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Dire NO alla vivisezione...

Post n°53 pubblicato il 15 Maggio 2007 da sybel05
 

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"Vivisezione" o "sperimentazione animale" sono sinonimi. Separare dei piccoli di scimmia dalla madre e sostituire quest'ultima con fantocci provvisti di aculei, per valutare se i piccoli "accettano" di ferirsi pur di avere un contatto affettivo con la madre surrogata, è certamente fonte di profonda sofferenza psichica e fisica, verosimilmente non dissimile da quella provata da un animale "sezionato vivo".

Le specie utilizzate per questa atroce bestialità travestita da ricerca medica sono varie: cani,
gatti, roditori, conigli, cavalli, suini, ovini, caprini, primati non umani, altri mammiferi, volatili ecc...

Perché no? La ragione etica...
Gli animali se accecati, avvelenati, infettati, eviscerati, lasciati morire di fame e sete, ecc, ecc, senza anestesia se non quella derivante dalla morte liberatrice (da notare che lo stesso animale, se sopravvive può servire a più di un esperimento), sicuramente soffrono atrocemente.

Perché no? L'antivivisezionismo scientifico
La favola bella dei vivisettori recita che, senza la loro pratica, lo sviluppo di farmaci per favorire la salute umana sarebbe a rischio.
Questo non è vero per almeno
tre motivi:

  • Tutti gli esperimenti su animali sono metodologicamente erronei per la disparità esistente tra condizioni indotte sperimentalmente e le condizioni spontanee degli umani e per le differenze biologiche fra le specie.
    Qualche esempio: se la penicillina fosse stata testata sulle cavie di laboratorio (nelle quali è talmente tossica da risultare letale) non sarebbe mai stata utilizzata nell'uomo.
    Il talidomide provocò la nascita di 10.000 bambini focomelici, anche se si era dimostrato innocuo per svariate specie animali utilizzate prima della commercializzazione.
    Negli USA,
    il 51% dei farmaci viene ritirato dal commercio per gravi effetti collaterali non riscontrati nella sperimentazione animale (JAMA 1998; 279: 1571-1573);
  • Molti esperimenti sono banali o inutili perché non fanno altro che ripetere esperimenti già compiuti;
  • Il 70% della vivisezione è condotta al di fuori dell'ambito medico per la valutazione di tossicità di cosmetici, pesticidi, erbicidi, sostanze industriali, prodotti per l'igiene della casa, addittivi alimentari, alcool e tabacco, nell'industria bellica e nella didattica biologica.

Perché no? Il motivo utilitaristico/economico
La vivisezione brucia enormi fondi di ricerca (derivanti dalle tasse dei cittadini che vengono poi esclusi dalla conoscenza di cosa succede nei laboratori con una pratica decisamente antidemocratica) che potrebbero essere utilizzati meglio per migliorare la salute umana (ad esempio, per prevenire i danni da fumo di sigaretta è meglio una massiccia campagna informativa o far fumare coattivamente centinaia di conigli e cani per poi testare farmaci antitumorali?).

La sperimentazione animale serve alle industrie farmaceutiche per ottenere una sicura tutela giuridica in caso di contenziosi a seguito della commercializzazione di "nuovi" farmaci (spesso "farmaci-copia", cioè farmaci ottenuti con minime modifiche da farmaci già noti) al fine di aumentare i già enormi profitti.
Ai vivisettori, per carriera.
Alle istituzioni, per giustificarsi di fronte all'elettorato in caso di "insuccesso" di nuovi farmaci approvati per uso umano. 

I metodi sostitutivi
I metodi sostitutivi esistono e comprendono la ricerca clinica, l'epidemiologia e la statistica, l'utilizzo dei moderni strumenti di indagine non invasiva (esempio la TAC e la risonanza magnetica), le colture in vitro di cellule e tessuti
 umani, le simulazioni al computer.

Se avete una coscienza, pensate all'orrorre che l'uomo crea in nome di una scienza fasulla... pensate alle migliaia di animali che ogni giorno vengono ustionati, avvelenati, accecati, torturati... tagliano loro le corde vocali per non farli urlare dal dolore... il tutto senza anestesia... fate una ricerca su internet e guardate le immagini riguardanti la vivisezione, scoprirete un mondo di atrocità che viene completamente insabbiato...


 
 
 
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