondersi fra la nebbia
ma tu Rossa la riconosci
accogliendola
leggera la fai nuotare per mari inesplorati
dove si cela
il silenzio delle cose.
Luli.11 © 2001-2008
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"Quando l'anima sogna ...
le ali della libertà riposano
... cullate dal vento."
Luli.11 © mlm 2013

La bicicletta

Nell’ombra della notte si ritorna soli.
È l’ora che preferisco
per viaggiare in bicicletta,
al raggio delle stelle su la strada vuota,
per la bianchezza della quale l’occhio
vede da lungi sicuramente.
Dove si corre?
Alfredo Oriani
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Paris di notte

Tre fiammiferi accesi
uno per uno nella notte
Il primo per vederti tutto il viso
Il secondo per vederti gli occhi
L’ ultimo per vedere la tua bocca
E tutto il buio per ricordarmi queste cose
Mentre ti stringo fra le braccia.
Jacques Prèvert
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La Libellulla

"La libellula,
la creatura del vento,
simboleggia
l'illusione e il cambiamento.
Le sue ali cangianti
ci ricordano
tempi e mondi magici,
rendendoci coscienti
del fatto che la realtà
di questo mondo
è solo un'apparenza.
Il suo insegnamento
ci dice che niente
è in realtà come ci appare
e che dobbiamo sforzarci
di liberarci dalle illusioni
dei nostri sensi.
Inoltre essa fa da tramite
per portarci messaggi d
egli elementali
e degli spiriti del
mondo vegetale."
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"Tienimi per mano al tramonto,
quando la luce del giorno si spegne
e l’oscurità fa scivolare
il suo drappo di stelle…
Tienila stretta quando non riesco a viverlo
questo mondo imperfetto …
Tienimi per mano …
portami dove il tempo non esiste …
Tienila stretta nel difficile vivere.
Tienimi per mano …
nei giorni in cui mi sento disorientata …
cantami la canzone delle stelle
dolce cantilena di voci respirate …
Tienimi la mano, e stringila forte
prima che l’insolente fato
possa portarmi via da te …
Tienimi per mano e
non lasciarmi andare… mai…"
Herman Hesse
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