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DELIRIO GREEN DIGITALE INCESSANTE!

Post n°1767 pubblicato il 18 Febbraio 2024 da scricciolo68lbr

MORIRE PER L’AUTO ELETTRICA.

Forse qualcuno ha in mente questo, sfoltiremla popolazione momdiale, come se si fosse arrogato il potere divino di decidere delle sorti dell'Universo e quello che contiene. È la strada questa che porta alla perdizione ed alla dannazione eterna, così inizio la storia di Lucifero, poi divenuto Satana, il desiderio di sostituirsi a Dio e mettersi sopra di Lui.
Sapevate, ad esempio, che le nostre vite quotidiane sono alimentate da una catastrofe umana e ambientale in Congo solo per il voler imporci l'auto elettrica? 

C'è una equazione di moda da alcuni anni a questa parte, e cioè che tutto quello che è legato ai combustibili fossili è brutto, cattivo e reazionario e va eliminato, mentre tutto ciò che riguarda il futuro energetico “pulito” e sostenibile e il mondo e una società digitale è bello, buono e democratico. 

Di qui l’inesausta, incessante e martellante campagna psicologica nell'intento di convincere l'intero genere umano che sostituire le automobili tradizionali con quelle elettriche, digitalizzare tutto il digitalizzabile è la via unica da percorrere. Una campagna condotta a 360 gradi che coinvolge soprattutto i mezzi di informazione, diciamo ciò che resta di essi, in un mondo dove l’intrattenimento, il cazzeggio e il chiacchiericcio social ha quasi del tutto sostituito l’informazione di giornali e televisioni.

Mi auguro che nei nuovi media possa trovar spazio anche la riflessione su un libro come “Rosso cobalto”, del ricercatore della British Academy e dell’Università di Nottingham Siddharth Kara, di recente pubblicato in Italia dalla piccola casa editrice People.

L’autore ha condotto ricerche in alcune zone della Repubblica democratica del Congo dove esistono i più grandi giacimenti di cobalto al mondo, un minerale essenziale per realizzare le batterie ricaricabili a ioni di litio che servono per far funzionare smartphone, tablet, computer portatili e auto elettriche.
Quindi un componente indispensabile per l’industria del futuro, almeno quella occidentale e della Cina, che è al momento il maggior produttore di batterie. Perché il sistema funzioni, tuttavia, è fondamentale che il cobalto e gli altri minerali siano disponibili a buon mercato. E il 75% del cobalto utilizzato nel mondo viene dal Congo.

Siddharth Kara spiega com’è la situazione attuale: «Studio da vent’anni il tema della schiavitù e del lavoro minorile in Africa e non ho mai visto un’azione predatoria per profitto estrema come quella di cui sono stato testimone al fondo della catena estrattiva del cobalto. Coloro che estraggono il minerale vivono ai margini della vita umana in un ambiente trattato dalle compagnie minerarie come una discarica di rifiuti tossici. Milioni di alberi abbattuti, dozzine di villaggi rasi al suolo, fiumi e aria inquinati, terra coltivabile distrutta. Le nostre vite quotidiane sono alimentate da una catastrofe umana e ambientale in Congo».

Denunciati i giganti della tecnologia per sfruttamento minorile nelle miniere di cobalto in Congo
Un fenomeno che le multinazionali occidentali e cinesi hanno tutto interesse a nascondere e le autorità congolesi e la Gécamines, società pubblica di estrazione mineraria, hanno sistematicamente insabbiato. «Chiunque tenti di rivelare questa realtà viene controllato», scrive Kara. «L’esercito e le altre forze di sicurezza sono onnipresenti nelle aree estrattive e chi è percepito come un piantagrane può finire arrestato, torturato o peggio». Niente giornalisti a ficcare il naso, quindi, e tanto meno sindacalisti a tutelare i lavoratori delle gigantesche miniere africane.

Sfruttamento del avoro minorile nelle miniere di cobato in Congo
«I minatori e le loro famiglie si ammalano spesso a causa degli alti livelli di cobalto e metalli pesanti nelle urine e nel sangue, polvere di cobalto nei polmoni. In alcune zone la polvere gialla di acido solforico è così pervasiva che finisce per incrostare i loro corpi e le case», ha scritto il Los Angeles Times recensendo il libro di Siddarth Kara. «E i salari sono così bassi, un dollaro o due al giorno, che lasciano i minatori in condizioni vicine alla schiavitù».

Negli Stati Uniti “Rosso cobalto” è diventato un best-seller e ne hanno parlato le più autorevoli testate giornalistiche, dal New York Times a Publisher’s Weekly, oltre alle principali pubblicazioni delle università. In Italia, curiosamente, i grandi gruppi editoriali l’hanno ignorato ed è stato pubblicato da un editore, sia pur lodevole, molto piccolo. Forse da noi è proibito disturbare il manovratore (di auto elettriche).



Articolo originale 
https://www.inchiostronero.it/morire-per-lauto-elettrica/

 

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