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CLOSER, la recensione

Post n°1661 pubblicato il 04 Novembre 2023 da scricciolo68lbr
 
Tag: #closer

Mi hanno chiesto di fare una recensione di un vecchio film, Close, accetto con piacere e la propongo qui di seguito.

Closer, il lungometraggio tratto da una commedia di Patrick Marber, è una storia, ambientata a Londra, con protagonisti quattro persone, due uomini e due donne, le cui vite si intrecciano, si scontrano, si separano, si ritrovano... generando, volontariamente o casualmente, questo lo decide lo spettatore, una sequenza a catena di relazioni, flirt, menzogne, tradimenti, gelosie, sesso... che risaltano un turbinio di emozioni dei personaggi, mettendo tuttavia in luce la vacuità dei legami, la superficialità attribuita dagli stessi personaggi alle parole amore e fedeltà, la debolezza (in particolare maschile) nel saper gestire legami, emozioni e pulsioni sessuali. Romanticismo poco rappresentato, materialismo ed egoismo invece esasperatamente esaltati nella pellicola, mentre con il dolore e il senso di colpa si innaffiano pure le piante. Il film si apre su una strada affollata di Londra, dove l'ex-spogliarellista Alyce (Portman) e lo scrittore di necrologi Dan (Law) rocambolescamente si incontrano e si piacciono, amore a prima vista, attraversando la strada però, un'auto investe lei e lui la soccorre. Decidono di andare a vivere assieme e Dan trova in lei l'ispirazione per scrivere il romanzo che non ha mai scritto. Dan successivamente, ospite nello studio della fotografa Anna (Roberts) per alcuni ritratti, da allegare come copertina del suo libro, si invaghisce di lei e tra i due scocca la scintilla e si baciano, facendosi scoprire da Alyce. È ancora Dan, in cerca di guai, si immerge alla ricerca di forti emozioni in chat, e fa credere al dermatologo Larry (Owen) di essere una donna, che dopo averlo solleticato per bene, gli dà un finto appuntamento all'acquario della città, dove Larry finirà per incontrare l'inconsapevole Anna, subito attratta da lui. Il quartetto ora al completo, si complica la vita in un circo di relazioni: Anna sposa Larry ma ama Dan; Dan ricambia ma fatica a staccarsi da Alyce. Alla fine nessuno ne esce bene: Dan e Anna tradiscono i partner, Larry avrà una rivincita e Alyce si scoprirà che ha mentito pure a Dan. Tutti presi a lasciarsi trasportare dalla fine di una relazione e l'inizio di un'altra. Tutti e quattro gli "estranei” sono insensibili alle sofferenze che provocano, persi nell'illusione di essere “più vicini” a quello che cercavano. Il film dal solco cinico, lascia un sapore più amaro che dolce - anche grazie alla canzone di Damien Rice "The Blower's daughter" - abbiamo scoperto come funziona il giocattolo dell'amore, ma restano solo i pezzi.
Il film di Nichols potrebbe essere una storia interessante, ma manca qualcosa, tutto è estremamente banalizzato, alla fine non si comprende chi ama chi, se qualcuno/a prova effettivamente affetto per l'altro/a o se i legami sono mantenuti per vigliaccheria o per insicurezza in se stessi. Il film è per sua fortuna, sostenuto da un cast di star di tutto rispetto: Julia Roberts, Jude Law, Natalie Portman, Clive Owen, tutti e quattro colonne portanti di Closer e tutti bravi nell’interpretare con convinzione le loro parti (Clive Owen secondo me, si erge su tutti, mentre la Roberts, che sostituì la allora gestante Kate Blanchett, è forse troppo morbida, poco risoluta e dura nel suo ruolo). Gli attori danno vita a frizzanti dialoghi. Alcune scene, meritano menzione, come il gioco in chat fra Jude Law e Owen, che alla fine rappresentano il cinismo della società di allora ed ancor di più odierna, forse peggiorata, a dimostrare ancora una volta come le persone si perdano poi nella ricerca ossessionante delle emozioni e dell'innamoramento, per smarrirsi sempre più nella illusione di costruire una solidità nei rapporti, che poi non sanno mantenere. L'amore nel film, è fatto a pezzi, farcito di attimi: l'inizio e la fine di ciascuna storia. Tutto il resto poi, è routine, sarcasmo, cinismo, noia, ricerca continua di qualcosa di diverso. Meravigliosa la "Blower's daughter" di Damien Rice che fa da colonna sonora. Il film tuttavia, alla fine, lascia parecchio sconforto allo spettatore, non fornisce una buona impressione dell'amore, se ne ricava un ritratto dell'amore convulso, confuso, squallido, sordido... certo non si richiede ad un film sui sentimenti sempre un lieto fine, da favoletta, forse però un messaggio di speranza, sarebbe stato auspicabile.

Voto: 5

 
 
 
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