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LO SCANDALO DEI PATRONATI ALL’ESTERO LEGATI AL PD.

Post n°1667 pubblicato il 19 Novembre 2023 da scricciolo68lbr
 

Scoppia lo scandalo dei patronati all'estero INCA CGIL legati al PD. Anziani inesistenti e migliaia di voti che alle elezioni vanno al PD, che all'estero risulta sempre vincente, anche nel 2022, quando in Italia ha vinto il centro-destra.

Cambiato il colore politico del governo è finita la pacchia. La vicenda che lega a stretto filo Cgil, patronati all’estero e Partito Democratico non può che partire da questa considerazione: come mai davanti a denunce ed evidenze in alcuni casi eclatanti, datate 2015-2016, solo adesso viene scoperchiato il vaso di Pandora e si procede alle ispezioni sulle pratiche gonfiate dai centri di assistenza oltreconfine? Risale al 2015 la lettera del sindacalista Antonio Bruzzese all’allora presidente del Senato Pietro Grasso per evidenziare la mancanza di trasparenza e il fatto che i conti sul numero utenti che chiedono aiuto all’Inca, il patronato della Cgil, non tornavano. Soprattutto in Brasile,

Argentina, Canada, Stati Uniti, Svizzera e Austria sembravano palesemente gonfiati.
Più dettagliata la relazione dell ’anno dopo, siamo nel 2016, quella approvata dal comitato parlamentari per le questioni degli italiani all’estero che finisce sul tavolo del ministero del Lavoro. Senza conseguenze. Almeno fino al cambio di governo. E arriviamo al 2022. Quando, appunto, il vaso inizia a scoperchiarsi.
«Quello che emerge», spiega alla Verità Andrea Di Giuseppe, eletto alla Camera con Fratelli d’Italia nel collegio all’estero del Nord Centro America, «è un sistema ben radicato che io denuncio da tempo. Si parte dai patronati che hanno le liste dei pensionati e di buona parte degli italiani
che votano all’estero e si arriva come abbiamo visto di recente alla catena comunicativa della Cgil, sempre focalizzata contro il governo Meloni e più in generale contro il centrodestra, e al voto che guarda caso anche nelle ultime elezioni, stravinte da Fdi, Lega e Forza Italia, ha premiato la sinistra. Com’è possibile?
Gli elettori del Pd si sono tutti trasferiti all’estero? Sarà un caso che almeno in una sede del patronato Inca in Canada si sono svolte le primarie del Pd? O che, come oggi si scopre, che molti anziani esistono solo sulla carta? O ancora, come si dice da tempo, che in alcuni casi siano i patronati
stessi a votare? Ricordiamolo l’Inca Cgil è il primo patronato in Italia e all’estero per volume di attività, con oltre 5 milioni di persone in Italia e 600.000 connazionali residenti all’estero». A cosa fa riferimento Di Giuseppe? In primis alla denuncia del comitato parlamentare sulle sedi Inca-Cgil
di Brasile, Argentina, Canada, Svizzera, Stati Uniti ed Austria, che ha messo in luce
le rilevanti incongruenze ed un giro di affari «di svariati milioni di euro». Sono state scoperte pratiche fittizie (solo a New York
444 pratiche fiscali), con mandati inesatti, che fanno riferimento, per esempio, a
pensioni di anni prima o addirittura presentate da cittadini non italiani o residenti in Stati diversi da quello ispezionato. Il punto è che l’Inca Cgil ottiene dei soldi dallo Stato italiano (precisamente dall’Inps che utilizza un fon-
do alimentato con lo 0,20% dei contributi versati da tutti i lavoratori) per ogni pratica
evasa. Se quindi le pratiche sono fittizie, sta ricevendo dei soldi ai quali non avrebbe
diritto. E che fine fanno questi soldi? Nel bilancio della Cgil, secondo una recente inchiesta del Giornale, il patronato della Cgil Inca risulta socia con una quota del 15,5% della Futura Srl, società, creata da
Landini con il compito di gestire la comunicazione della Cgil. E sulla comunicazione «politicizzata» della Cgil, come emerge anche dai fatti emersi in questi giorni, ci sarebbe da scrivere libri.
Ma non finisce qui. Perché stando sempre alla denuncia di Di Giuseppe (che ha pre-
sentato un volantino che lo dimostra), in alcuni patronati canadesi si sarebbero addirittura svolte le primarie
dem. Il caso specifico riguarda l’Enasc (ente nazionale assistenza sociale ai cittadini) sede di Vaughan, nella pro-
vincia dell’Ontario, dove lo scorso 26 febbraio 2023 si sono svolte le primarie del Partito Democratico. E poi è bene ricordare che i patronati fanno in un certo senso anche da anagrafe dei cittadini italiani all’eestero. Tant’è che lo stesso deputato di Fratelli d’Italia in occasione delle ultime elezioni parlamentari ha presentato un esposto in procura denunciando la miracolosa esistenza in vita di 45.441 italiani con un’età tra gli 80 e gli 89 anni, oltre 21.000 che arrivano fino
alla soglia dei 98 anni e più di 2.000 che hanno superato quota 99 anni. Se si considera che i centenari italiani sono
appena 17.000, qualche dubbio viene.
In attesa delle nuove ispezioni e che la magistratura eventualmente faccia il suo
corso, non si può non chiudere con la tristissima storia documentata qualche ora fa da Fuori dal coro, di Mario Giordano, che ha come protagonista tale Antonio Giacchetta, ex direttore dell’Inca di Zurigo che tra il 2001 e il 2009 aveva dilapidato, secondo i giudici elvetici, ben 45.000 euro al mese in automobili e orologi di lusso sperperando 35 milioni di franchi svizzeri
che sarebbero toccati tra gli altri a 480 pensionati italiani. Giacchetta è stato arrestato, ma di soldi neanche l’ombra.  Chi risarcisce i pensionati fregati? L’Inca Svizzera, che aveva ignorato le segnalazioni dei truffati, ha chiuso e poi riaperto con altro nome e la Cgil non ci pensa neanche lontanamente a risarcire le vittime. Nonostante ci sia una sentenza della giustizia italiana che la condanna e rispetto alla quale il sindacato dei lavoratori ha fatto ricorso. Del resto i pensionati che sono in attesa da circa 15 anni di riavere i contributi versati in una vita di lavoro, di tempo a disposizione ne hanno tanto: se ne riparlerà a giugno del 2024.

 
 
 
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