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ASTRAZENECA RITIRA IN FRETTA E FURIA IL SUO VACCINO DAL MERCATO!

Post n°1816 pubblicato il 04 Maggio 2024 da scricciolo68lbr
 

 

ARTICOLO TRATTO DAL QUOTIDIANO LA VERITÀ DI SABATO 4 MAGGIO 2024.

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UNA MOSSA CHE AUMENTA I DUBBI SULLA GESTIONE DELLA PANDEMIA: ASTRAZENECA RITIRA IL SUO VACCINO!

 

In gran segreto la casa farmaceutica ha chiesto all’Ema di revocare la commercializzazione del preparato anti-Covid oggetto di numerose cause giudiziarie per effetti avversi anche mortali. Entro giugno doveva presentare un rapporto sul rischio trombosi.

Astrazeneca teme l’ondata di cause e ritira nel silenzio il suo vaccino.

La revoca concessa dall’Ue sarà attiva dal 7 maggio 2024 ma Aifa l’ha già fatto sparire. Intanto un cavillo frena il processo in Uk.

 

 

di PATRIZIA FLODER REITTER

 

Nel silenzio pressoché generale, Astrazeneca ha chiesto e ottenuto la revoca dell’autorizzazione a immettere in commercio il vaccino Vaxzevria. Mentre nel Regno Unito l’Alta corte sta esaminando le denunce contro il colosso anglo svedese da parte di vittime degli eventi avversi di questo anti Covid riunite in una class action da 100 milioni di sterline, l’azienda si è mossa per toglierlo da mercato. Ha presentato domanda il 5 marzo 2024 e la Commissione europea ha concesso la revoca lo scorso 27 marzo. Fine ingloriosa di un vaccino che sembra aver provocato troppi danni per restare in circolazione. Astrazeneca ottenne dall’Ema l’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata il 29 gennaio 2021, il rinnovo annuale venne rilasciato nel novembre 2021 e il 31 ottobre 2022 fu concessa l’autorizzazione all’immissione in commercio «standard». In quell’arco di tempo furono circa 68,8 milioni le dosi di Vaxzevria somministrate a over 18 in Europa, tra segnalazioni di lotti difettosi, allarmi puntualmente ridimensionati sui rischi di trombosi che invece provocarono la morte di diverse persone, sospensione delle somministrazioni e altre caotiche indicazioni.

Pochi giorni prima dell’assemblea degli azionisti dell’11 aprile scorso, che ha dato il via libera all’aumento della retribuzione all’amministratore delegato Pascal  Soriot (quest’anno arriverà a guadagnare fino a 18,7 milioni di sterline, equivalenti a 21,8 milioni di euro), Astrazeneca otteneva di far sparire il vaccino forse più contestato durante la pandemia. Sandra Gallina, direttore generale per la Salute e la sicurezza alimentare della Commissione europea, ha firmato il documento nel quale si legge che la revoca «è applicabile a decorrere dal 7 maggio 2024». Però sul sito dell’Aifa, Vaxzevria figura già «revocato».

La pagina relativa al prodotto risulta aggiornata al 7 aprile scorso, quindi l’Agenzia italiana del farmaco si sarebbe mossa per tempo eliminando l’imbarazzante vaccino dall’elenco degli anti Covid disponibili. Una fretta un po’ sospetta, bisognava forse interrompere i legami con Vaxzevria prima che si tentino cause nei confronti di Astrazeneca? È vero che nel Regno Unito almeno 12 famiglie avrebbero abbandonato l’azione legale, scoraggiate dalla prospettiva di perdere contro l’azienda perché l’esistenza di un volantino, circolato al culmine della pandemia, che avvertiva di rari effetti collaterali associati al vaccino, potrebbe scagionare il colosso farmaceutico. Ma ci sono sempre altre 50 denunce di danneggiati nei mesi precedenti (quando il foglio illustrativo ignorava la possibile l’insorgenza di coaguli di sangue e l’abbassamento del numero delle piastrine), a rappresentare un bel problema per Astrazeneca .

L’azienda ha presentato il suo «portafoglio di vaccini e terapie immunitarie» al recente Congresso europeo di microbiologia clinica e malattie infettive (Eccmid) di Barcellona, ovvero Sipavibart, un anticorpo monoclonale sperimentale a lunga durata d’azione contro il Covid 19, e Beyfortus, un medicinale per l’immunizzazione passiva dei bambini contro la malattia del tratto respiratorio inferiore da virus respiratorio sinciziale (Rsv).

Due medicinali in fase 3, ma quello che sta più a cuore ad Astrazeneca è il nuovo vaccino anti Covid a mRna, Vlp, ancora in «fase 1». Ricerca e mercato saranno sempre più orientati verso i farmaci a mRna e il colosso non vuole restare indietro. Togliersi di torno Vaxzevria significa dare un taglio a un farmaco che ha prodotto solo 1,8 miliardi di entrate nel 2022, mentre nel primo trimestre 2024 i ricavi totali sono aumentati del 19% grazie soprattutto a una crescita delle vendite dei prodotti per l’oncologia (+26%), di quelli respiratori e immunologici (+17%) e di quelli cardiovascolari, renali e metabolici (+23%).

Significa anche non dover più fornire dati sulla sicurezza. Nell’ultimo «Piano di gestione dei rischi dell’Unione europea (Rmp) relativo a Vaxzevria», del settembre scorso, si leggeva che Astrazeneca era impegnata in uno studio sulla sindrome da trombosi con trombocitopenia (Tts). Proprio quell’evento avverso che solo da poco l’azienda ha riconosciuto possibile. «Può provocare, in casi molto rari» Tts, è l’ammissione fatta nel Regno Unito, la prima che avviene in una corte di giustizia. Ebbene, lo studio era una valutazione della relazione tra l’esposizione ai vaccini Covid 19 e il rischio della sindrome trombocitopenica trombotica. Uno studio retrospettivo che utilizza database secondari collegati in Inghilterra attraverso l’Nhs digital trusted research environment (Tre), fornendo la copertura dei dati nazionali di tutti i pazienti relativi ad assistenza primaria, vaccinazione, ricovero ospedaliero, risultati dei test Covid19, dati sulla mortalità. Tappe fondamentali dello studio erano una relazione sullo stato di avanzamento, nel primo trimestre 2023 e la «presentazione del rapporto finale dello studio nel secondo trimestre 2024».

Con la revoca della commercializzazione del vaccino, Astrazeneca non sarà più obbligata a presentare i risultati di quello studio che poteva dare risposte ancora più preoccupanti sulla frequenza della Tts nei vaccinati con il suo farmaco. Ai danneggiati ha detto: «La sicurezza dei pazienti è la nostra massima priorità e le autorità di regolamentazione hanno standard chiari e rigorosi per garantire l’uso sicuro di tutti i medicinali, compresi i vaccini». Invece, sui suoi standard calerà l’oblio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

 

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