Creato da scricciolo68lbr il 17/02/2007

Pensieri e parole...

Riflessioni, emozioni, musica, idee e sogni di un internauta alle prese con la vita... Porto con me sempre il mio quaderno degli appunti, mi fermo, scrivo, riprendo il cammino... verso la Luce

 

 

UN CONFLITTO INIZIATO NEL 2014!

Post n°1457 pubblicato il 21 Gennaio 2023 da scricciolo68lbr

Oggi, fa davvero freddo.
Il mio pensiero va a coloro che non hanno un tetto e a coloro che, da quest'anno, non hanno più la possibilità di riscaldarsi, nella propia casa. Una situazione assai incresciosa per coloro che sono coinvolti nel conflitto tra Ucraina e Russia, non iniziato il 24 febbraio 2022, come raccontato dai media mainstream, ma innescato nove anni fa: un'operazione preparata a tavolino, nei minimi dettagli, dalla quale guadagnano solo i soliti noti "esportatori di democrazia" nel mondo, cioè gli imperialisti anglo-americani.

Il 24 febbraio 2022 infatti, semmai è sfociato in invasione lo “scontro diplomatico-militare” che, dal febbraio 2014, era in atto tra la Russia e l'Ucraina. Con l'invasione, Putin vorrebbe dissuadere l'Occidente a riavvicinarsi all'Ucraina oppure instaurare un governo a lui favorevole.

 
 
 

DOPO DUE ANNI E MEZZO DI VESSAZIONI IL CTS RISCOPRE LA PRIVACY?

Post n°1456 pubblicato il 20 Gennaio 2023 da scricciolo68lbr

QUESTA MATTINA RIPROPONGO UN ARTICOLO “AL VETRIOLO” DELLA GRANDE PENNA DI MARIO GIORDANO, ESTRATTO DAL QUOTIDIANO LA VERITÀ DEL 20 GENNAIO 2023, CIOÈ OGGI. IL CTS, DOPO TRE ANNI IN CUI SI SONO SBIZZARRITI E DIVERTITI A COMPIERNE DI TUTTI I COLORI AGLI ITALIANI, CON LA SCUSA DELL’EMRGENZA SANITARIA, ADESSO, DOPO LA CATTURA DEL BOSS MESSINA DENARO, RISCOPRE LA PRIVACY E IL VALORE DEI DATI PERSONALI SENSIBILI. MA CI FA IL SIGNOR CARTABELLOTTA OPPURE C’E?

BUON LETTURA E BUON DIVERTIMENTO.

“I dati sanitari del boss mafioso sono sacri. Quelli degli italiani no. Nino Cartabellotta, fondatore del Gimbe e miracolato del Covid, dopo aver difeso a spada tratta il green pass, che costringeva gli italiani a divulgare le informazioni riservate sulla loro salute, adesso, all’improvviso, scopre che le informazioni riservate sulla salute non vanno divulgate. O, meglio, non vanno divulgate quelle di Matteo Messina Denaro, il padrino finito nel carcere dell’Aquila e gravemente malato di tumore. Il gastroenterologi trasformato in virostar deve avere una strana idea della privacy: per esserne tutelato devi come minimo aver fatto stragi e ammazzato bambini. Ci scusiamo per non essere tutti all’attezza. «La divulgazione pubblica di dettagli su stato di salute, farmaci assunti e altre informazioni sanitarie è violazione della privacy», ha tuonato infatti il fondatore del Gimbe su Twitter. Dunque secondo Cartabellotta nessuno deve conoscere se e quali farmaci vengono assunti dal capo della mafia. D’accordo. Ma allora perché il pizzaiolo doveva conoscere, attraverso il green pass, i farmaci che venivano assunti dai suoi clienti? Secondo Cartabellotta non è giusto divulgare le informazioni sanitarie di un mostro di delinquenza. D’accordo. Ma allora perché gli italiani perbene, attraverso il green pass, dovevano essere costretti a divulgare informazioni sanitarie personali anche per comprare un paio di scarpe o un chilo di mele? Secondo Cartabellotta non è giusto che si comunichi ai giornali lo stato di salute di un criminale efferato. D’accordo. Ma allora perché era giusto che persone né criminali né efferate fossero costrette a comunicare il loro stato di salute, attraverso il green pass, anche per poter andare al cinema? Scopriamo ora che il gastroenterologo Nino è un difensore della privacy di Matteo Messina Denaro. Benissimo. Ma prima non era forse lui un grande difensore del green pass, che è stata una palese violazione della privacy degli italiani? Dunque delle due l’una: o Cartabellotta pensa che gli unici dati sanitari da tutelare siano quelli dei boss, o sul green pass ha detto scemenze. Terzium non datur. Infatti i social si sono scatenati: se non è giustificata la diffusione di informazioni sulla salute, allora «come mai la scuola del mio paesello ha saputo che mia figlia non aveva fatto le vaccinazioni»? E come mai si potevano fornire «al ministero dell’Economia i fascicoli sanitari per sanzionare chi non si era vaccinato»? E come mai «il barista poteva tranquillamente sapere il mio stato vaccinale»? Evidentemente per il fondatore del Gimbe prendere un caffè al banco (non diciamo seduti, che quello forse per lui meritavail 41 bis) è un crimine peggiore che far sciogliere un bimbo nell’acido. Bel personaggio, questo prezzemolino della medicina assunto nell’eletta schiera dei virologi da salotto tv senza sapere una mazza di virologia (essendo per l’appunto gastroenterologo), già fanatico dei lockdown, poi fanatico delle inoculazioni obbligatorie, poi fanatico nella lotta contro i no vax. Severo con tutti tranne che con il suo conterraneo siciliano Matteo Messina Denaro, di fronte al quale ora s’intenerisce come se fosse una quarta dose Pfizer. Quando, nell’ottobre scorso, subito dopo la formazione del nuovo governo, si cominciò a pensare di reintegrare i medici non vaccinati lui tuonò contro l’«amnistia». Disse proprio così: amnistia. Come se il non vaccinarsi fosse un reato. Che ne so: omissione di puntura. Oppure: vilipendio a Pfizer. Invitò anche a punire i suddetti colpevoli imprigionandoli in «attività diverse». Insomma: per i non vaccinati nessuna pietà. Così la prossima volta imparano. E anziché no vax diventano mafiosi, che almeno la privacy è salva. Di Cartabellotta, per altro, si ricordano anche indimenticabili sonetti per sostenere la causa vaccinatoria. «A Natale una grande tavolata solo se parentela tutta vaccinata, per il cugino che non ha fatto il vaccino solo un tramezzino nello stanzino», scriveva questo Dante Alighieri in versione vax. Dalla Divi n a C o m m e d ia alla Divina Puntura. Purtroppo le sue apparizioni televisive non sono state tutte all’altezza della sua fama di poeta. A Porta a porta, per esempio, se ne uscì con una frase che fece aumentare d’improvviso i nei a Bruno Vespa: «Astrazeneca non funziona? Diamolo ai Paesi poveri», disse. E il conduttore a cercare di metterci una pezza: ma perché vuole far venire le trombosi agli africani? Percercare di rimediare, allora, Cartabellotta rese di mira il cantante Povia colpevole di avere il Covid: «Quando i cretini fanno boom», lo bollò. In effetti: insultare i malati non è forse la missione di ogni medico? Non è per questo che fanno il giuramento di Ippocrate? Nel suo sito si definisce, modestamente, «mosso da grande spirito di intraprendenza» e «spinto da una insaziabile voglia di sapere». Sono queste doti che lo lanciano ben oltre i confini della virologia di cui, come s’è detto, non sa niente. Ma lui essendo «insaziabile» e pieno di «spirito di intraprendenza» non s’accontenta di non sapere di virologia, vuole non sapere anche in altri campi. Persino nel campo della mafia. E così è intervenuto a caldo sull’a r re s to di Matteo Messina Denaro. Il suo primo tweet non è stato felicissimo: ci sono Fa l c o n e e Borsellino che chiacchierano complici e si dicono: «Giovanni, finalmente hanno preso la Primula rossa», «No, Paolo, si è fatto prendere». Qualcuno nota: a) ma che mazza ne sa un gastroenterologo degli arresti di mafia; b) ma come osa un gastroenterologo far parlare Fa l c o n e e B o r s el l i n o; e c) soprattutto come osa far parlare Falcone e Borsellino come se fossero dei Cartabellotta qualsiasi. Eppure lui non si scoraggia e insiste pubblicando il tweet di mercoledì, per l’appunto, in cui riconosce il diritto alla riservatezza dei dati sanitari (per il boss), dopo aver sostenuto per mesi la necessità i divulgare i dati sanitari (per gli italiani). «Ma ti sei rimbecillito?», gli chiede qualcuno. Noi non lo pensiamo, ovviamente. Ma nel frattempo meglio portarsi avanti cambiando il nome della fondazione. Da Gimbe a Rimbe”.

MARIO GIORDANO.

 

 


 
 
 

DALL’UE SOLO MAZZATE! ANCHE LA DESTRA È D'ACCORDO.

Post n°1455 pubblicato il 17 Gennaio 2023 da scricciolo68lbr

Adesso sarà più chiaro per molti che anche questo governo di destra, quello Meloni, è dalla parte delle élite globaliste del pianeta. Mi rivolgo naturalmente a chi maturasse ancora dei dubbi, io lo dicevo ancora prima delle ultime elezioni di settembre 2022, che non c’era da fidarsi. Il governo, entrando nel merito della questione, non farà nulla, o quasi, per fermare ad esempio, la norma Ue che imporrà ingenti spese di ristrutturazione e manutenzione ai proprietari di case, per adeguare il proprio immobile, agli standard che imporrà la stessa Ue, al fine di rendere le abitazioni meno inquinanti. Tutto rientra nel piano Green della comunità Europea, leggasi transizione ecologica, per imporre agli italiani pesanti balzelli sulla casa. La posta in gioco è altissima, e consiste in una mazzata vera e propria a carico del mattone e dei risparmi degli italiani. A peggiorare le cose c’è un mix di cattive intenzioni (a chi, da parte Ue vuole dare il colpo finale alla ricchezza privata italiana) e di crassa ignoranza (chi finge di non sapere che un conto è tirar su un casermone alla periferia di Bruxelles, altro conto è intervenire su un immobile in un borgo o in un centro storico o in un piccolo Comune italiano).

Davanti a una sfida così delicata, il governo e la maggioranza sembrano aver impostato la partita con estrema sudditanza (alla risoluzione parlamentare annunciata quattro giorni fa dal capogruppo alla Camera di Fdi, To m m a s o Foti, si è aggiunta ieri, sempre
a Montecitorio, una mozione leghista a prima firma del capogruppo Riccardo Molinari)
e anche con una certa dose di impudenza. Dal governo, infatti, non sono venute né
rodomontate, né promesse avanvera: ma è certo che l’esecutivo stia lavorando - co-
me La Verità è in grado di anticipare - SOLAMENTE per una strategia di riduzione del danno.
In fondo, è la prosecuzione di quanto avvenne un anno fa, quando la denuncia congiunta della Verità e di Confedilizia già smontò le minacce più assurde: fino a un surreale divieto di vendita e di affitto (a Bruxelles si era arrivati a ipotizzare perfino questo!) delle abita-
zioni di classe energetica inferiore a quanto le misure Ue puntassero a imporre in pro-
spettiva. Ora si tratta di fare altri passi decisi per sminare il terreno. 
Matteo Salvinj, ieri, è parso cauto: «Non sarà semplice bloccare la direttiva Ue: ho chiesto che il governo italiano si impegni», ha detto. E ancora: «Perché non si è intervenuti prima? Io sono ministro oggi e stiamo lavorando sulle alleanze internazionali. Stiamo lavorando per spiegare alla Ue che vogliamo inquinare il meno possibile, senza fare qualcosa di insensato».
Conversando con La Verità, è il viceministro dell’Ambiente, Vannia Gava, a fare il punto
della situazione, distinguendo tra ipotesi del tutto «irricevibili», altri obiettivi che invece vanno molto spalmati nel tempo, più un necessario allargamento degli spazi di decisione autonoma nazionale, e uno sforzo complessivo volto a trasformare la logica degli obblighi in incentivi.
Esordisce la Gava interloquendo con il nostro giornale: «Siamo d’accordo nel fissare un cronoprogramma, che gradualmente consenta di rigenerare il patrimonio edilizio, con risparmio energetico, riduzione dei consumi e azzeramento delle emissioni. Ma ci opponiamo assolutamente a una strategia dai ritmi serrati e non realizzabili che ha l’unica conseguenza di svalutare il patrimonio edilizio e di creare speculazioni immobiliari di cui possono beneficiare solo fondi e società stranieri».
E nel caso peggiore, cioè se passasse la tempistica più insostenibile? Allora deve pagare tutto Bruxelles: «Un crono-programma così rigido si può realizzare solo con la messa a
disposizione da parte dell’Ue di fondi straordinari con cui
sovvenzionare gli interventi dei ceti medio-bassi nella quasi totalità dei costi, ricordando che l’Italia e altri Paesi del Sud scontano un patrimonio edilizio vecchio». Ma è evidente che questa sarebbe l’i potesi peggiore: anche perché massacrerebbe i proprietari non ricompresi nella vaga definizione di «ceti medio-bassi».
E allora ecco perché occorre un «compromesso» che allarghi lo spazio dei programmi nazionali. E qui la G ava fa sapere di aver «già sentito il ministro Giancarlo Gio rgetti
per fissare un incontro con l’obiettivo di rivedere l’intero sistema di incentivi all’edilizia».
L’altra carta che la G ava intende giocare sta nella divaricazione tra un testo peggiore
(quello elaborato prima dalla Commissione Ue e poi dalla commissione Industria-ricer-ca-energia del Parlamento europeo) e una bozza un po’ meno irragionevole (quella del Consiglio dei ministri dell’Energia). E qui sta il punto: l’idea di imporre il rinnovo del parco immobiliare prevedendo per tutti gli edifici almeno la classe F nel 2030 e almeno la classe E nel 2033 è esplicitamente definita dalla G ava «irricevibile». Ora, dopo la pro-
cedura di codecisione, esistono due testi, come spiega la stessa Gava: «Il Consiglio ha
una bozza revisionata e il Parlamento ne ha un’altra, che devono essere votate nella
versione definitiva nelle prossime settimane. Dopodiché la presidenza deve metterle in-
sieme, e solo dopo Consiglio e Parlamento voteranno la versione finale».
Nella versione (peggiore) del Parlamento, «rimane l’approccio previsto inizialmente dalla Commissione, con la differenza che dal 2030 gli edifici residenziali devono essere in
classe E (non F) e che dal 2033 devono essere in classe D (non E)». Obiettivi insostenibili.
«Nella versione del Consiglio», nota invece la Gava, «l’approccio è più morbido: paletti da subito per le nuove costruzioni e le ristrutturazioni importanti; obbligo di conseguire un “consumo medio” del parco immobiliare equivalente alla classe D entro il 2033». Se così fosse, ci sarebbe un passo avanti, secondo il viceministro: «Da un lato, non c’è l’obbligo di ristrutturare niente; dall’altro lato occorre fare un programma di ristrutturazioni che arrivi a un consumo “m ed io” di classe D, quindi si può iniziare a ristrutturare pian piano perché
le classi energetiche inferiori saranno compensate» da quelle che già oggi sono nelle
classi superiori.
La battaglia è solo all’inizio: sarebbe stato auspicabile che il governo fosse più deciso nel rifiutare la proposta Ue, certamente cauto nelle parole ma determinatissimo nel rifiutare tutto.
 
 
 

STAFF DI BIDEN CHIEDEVA AI SOCIAL CENSURE INDISCRIMINATE!

Post n°1454 pubblicato il 15 Gennaio 2023 da scricciolo68lbr

Il procuratore generale del Missouri rilascia altri documenti che svelano il piano di censura della Casa Bianca sui social media

 

9 gennaio 2023, 17:26 PM da AG Bailey

JEFFERSON CITY, Mo. - Al fine di proteggere le libertà costituzionali di tutti gli americani, il Procuratore Generale del Missouri Andrew Bailey continua a portare avanti il contenzioso nel caso “Missouri contro Biden”, una causa civile che dimostra che alti funzionari del governo federale hanno colluso con le società di social media e Big tech, per violare il diritto degli americani alla libertà di parola secondo il Primo Emendamento. I documenti di oggi mostrano gli sforzi del direttore digitale della Casa Bianca Robert Flaherty e del suo team per censurare i punti di vista opposti sulle principali piattaforme di social media, come Twitter, Facebook e Instagram.

"Voglio proteggere i cittadini del Missouri e le libertà di cui godono, ed è per questo che come procuratore generale difenderò sempre la Costituzione. Questo caso riguarda il palese disprezzo dell'amministrazione Biden per il Primo Emendamento e la sua collusione con le società di social media Big Tech per sopprimere la parola che non condivide", ha dichiarato il procuratore generale Bailey. "Combatterò sempre contro i burocrati non eletti che cercano di indottrinare la popolazione di questo Stato violando il nostro diritto costituzionale al dibattito libero e aperto".  

Le esposizioni includono:

La Casa Bianca chiede a Twitter di censurare Robert Kennedy, Jr, noto critico della narrazione COVID-19 della Casa Bianca.

La Casa Bianca chiede a Facebook di chiudere le voci conservatrici di Tucker Carlson e Tomi Lahren.

Il direttore digitale della Casa Bianca Flaherty rimprovera Facebook, affermando che "non gliene può fregare di meno dei prodotti, a meno che non abbiano un impatto misurabile" sulla soppressione della parola.

Flaherty informa Facebook che la "disinformazione sul vaccino" è "una preoccupazione condivisa ai livelli più alti (e intendo dire più alti) della Casa Bianca".

Flaherty chiede a Facebook di intensificare le operazioni di "rimozione delle cattive informazioni" sui vaccini.

Per quanto riguarda i post "anti-vax", Flaherty dice a Facebook che "rallentare le operazioni sembra ragionevole".

Facebook assicura a Flaherty che "oltre a rimuovere la disinformazione sui vaccini, ci siamo concentrati sulla riduzione della viralità dei contenuti che scoraggiano i vaccini e che non contengono disinformazione perseguibile", compresi "contenuti spesso veri".

Flaherty è in forte disaccordo con la decisione di Facebook di non togliere un video di Tucker Carlson sui vaccini COVID-19, affermando che "non per niente l'ultima volta che abbiamo fatto questo balletto è finita con un'insurrezione".

Flaherty dice a Twitter che "se il vostro prodotto aggiunge disinformazione ai nostri tweet, questo sembra un problema fondamentale".

Facebook assicura a Flaherty che "rimuove le affermazioni che le autorità sanitarie pubbliche ci dicono essere state sfatate o non supportate da prove".

Flaherty accusa Twitter di "Calvinball totale" e di "piegarsi all'indietro" per tollerare discorsi non graditi, dopo che Twitter si è rifiutato di soddisfare le richieste della Casa Bianca di censurare un video.

La causa Missouri contro Biden è stata presentata dai procuratori generali del Missouri e della Louisiana il 5 maggio 2022. Il 17 giugno 2022 hanno presentato una mozione per un'ingiunzione preliminare accelerata relativa alla scoperta, che è stata accolta il 12 luglio 2022, aprendo la strada al Missouri e alla Louisiana per raccogliere scoperte e documenti dall'amministrazione Biden e dalle società di social media.

La richiesta di deposizioni è stata presentata il 10 ottobre 2022 ed è stata accolta il 21 ottobre 2022, consentendo al Missouri e alla Louisiana di deporre sotto giuramento i funzionari di alto livello del governo federale. Finora, il Missouri e la Louisiana hanno deposto il dottor Anthony Fauci, l'agente speciale dell'FBI Elvis Chan, Eric Waldo dell'Ufficio del chirurgo generale, Carol Crawford del CDC e Daniel Kimmage del Dipartimento di Stato. Le deposizioni continuano. 

Fonte: https://ago.mo.gov/home/news/2023/01/09/missouri-attorney-general-releases-more-documents-exposing-white-house's-social-media-censorship-scheme

 
 
 

Al Ministero dei Trasporti è sparito l’archivio sulle stragi e gli anni della strategia della tensione!

Post n°1453 pubblicato il 15 Gennaio 2023 da scricciolo68lbr

E SE UN PAESE INTERO NON SI INDIGNA NEPPURE DI FRONTE A QUESTO, VUOL DIRE CHE DI FATTO, IL PAESE NON ESISTE PIÙ!

 

Al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sono spariti i documentiriguardanti il periodo più sanguinoso delle stragi, compreso tra il 1968 e il 1980. In particolare, a mancare è tutta la documentazione del ministro e del suo Gabinetto. La conferma arriva direttamente dalla sottosegretaria del Mit Fausta Bergamotto (FdI) la quale, rispondendo a un’interrogazione parlamentare, ha ammesso che, anche a seguito delle ispezioni effettuate da delegazioni del ministero stesso, della documentazione non vi è traccia.

A denunciare il fatto era stata la presidente dell’Associazione parenti delle vittime della strage di Ustica, Daria Bonfietti, in un articolo redatto per il manifesto, nel quale sottolineava come «ci si trovi totalmente fuori da ogni applicazione della legislazione esistente sulla conservazione e trasmissione agli Archivi di Stato della documentazione delle Amministrazioni Pubbliche». L’emersione di un fatto di tale gravità arriva al termine di un percorso, iniziato nel 2014 grazie a una direttiva di Renzi, di desecretazione dei documenti relativi alle stragi avvenute tra la fine degli anni ’60 e gli anni ’80 e che aveva già dimostrato «l’inadeguatezza del materiale reso disponibile» dai ministeri. «Bisogna ricordare – aggiunge Bonfietti – che l’insufficienza della documentazione è sempre stata al centro delle critiche e delle denunce delle Associazioni, ed è stato negli anni la causa del contendere all’interno del Comitato nei confronti con le Amministrazioni. Una continua disputa-scontro tra carte mancanti, elenchi di nominativi non consegnati, carte clamorosamente censurate, intere parti coperte con vistose cancellature proprio nel momento della loro desecretazioni».

Bonfietti cita quindi un documento del 12 ottobre 2022, ovvero la relazione annuale del Comitato consultivo sulle attività di versamento all’Archivio Centrale dello Stato. All’interno del documento si legge che, tra i vari sottogruppi che compongono il Comitato, quello che “ha dovuto affrontare maggiori problematiche è stato quello relativo al Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili. I versamenti effettuati da quest’ultimo negli anni presentano una sostanziale lacunosità sia per la scarsità di documenti versati sia per la totale assenza di documentazione coeva alle stragi interessate dalla Direttiva del 2014. Queste problematiche non derivano certo da una mancanza di collaborazione ma sono imputabili spesso a una scarsa cura nei decenni trascorsi nella conservazione, gestione e ordinamento degli archivi di deposito da parte delle Amministrazioni”, dovuto alle frequenti trasformazioni istituzionali avvenute negli anni che hanno comportato il continuo spostamento del materiale e “dispersioni o perdita di fonti rilevanti per la ricerca storica”.

Vista la gravità di quanto emerso, sono state mosse verso il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, alcune interrogazioni parlamentari. All’ultima di queste, sottoposta dal deputato Luigi Marattini (Italia Viva), la sottosegretaria Bergamotto ha risposto confermando la sparizione della documentazione. Il Mit, riferisce Bergamotto, ha effettuato un sopralluogo «da parte di una delegazione mista di personale del ministero e dell’Archivio di Stato presso l’Archivio di deposito di Ciampino, in esito al quale non è stata rinvenuta alcuna documentazione afferente agli avvenimenti di interesse del Comitato né atti secretati. Analogamente, i responsabili degli archivi di Pomezia e di Cesano hanno escluso la presenza nelle loro strutture di detta documentazione». Alcuni sopralluoghi sono stati effettuati anche da una Commissione istituita appositamente dal ministero il 13 settembre 2022 (la «Commissione per la sorveglianza e lo scarto degli atti di archivio del Gabinetto e degli uffici di diretta collaborazione») e incaricata di «attività di sorveglianza sulla documentazione del patrimonio documentale del Gabinetto dell’On. ministro e degli uffici di diretta collaborazione», oltre che di ricostruzione degli archivi. I lavori della Commissione, per il momento «ancora in corso», non hanno prodotto risultati differenti da quanto rilevato dal Comitato.

«Che non sia stato trovato nulla è qualcosa che meriterebbe una riflessione, perché in quegli anni le infrastrutture di trasporto sono state oggetto di attentati in questo Paese. Sarebbe un po’ strano se il ministero competente non avesse documentazione in merito a stazioni che vengono fatte saltare in aria o aerei che cadono» ha replicato il deputato Marattini. Come sottolineato da Bonfietti, la situazione attuale non permette in alcun modo nemmeno di conoscere le indicazioni del ministero riguardo agli eventi stragistici e lascia un enorme buco nero proprio in quelli che sono gli anni più violenti della storia contemporanea del nostro Paese.

Dal quotidiano L’Indipendente - [di Valeria Casolaro]

https://www.lindipendente.online/2023/01/14/al-ministero-dei-trasporti-e-sparito-larchivio-sulle-stragi-e-gli-anni-della-strategia-della-tensione/

 

 
 
 

BIDEN E IL MISTERO DELLE CARTE SEGRETE TROVATE NEI SUOI UFFICI.

Post n°1452 pubblicato il 14 Gennaio 2023 da scricciolo68lbr

Era il 10 gennaio 2023. Il giorno in cui furono rinvenute le prime carte segrete. La Casa Bianca dovette correre ai ripari dopo l’ennesima gaffe del presidente Biden. Nella giornata del 9 gennaio, infatti, i media statunitensi pubblicavano la notizia secondo cui il numero uno degli Usa avrebbe tenuto in un proprio ufficio alcuni documenti classificati per due anni. Il periodo risale tra il 2017 ed il 2019, proprio quando Joe Biden aveva appena terminato il ruolo di vicepresidente degli States (Presidenza Obama) ed usufruiva degli uffici al Penn Biden Center, un think tank di Washington, quando era professore onorario della University of Pennsylvania.

La scoperta è avvenuta grazie ai “suoi avvocati”, che hanno subito informato gli Archivi Nazionali, prendendo possesso del materiale e trasmettendo al dipartimento di Giustizia. Il procuratore generale degli Usa, Merrick Garland, ha incaricato il procuratore del distretto settentrionale dell’Illinois, John Laus, di esaminare i documenti ed i fascicoli rinvenuti, aprendo di fatto le indagini.

Il caso risulta essere particolare per almeno due motivi principali. Il primo: la notizia è pervenuta al grande pubblico solo nella giornata di ieri, ma i fatti risalirebbero addirittura al 2 novembre scorso. Guarda caso, sei giorni prima dell’appuntamento elettorale di midterm, che ha visto resistere i democratici alla temuta onda rossa prevista dai sondaggi nazionali. Un arco temporale (forse) casuale, ma che si pone in linea continua con lo scandalo del figlio Hunter Biden, risalente alla campagna elettorale per le presidenziali 2020, prontamente censurato da Twitter (come ha rivelato Elon Musk nei Twitter Files) e rinvenuto solo dopo la vittoria di Biden padre contro il Tycoon.

Il secondo aspetto è il cortocircuito politico, in cui l’attuale presidente Usa si è cacciato. Dopo la fine del mandato di Trump, infatti, i democratici contestarono al leader del Gop di non aver trasmesso alcuni documenti classificati agli Archivi di Stato, tenendoli nella sua casa in Florida. Ad agosto, inoltre, gli agenti della Fbi sequestrarono tutti i file in questione, aprendo un’indagine federale ancora in corso. Per Biden, quello fu un atto “irresponsabile”, ma che – come ieri si è scoperto – era già stato compiuto dallo stesso ex vicepresidente degli Usa, durante il duplice mandato di Barack Obama.

E, a questo punto, il team di Trump ha deciso di seguire la strada più facile, quella dell’attacco: “Ci è stato detto per mesi – ha affermato il figlio di The Donald, Donald Trump Jr. – che questo era tradimento e motivo di impeachment e meritevole di pena di morte. Ma adesso ho la sensazione che non succederà niente”. Dopo qualche ora, è stato proprio l’ex presidente degli Stati Uniti, dalle colonne del suo social Truth, ad intervenire direttamente sulla vicenda: “Quando la Fbi farà un raid nelle molte case di Joe Biden, forse anche alla Casa Bianca? Quei documenti erano sicuramente non declassificati”.

Successivamente al primo rinvenimento ne è avvenuto un secondo. Adesso Joe Biden fugge dalle domande dei mediasullo scandalo delle carte top secret trovate nella sua abitazione. E i Dem provano a fare quadrato ipotizzando complotti nei confronti dell’attuale inquilino della Casa Bianca. Intanto però, la Commissione Sorvegkianza del,a Camera chiede alla Casa Bianca di consegnare “tutti i documenti classificati recuperati”.

Nonostante gran parte della stampa abbia dato la notizia un po’ sottotono, è una burrasca degna del film di Otto Preminger, “Tempesta su Washington”, quella che sta investendo la Casa Bianca. Una burrasca scatenatasi dopo che, l’altro ieri (giovedì 12 gennaio), il procuratore generale degli Stati Unit, Merrick Garland aveva annunciato la nomina di Robert Hur a procuratore speciale, per indagare sui documenti classificati, risalenti all’amministrazione Obama, che erano stati rinvenuti in un vecchio ufficio di Joe Biden a Washington e nel garage della sua abitazione privata di Wilmington.

È in questo quadro che ieri il presidente della Commissione Sorveglianza della Camera, James Comer, ha domandato alla Casa Bianca di consegnare “tutti i documenti classificati recuperati dagli assistenti o dagli avvocati di Biden in qualsiasi luogo”. È sempre ieri, è stata avviata un’indagine del presidente della Commissione Giustizia della Camera, Jim Jordan. Dall’altra parte, i Dem stanno stanno facendo quadrato attorno al presidente.

In particolare il deputato Hank Johnson - noto per avere paragonato Donald Trump ad Adolf Hitler nel 2019 - ha ipotizzato che gli incartamenti classificati potrebbero essere stati messi apposta nel garage dell’inquilink della Casa Bianca. 

 
 
 

LA SINISTRA DEGLI SCANDALI DA LEZIONI SULLA COSTITUZIONE.

Post n°1451 pubblicato il 14 Gennaio 2023 da scricciolo68lbr

Premetto di essere ormai equidistante dalla politica italiana, oramai il carrozzone dei nostri politici è diventato solo qualcosa dicostoso, inutile, dove chi si fa eleggere non lo fa per impegno sociale e di rappresentanza di esigenze del popolo, ma solo per il proprio tornaconto. Tuttavia, detto questo, mi appassiono da anni alle vicende della sinistra italiana, nata come partito della classe operaia e contadina, sino a transitare negli ultimi trent’anni, dalla parte degli industriali prima, e dei ricchi finanzieridelle élite globaliste, nell’ultimo decennio.

In particolare, se pensiamo a come il Prof. Prodi abbia sconfessato le sue parole, le sue promesse e tradito la fiducia degli elettori della sinistra e non. Ricordate ielle parole non è vero? Siete tutti più o meno consapevoli, di come l’ingresso dell’italia nell’Ue non ci abbia giovato sotto nessun punto di vista. Eppure la sinistra non perde occasione per smentire le sue posizioni, quando è al governo, per poi sposare la posizione mantenuta dalle opposizioni (divenute maggioranza di governo), quando l’opposiozne la fa la sinistra.

Enrico Letta ad esempio, ha chiuso l’ultima campagna elettorale impegnandosi a difendere la Costituzione. Si avete sentito bene, difendere la Costituzione. Quella stessa Carta fondamentale che in questi ultimi tre anni hanno sistematicamente vessato in tutti modi, scavalcandola ed interpretandola a proprio piacimento. Ecco, qua,che giorno fa, Letta così ha detto: “Non permetteremo che venga stravolta da questa destra”. Nell’occasione ha aggiunto anche che la destra non sarebbe riuscita a cambiarla perché gli italiani avrebbero dato “una direzione di marcia completamente differente”. 

Le urne però hanno indicato una direzione di marcia diversa dai desiderata di Letta & Co, Pazienza, in campagna elettorale vale tutto, ostentare ottimismo e parlare a sproposito, rientra nel rituale. Lo fanno quasi tutti i partiti. Però alla propaganda ad un certo punto, per decenza, dovrebbero porsi dei limiti. Pronunciare frasi contenenti Costituzione, Resistenza ed antifascismo, andrebbero evitate. Bisognerebbe farne a meno, soprattutto se si hanno così tanti anni di esperienza in campo politicio. Purtroppo Pierluigi Bersani non sente né il peso degli anni e neppure quello delle parole. “Siamo un Paese che ha fatto la resistenza con armi e politica. In nome di questo, si è dato una Costituzione che piace agli italiani e che è dichiaratamente antifascista”. Comunque sia, “la vacca in corridoio” resiste tranquillamente all’inesorabile trascorrere del tempo. Questa metafora della mucca nel corridoio è stata coniata appunto da Bersani nel 2015 circa, ma molti all’epoca, non ne compresero il significato e per primo non la capì neppure Renzi, che disse, non so a cosa si riferisca Bersani, ma anche gente comune mi ha spesso domandato “ma che vuol dire… vedere la mucca nel corridoio?”. Molto semplice, la mucca è un animale di così grandi dimensioni, che è impossibile non accorgersi della sua presenza in un corridoio, ma la mucca è la destra (che avanzava anni fa), ora è al governo, e anche il PD alla fine, si è accorto che il Paese avrebbe subito una svolta a destra. Impossibile schiodare comunque la metafora della vacca dall’analisi di Bersani se, a suo parere, la principale preoccupazione degli italiani innamorati della Costituzione consiste nell’avere al Governo Giorgia Meloni. Nonostante venga data in quasi tutti i sondaggi, oltre il 30 per cento, il popolo non gradirebbe “una destra fuori da questa storia che spesso e volentieri non la riconosce e da dell’antifascismo una chiave di lettura passionale”. 

Prendiamo per buona questa affermazione. Ma al contempo, sempre a proposito del tempo, proviamo ad immaginare cosa direbbero della sinistra di oggi i compagni del tempo che fu. Mi riferisco a quei politici sinceramente antifascisti, in grado di fare la storia della sinistra italiana, un tantino di più di Letta e di Bersani. Ad esempio all Congressi del Pci del 1966, il primo dopo l’improvvisa scomparsa di Palmiro Togliatti: Pietro Ingrao si smarca dall’ortodossia stalinista e guida la componente di sinistra nella battaglia congressuale. Si fronteggia apertamente con la destra di Giorgio Amendola su aspetti di portata epocale. Pur avendo entrambi il neocapitalismo quale comune nemico, propongono visioni e strategie alternative per combatterlo. L’oggetto del contendere occupava il mutamento socio economico e il posizionamento del partito in Italia e nel contesto internazionale.

insomma volavano decisamente alto. Adesso il Pd prepara il congresso ponendo al centro del dibattito politico questioni del tipo voto on line si o no... è Bersani insiste con la storia della vacca nel corridoio? Bersani si tolga la storia della vacca dalla testa e lasci la Resistenza a chi la fece. Se proprio non ci riesce, provi ad immaginarsi un paio di partigiani in un faccia a faccia con Antonio Panzeri, che spiega loro il Qatargate!

 

 
 
 

I TEMPI CHE VIVIAMO... DOVE L’OSCURITA TENTA DI LRENDERE IL SOPRAVVENTO!

Post n°1450 pubblicato il 14 Gennaio 2023 da scricciolo68lbr

Il lavorio di una parte dell’umanita, quella di una perversa oligarchia, ha già dato i suoi frutti, che sono sotto gli occhi di tutti, tutti quelli naturalmente, che vogliono vedere.


Negli ultimi decenni è aumentata la povertà, materiale ma soprattutto di valori etici e morali; è aumentata la precarietà, nel lavoro, nei diritti garantiti ai cittadini dalle costituzioni dei rispettivi Paesi; il livello dell'istruzione e della sanità si è abbassato, soprattutto in seguito ai tagli operati ai bilanci dallo stato, almeno in Italia, da una sinistra complice e le Gaga a doppio filo alle élite finanziarie del pianeta; si sono moltiplicate le guerre., vedi crisi Russia-Ucraina.

Un solo dato dimostra in maniera inequivocabile ciò che sta accadendo. Negli Stati Uniti, il paese faro, il Paese guida dell'Occidente, dove nascono tutti quei processi poi destinati a generalizzarsi,​ negli altri Paesi occidentali, in controtendenza purtroppo, rispetto ai dati degli ultimi due​ secoli, è diminuita negli ultimi dieci anni, l'aspettativa di vita e l'altezza media della popolazione. Mentre, come trionfalmente ricorda il filosofo pupillo di Soros, Harari, nel suo folle libretto "Homo deus", la “perversa oligarchia” sogna l'immortalità per se stessa, pensando assurdamente di poter un giorno campare quattrocento o cinquecento anni, grazie a innovative cure mediche, da essa lautamente finanziate, dicevo mentre c’è chi sogna l’immortalita la vita delle persone “comuni” si degrada progressivamente.

Mentre c’è chi dipinge questi individui come filantropi, dovremmo forse noi pensare che questa scellerata oligarchia, allontanatasi da Dio, da principi etici e morali più basilari, desiderosa solo di accrescere esponenzialmente la propria autorità​ e ricchezza, dominata da un incontrollabile “delirio di onnipotenza”, si sia dunque improvvisamente trasformata in qualcosa di magnanimo ed abbia a cuore i destini dell'umanità?​
No... no, mille volte no!!!

Il lupo resta lupo, perde il pelo, non il vizio e non diventa agnello. Al massimo, da agnello può travestirsi, per mettere in atto più agevolmente i suoi crimini e questo, per l'appunto, è ciò che sta accadendo.

L'agenda 2030 di Davos e del WEF, non è il programma di un gruppo di miti filantropi.​ È l'ipocrita copertura ideologica ad uno dei più perversi “progetti” che mai siano stati concepiti. Ma ribadisco sono esseri ormai, perduti, a causa del proprio egoismo, lontani dalla misericordia e dalla grazia di Dio.

Comprenderlo è la premessa (non sufficiente) necessaria, per cercare di evitare il peggio nel futuro. Capisco che quanto dico vi sembrerà assurdo, in quanto va in radicale contrasto con la narrazione vigente da parte di TV, TG, quotidiani e trasmissioni mainstream, come nelle scuole di ogni ordine e grado. Penso, però, che... sia mia dovere dirvi la verità. Quella, almeno, che io ritengo, sulla base di riflessioni ponderate, essere la verità. Chiedo sempre l’aiuto del buon Dio, affinché mi aiuti a saper leggere i tempi, con estrema saggezza ed equilibrio.

Un saluto a tutti e... buona fortuna.

 
 
 

IL BUCK DELL’OZONO SI STA RIDUCENDO.

Post n°1449 pubblicato il 14 Gennaio 2023 da scricciolo68lbr
 

Dopo anni di discussioni e preoccupazioni ambientali, il buco dell’ozono dovrebbe presto chiudersi. Almeno secondo le Nazioni Unite, a parere delle quali entro il 2040 potrebbe sparire completamente nella maggior parte del mondo. Merito delle strategie adottate dai Paesi negli ultimi decenni dopo l’adozione del Protocollo di Montreal del 1987, tra cui la diminuzione dell’utilizzo di sostanze chimiche dannose come i clorofluorocarburi, solitamente contenuti in bombolette spray, sistemi di refrigerazione e condizionatori. La massima estensione raggiunta negli anni dal buco dell’ozono si è registrata a settembre del 2000, quando la sua superficie ha toccato i 28,4 milioni di km², un’area equivalente a quasi sette volte il territorio dell’UE. Da quel momento in poi, le sue dimensioni si sono tendenzialmente ridotte.

Il buco era stato scoperto dagli scienziati nel 1985, due anni prima del protocollo: dopo la sua adozione lo strato di ozono è migliorato costantemente e il 99% delle sostanze chimiche responsabili del suo assottigliamento sono state gradualmente eliminate. La chiusura del buco dell’ozono ha avuto e sta avendo per questo motivo un effetto a catena positivo sul riscaldamento globale, principalmente perché alcune delle sostanze chimiche dannose eliminate sono considerate gas serra piuttosto nocivi.

Per l’ONU, se le attuali politiche continuano ad essere mantenute, lo strato di ozono tornerà ai valori del 1980, praticamente prima che comparisse il buco. In ogni caso, se per la maggior parte della Terra questo accadrà nei prossimi due decenni, l’Antartide dovrà aspettare il 2066: qui il danno è stato piuttosto grave, il peggiore. Per l’Artico invece è previsto che il ripristino accada attorno al 2045.

Ma perché negli anni il buco dell’ozono ci ha fatto preoccupare? Il motivo principale è la sua composizione e funzione. Lo strato di ozono (o scudo di ozono) è una “regione” sottile della stratosfera terrestre, situato tra i 15 km e 30 km sopra la Terra, che assorbe la maggior parte della radiazione ultravioletta del Sole. Se questa si assottiglia o si fora, le radiazioni fino a quel momento bloccate sono libere di raggiungere la superficie terrestre, causando numerosi danni. I raggi ultravioletti, infatti, possono danneggiare il DNA e causare scottature solari, aumentando il rischio, dopo ripetute e lunghe esposizioni, di ammalarsi di cancro della pelle.

Nonostante per Meg Seki, segretaria esecutiva del Segretariato per l’ozono delle Nazioni Unite, il fatto che il recupero dell’ozono sia sulla buona strada «è una notizia fantastica», non bisogna assolutamente abbassare la guardia. Gli esperti dicono che il progresso, continuo fino ad ora, potrebbe rapidamente invertire la rotta se ostacolato da scelte sbagliate.

Fonte: L’Indipendente. (Gloria Ferrari).

 

 

 

 
 
 

STRAGE ANNUNCIATA DI VALORI MORALI!

Post n°1448 pubblicato il 13 Gennaio 2023 da scricciolo68lbr

Non comprendono il problema di fondo. In TV, sui quotidiani e nelle trasmissioni mainstream parlano solo ed esclusivamente di risvolti materiali: tutti preoccupati dell’aumento dei costi delle materie prime, delle fonti energetiche, del pane, del latte, dei generi alimentari e beni di prima necessità. Ora non voglio dire che questi problemi non siano importanti, ma sono consequenziali al vero e principale problema: quello del superamento dei temi etici e dell’implementamento incessante della “disunione umana”, causata dai vari sviluppi economici, dall’egoismo, dall’imperialismo anglosassone ed americano, dalla pochezza dei politici, privi di valori spirituali, dall’eccessivo benessere materiale di paesi e popoli. Sono problemi che coinvolgono il lato spirituale del genere umano, di cui oramai, nessuno pare avere più interesse. Tutti focalizzati sul lavoro, chi lo ha, sui guadagni, la bella auto, appartamenti confortevoli, alimentazione piena di sprechi, dove si bada solo al non farsi mancare nulla, i vaccini e tutto si ferma qui! Del rispetto invece tra individui, tra nazioni, moralità ed eticità in coloro che ricoprono incarichi statali, pubblici, a livello nazionale ed europeo, notate ancora qualcuno che nutre interesse per questi aspetti?

Li considerano forse secondari al benessere materiale? Viene prima questo rispetto al malessere che gli individui, a cui solo apparentemente non manca nulla, provano nel profondo di sé? Nell’anima?

Allora tenetevi questi politici, tenetevi questi giornalisti faziosi e prezzolati, questi governanti che promettono in campagna elettorale e poi non mantengono, nella sinistra italiana che in questi ultimi trent’anni, vendendosi all’atlantismo e alle élite globaliste, ha portato il Paese lontano dalla spiritualità che nutre il cuore, cavalcando falsi temi di libertà ed uguaglianza (guardate i casi Sumahoro e Qatargate).

Auguri!

 
 
 
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