Creato da scricciolo68lbr il 17/02/2007

Pensieri e parole...

Riflessioni, emozioni, musica, idee e sogni di un internauta alle prese con la vita... Porto con me sempre il mio quaderno degli appunti, mi fermo, scrivo, riprendo il cammino... verso la Luce

 

Messaggi di Gennaio 2024

ECCO ELON MUSK, LUI VUOLE SALVARE L’UMANITÀ E IL MONDO…

Post n°1753 pubblicato il 30 Gennaio 2024 da scricciolo68lbr
 

Esattamente come Bill Gates!

Ricordate ciò che è accaduto tre anni fa? Bill Gates, produttore di vaccini, che poi ha venduto al mondo per combattere la psico-pandemnza. 

Quello che sta facendo Elon Musk non vi sembra uguale? Ecco il messaggio: nel mondo ci sono le malattie, esseri umani lo so, siete spaventati dalle malattie, ne avete paura, perchè possono portare alla morte! No, nessuno vuole più morire... ed ecco Musk, lui ha inventato i microchip neuronali, perché ha a cuire l'umanità, lui che ha dalla sua milioni di miliardi di dollari, che non si sa come li abbia fatti, si interessa filantropicamente agli altri, a quelli che soffrono, però i chip non li regala mica... ah... ah... ah... quando mai!

Ecco un microchip nel cervello umano. Elon Musk così, ha comunicato che la sua startup Neuralink ha installato il suo "primo impianto" cerebrale in un essere umano, con "risultati iniziali promettenti". L'azienda di neurotecnologie co-fondata dall'imprenditore sudafricano (naturalizzato statunitense) nel 2016 punta a costruire canali di comunicazione diretta tra il cervello e i computer (oppure meglio dure tra il computer e il cervello).

L'ambizione è potenziare le capacità umane, oppure suona meglio controllare le capacità umane, curare disturbi neurologici come la Sla o il Parkinson (questa è il cavallo di troia, se non dice che il microchip serve per curare, come farã mai il genere umano ad accettare con gioia di farsi mettere quell'affare nel cervello?) e forse un giorno realizzare una relazione simbiotica tra uomo e intelligenza artificiale. Infatti il grande interesse attorno alla AI è presto giustificata e compresa... che ne dite? Sempre per il bene del genere umano, eh basta di pensare male... sempre a pensare male voi...

"Il primo essere umano (il primo pollo, purtroppo i polli ci sono sempre, e non aveva ragione la Wanna Marchi a dire: "I coglioni vanno inculati?") ha ricevuto, ieri (domenica 28 gennaio 2024), un impianto da Neuralink e si sta riprendendo bene", ha scritto Musk in un post su X, ex Twitter. "I risultati iniziali mostrano un promettente rilevamento dei picchi neuronali", ha aggiunto. Il primo prodotto dell'azienda si chiamerà Telepathy: consentirebbe il controllo del telefono o del computer semplicemente usando la forza del pensiero, e viceversa... attraverso fili sottilissimi che aiutano a trasmettere i segnali nel cervello dei partecipanti. I primi utilizzatori saranno coloro che hanno perso l'uso degli arti.

 

 

Lo scorso anno Neuralink ha dichiarato di aver ottenuto l'approvazione delle autorità di regolamentazione statunitensi (Food and drug administration e quando mai, quelle hanno autorizzato anche sieri sperimentali... figurati...) per testare i suoi impianti cerebrali sulle persone. Alla fine dello scorso anno è stato poi avviato il reclutamento dei "volontari".

La tecnologia di Neuralink funzionerà principalmente attraverso un impianto chiamato "link", un dispositivo delle dimensioni di cinque monete impilate che viene inserito nel cervello umano attraverso un "intervento chirurgico invasivo" (e il chip una volta inserito, non potrà mai più essere rimosso).

Neuralink ha chiuso il 2023 con oltre 400 dipendenti e una raccolta di fondi di 363 milioni di dollari.

Musk non è il solo nel tentativo di fare progressi in questo campo, che è ufficialmente noto come "ricerca sull'interfaccia cervello-macchina o cervello-computer", un mezzo di comunicazione diretto tra un cervello (o più in generale parti funzionali del sistema nervoso centrale) e un dispositivo esterno quale, ad esempio, un computer. Per unire le forze, il magnate aveva contattato lo sviluppatore di impianti Synchron, per un potenziale investimento (questi investono, poi però rivogliono i loro soldi, e indivinate da chi?).A differenza del "link" di Neuralink, la sua versione con impianto non richiede il taglio del cranio per installarlo. La Synchron, azienda australiana, ha impiantato il suo primo dispositivo in un paziente statunitense nel luglio 2022.

Neuralink ha già condotto vasti studi sugli impianti negli animali, attirandosi critiche da molti attivisti (invece per impianti negli esseri umani nessuna critica, è tutto ok...), secondo i quali la società ha abusato dei diritti degli animali (i diritti umani a chi interessano più?) violando l'Animal welfare act, la legge che regola come i ricercatori possono trattare ed effettuare esperimenti su alcuni animali. 

 
 
 

IL CENTRO DI ROMA È UNA CITTÀ FANTASMA.

Post n°1752 pubblicato il 30 Gennaio 2024 da scricciolo68lbr

Sono ben cinquemila i negozi che hanno chiuso le saracinesche, in meno di tre anni anni, con 1500 nel solo 2023.Gli incassi sono crollati in media del 35% e il tasso di nascita di nuove imprese è ai minimi storici.È questo ciò che risulta guardando l'andamento del commercio a Roma, fotografato da un report fatto dalle maggiori associazioni di categoria. 

Si registra una moria di attività che vede il centro storico al primo posto per saracinesche abbassate: il 65% delle chiusure è stato registrato infatti, nel cuore di Roma.

Perché tante chiusure?

Alla base delle tante chiusure il caro affitti, l'incremento dei costi energetici, tasse soffocanti e politica poco incline alle attività commerciali. Come il resto d’Italia, anche a Roma e nel Lazio gli imprenditori sono stanchi, scoraggiati e poco propensi ad avviare nuove attività.

Nel Lazio sono state avviate appena 2200 nuove imprese. Un numero esiguo. Per il 2023 si stima che in Italia abbiano tirato su la saracinesca per la prima volta solo poco più di 20mila attività, l’8% in meno del 2022 e il numero più basso degli ultimi dieci anni. 

Il crollo delle nuove aperture riguarda quasi tutte le tipologie di commercio in sede fissa, con cali particolarmente rilevanti per i negozi di articoli da regalo e per fumatori (-91%), per i gestori di carburanti (-80%), per le edicole e punti vendita di giornali, riviste e periodici (-79%), ma anche per i negozi di tessile, abbigliamento e calzature (oltre il 65% in meno).

Tra le attività del commercio, le nascite di imprese aumentano solo nel commercio via internet. È in caduta libera anche il commercio ambulante. Se nel Lazio, nel 2013, aprivano circa 900 attività, nel 2022 sono state appena 300. E su questo fronte la situazione potrebbe addirittura peggiorare se il Campidoglio, gestito da Gualtieri volesse andare alla rottura totale con gli ambulanti mettendo a bando tutte le licenze.

Quello che apparentemente sembra un settore trainante, e parliamo di ristorazione e bar, è invece un altro settore in crisi. Nella Capitale, secondo uno studio della Fipe Confcommercio, in dieci anni hanno chiuso circa 12mila bar, con numeri altissimi nel centro storico di Roma. una desertificazione commerciale che, a quanto pare, riguarda settori diversi.

Secondo gli esperti una risollevata al settore commercio potrebbe arrivare con il Giubileo ma, paradossalmente, le stime di crescita riguardano solo attività di souvenir e negozi automatizzati (i punti vendita che al posto di commessi e negozi hanno i distributori di panini, bibite e snack: a Roma si registra un vero boom con nuove aperture di questa forma anomala di commercio pari al 72%).

Intanto a Roma strade fantasma.

Ci sono dei casi emblematici nella Capitale, come quello di via Nazionale dove, dal 2022 a oggi, hanno chiuso i battenti circa il 60% dei negozi. Discorso analogo per via del Tritone e viale Marconi. Strade che un tempo solo a nominarle, evocavano miniere di clienti e dove oggi le commesse sono invitate dai proprietari anche a spegnere le luci delle vetrine per risparmiare sulle bollette.

Altro dato allarmante su scala regionale è quello legato all'artigianato. Non si arresta “il calo delle imprese artigiane nel Lazio, si registra una riduzione del numero totale di 670 unità in 12 mesi. Una tendenza decennale, che ha portato l'Albo delle imprese Artigiane dalle oltre 101mila del 2012 alle circa 90mila attuali. Lo si legge in una nota di Confartigianato Lazio. L'analisi dei dati sull'andamento dell'Artigianato nel Lazio nel 2022-2023 “conferma la crescita del settore edile, dei servizi per la cura della persona e della produzione di software. Sostanziale riduzione invece negli altri settori, con un vero e proprio crollo nella manifattura (Lavorazione Ferro, Legno, Materia Plastiche)”. Nel dettaglio, è sceso a 515 il numero delle imprese manifatturiere, meno 104 dell'autoriparazione, meno 120 della ristorazione artigiana. Tra le altre, crescono le imprese edili di 67 unità e dei servizi per la cura della persona di ben 151.

 
 
 

DUE PAROLE SUL CASO ZUNCHEDDU.

Post n°1751 pubblicato il 29 Gennaio 2024 da scricciolo68lbr

La storia di Beniamino Zuncheddu, condannato all’ergastolo per triplice omicidio e, dopo trentatré anni (non 33 mesi, o giorni) di galera, riconosciuto innocente, dovrebbe far capire ai numerosi forcaioli, favorevoli all’introduzione della pena di morte nel nostro Paese che dovrebbero guarire da tale deviazione mentale: se ci fosse stata, adesso si sarebbe scoperto di aver assassinato un innocente. Sulla stessa falsariga si dovrebbe tener presente ciò che è accaduto nei «civilissimi» e «democraticissimi» Stati Uniti: un uomo è stato condannato a morte utilizzando l’azoto, una barbarie degna del più oscuro medio evo.

Nessuno pretende che le persone leggano i libri di Cesare Beccaria, però, qui intendo aprire una parentesi: Beccaria, giurista ed economista (Milano 1738 - ivi 1794), fu tra i massimi rappresentanti dell'illuminismo italiano, legò sua fama al trattato "Dei delitti e delle pene" (pubblicato anonimo a Livorno nel 1764), che pose le fondamenta della scienza criminale moderna. In questa celeberrima opera Beccaria considera la pena di morte inutile, perché non è l'intensità della pena che fa effetto maggiormente sull'animo della gente, ma piuttosto la sua estensione. La pratica della pena capitale non è mai servita neanche come utile esempio a far sì che gli uomini non commettessero più reati.

Per cui tutti coloro che inneggiano, ciascuno secondo i propri riscontri e le proprie convinzioni, alla pena di morte, prima di chiedere a gran voce alla forca in piazza, dovrebbero tener presente cosa significhi uccidere un essere umano. Dopo, una volta ucciso, non si torna indietro.

 
 
 

COSA SI CHIEDE ALLA COMMISSIONE PARLAMENTARE COVID? DI FARE CHIAREZZA!

Post n°1750 pubblicato il 29 Gennaio 2024 da scricciolo68lbr

Mentre Speranza parla sempre in ogni occasione di plotone di esecuzione per eliminare gli avversari politici, e non si capisce questa sua preoccupazione, visto che ritiene ed afferma in ogni occasione di avere fatto sempre tutto bene nella gestione Covid, al Parlamento italiano, ed in particolare alla neonata commissione, si chiede di fare chiarezza sulla gestione Covid. Dopo le polemiche, il ministro della Salute Orazio Schillaci dice di voler cancellare dalla bozza del documento del nuovo piano pandemico i dpcm ed apre alla revisione dei capitoli dedicati alle restrizioni. Il nuovo piano pandemico 2024-2028 che rispolverava i lockdown, i dpcm e la religione dei vaccini sarà modificato, secondo le parole di Scillaci ministro. E in molti dicono non potesse andare diversamente dal momento che era un piano pandemico in stile Giuseppe Conte. Tra l'altro ieri sera Conte, alla richiesta di Don Fazio (spudorato tifoso di Biden) su chi l'ex primo ministro facesse il tifo tra Biden e Trump, non ha voluto rispondere, ammettendo implicitamente di essere pronto a ricollocarsi nel panorama politico momdiale, e confermando come i nostri politici siano sempre pronti a riciclarsi.

Sulla commissione, il senatore leghista Claudio Borghi ha preteso giuste rassicurazioni sul fatto che ci sia margine per degli emendamenti al documento. Si devono preservare infatti i tre impegni assunti dal cen-trodestra con gli italiani: affidarsi, in caso di emergenza sanitaria, più al sensi di responsabilità individuale che alle restrizioni, evitare gli obblighi vaccinali, includere il Parlamento nelle decisioni anziché procedere per editti del premier. E per Schillaci, coinvolgere il Parlamento resterà «il mezzo più idoneo». Ma la questione sui vaccini rimane sospesa, il ministro non ha evocato obblighi e green pass, ma ha avvalorato l’idea che il vaccino sia comunque «un utile rimedio per affrontare la comparsa di un qualunque patogeno ignoto».

E ci domandiamo come sia possibile stabilire a priori che l’alleato più prezioso sarà il vaccino? Con il Covid è stato lodato il siero sperimentale, in futuro sarà forse venerato il vaccino immaginario? Questo è venuto a domandare Bill Gates in visita qualche giorno fa, intrattenutosi prima con il premier Meloni, poi con il Presidente Mattarella?

Tutta questa confusione sta a dimostrare quanto importante sia la commissione d’inchiesta parlamentare sulla pandemia del 2020 che non deve essere considerata come «un plotone d’esecuzione politico», per dirla alla Speranza! Ma come una meritata risposta, lerchè dopo il putiferio scatenatosi sul nostro Paese, adesso gli italiani desiderano  conoscere la verità.

 
 
 

VENEZI CRITICATA SOLO PER IDEOLOGIA.

Post n°1749 pubblicato il 29 Gennaio 2024 da scricciolo68lbr
 

La Beatrice Venezi nata a Lucca, classe 1990, una direttrice d'orchestra e pianista italiana, è stata criticata, aspramente, ma non si comprende se perché dirige male o solo per le sue idee. Dopo la seconda serata del concerto di musica classica diretto da Beatrice Venezi al Politeama di Palermo alla guida dell’Orchestra sinfonica siciliana (che, con tutto il rispetto parlando, non è la London simphony o la Filarmonica di Vienna) un carneade di nome Claudio Sardisco, flautista del sunnominato complesso orchestrale, ha dichiarato che la Venezi non è in grado, per presunti limiti tecnici, di dirigere un’orchestra sinfonica e pertanto che «gli esecutori si sarebbero dovuti arrangiare da soli», per cui hanno concordato di non tributare al direttore il rituale omaggio di apprezzamento, battendo rumorosamente i piedi sul pavimento del palco. Curioso il fatto che dopo la prima serata nessuno dei componenti la stessa orchestra si sia lamentato della scarse attitudini musicali del conduttore, che già da tempo subisce feroci critiche dalla sinistra perché ama definirsi con l’orrendo maschilismo di «direttore». Sull’Orchestra Sinfonica Siciliana il sipario non cala. Il clima è sempre tesissimo. E ora si cercano i ribelli. Non è andato proprio giù ai piani alti l’ammutinamento da parte dei musicisti durante e dopo due serate sold out al Politeama di Palermo. Beatrice Venezi, sul podio, ha solo pensato di dirigere gli orchestrali nell’esecuzione del Concerto in re maggiore per violino di Čajkovskij e della Quinta sinfonia. In realtà a loro dire, non ha diretto nulla. Loro hanno preferito fare da soli. Nemmeno uno sguardo. Occhi sullo spartito e occhiate di intesa l’un l’altro sui tempi. Motivo? “Non sa dirigere, i suoi movimenti sono scoordinati rispetto alla partitura”, “Meglio fare da soli”, “Durante le prove ha reso più difficile il nostro lavoro invece che agevolarlo”.

Il nutrito gruppo di ribelli ha dichiarato alla stampa la totale sfiducia nelle capacità professionali di Beatrice Venezi, fra l’altro candidata a diventare direttrice artistica della Foss. “Ci è stata presentata come Bernstein” ma “non è un nome di cui mi vanterei nel mio curriculum”, hanno sottolineato alcuni professori d’orchestra.

A sentire i ribelli, la buona riuscita del concerto è dipesa unicamente dalla professionalità dell’Orchestra che si è sovraccaricata di una responsabilità in più: “Non è stata certo una passeggiata suonare con una direttrice che conosce le partiture ma non è in grado di controllare l’orchestra”.

Nessun motivo politico. Nessun collegamento con il fatto che sia consulente al ministero della Cultura, del Governo Meloni, confermano ancora una volta gli orchestrali. Solo inadeguatezza professionale. Intanto l’atmosfera si fa incandescente. La settimana prossima Venezi è attesa per le prove del nuovo concerto: le musiche di Šostakovič tecnicamente sono molto complesse. “Personalmente avrei chiamato un altro direttore al posto suo”, spiega un musicista. “Noi la seguiremo e se qualcosa andrà storto qualcuno continuerà a suonare, qualcun altro invece si fermerà”, gli fa eco un altro.

Anche qui, vale la stessa regola citata per il caso della consigliera del PD Veneto, che qualche giorno va ha mandato per aria l'approvazione del disegno di legge dell'accomoagnamento di fine vita, per avere votato secondo coscienza, anzichè rispettare il diktat del capo-Schlein: quando cioè i veri fascisti sono gli antifascisti, capaci solo di puntare il dito!

 
 
 

SCOPRIRE CHE GLI ANTIFASCISTI SONO I VERI FASCISTI…

Post n°1748 pubblicato il 29 Gennaio 2024 da scricciolo68lbr

È dura scoprire quando chi punta il dito, accusando che in Italia si corre un grave pericolo di recludescenza del fascismo, è più fascista degli accusati. Eppure è cosi, ed accade che il voto di astensione sul disegno di legge regionale riguardante il suicidio assistito è costato ad Anna Maria Bigon la sedia di vicesegretaria provinciale del Partito Democratico veronese. “Non finirà qui” aveva dichiarato il segretario Franco Bonfante alla stampa, dopo che la proposta di regolamentare da un punto di vista sanitario la procedura per accedere al fine vita, non aveva ottenuto per un solo voto la maggioranza richiesta. 

Con la vicenda della consigliere veneta Anna Maria Bigon il Pd conferma di non avere più nulla a che fare con la cultura della sinistra italiana. La consigliera Anna Maria Bigon, punita con limitazione dei suoi incarichi per aver «osato» non conformarsi ai diktat pro eutanasia di kapò Elly Schlein, il PD battezza il nuovo integralismo "anti cattolico", con susseguente sdegno di parte della stessa componente cattolica del Partito democratico. Sulla Bigon si sta consumando la definitiva transizione della "pseudo sinistra" italiana verso un novello partito radicale di massa, disconoscendo totalmente l’accorto e rispettoso atteggiamento verso i cattolici dei grandi leader dello storico Pci prima e del Pds poi, fino almeno ad Occhetto, D’Alema e Veltroni. Ma quelli erano altri tempi e altri uomini, come lo era Enrico Berlinguer, che facevano del rispetto del mondo cattolico il proprio faro guida.

Adesso ci sono Elly Schlein e sodali, a fare strame di una storia e una tradizione del tutto aliena dalla loro scelta di imporre la cultura woke gender fluid, in salsa radical chic.

Adesso Bonfante annuncia di aver convocato la Direzione provinciale del Pd per il 5 febbraio p.v. per discutere il tema del fine vita. Durante una conferenza stampa ha anche informato di aver “proceduto alla revoca della delega di Vicesegretaria provinciale di Annamaria Bigon, per il venir meno del rapporto di fiducia politica, tenuto conto del generale sentimento di iscritti ed elettori del PD veronese, in grandissima maggioranza sconcertati e delusi dalla scelta di Bigon e favorevoli a regolamentare il fine vita a seguito della sentenza della Consulta”. Rapporto di diducia dice? A me sembra sia stata accusata la Bigon di venir meno agli ordini del capo! Che potrebbero comprendersi, in teoria, per questioni meno vitali, ma difficile accettare di obbedire e basta, senza poter esprimere un proprio parere, su temi così delicati come un progetto di legge regionale, sull'accompagnamento delle persone alla procedura di fine vita.

L’avvocata, che è stata anche sindaco per dieci anni in un Comune veronese, per una ragione di "coscienza" e per la convinzione di dover dare priorità alle cure palliative, si era astenuta il 17 gennaio anziché uscire dall’aula facendo abbassare il quorum. Era quello che le aveva chiesto di fare il partito, visto che la previsione dei voti era in bilico. A favore del disegno di legge di iniziativa popolare, che aveva alle spalle circa 9.000 firme di cittadini, si sono poi pronunciati 25 consiglieri veneti (tra cui il governatore leghista Luca Zaia), 22 i voti contrari, 3 gli astenuti. Siccome occorreva la maggioranza assoluta (in quel caso 26 voti), la proposta è stata rinviata in commissione per seguire l’iter ordinario.

La bocciatura è avvenuta con una spaccatura all’interno della Lega, anche se Zaia aveva dato indicazione di libertà di voto, e del centrodestra, visto che Fratelli d’ItaliaForza Italia e una parte della Lega stessa avevano votato contro. La polemica ha però investito il Pd che ha perso l’occasione, per un solo voto, di far approvare la proposta, dimostrando la propria ininfluenza in un consiglio regionale monopolizzato dalla Lega.

Bonfante ha invitato al prossimo incontro a Verona sia il segretario regionale Andrea Martella che la capogruppo del Pd in Regione, Vanessa Camani, che potranno intervenire dopo la consigliera Anna Maria Bigon che spiegherà le ragioni della propria scelta. “Mi assumo personalmente l’intera responsabilità della scelta riguardante Bigon – ha detto – Non voglio coinvolgere nessun altro del partito, al quale eventualmente risponderò della decisione nelle sedi ed organi competenti”. La revoca di uno dei vicesegretari è destinata ad avere strascichi, soprattutto dopo le dichiarazioni di alcuni giorni fa dell’ex ministro Graziano Delrio, esponente dell’ala popolare e cattolica del Pd: “Se Bigon fosse sospesa, mi sospenderei anch’io. Su questi temi mai, e ripeto mai, la disciplina di partito può sovrastare la libertà di coscienza”.

Bonfante ha spiegato: “Condivido totalmente gli interventi della segretaria nazionale Elly Schlein, la quale aveva sottolineato: ‘Che la destra abbia sconfessato Zaia non stupisce, ma è una ferita che ci sia stato un voto del Pd. Se il gruppo del Pd vota a favore e ti chiede di uscire dall’aula, è giusto uscire dall’aula, perché l’esito di quella scelta cade su tutti”. E ha aggiunto: “Non credo nelle sanzioni disciplinari su temi etici ed è corretto che sia lasciata libertà di voto per motivi di coscienza, ma chi la pratica deve essere consapevole delle conseguenze politiche, a maggior ragione se vi erano alternative, come l’uscita dall’aula con una contemporanea dichiarazione esplicativa”. A Verona esiste un precedente. “Nel 2018 l’allora capogruppo Pd in consiglio comunale votò a favore di mozioni della Lega su temi eticamente sensibili (legge 194 e contro i gay) e venne sostituita nella funzione dai suoi colleghi su loro decisione, sentito anche il segretario nazionale. Il senso di responsabilità nei confronti degli altri e della comunità che si rappresenta, non è meno importante del rispondere alla propria coscienza, che riguarda se stessi”.

 
 
 

CICLONE POLARE IN ARRIVO SULL’ITALIA, L’INVERNO NON È TERMINATO, ANZI…

Post n°1747 pubblicato il 29 Gennaio 2024 da scricciolo68lbr
 

Meteo, ciclone polare sull'Italia. Neve e gelo. Meteo


Chi lo avrebbe mai detto di poter vedere ancora certe mappe! Nonostante in molti seguitino a soffiare sul cambiamento climatico, su estati riventi, su stagioni invernali troppo miti, quest'anno il freddo si è fatto sentire, eccome e non pare ancora finito, nonostante qualcuno oarli di primavera anticipata. Dove prendono certe nostizie, dall'Almanacco Topolino?

Nonostante in questi giorni molti si arrampichino sugli specchi, parlando di meteo e dell'anticiclone africano Zeus, dietro le quinte, zitto zitto, il generale Inverno, sembra voler preparare un bello scherzetto (siamo anche in Carnevale) alla primavera che avanza. Lo scrive il sito internet www.ilmeteo.it.

Ma veniamo ai fatti. L'ultimo aggiornamento del "modello americano" (GFS) interrompe bruscamente l'egemonia dell'anticiclone Zeus a partire dal 7 Febbraio 2024. In questa data infatti l'alta pressione tenderebbe a salire di latitudine fino a raggiungere il Polo Nord e da qui scenderebbero correnti gelide che in poco tempo entrerebbero nel Mar Mediterraneo dalla Valle del Rodano (Francia sudorientale). Con questa configurazione si formerebbe addirittura un ciclone, continuamente alimentato dall'aria polare. Con il repentino crollo delle temperature, le precipitazioni a questo punto assumerebbero carattere nevoso fino in pianura, soprattutto al Nordovest.

Come sempre diciamo, la tendenza a lungo termine, è da prendere con le dovute cautele in quanto la percentuale di realizzazione di questo impianto atmosferico, data la distanza temporale, è molto bassa. Ma sembrerebbe che Febbraio possa riservarci molte, molte sorprese.

 
 
 

DISNEY CRISI SENZA FINE, L’APPOGGIO INCONDIZIONATO ALLA IDEOLOGIA GENDER LE SI RIVERBERA CONTRO!

Post n°1746 pubblicato il 29 Gennaio 2024 da scricciolo68lbr
 

Censure, Cenerentola vista come una colf, vecchi personaggi cambiati di genere (Arsenio Lupin di colore, personaggi dei cartoni gay o lesbiche), insomma l'aver abbracciato e spinto troppo l'ideologia fluid-gender dei capitalisti transumani di Davos, quelli del WEF per intenderci, non na pagato, anzi le si è ritorto contro.

La situazione negativa di Disney emerge chiaramente dalla perdita del simbolo stesso dell'azienda: dgli inizi di quest'anno, Topolino non è più di proprietà dell'azienda. Dopo 95 anni, il copyright di questo iconico personaggio è scaduto, come riportato da Affari&Finanza. Questo fatto, insieme alle perdite catastrofiche in Borsa, ai conflitti politici senza precedenti, agli attacchi dell'attivista Nelson Peltz e alle critiche riguardo a questioni di conservatorismo e permessivismo, sta colpendo duramente Disney.

La sorpresa per l'azienda è stata il lancio di film indipendenti su Topolino, trasformando il "Magic Kingdom" in un Regno dell'Orrore. Registi come Steven LaMorte stanno creando rifacimenti come "Steamboat Willie", in cui Topolino a figura naturale terrorizza i passeggeri della nave con coltellate mortali. Un'altra produzione, "Micky Mouse Trap", diretta da Jamie Bailey, presenta un Topolino che costringe i personaggi a un gioco mortale in un parco divertimenti.

Nelson Peltz, investitore che ha versato 3 miliardi di dollari nelle casse di Disney, sostiene che i problemi derivano da scelte di "gestione errate" e ha chiesto l'aggiunta di due persone al consiglio di amministrazione: lui stesso e James Rasulo, ex direttore finanziario di Disney. Peltz ha evidenziato criticità attraverso un sito dedicato, mostrando come gli ultimi cinque film prodotti da Disney siano stati un "fiasco" e come l'acquisto di Fox dai Murdoch a 71 miliardi di dollari abbia comportato un sovrapprezzo inaccettabile. Mostra anche che, mentre la concorrenza nel settore ha registrato aumenti di valore del 300%, Disney ha perso 11 miliardi di dollari solo nello streaming. Peltz sottolinea che le misure adottate, come l'acquisto del 33% di Hulu da Comcast per 8 miliardi, non sono sufficienti a recuperare il terreno perduto. ESPN, la rete che trasmette programmi sportivi via cavo, è un altro patrimonio in sofferenza. La capitalizzazione di Borsa di Disney è crollata a circa 94 dollari per azione, equivalente a 173 miliardi, la metà rispetto ai massimi del 2021 quando il titolo valeva 189 dollari.

La mossa di Disney verso la cultura "woke", la pubblicità a spron battuto della cuktura gender-fluid, ha generato tensioni, adattandosi al politically correct ma ricevendo critiche da entrambe le parti dello spettro politico e soprattutto dal pubblico, che ha perduto quella simpatia nutrita verso lo storico marchio statunitense. 

Le tensioni si sono acuite quando Disney ha attaccato il governatore Ron DeSantis per la legge "antigay" in Florida. Questo ha portato all'estromissione di Bob Chapek e al ritorno di Bob Iger. La polarizzazione all'interno e all'esterno di Disney riflette la divisione generale nella società americana. L'attacco di Nelson Peltz tramite il fondo Trian, denunciando la cattiva gestione e cercando un posto nel consiglio, aggiunge ulteriori incertezze al futuro dell'azienda. La polarizzazione sembra essere diventata un elemento centrale, e non è chiaro se le elezioni del 2024 cambieranno questa dinamica.

 
 
 

FACEBOOK È MORTO!

Post n°1745 pubblicato il 29 Gennaio 2024 da scricciolo68lbr
 

Facebook è ‘morto’ – o quasi – l'eredità adesso passerà a WhatsApp.

Forse qualcuno gioirà, come il sottoscritto, qualcun'altro meno... tuttavia sono numerosi gli uenti che hanno già intuito che il famoso Social Facebook non avrà ancora molto da vivere.

Recentemente gli utenti hanno appreso la notizia che Facebook e Instagram diventeranno a pagamento, almeno per alcuni Paesi dell’area UE. Ciò in seguito a una decisione della Commissione che è scaturita dalla volontà di tutelare la privacy degli utenti. Mark Zuckerberg ha dovuto accettare la decisione con mesta rassegnazione, e sa già che saranno assai ingenti le perdite economiche che presumibilmente ne deriveranno. Secondo i rumors l'eredità di Facebook passerà a WhatsApp. 

Chi usa con regolarità WhatsApp l'app di messaggistica di Meta, avrà notato che recentemente le funzionalità si sono ampliate moltissimo. Solo l’ultima è rappresentata dalla comparsa dei “canali e aggiornamenti”.

In pratica WhatsApp, pian piano, sta diventando un vero e proprio Social, e non è certamente un caso. Facebook ha vissuto diversi periodi “no” e la popolarità verso questo Social sta inesorabilmente calando. MOLTI SONO COLORO CHE OGNI GIORNO L'ABBANDONANO E MOLTI LO HANNO GIÀ FATTO, PER RAGIONI DI CENSURA A CUI IL SOCIAL SOTTOPONE I SUOI UTENTI. IN PASSATO INOKTRE FACEBOOK È STATA MULTATA PER DEGLI SCANDALI CHE HANNO RIGUARDATO LA VENDITA DEI DATI PERSONALI, FATTA ALLE SPALLE DEGLI UTENTI, CHE NON NE ERANO CONSAPEVOLI, PER MOTIVI DI PUBBLICITÀ. Da ultima ricordo di come l'garante della privacy irlandese abbia deciso di infliggere una multa record da 1,2 miliardi di euro a Meta per violazione della legge europea sulla privacy. Lo ha reso noto poco tempo fa il garante europeo per la privacy. Per l’authority Meta ha violato le norme europee sulla protezione dei dati (Gdpr) con il suo social network Facebook. Meta, che intende presentare ricorso, è stata condannata per aver "continuato a trasferire dati personali" di utenti dallo Spazio economico europeo (See) agli Stati Uniti in violazione delle norme europee in materia, come ha indicato nella sua decisione la Commissione irlandese per la protezione dei dati (Dpc). Meta deve inoltre "sospendere qualsiasi trasferimento di dati personali negli Stati Uniti entro cinque mesi" dalla notifica della decisione e deve conformarsi al Gdpr entro sei mesi, si legge ancora nella nota. 

La “mazzata finale” adesso rischia di arrivare dalla Ue, che ha imposto a Zuckerberg una maggiore "trasparenza".

In pratica gli utenti di Facebook e Instagram che vivono in determinati Paesi UE, compresa l’Italia, dal prossimo anno dovranno pagare un "abbonamento" per usare questi Social. O almeno dovranno pagare se non desiderano ricevere pubblicità generate dagli algoritmi che targetizzano l’utente.

  • Chi vuole essere “tracciato e targetizzato” potrà continuare a usare i suddetti Social in modo gratuito.

Questo però, quantomeno per il portafogli di Mark Zuckerberg, non è certo un buon affare. In fondo il founder di Meta desidera guadagnare, e nessuno può contraddire questo aspetto. Senza le pubblicità, i canali Social renderanno molto meno e allora c’è bisogno di una nuova strategia.

La strategia si chiama WhatsApp, e non c’è nemmeno bisogno di investire chissà quanti soldi, perché l’app di messaggistica conta già miliardi di utenti (soddisfatti) che non dovranno fare altro che continuare a usarla per i propri scopi, siano essi personali che di business.

Le nuove funzionalità, come la recente comparsa dei canali, darà a Zuckerberg ciò che Facebook e Instagram al momento non riescono più: fonti di guadagno date dalle pubblicità. D’altronde Zuckerberg stesso ha affermato che l’app di messaggistica ha ampie potenzialità e che al momento il poter condividere semplicemente un feed è piuttosto limitante.

Dunque non resta che adeguarci a questa novità e imparare a usare l’app di messaggistica per molte altre cose oltre a poter mandare messaggini agli amici.

 

 
 
 

SCHILLACI ASSICURA MODIFICHE AL PIANO PANDEMICO 2024-2028

Post n°1744 pubblicato il 26 Gennaio 2024 da scricciolo68lbr

SARANNO STATE LE CRITICHE DE «LA VERITÀ» A SCUOTERE IL MINISTRO SCHILLACI CHE TUTTAVIA CEDE: «IL PIANO CAMBIA».

Il ministro cancella dal documento pandemico i dpcm e apre alla revisione dei capitoli dedicati alle restrizioni. Svicola ancora invece sui vaccini, che al momento sono definiti «le misure preventive più efficaci» a prescindere persino dalla loro esistenza.

L’inchiesta inglese sul Covid: alla Bbc permesso di mentire sui rischi per sostenere il lockdown
Il ministro della Salute ingrana la retro: il piano strategico 2024-2028, quello che rispolverava i lockdown, i dpcm e la religione del vaccino, sarà modificato. Non poteva essere altrimenti: il principale azionista del governo, Fratelli d’Italia, aveva già proposto di cambiare un documento che - ha commentato domenica scorsa un esponente del partito - «sembra scritto dagli uomini Speranza». Dopo le critiche de La Verità, era intervenuto, proprio sulle colonne del quotidiano, anche un esponente di FdI, un meloniano, il viceministro delle Infrastrutture, Galeazzo Bignami, che aveva suggerito almeno di «precisare meglio tutte le fasi di risposta all’emergenza che andrebbero seguite» prima di arrivare, come «extrema ratio», alla serrata totale. Anche cosi non era sufficiente, poichè tante erano state le critiche della psicopandemenza della gestione Conte, tuttavia era una nota da interpretare positivamente l'accorgersi che così il piano-bozza non andava proprio.
Dal quotidiano La Verità di oggi 26 gennaio, si apprende che è confermato come i lavori siano ancora in corso, e che la partita è aperta; la notizia è di ieril’ha data ieri, a Palazzo Madama, infatti Orazio Schillaci, rispondendo alle interrogazioni della senatrice grillina Elisa Pirro, che lodava la bozza del piano redatto in stile contiano, sembrava infatti quasi un copia-incolla e del senatore leghista Claudio Borghi.
La prima, infatti, seguendo la strategia di Giuseppe Conte, rimarcava le somiglianze della bozza in discussione in questi giorni proprio con i provvedimenti attuati dall’esecutivo giallo-rosso, a marzo 2020: «Si chiede di sapere», recitava l’interpellanza depositata in Aula, «quali siano le differenze» tra il nuovo piano pandemico e le «misure adottate dai precedenti governi durante la pandemia». Il senatore Borghi, che all’inizio, sui social, aveva minimizzato quelle preoccupanti analogie, dev’essersi poi accorto che qualche problemino invece c’era davvero.
Così, ha domandato giuste rassicurazioni sul fatto che ci sia margine per inserire degli emendamenti al documento, al fine di preservare i tre impegni assunti dal centrodestra con gli italiani: affidarsi, in caso di futura emergenza sanitaria, più al senso di responsabilità individuale che alle restrizioni; evitare gli obblighi vaccinali; includere il Parlamento nelle decisioni, anziché procedere per editti del premier.

È su questo punto che il ministro si è lasciato andare all’ammissione più franca: in un piano pandemico, ha concesso, «non è indispensabile affrontare aspetti giuridici». In sostanza, il manuale che indica le linee guida per fronteggiare un’epidemia non dovrebbe spingersi fino a prescrivere quali siano gli strumenti normativi migliori - i decreti legge oppure i dpcm. Secondo Schillaci , coinvolgere il Parlamento resterà «il mezzo più idoneo». Se tanto ci dà tanto, dunque, dalla versione definitiva del piano 2024-2028 dovrebbe essere espunto il passaggio che definisce i dpcm lo «strumento centrale di governo dell’emergenza sanitaria», tale da riflettere «la posizione costituzionale del presidente del Consiglio quale garante del l’unità di indirizzo dell’azione di governo e di bilanciamento dei molteplici interessi pubblici». Significherebbe neutralizzare la minaccia dell’eredità di Conte.
Sui lockdown, Schillaci invece, è stato un po’ più lassivo, ribadendo che il testo - tuttora «in fase di revisione» - sarà migliorato tenendo conto dei suggerimenti delle parti, a cominciare dalle Regioni, le quali hanno sollecitato una definizione dettagliata di «ruoli, competenze e tempistiche» da attribuire sia ai governatori, sia a tutti i ministeri interessati (Interno, Infrastrutture, Istruzione, Lavoro, Turismo).
Per il resto, l’inquilino di lungotevere Ripa ha gettato acquab sul fuoco, ricordando che le chiusure di scuole e attività non essenziali, menzionate dal piano pandemico, dovrebbero comunque essere imposte solo se si rivelassero «strettamente indispensabili», applicate con criteri di gradualità e proporzionalità «sia alla probabilità sia all’entità dell’evento», oltre che per periodi di tempo limitati. È questo passaggio così non va proprio bene. La sensazione è che, su questa materia, finisca per prevalere il lodo Bignami: potrebbero essere esplicitate le condizioni in presenza delle quali stringere passo dopo passo le maglie.
Rimane sospesa la questione dei vaccini, ai quali il piano pandemico conferisce, a prescindere, la qualifica di «misure preventive più efficaci».
Schillaci non ha evocato obblighi e green pass, ma ha avvalorato i dubbi sollevati da La Verità. Ha rimarcato che uno dei pregi del documento - finalmente «aggiornato», ha rivendicato lui, con una stoccata ai predecessori inadempienti - è che non si focalizza sui virus di tipo influenzale, bensì predispone un armamentario utile per affrontare la comparsa di un qualunque patogeno ignoto. Allora, com’è possibile stabilire a priori che l’alleato più prezioso sarà il vaccino? Con il Covid ci siamo messi a lodare il vaccino sperimentale. Il prossimo passo sarà venerare il vaccino immaginario?

Ciò dimostra quanto sia importante la commissione parlamentare d’inchiesta sulla pandemia del 2020. Anche ieri, in Senato, la pentastellata Pirro ci ha tenuto a denunciare che si tratta di un plotone d’esecuzione politico, in stile Speranza,  per quei benemeriti che hanno lottato,
a mani nude, contro un nemico inatteso e letale. La cronaca, però, prova che, dove s’iindaga sul serio, le verità scomode emergono: l’omologo organismo inglese, ad esempio, ha appena raccolto una testimonianza esplosiva del professor Mark Woolhouse: l’esperto ha affermato che alla Bbc è stato permesso di «travisare» il rischio posto dal Covid. Segnalando «ripetutamente rari casi di morte o malattia grave tra gli adulti sani, come se fossero la norma», l’emittente di Stato ha persuaso il pubblico che chiunque corresse gli stessi pericoli, al solo scopo di cementare il consenso per i lockdown.

I politici nostrani dovrebbero sforzarsi di concepire l’ope razione trasparenza quale dovere civico. D’altronde, se essi temono il redde rationem, noi cittadini abbiamo motivo di temere loro. La senatrice del M5s ha rinfacciato alla Lega di avere «problemi con le limitazioni delle libertà».
Il senatore Borghi intanto è stato il più puntuale nel pungolare il ministro della salute Schillaci, chiedendo precise modifiche al piano, che corrispondono poi agli impegni che la Lega ha preso coi cittadini: basta lockdown e restrizioni delle libertà in genere; basta vaccini, infatti Borghi bacchetta Schillaci domandando come fa il ministro della salute a dire che saranno i vaccini gli strumenti principali, questo lo deciderà il Governo sentendo il larere del parlamento e questa richiesta per l'appunto anticipa il terzo punto della richiesta che il senatore fa, e cioè basta docm, torni il Parlamemto organo sovrano e si decidano lì quali decisioni adottare.
Schillaci tuttavia nella interrogazione parlamentare di Borghi, ha subito risposto che i lockdown resteranno nel piano, ma adoperati solo se strettamente necessari e per il tempo strettamente necessario. E ti pareva.
Ecco: Borghi da voce ad una karga fetta di italiani, stanchi delle vessazioni e delle restrizioni subite, in passato in troppi, a togliercele, (pensiamo a PD e M5S) non si sono fatti nessun problema. Ora basta.

 
 
 

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