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Messaggi del 02/11/2021

Libri buoni

2021, FC n. 44 del 31 ottobre

Un gruppo di 15 professionisti tra attori, insegnanti e psicologi ha fondato La Compagnia del mantello, un’organizzazione di volontariato che fa libri e regala storie ai bambini in difficoltà.

Fondata nel 2018, è partita per creare percorsi di sostegno ai bambini malati e una didattica innovativa per quelli in età scolare. Hanno deciso di farlo attraverso delle storie, ribattezzate “Libri buoni”. Il primo libro, dal titolo Mago Mantello, è stato prodotto grazie a una campagna di crowdfunding che ha avuto come testimonial l’attrice Greta Scarano. Mago Mantello ha quindi raggiunto reparti di oncologia pediatrica dei maggiori ospedali italiani e molte scuole, è stato tradotto in sei lingue e distribuito in oltre 14.000 copie. Il libro racconta le avventure di un simpatico maghetto che non si scoraggia mai, è scritto utilizzando una modalità narrativa in grado di stimolare la fantasia e ha un finale aperto. Sia a scuola che in ospedale, dopo la lettura del libro, attori professionisti e volontari esperti hanno realizzato laboratori teatrali e creativi insieme ai bambini presenti.

Libri buoni è il primo esempio di collana editoriale diffusa e di impresa partecipativa realizzato in Italia. Lo scopo è quello di rilanciare l’editoria di qualità destinata ai più piccoli, con un occhio di riguardo per i lettori in stato di svantaggio sociale. La collana propone libri di autori diversi, pubblicati da editori differenti. Ogni opera è il risultato della stretta collaborazione tra professionisti che lavorano in team trasversali, mettendo in comune le proprie competenze.

Oltre ad altri libri della serie Mago Mantello, hanno pubblicato Dama, la principessa in pigiama e Quel magico primo giorno di scuola, scritto da Anna Franco, 12 anni. Il suo talento è stato scoperto nel corso del periodo di degenza che la ragazzina ha vissuto presso il Policlinico Gemelli, dove ha potuto consegnare la prima copia del suo libro a papa Francesco.

 
 
 

L'isola delle rose

Post n°3668 pubblicato il 02 Novembre 2021 da namy0000
 

2021, FC n. 44 del 31 ottobre

RODI, L’ISOLA DELLE ROSE NEL DODECANESO

Là risiedeva da secoli – in pace – una piccola comunità di sefarditi, discendenti di ebrei cacciati dalla Spagna, che parlavano un melodioso linguaggio misto di «spagnolo, ebraico e anche arabo, condito […] di memorie dell’esilio e di nostalgia».

La dolce isola, che fu dei Cavalieri, poi dell’impero ottomano, nel 1912 diventa italiana; e così anche gli ebrei di Rodi, per quanto abituati da secoli alla pacifica convivenza con turchi e greci, negli anni bui delle leggi razziali seguirono il destino di quelli italiani. Nonostante l’essere in pochi, annidati nel caldo ventre dell’isola, praticamente ignoti a tutti, fosse per un momento sembrata davvero una possibilità di salvezza.

Con una scrittura lieve e incisiva, screziata di scintillanti espressioni che trasmettono al lettore una familiare aria spagnola, Marco Di Porto, autore di Una voce sottile (Giuntina) ci fa appassionare alle vite degli ebrei della juderia, il loro quartiere, che iniziava al porto, proseguendo per vicoli, slarghi, basse casette pieni di gente, di vita. Protagonista è Solly, impiegato in una piccola libreria, in cui trascorre le sue giornate leggendo, perfettamente a suo agio; poi la scena si allarga alla sua estesa e amorosa famiglia, in parte emigrata in Argentina, al suo amore con la sua bella e scontrosa Rachel, alla cuginetta Judith, che lo venera come un amico grande che compie magie.

Anche molti fra i fascisti dell’isola sono persone tranquille; triste sarà invece il destino del giovane fanatico Giorgio Cutrera, che si contrappone violentemente a Solly e ai suoi amici in scene molto ben disegnate. Ma a questo piccolo mondo, come un’ombra oscura, si fa di momento in momento più vicino l’incubo che sta travolgendo gli ebrei di tutta Europa.

Nel settembre 1943 Rodi viene occupata dalle truppe tedesche, e nel luglio successivo gli ebrei rodioti vengono deportati ad Auschwitz.

Della sua famiglia si salveranno solo Solly e un cugino. Della comunità nell’isola resterà solo la memoria, e una cocente nostalgia.

 
 
 

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