Il Vomero

Un Blog sul quartiere di Napoli dove sono nato e dove abito a cura di Gennaro Capodanno

 

FACEBOOK

 
 
 

AREA PERSONALE

 

TAG

 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Maggio 2019 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30 31    
 
 

 

Napoli: si faccia luce sui parcheggi pertinenziali privati

Post n°28 pubblicato il 20 Giugno 2010 da gennaro_capodanno
 
Foto di gennaro_capodanno

C'è grande soddisfazione nel capoluogo partenopeo per la vittoria dei cittadini che sono riusciti con la loro protesta motivata a bloccare la realizzazione del parcheggio pertinenziale in via Jannelli, nell'area collinare della Città, per la costruzione di 52 box privati. E' un segnale importante, alla vigilia della scadenza dei poteri commissariali che avverrà il prossimo 30 giugno. Ma non bisogna demordere, anzi bisogna stare attenti ad eventuali ultimi di coda. Ci sono ancora molte aree che rischiano di essere cantierate dalla sera alla mattina e di subire la stessa sorte toccata sino ad ora a piazza Muzii, a via Andrea da Salerno ed a via Paisiello. Basti ricordare che erano ben 23 le aree, nell'ambito della sola municipalità Vomero-Arenella, sulle quali si erano indirizzate le iniziative dei privati che chiedevano di poter realizzare parcheggi interrati su suolo pubblico.

            Affinché i cittadini continuino a vigilare sulle aree interessate le elenco tutte. Esse sono: via De Ruggiero, tre aree con 280, 692 e 150 posti, via Omodeo 150 posti, via Caccavello 53 posti, via Jannelli 52 posti ( bocciato ) , via "Caldieri 2" 84 posti, via Morghen 140 posti, viale Raffaello 44 posti, via  "Caldieri 58B" 65 posti  (su area pubblico-privata), piazza Muzi 144 posti ( in esecuzione ), via Altamura 228 posti, via "Paisiello 2" 96 posti ( in esecuzione ), via Verdinois 86 posti, piazza "Leonardo B" 153 posti, via Sgambati 260 posti, piazza degli Artisti 333 posti, viale Michelangelo 257 posti, piazzetta Durante 64 posti, via Fragnito a Rione Alto 97 posti, via Rossini 56 posti e via Andrea da Salerno 96 posti ( in esecuzione ).

            Una particolare attenzione va dedicata al più grande di questi progetti, quello in piazza degli Artisti per ben 333 posti. Tra l'altro la realizzazione di questo parcheggio in una delle aree più densamente abitate e trafficate del quartiere con la previsione della costruzione di una bretella sottostante via Tino di Camaino, creerebbe notevoli disagi sia ai commercianti, per la necessità d'interdire al traffico per lungo tempo una vasta area, sia ai residenti che manifestano fondate preoccupazione per la statica degli edifici, alcuni dei quali già oggetto di risarcimento dei danni per le conseguenze dei lavori effettuati a suo tempo per la realizzazione del metrò collinare. Sia chiaro che se mai si avesse intenzione di approvare questo o altri parcheggi, scenderemo subito in piazza.

Bisogna anche approfondire alcune questioni non marginali del problema nel suo complesso. Ci chiediamo, per esemplificare, come mai alcuni box realizzati di recente al largo Celebrano sono in vendita al prezzo di € 95.000= per 15 mq (http://www.subito.it/box-pertinenziale-largo-celebrano-napoli-napoli-12607501.htm ) oppure vengono offerti in affitto per ben 250 euro al mese per un box di 14,5 mq (http://annunci-box-auto-affitto.bricabrac.it/box-e-garage-napoli-napoli-arenella-largo-celebrano-parcheggio-sotterraneo-764691.html ) . Un affare, quello dei parcheggi interrati costruiti su suolo pubblico, che ci sembra si stia rivelando tale solo per i privati che, una volta acquistatolo, potrebbero rivendere il box a prezzo maggiorato o locarlo, con canoni molto prossimi a quelli per una civile abitazione, seppure in zona periferica, come si vede da alcuni annunci che possono essere reperiti attraverso un qualunque motore di ricerca su Internet.

            Per questo ancora una volta chiediamo l'intervento della Magistratura inquirente, affinché valuti se nella vicenda vi siano gli estremi per eventuali reati penali. Ci chiediamo, per esemplificare, ma se davvero i parcheggi privati pertinenziali realizzati su suolo pubblico servono per liberare dalle auto dei residenti le strade, perché poi gli acquirenti se ne disfano vendendoli a terzi o lacandoli  a fitti peraltro elevati?  Domande rispetto alle quali restiamo in attesa di risposte.

            Nel contempo chiediamo al Presidente del Consiglio, Berlusconi, di non prorogare ulteriormente, oltre il termine fissato al 30 giugno prossimo, la fallimentare gestione commissariale per lo stato di emergenza ambientale determinatosi nel settore del traffico e della mobilità nella città di Napoli, che era già scaduto il 31 dicembre 2009 e che con D.P.C.M. 22 dicembre 2009 (http://www.semaforoverde.it/Default.aspx?tabid=2195&language=it-IT ) fu poi prorogato sino al prossimo 30 giugno 2010.

 

Gennaro Capodanno

 

Fondatore del gruppo su Facebook

"NAPOLI: LA COLLINA DICE BASTA CON CANTIERI E SCAVI"

http://www.facebook.com/group.php?gid=109104739125745

 
 
 

Corteo al Vomero in piazza Vanvitelli, sabato 15 dicembre, ore 11.

Post n°27 pubblicato il 15 Novembre 2007 da gennaro_capodanno
Foto di gennaro_capodanno

Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, già presidente della Circoscrizione del Vomero, comincia a raccogliere i frutti di un’iniziativa che si sta sviluppando in questi giorni, ma che già sta ricevendo numerose adesioni tra associazioni, comitati e semplici cittadini. “ Ringrazio innanzitutto gli amici di Chiaia – afferma Capodanno -, per aver dimostrato, con la loro iniziativa, che questa città non è abitata da fantasmi ma da persone che chiedono di poter vivere e lavorare in tranquillità. Lo hanno fatto in modo urbano, ma principalmente, per la prima volta, in maniera unitaria. Con l’ausilio della loro esperienza, confidando che ci siano vicini, spero che la stessa dimostrazione d’unione d’intenti e di proposte riusciremo a dimostrare al Vomero, sabato 15 dicembre, quando alle 11 in punto, partendo da piazza Vanvitelli, diremo chiaro e tondo ai nostri amministratori che così avanti proprio non si può andare “.

    “ Due raid vandalici  nel metrò collinare, ancora da piazza Vanvitelli ed in solo otto gironi e sempre il sabato sera, sono la plastica rappresentazione del grado di degrado e di pericolo nel quale sono costretti a convivere non solo gli abitanti della collina ma anche coloro che al Vomero vengono per le più svariate esigenze – continua Capodanno -. Evidentemente la delinquenza, organizzata e non, sa di avere carta bianca e di poter impunemente delinquere senza che drastici provvedimenti tesi a renderla totalmente inoffensiva siano mai assunti “.

    “ Per esemplificare la gravità della situazione – continua Capodanno – riprendo il contenuto di una lettera pubblicata, in questi giorni, su un quotidiano. In sintesi un vomerese che domenica sera, all’incrocio tra via Luca Giordano e via Scarlatti, era fermo al semaforo all’interno della propria autovettura, è stato tamponato da una macchina che si trovava dinanzi alla sua, il cui conducente all’improvviso ha innestato la retromarcia. L’arrogante giovanotto alla guida di quest’ultima, spalleggiato da un gruppo di giovani che si trovavano sul marciapiedi, complice anche la totale assenza in zona di forze dell’ordine, ha riempito d’insulti l’automobilista della prima autovettura. Il quale, pur con la rabbia in corpo, ha ritenuto opportuno non reagire. E se lo avesse fatto?  Presumibilmente sarebbe finita come circa un anno e mezzo fa, ancora in piazza Vanvitelli, quando un padre, alla presenza della figlia, per aver chiesto garbatamente di spostare un motorino che ostruiva la carreggiata, fu tirato fuori dalla sua autovettura da due giovanastri, e picchiato selvaggiamente con calci e pugni, al punto da dover ricorrere alle cure dei sanitari, subendo anche l’asportazione della milza “.

    “ Adesso diciamo basta e scendiamo in piazza con un progetto preciso, estrapolando un “decalogo” di provvedimenti facilmente attuabili, sui quali chiediamo risposte immediate – continua Capodanno -. Pronti a dialogare con tutti, ma ben determinati nei nostri obiettivi, che sono quelli di garantire vivibilità e sicurezza ai circa 48mila abitanti del Vomero e alle decine di migliaia di visitatori “.

    Capodanno intanto sta ricevendo le prime adesioni alla sua iniziativa “ Ho incontrato il presidente dell’associazioni “Noi consumatori”. Angelo Pisani, che sarà insieme a noi per organizzare la manifestazione – precisa Capodanno -. In uno a tutti gli amici di “Chiaia per Napoli”, ringrazio in particolare Sergio Fedele, tra i primi a rendersi disponibile con l’associazione “ Napoli punto a capo “. Ma altre adesioni stanno pervenendo in queste ore “.

    “ Sia ben chiaro – conclude Capodanno -, non abbiamo preclusioni nei confronti di nessuno, anche se siamo consci che gli interessi legittimi della popolazione residente non possono sempre collimare con quelli del terziario commerciale che opera nel quartiere. Se qualcuno si vuole tirare fuori, per smanie di protagonismi o per questioni personalistiche, lo faccia pure, noi andremo comunque avanti per una strada difficile ed impegnativa che abbiamo deciso d’intraprendere e che di certo non si fermerà al solo corteo del 15 dicembre, ma proseguirà creando tra l’altro una vera e propria rete tra le numerose associazioni ed i comitati che operano in tutti i quartieri di Napoli “.

 

 
 
 

Metrò collinare: trent'anni in attesa di un sogno

Post n°26 pubblicato il 19 Dicembre 2006 da gennaro_capodanno
Foto di gennaro_capodanno

di Gennaro Capodanno

Era il 22 dicembre 1976, un mercoledì, quando sul palco allestito in piazza Medaglie d’Oro, cominciava, con una linea sulla carta e senza un centesimo, l’avventura della costruzione di quella che venne poi chiamata la linea 1 della metropolitana. Mancano pochi giorni al 30esimo anniversario, da quella data, ed ancora il sogno di vedere la metropolitana completa non si è realizzato. Un  progetto che nel 1963 fu redatto dall’Ente Autonomo Volturno e regalato all’amministrazione comunale per la costruzione della quinta funicolare che doveva collegare piazza Medaglie d’Oro con il rione Sanità. Nelle polemiche che caratterizzano all’epoca lo scontro tra i due partiti di maggioranza, democristiani e socialisti, l’opera dell’allora assessore comunale ai trasporti Luigi Buccico fu fondamentale per portare avanti il progetto elaborato dall’EAV. Solo dopo l’approvazione da parte del Consiglio superiore dei Lavori Pubblici, avvenuta il 31 marzo 1972, del piano regolatore generale di Napoli che comprendeva il piano dei trasporti, voluto proprio da Buccico, nel quale la linea collinare veniva considerata prioritaria, fu possibile sbloccare il finanziamento di 42 miliardi stanziati con la legge 1042. I lavori al Vomero, durati molti anni, arrecano non pochi disagi come è possibile vedere nelle fotografie dell’epoca nelle quali si osserva tra l’altro piazza Vanvitelli senza l’aiuola al centro, sostituita da un ponte in ferro per consentire il passaggio di auto e pedoni ( foto allegata ). C’è voluta più di una generazione  perché il collegamento con almeno una parte delle stazioni fosse completato. Difatti con l’apertura delle uscite in via Salvator Rosa, al Rione Alto e a Materdei si può dire che buona parte del tracciato originario è completata, anche se manca all’appello tutto il tratto seguente alla stazione di piazza Dante. I cantieri in corso da diversi anni, infatti, consentiranno di arrivare fino a piazza Garibaldi, così come auspica lo stesso Buccico, per poi chiudersi in una sorta di “circe line” passando sotto il Centro Direzionale. Il tutto pero non prima del 2010, ma il condizionale, visti i precedenti, è d’obbligo. Ad ogni modo se oggi Napoli, dopo 30 anni da quei giorni, è dotata di un sistema moderno di metropolitana, che viene elogiato da diversi paesi europei e mondiali, il merito va a questo socialista, morto tragicamente, che ebbe la lungimiranza di comprendere l’importanza, per la soluzione dei problemi del traffico napoletano, di un sistema integrato di trasporto su ferro. A lui giustamente deve essere intitolata quella che oggi viene denominata semplicemente linea 1 della metropolitana.

 
 
 

Ztl al Vomero, giovedì incontro con l'assessore alla mobilità

Post n°25 pubblicato il 18 Dicembre 2006 da gennaro_capodanno
Foto di gennaro_capodanno

“ E’ fissato per giovedì prossimo alle 12 l’incontro a palazzo San Giacomo tra una delegazione del Comitato per l’istituzione della Ztl al Vomero e l’assessore alla viabilità del Comune di Napoli, Mola “. A darne notizia è Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari e portavoce del Comitato per la Ztl, il quale nell’occasione comunica che l’apposita petizione sottoposta agli abitanti della zona collinare della città per chiedere che il Vomero venga chiuso al traffico veicolare ha già superato le duemila firme, e che si conta di raggiungere le cinquemila entro pochi giorni.

            “ Il provvedimento non è ulteriormente differibile – aggiunge Capodanno – anche alla luce dei valori delle polveri sottili segnalati in via Luca Giordano che hanno di nuovo sforato per due giorni consecutivi i limiti di legge. Sia nello scorso fine settimana che oggi il traffico al Vomero è stato notevolmente superiore alla media, paralizzando l’intero quartiere e le previsioni sotto questo aspetto sono pessime “.

             “ Ma il problema non è solo legato alla qualità dell’aria, sempre più irrespirabile – precisa Capodanno -, ma anche all’inquinamento acustico che non è da meno. Per questo all’iniziativa hanno aderito anche molte scuole del quartiere. Mi domando, ad esempio, come riescano a fare le lezione  le maestre ed i maestri della scuola elementare Vanvitelli, posta al centro di via Luca Giordano, dove vi è un continuo strombazzare di clacson e ambulanze che continuamente a sirene spiegate cercano di tagliare il traffico permanente. Sicuramente, anche se questo tipo d’inquinamento non è allo stato monitorato, si superano costantemente i decibel previsti dalla norma “.

            “ Ci auguriamo che l’assessore Mola, in questo condividendo la posizione assunta di recente sulla questione dall’assessore all’ambiente Nasti, che ha potuto constatare personalmente le drammatiche condizioni della viabilità nel quartiere collinare, voglia subito assumere i provvedimenti del caso, chiudendo alle auto private tutta l’area compresa tra piazza Medaglie d’Oro, via Tino, di Camaino, via Luca Giordano, via Cimarosa, via Bernini, via Mario Fiore “.

            “ Di certo occorrerà potenziare il numero di addetti alla locale sezione dei vigili urbani – conclude Capodanno -. Così come è altrettanto certo che molti commercianti hanno aderito all’iniziativa, ben consci che in quartiere servito da tre fermate del metrò collinare e da tre funicolari, oltre ad una serie di mezzi su gomma, ci sarà più affluenza di acquirenti se la gente saprà che potrà tranquillamente passeggiare per le strade dello shopping senza essere assordata dai clacson e senza dover inalare i fumi inquinanti delle autovetture “.

 
 
 

A Napoli vince sempre e solo la delinquenza

Post n°24 pubblicato il 14 Dicembre 2006 da gennaro_capodanno
Foto di gennaro_capodanno

di Gennaro Capodanno

Napoli: visite di presidenti, di ministri, di plenipotenziari, cambia il prefetto, forse il questore, arriverà – incrociamo le dita! – la videosorveglianza. Poi sfogliamo un qualunque giornale e sulle pagine della cronaca nera leggiamo che il 14 dicembre alle 19,30 in pieno centro del Vomero, in via Luca Giordano, due malviventi, armi in pugno e volto coperto, compiono una rapina in un supermercato, svuotano le casse ed indisturbati, mescolandosi tra la folla dello shopping natalizio, se ne vanno via.

          E la polizia, i carabinieri, i vigili urbani, le forze dell’ordine in generale, dove sono?

Ecco sono queste le cose che generano rabbia e diffidenza. Questo continuare nella politica dell’immagine, questo ignorare i problemi, la paura della gente. Parate, solo parate, e parole, vuote parole, poi i delinquenti arrivano, scelgono la vittima di turno, agiscono indisturbati, ammazzano pure - vedi l’edicolante in via Castellino - e vanno via, mentre il ministro Amato, continua a parlare, parla, quanto parla…tanto domani lui tornerà a Roma e noi rimarremo in questo inferno chiamato Napoli.

 
 
 

L'iniquo balzello degli ordini professionali

Post n°23 pubblicato il 08 Dicembre 2006 da gennaro_capodanno
Foto di gennaro_capodanno

di Gennaro Capodanno

Di recente un’architetta iscritta al relativo ordine professionale di Napoli, ha richiamato, in una lettera pubblicata su di un quotidiano partenopeo, l’attenzione sul “pizzo” che deve annualmente versare per mantenere l’iscrizione all’albo professionale. Sappia la signora che anch’io, iscritto all’albo degli ingegneri della provincia di Napoli dal lontano 1973, sono costretto, come tanti altri colleghi, a pagare l’iniquo balzello di 100 euro all’anno. In caso contrario, in base all’art. 50 della legge 24 giugno 1923, n. 1395, verrei sottoposto ad un giudizio disciplinare con sospensione dall’esercizio professionale ed impossibilità anche di “sperare” di ricevere un qualche incarico. Sì, perché in 33 anni d’iscrizione, eludendo tutte le leggi della statistica, non ho mai avuto neppure la fortuna di essere sorteggiato nelle famose terne di ingegneri richieste all’ordine da Enti o privati, né ho avuto la sorte di entrare nelle grazie di qualche pubblico amministratore, come quel collega, gratificato per una consulenza con un compenso a cinque zero di euro, iscritto, peraltro, nell’albo speciale, riservato ai docenti universitari che hanno optato per il tempo pieno, alla ribalta delle cronache nazionali dopo il servizio di Report con l’intervista al governatore della Campania. Anche l’attuale presidente dell’ordine, un 65enne, già docente di scuole superiori, con un avviato studio professionale in Castellammare di Stabia, è stato certamente beneficiato dalla buona stella ricevendo, tra gli altri, l’incarico dalla Regione Campania quale progettista e direttore dei lavori di bonifica dei costoni sovrastanti le statali sorrentina ed amalfitana (http://www.sito.regione.campania.it/burc/pdf01/burc02or_01.pdf ). Quando poi a come vengono spesi i 100 euro da me versati annualmente, non traendone personalmente alcun beneficio pratico, si legga il rendiconto di gestione dell’anno 2005 (http://www.ordineingegnerinapoli.it/notiziario/notiz406.pdf ) per un totale di uscite di 1.273.186,10 euro. Quasi il 18 per cento di tale importo va al personale, oltre l’11%, per un importo di oltre 142mila euro per la costosa sede in via del Chiostro, quasi il 34% per servizi e prestazioni tra i quali spiccano gli oltre 62mila euro versati al giornale “Il denaro delle professioni”, gli oltre 37 euro per la stampa del notiziario, i quasi 35mila euro per contributi per manifestazioni di categoria e congresso, i 45mila euro per non meglio precisate manifestazioni culturali, gli oltre 16mila euro per le spese di rappresentanza, gli oltre 15euro per la consulenza tributaria, i quasi 25 euro per le spese elettorali e i circa 17mila euro per il costo dell’addetto alla gestione internet. Ci auguriamo che il Ministro Mastella, responsabile del dicastero competente, un uno al Governo in carica, propongano al più presto l’abolizione degli Ordini professionali, retaggio dell’era fascista, con una obbligatorietà all’iscrizione imposta dalla legge n. 897 del 1938, e liberalizzino al più presto, come già fatto anche in altri settori, l’esercizio delle professioni intellettuali, dando finalmente corpo ad un regime di libera concorrenza all’interno del nostro sistema professionale.

 
 
 

Via i vertici della scuola a Napoli

Post n°22 pubblicato il 08 Dicembre 2006 da gennaro_capodanno
Foto di gennaro_capodanno

La richiesta è stata fatta dal prof. ing. Gennaro Capodanno, presidente del COMITATO VALORI COLLINARI-NAPOLI nel corso di un’intervista nella rubrica settimanale “LA SCUOLA” andata in onda sull’emittente televisiva napoletana TELEVOMERO il 6 dicembre u.s. riguardo alla drammaticità dei dati sulla dispersione scolastica nella secondaria superiore a Napoli nel quinquennio 2001-2006.

 

I dati presentati nelle settimane precedenti dal responsabile della rubrica, Giuseppe Sommella, su  Fonte del Sistema Informativo del Ministero dell’Istruzione  e ripartiti per tipologia d’istruzione, hanno evidenziato che il 43,45% (19.463 su 44.794) degli studenti iscritti al primo anno di corso nell’a.s. 2001-2002 non hanno raggiunto il quinto anno e quindi il diploma. Di questi ben 15.505 studenti  appartenevano agli istituti tecnici (il 49,45%) e professionali (il 59,07%).

 

Gennaro Capodanno, sottolineando che tali numeri e percentuali appaiono molto distanti dalla media nazionale (30,25%) e da quelli di città, come Roma e Milano, le cui condizioni strutturali scolastiche, pur presentando molte analogie con quella napoletana, senza, però, godere dei cospicui finanziamenti distribuiti dall’Unione Europea, dalle Regioni, dalle Province e dai Comuni per combattere la dispersione, richiedono interventi immediati che colpiscano i responsabili di tale situazione.

 

Non si può, ha affermato Capodanno, continuare a distribuire denaro pubblico e risorse umane togliendole dalle classi senza chiedere conto di come vengono utilizzati. Occorre, pertanto, rimuovere immediatamente i vertici napoletani dell’istruzione pubblica e auspicare l’intervento della Corte dei Conti e, perché no, della procura della Repubblica per verificare le esatte responsabilità. A tal proposito, Gennaro Capodanno, ha citato il ritardo con il quale sono stati spesi i fondi per le scuole a rischio del 2003-2004 e si è chiesto come sono stati utilizzati e cosa hanno prodotto i 100 distaccati dalla scuola per progetti finalizzati al successo formativo degli studenti napoletani. 

 

 

 

TABELLA N. 1 LA SCUOLA SECONDARIA SUPERIORE IN ITALIA

(Parametri di riferimento: PRIME CLASSI  → QUINTE CLASSI)

Iscritti classe prima

2001-2002

Iscritti classe quinta

a.s. 2005-2006

Valore numerico dispersione

Percentuale di dispersione

 

 

 

 

583.339

407.743

175.596

30,10

 

TABELLA N. 2

SCUOLA SECONDARIA SUPERIORE NELLE 3 MAGGIORI CITTÀ D’ITALIA

(Parametri di riferimento: PRIME CLASSI  → QUINTE CLASSI)

Città

Iscritti classe prima 2001-2002

Iscritti

classe quinta

2005-2006

Valore numerico dispersione

Percentuale di dispersione

 

 

 

 

 

MILANO

29.398

17.948

11.450

38,94

ROMA

38.546

26.882

11.664

30,25

NAPOLI

44.794

25.331

19.463

43.45

 

 

 

TABELLA N. 3 -  LA SCUOLA SECONDARIA DI II GRADO

LA DISPERSIONE  SCOLASTICA A NAPOLI X TIPOLOGIA DI ISTRUZIONE 

(Parametri di riferimento: PRIME CLASSI  → QUINTE CLASSI)

Tipo di istruzione

Iscritti classe prima 2001-2002

Percentuale di iscritti su totale

Iscritti classe quinta

a.s. 2005-2006

Valore numerico dispersione

Percentuale di dispersione

LICEI CLASSICI

3.325

7,42%

2.992

333

10,01

LICEI SCIENTIFICI

7.704

17,20%

5.931

1.773

23,01

ISTITUTI MAGISTRALI

3.431

7,66%

2.539

892

26,00

ISTITUTI TECNICI

 

15.025

33,54%

7.595

7.430

49,45

ISTITUTI PROFESSIONALI

 

13.668

30,51%

5.593

8.075

59,07

ISTITUTI D’ARTE

 

1.128

2,52%

540

588

47,87

LICEI ARTISTICI

 

513

1,15%

141

372

72,50

 

44.794

 

25.371

19.423

 

FONTE: “Elaborazione su dati del Sistema Informativo del Ministero dell’Istruzione”

 

 
 
 

"Grattini natalizi" a Napoli

Post n°21 pubblicato il 05 Dicembre 2006 da gennaro_capodanno
Foto di gennaro_capodanno

di Gennaro Capodanno

I napoletani si domandano in questi giorni come mai l’amministrazione comunale partenopea non abbia adeguatamente pubblicizzato l’ordinanza sindacale che impone il grattino anche nei giorni festivi per tutto il periodo natalizio, fino al 7 gennaio dell’anno prossimo. Eppure nell’area collinare della città tutte le paline della Napolipark, la società che gestisce le famigerate “strisce blu”, sono state tempestivamente dotate in questi giorni di una mascherina bianca che copre i due martelli incrociati, il simbolo che esclude dal pagamento della sosta i giorni festivi. Non solo, ma in alcune aree, dove precedentemente il pagamento era richiesto fino alle ore 20, sulle stesse paline è stata aggiunta anche una striscia bianca che allunga la durata del provvedimento dalle 20 alle 24 a 2 euro all'ora. Distrazione o altro? Intanto nella prima domenica di dicembre, quando il Vomero è stato letteralmente preso d’assalto dalle autovetture private, la maggior parte degli automobilisti, ignari del provvedimento al suo primo giorno di attuazione, non hanno apposto sul parabrezza il grattino. Si sono salvati solo perché in strada non si sono visti i vigilini, gli addetti ai controlli. Ma di certo questa situazione potrebbe non ripetersi in occasione dei prossimi giorni festivi. Nell’iniquo provvedimento, che praticamente impone il pagamento per la sosta da 1,5 a 2 all’ora, dalle 8 di mattina fino a mezzanotte, non sono state neppure escluse le giornate del 25 e 26 dicembre e del 1° e 6 gennaio, quando gli esercizi commerciali sono chiusi e le persone si muovono con le autovetture per andare a trovare parenti ed amici per gli auguri natalizi, di anno nuovo e per l’Epifania, nonostante che a favore di questa esclusione si era espresso il consiglio della Municipalità. Insomma in un periodo di magra finanziaria, il Comune spera di fare un poco di quattrini a  spese degli automobilisti napoletani. Non c’è che dire, per questi ultimi una pessima strenna di Natale.

 
 
 

Lettera a Babbo Natale

Post n°20 pubblicato il 04 Dicembre 2006 da gennaro_capodanno
Foto di gennaro_capodanno

di Gennaro Capodanno

Caro Babbo Natale,

tu che di questi tempi ti prepari ad accontentare grandi e piccini, fai un dono anche a me, salva la città dove sono nato e vivo, la bella Napoli. Salvala innanzitutto da chi la disamministra. Napoli è una città in agonia, dove per poche decine di euro, forse anche per meno, si uccidono in pieno giorno persone innocenti per strada; dove saltano le saracinesche dei negozi per incendiarli o per depredarli, ma non ci sono kamikaze, solo estorsori e ladri; dove la delinquenza organizzata arruola i giovani che lasciano la scuola perché essi non credono più nel fatidico pezzo di carta, che, oggi, offre solo disoccupazione, frustrazione e fame, dove i vertici istituzionali si fregano le mani quando i delinquenti si ammazzano come bestie tra di loro, non sapendo come altro fermarli. Con un primo cittadino che sa solo tirare fuori dal cilindro qualche pillola di saggezza, sulla scorta di un’esperienza di oltre di mezzo secolo di attività politica - ma i politici non vanno mai in pensione? -; di un comitato provinciale per la sicurezza e per l’ordine pubblico che si riunisce ad ogni quotidiano ammazzamento, per non risolvere praticamente nessuno dei problemi per i quali è costituito; di un presidente della regione Campania che si fa chiamare “governatore” e che ha caratterizzato un’era di quasi tre lustri, con un finto rinascimento tra cumuli d’immondizia, non facendo crescere una nuova classe dirigente e seminando intorno a se solo il vuoto più assoluto, di una magistratura che solo oggi, accampando a scusa le solite disfunzioni burocratiche e le difficoltà presenti in tutti i pubblici uffici, sembra dare i primi segni di sussulto da un atavico letargo durante il quale i delinquenti, come quelli appartenenti alla gang della spaccata, per i quali l’ordinanza è giunta a dieci mesi dalla richiesta, hanno fatto il bello ed il cattivo tempo, in queste drammatiche condizioni, oramai, solo tu puoi salvare la “Città perduta”, che noi tanti napoletani onesti, altrimenti, dovremo a malincuore lasciare.

Pensaci tu, Babbo Natale, e, trovandoti, rivolgi anche una preghiera a tua cugina la Befana. Il 6 gennaio prossimo tanto, ma proprio tanto carbone nero nelle calze di tutti coloro che, a vario titolo e a vari livelli, hanno scempiato l’antica ma sfortunata capitale del mezzogiorno d’Italia.

 

 

 
 
 

Napoli: un inutile stop alle autovetture

Post n°19 pubblicato il 02 Dicembre 2006 da gennaro_capodanno
Foto di gennaro_capodanno

di Gennaro Capodanno

Sabato 1° dicembre, ore 12,30: scene di ordinario caos a Napoli, mezz’ora dopo che il provvedimento di blocco delle autovetture è terminato. Il tutto ampiamente documentato. Una situazione che si poteva bene immaginare. O il blocco si estende all’intera giornata e per tutti i giorni o non ha alcun senso effettuarlo. Se proprio si vuole mantenerlo solo nella mattinata bisogna prolungarlo almeno fino alle 14. E’ inconcepibile che un milione di residenti, tanti sono i napoletani che abitano in Città, debbano subire i problemi dell’inquinamento ambientale, derivati dal traffico veicolare, solo perché poche migliaia di commercianti vorrebbero che i loro clienti arrivassero con l’autovettura sin sotto ai loro negozi. Un’indagine condotta da un’equipe medica ha dimostrato, se ce ne fosse ancora bisogno, che a ragione dell’inquinamento la vita media si riduce di un anno. Reputo che la salute valga molto di più degli interessi economici di una singola categoria. Tanto più questo discorso vale per il quartiere collinare del Vomero. Un’area servita da ben tre funicolari, da tre stazioni del metrò collinare e da una serie di linee su gomma, in modo da collegare la collina con tutti gli altri quartieri della Città. Pretendere che i vomeresi debbano inalare le letali polveri sottili che oramai, stando ai dati forniti dalla centralina posta in via Luca Giordano, sforano costantemente i limiti di legge, arrivando a picchi di 120 microgrammi a metro cubo, oltre il doppio rispetto ai 50 microgrammi a metro cubo prescritti dalla norma, significa dare un ferale contributo ad un danno fisico irreversibile a carico di decine di migliaia di residenti. Diciamo basta alle politiche improvvisate che, nel tentativo di accontentare tutti, mettono in campo dei palliativi palesemente inconsistenti ed incapaci  di risolvere il grave problema dell’inquinamento da smog. Per il Vomero occorre subito varare una zona a traffico limitato valida per tutti i giorni della settimana e dalle 8,00 alle 21,00, estesa da piazza Medaglie d’Oro a piazza Vanvitelli nell’intera area compresa tra le vie Tino di Camaino, via Luca Giordano, via Cimarosa, via Bernini e via Mario Fiore. Può darsi che  con un tale provvedimento rivedremo in strada anche i vigili urbani appiedati che, da qualche tempo a questa parte, sembra che si siano totalmente liquefatti, dal momento che sono letteralmente scomparsi da piazze e strade del quartiere.

 
 
 

No all'aumento per la Tangenziale

Post n°18 pubblicato il 01 Dicembre 2006 da gennaro_capodanno
Foto di gennaro_capodanno

di Gennaro Capodanno

Ancora una volta si tenta di far passare l’aumento del pedaggio sulla Tangenziale di Napoli, e subito scattano le giuste proteste degli utenti. Difatti si tratta dell’unica strada d’Italia che si snoda all’interno del tessuto urbano, dove gli automobilisti per transitare devono pagare un oneroso balzello. Davvero troppo continuare ad aumentare il ticket, quanto da anni non vengono poste in atto, benché annunciate più volte dalla società privata che la gestisce, opere ed iniziative tese a ridurre, se non proprio ad eliminare, i problemi legati alla sicurezza,  visto che questa superstrada risulta da anni tra le più pericolose d’Italia, con 15,3 incidenti per chilometro all’anno, stando agli ultimi dati Istat-Aci. Una scia di sangue che miete continuamente vittime, come testimoniano anche recenti eventi di cronaca. L’aumento a 0,70 euro rappresenterebbe in termini percentuali circa il 8% in più rispetto all’attuale tariffa di 0,65 euro, e potrebbe dare il via libera al vecchio progetto, mai abbandonato, di arrivare ad arrotondare il pedaggio ad un euro. Considerati i passaggi effettuati quotidianamente che si attestano intorno alle 250mila vetture, è facile dedurre che si tratta di un ulteriore balzello ai danni dei napoletani e di un cospicuo arrotondamento, altri quasi cinque milioni di euro, rispetto ai  circa 60 milioni che oggi la società incassa annualmente. Viene da chiedersi: che fine hanno fatto le intenzioni manifestate a fine estate dell’attuale ministro delle infrastrutture Di Pietro ? Il quale dichiarò ai quattro venti che stava valutando "la possibilità di un intervento d'autorità per una rivalutazione delle concessioni autostradali" e, riferendosi segnatamente alla tangenziale di Napoli, affermò che si trattava di “18 chilometri di autostrade per i quali non ci sono investimenti da affrontare. La concessione finisce nel 2036, la società prende 50-60 milioni di euro l'anno senza dover fare alcunché. Ha 460 dipendenti, è una autostrada sociale". Si parlò in quella occasione anche, nel rispetto delle norme del codice civile, di risoluzione del contratto per eccessiva onerosità sopravvenuta. Caro Ministro, se ci sei batti un colpo e fai sentire la tua voce, perché i napoletani sono stufi di pagare, oramai dal lontano 1973, questo ingiusto balzello, concordando sul fatto che le ingenti somme di danaro incassate dalla società, che gestisce l’arteria, sono utilizzate in parte per pagare gli stipendi ai dipendenti e per il resto per restituire le somme anticipate per la costruzione dell’arteria, che, però, in quasi trentacinque anni di servizio, sono state già da tempo abbondantemente coperte.

 

 
 
 

Aspiranti DS: un finale da favola!

Post n°17 pubblicato il 28 Novembre 2006 da gennaro_capodanno
Foto di gennaro_capodanno

di Gennaro Capodanno

Nella polemica in corso tra i docenti che hanno partecipato al corso-concorso ordinario e quelli che si apprestano a partecipare al concorso riservato per presidi incaricati, non si comprende, al di là della facciata, i sindacati da che parte stanno. In apparenza sposano le tesi, pur valide, dei presidi incaricati, i quali pongono sul piatto della bilancia l’esperienza maturata sul campo che certamente non possono far valere la maggior parte di coloro che hanno superato le prove selettive del corso-concorso, tra i quali molti ammessi con riserva, in attesa delle sentenze della magistratura amministrativa e con la speranza di veder sanata la loro situazione, del tutto anomala, con qualche modifica alla finanziaria. Chi, come me, ha seguito tutto ciò che è accaduto nel concorso ordinario, con speciale riguardo alle regioni del sud, ed in Campania, in particolare, ha potuto osservare che tra coloro che sono stati ammessi al corso preparatorio del concorso ordinario vi sono molti sindacalisti e parenti stretti di questi ultimi, oltre a tanti distaccati presso gli uffici scolastici ed Enti in qualche modo collegati al ministero, senza considerate i numerosi pubblici amministratori e parenti di vertici di associazioni di categoria. Niente di nuovo s’intende. Nella maggior parte dei casi, per chi conosce l’ambiente. basta spulciare gli elenchi degli ammessi per capire come sono andate le cose, in ordine alle quali esistono peraltro denunce con relative indagini in corso. A questo punto s’incorre evidentemente in un palese “conflitto d’interessi”, che potrebbe far pensare ad un intervento sindacale di mera facciata con l’applicazione della tanto vituperata “politica dei due forni”: da un lato si fiancheggiano le iniziative dei presidi incaricati, dall’altra si portano avanti, con l’avallo dei partiti politici, anche le iniziative per l’assunzione, quali dirigenti scolastici, di tutti coloro che hanno superato le prove selettive del corso-concorso, riservisti compresi. Il tutto da inglobare in un’opportuna modifica della finanziaria all’esame del Senato della Repubblica. Col classico finale da favola: tutti vissero felici e contenti. E per quanti aspettavano il nuovo concorso ordinario? Tempi lunghi! Con tutte queste istanze da evadere, la nuova procedura non potrà vedere la luce prima del 2010.

 
 
 

Vomero: un'area mercatale multietnica

Post n°16 pubblicato il 25 Novembre 2006 da gennaro_capodanno
Foto di gennaro_capodanno

di Gennaro Capodanno

La guerra in atto, e non da oggi, tra commercianti a posto fisso ed ambulanti abusivi che oramai hanno invaso ogni marciapiede del quartiere Vomero, non porta da nessuno parte. Essa è perdente per ambedue i fronti. Più che di repressione, strada che a tutt’oggi non ha prodotto i frutti sperati, il problema ha bisogno di proposte operative risolutive e fattibili. Di certo non si può consentire che nel terzo millennio alcune aree della terza metropoli d'Italia vengano abbandonate a se stesse, somigliando a veri e propri suk arabi. Accanto al problema di arterie importanti per lo shopping, come via Scarlatti e via Luca Giordano, i cui marciapiedi sono ridotti ad un solo tappeto di mercanzie, vi sono anche le questioni irrisolte di alcune zone impropriamente adibite ad aree mercatali. Sono anni che denunciamo la mancanza di qualsivoglia requisito di legge per adibire a mercati all’aperto l’area di via De Bustis e quella limitrofa di Antignano. In aperto dispregio alle normative vigenti, l’amministrazione comunale continua a fare orecchie da mercante, sorda anche di fronte ai gravi pericoli igienico-sanitari che si palesano per la vendita di prodotti alimentari esposti sulla pubblica via. Senza considerare il dato che tali aree sono frequentate da scippatori e da ladri, senza che possano essere posti in atto i necessari controlli da parte delle forze dell’ordine, sapendo bene che si tratta di una zona franca dove si opera in piena illegalità. Eppure da mesi è stato completata e consegnata, dopo anni di lavori, di attese e di ritardi, l’area mercatale di via dell’Erba, vicino alla nuova stazione del metrò. Allo stato non si comprende perchè dopo aver speso centinaia di milioni di vecchie lire l'amministrazione comunale non assegni le postazioni agli aventi diritto. Occorre subito procedere al trasferimento ed alla sistemazione di quegli ambulanti in possesso dei requisiti di legge sia di De Bustis che di Antignano, superando la riottosità, manifestata anche in passato dagli ambulanti al trasferimento. In caso contrario risorse pubbliche sarebbero state sprecate per la realizzazione di un mercato coperto che non verrebbe utilizzato per la destinazione originaria. Una volta sgomberata dal mercato abusivo, l'area di via Casale de Bustis potrebbe essere utilizzata per la creazione di un mercato per l’ambulantato multietnico al coperto. Un’esperienza già realizzata proficuamente in altre grandi metropoli, come Roma, Torino, Firenze e Genova. Nel mercato multietnico verranno ovviamente sistemati solo gli ambulanti extracomunitari in possesso dei requisiti di legge, senza che possano essere venduti  prodotti contraffatti o di provenienza illegale. Un modo per offrire occasioni di lavoro a persone che, con regolari permessi, si sono oramai  insediate stabilmente nella nostra realtà urbana, ed anche per sottrarre manovalanza alla criminalità organizzata che, notoriamente, utilizza gli ambulanti ai quali vanno poche decine di euro al giorno, per vendere la merce contraffatta prodotta nelle centrali della malavita con un giro d’affari che solo al Vomero è stato calcolato in 900mila euro al mese.

 
 
 

Delinquenza scatenata al Vomero

Post n°15 pubblicato il 25 Novembre 2006 da gennaro_capodanno
Foto di gennaro_capodanno

di Gennaro Capodanno

 

Chi continua a sbracciarsi, immaginando che con le telecamere e la videosorveglianza, con lavori partiti in questi giorni, si possa combattere la recrudescenza dei fenomeni delinquenziali che vedono nel mirino il settore commerciale del Vomero o è ignorante in buona fede o, in mala fede, cerca di dirottare il problema su di un binario morto. L’unica videosorveglianza che funziona veramente, e lo dimostrano i fatti, è quella attuata all’interno degli esercizi commerciali con collegamento diretto con la sala operativa della Questura, da azionare in casi d’emergenza durante il normale esercizio. Il resto sono solo chiacchiere da comari. Chi immagina una città cibernetica con telecamere piazzate ad ogni angolo di strada e con un poliziotto seduto ventiquattro su ventiquattro dinanzi a ciascun monitor, è fuori di testa. Qui si vogliono solo nascondere fatti più eclatanti che affondano le radici nel mutismo di chi per paura subisce i fenomeni estorsivi e nella compiacenza di quanti continuano a non collaborare con le forze dell’ordine, facendo cadere gli appelli al riguardo degli organi istituzionali. Al Vomero non si è solo il negozio, ultimo in ordine di tempo, svaligiato in via Luca Giordano con la oramai collaudata tecnica dell’auto-ariete, ma  c’è stata anche una saracinesca fatta saltare con una potente bomba carta e c’è stato il mistero di un noto commerciante trovato cadavere nel suo negozio nella stessa via Luca Giordano, solo per citare alcuni dei tanti episodi di cronaca nera  che hanno visto al centro il terziario commerciale dell’area collinare. La Magistratura e le forze dell’ordine hanno le mani legate se chi sa si ostina a non parlare. Il giro d’affari di milioni di euro all’anno scandito dagli oltre duemila esercizi commerciali del quartiere fa troppo gola alla malavita organizzata ed i tempi nei quali i commercianti abbassarono a lutto le saracinesche per denunciare il racket e le estorsioni sono oramai solo un lontano ricordo. Peraltro da più parti si mormora che molti commercianti del Vomero, in crisi da tempo, permanendo le difficoltà di accesso al credito bancario, si mantengono ricorrendo agli usurai. Per altri casi il giro d’affari per la cosiddetta ceditura, per ogni singolo esercizio arriva sovente a centinaia di migliaia di euro, cifra impensabile da sborsare per chi vuole onestamente entrare in questo settore. Il dato certo è che sono via via scomparse molte attività storiche, l’ultima delle quali è quella di un’antica orologeria ( foto allegata  ), preceduta da negozi come Lama, Coppola, Aruta, Daniele per citare degli esempi.

 
 
 

"Scuole aperte"...a Natale

Post n°14 pubblicato il 23 Novembre 2006 da gennaro_capodanno
Foto di gennaro_capodanno

di Gennaro Capodanno

In data odierna è stato pubblicato sul sito della Regione Campania un comunicato che annuncia l’approvazione delle graduatorie relative al bando per il progetto “Scuole aperte” ma tale graduatoria non è ancora disponibile. Evidentemente deve essere ancora ratificata. Stando al comunicato, la commissione di valutazione per i progetti presentati ha esaminato 612 proposte pervenute da altrettante scuole di ogni ordine e grado di tutta Regione Campania ed ha approvato le graduatorie secondo i criteri di valutazione previsti nel bando. La suddivisione per province è stata la seguente: 52 progetti dalle scuole della provincia di Avellino, 39 da Benevento, 95 da Caserta, 85 da Salerno e 341 dalle scuole della provincia di Napoli di cui 130 della sola città di Napoli. La Giunta, prosegue il comunicato, che aveva già stanziato 2,5 milioni di euro per finanziare 50 progetti con 50.000 euro ciascuno sta procedendo ad un ulteriore stanziamento per portare il numero delle scuole coinvolte ad oltre 100, in attesa che, come ha già dichiarato il Ministro Fioroni, si possa avere un incremento delle dotazioni con risorse nazionali previste nella finanziaria, dopo che quest’ultima sarà approvata, e possa cosi ulteriormente aumentare il numero delle scuole aperte di pomeriggio. Intanto, conclude la nota, si sta già procedendo a predisporre gli atti di concessione del contributo di 50.000 euro per le prime 50 scuole in modo da consentire la partenza graduale delle attività già dalla seconda decade di dicembre.

Insomma ci troviamo di fronte ad una graduatoria “natalizia” con un Babbo Natale che consegnerà i 50mila euro alle 50 scuole interessate e, solo a quelle - visto che le provvidenze economiche, nonostante le belle parole, sono rimaste al momento immutate - pochi giorni prima della sospensione delle attività didattiche per le ferie natalizie, cosa che notoriamente avverrà il 23 dicembre prossimo.

 
 
 

Digiuno e preghiera per i governanti

Post n°13 pubblicato il 22 Novembre 2006 da gennaro_capodanno
Foto di gennaro_capodanno

di Gennaro Capodanno

Molto blando l’appello del cardinale Sepe, di fronte alla grave situazione che attanaglia il capoluogo partenopeo, che se la cava con l’invito ai napoletani di pregare e di digiunare. Il Presule ignora, anche perché da poco è diventato il nuovo inquilino della Curia partenopea, che molti napoletani pregano da sempre rivolgendo le loro istanze a San Gennaro, e digiunano spesso solo perché non hanno neppure il necessario per sfamarsi. Dall’Arcivescovo mi sarei aspettato interventi ben diversi. Un’analisi critica anche verso la Chiesa napoletana che, fatte salve sporadiche eccezioni, che si possono contare sulla punta delle dita di una mano, è poco presente tra la gente napoletana ed i suoi problemi. Penso al mio quartiere, il Vomero, dove le chiese, tranne che nei giorni festivi per le cerimonie liturgiche, sono quasi sempre chiuse, e alla mancanza d’iniziative valide per i giovani ma anche per la folta popolazione anziana. L’invito alla preghiera e al digiuno va certamente bene per gli attuali governanti di Napoli e della Campania, tanto pessimi da consentire persino il ritorno alla ribalta dei mass media delle “vecchie glorie” di Tangentopoli, che, insieme a loro, hanno ridotto la Città e la Regione in condizioni che, definire da medio evo, è eufemistico. A loro la preghiera potrà servire nel tentativo di acquisire qualche benemerenza quando dovranno essere giudicati dal Supremo, nella speranza di attenuare le pene per le tante nefandezze commesse. Quanto al digiuno non farà loro male per compensare le tante “abbuffate” che hanno caratterizzato la pessima gestione di tutti i comparti della vita pubblica, a partire dall’ “affaire monnezza”, tanto per citare l’esempio più eclatante, che non è però l’unico.

 
 
 

Quis custodiet ipsos custodes?

Post n°12 pubblicato il 21 Novembre 2006 da gennaro_capodanno
Foto di gennaro_capodanno

di Gennaro Capodanno

Nelle scorse settimane si fece un gran parlare sulla stampa dell’incendio di una scuola napoletana, posta nel quartiere di Ponticelli. Mi colpi un passo della cronaca di quell’evento che riportava le dichiarazioni del dirigente scolastico. “ La scuola non c’è più -scriveva la Repubblica -. Cinquecento ragazzi senza banchi, senza strumenti didattici; 65 docenti senza più entusiasmo e che ora si sentono sconfitti: “ Hanno vanificato un lavoro che è durato anni e che ha portato anche a risultati apprezzabili: ragazzi a rischio che hanno oltrepassato il recinto dell’illegalità. Quante speranze bruciate, con quell’incendio “, continua il preside. Questi i danni incalcolabili. Quelli materiali ammontano a 200 mila euro. Eppure l’ennesimo raid si poteva evitare, alla Bordiga.  “ Sì, abbiamo un custode, ma non c’è “, spiega Malandrino, che punta l’indice contro il Comune.  “ Viene pagato ma non lavora, la casa che è stata assegnata all’interno dell’istituto è inagibile. Quindi, è come se non ci fosse. Non è la prima volta che chiediamo l’intervento dell’amministrazione comunale. Ma da parte loro, solo silenzio “.

            Le solite storie d’inefficienza e d’incapacità che caratterizzano gli Enti locali, Comuni e Province, proprietarie degli istituti e sulle quali la Magistratura inquirente farebbe bene ad indagare. Un caso eccezionale o la prassi? Così si scopre che in un'altra scuola di Napoli, un istituto superiore posto al confine tra i quartieri del Vomero e di Soccavo, esiste, realizzata in uno con l’edificio scolastico, la casa per il custode ma quest’ultimo, andato in pensione nel lontano 31 agosto 2003, non ha mai lasciato l’alloggio di servizio annesso all’istituto scolastico, mentre non è mai stato sottoscritto un nuovo contratto individuale di lavoro per un nuovo custode. Vista la latitanza dell’Ente di piazza Matteotti la scuola in questione si arrangia, utilizzando per l’apertura e la chiusura dei cancelli un collaboratore scolastico. Ma le mansioni del custode non sono solo queste ma ben più ampie, così come indicate nell’art. 3 del mansionario per la qualifica di custodi del quale si è dotata la stessa Provincia di Napoli. E se si manifesta una minaccia d’incendio o un tentativo di furto chi allerterà rispettivamente i vigili del fuoco o le forze dell’ordine? Domande senza risposta mentre la Provincia non percepisce neppure un euro per l’alloggio di servizio che continua ad essere occupato dalla famiglia dell’ex custode. In attesa del prossimo furto, incendio o raid vandalico in una scuola napoletana, viene da chiedersi: Quis custodiet ipsos custodes?

 
 
 

Pedoni indisciplinati a Napoli

Post n°11 pubblicato il 21 Novembre 2006 da gennaro_capodanno
Foto di gennaro_capodanno

di Gennaro Capodanno

La legalità a Napoli passa anche attraverso il rispetto delle regole più elementari. Le leggi dello Stato valgono per tutti e non possono trovare applicazione solo quando si rivestono i panni da automobilista e non quando si vestono quelli da pedone. La verità è che nel capoluogo partenopeo il codice della strada, alla vigilanza del rispetto delle cui norme sono chiamate tutte le forze dell’ordine, e quindi non solo i vigili urbani ma anche poliziotti e carabinieri, è per diversi aspetti un optional. La dimostrazione sta nel fatto che, passati i primi tempi dall’entrata in vigore della patente a punti, da tempo la maggior parte delle persone non usa più le cinture di sicurezza o il casco obbligatorio per i motociclisti. D’altra parte i controlli si sono decisamente allentati. La patente a punti andrebbe estesa anche ai pedoni. Difatti esiste un preciso articolo del codice della strada, il 190, che definisce il comportamento che devono tenere i pedoni sia quando camminano sui marciapiedi sia quando devono attraversare la strada. A Napoli queste norme di comportamento sono totalmente ignorate e non mi risulta che sia mai stata comminata una sola sanzione, pure prevista dallo stesso articolo di legge, ad un pedone perché attraversava fuori dalle strisce pedonali o anteriormente ad un autobus in sosta alla fermata. Senza considerare l’attraversamento delle strisce con il rosso che a Napoli è da sempre un “rosso permissivo” sia per gli automobilisti che per i pedoni ( foto allegata ). Da qui i numerosi incidenti, a volte anche mortati. In altre parole manca nei cittadini una cultura civica sul comportamento da tenere da pedoni, con gravi responsabilità al riguardo anche della scuola che fa poco o nulla per educare i giovani sui temi della legalità. Peraltro il problema rappresenta il classico esempio del cane che si morde la coda. Come si può chiedere ai tutori dell’ordine di applicare queste norme, quando da anni l’amministrazione comunale non provvede in molte strade e piazze a ripristinare la segnaletica orizzontale ed a migliorare e rendere più leggibile quella verticale? Le strisce zebrate sono sbiadite se non addirittura scomparse in gran parte della città,  i semafori sono quasi sempre fuori uso, molti segnali di divieto sono illeggibili. Strade come via Mario Fiore al Vomero, dove sorge il polo pediatrico Santobono sono allo stato totalmente prive di segnaletica orizzontale. Vi sono notevoli responsabilità da parte dell’amministrazione comunale, che contribuiscono a creare gravi pericoli per la pubblica incolumità in materia di viabilità. Mi auguro che al riguardo la Procura della Repubblica voglia aprire un’indagine per porre in luce le evidenti omissioni sull’intera materia sia per quando riguarda la mancata prevenzione che per la mancata repressione.

 
 
 

Basta con l'inquinamento pubblicitario!

Post n°10 pubblicato il 19 Novembre 2006 da gennaro_capodanno
Foto di gennaro_capodanno

di Gennaro Capodanno

I napoletani non ne possono più: la Città è invasa dalla pubblicità stradale. Dopo i totem di plastica, i maxitabelloni, le maxipaline, in questi giorni stanno installando nuovi orridi manufatti a base rettangolare. La pubblicità stradale ha raggiunto valori inaccettabili. Se poi si aggiungono quella delle pensiline dell’ azienda napoletana per la mobilità e quella abusiva che si avvale di alberi e pali abbandonati, i napoletani sono praticamente bombardati da immagini pubblicitarie. Dopo l’inquinamento atmosferico, determinato dal traffico veicolare, dopo l’inquinamento acustico, per gli aerei a bassa quota che sorvolano ancora minacciosamente la Città, negli ultimi tempi Napoli è afflitta anche da “ inquinamento pubblicitario “. E’ un sorta di “morbo” che sta infestando rapidamente ogni angolo di territorio. L'inquinamento pubblicitario in effetti è particolarmente subdolo perché, come una malattia che man mano si diffonde, crea una forma di desensibilizzazione nelle persone. In questo modo si perde anche la facoltà di indignarsi e progressivamente si viene spinti a pensare che sia "normale così". Alla fine non ci si fa neppure più caso. Nell’attesa che l’amministrazione comunale intervenga su questo stato di cose, ponendo un limite al potentato economico-mediatico legato alla pubblicità, intraprendo la mia personale guerra contro l’inquinamento pubblicitario, così come ha fatto anni addietro il francese Yvan Gradis, con la fondazione del movimento RAP, Resistenza all’Aggressione Pubblicitaria e la creazione del corpo degli anti-pub. Si comincia con il denunciare alla Sovrintendenza per i beni architettonici i molti manufatti pubblicitari posti dinanzi a beni storici ed ambientali, come quello che è stato installato dinanzi alla stazione superiore della funicolare di Chiaia, recentemente ricostruita nel rispetto dell’originario manufatto in stile Liberty, chiedendone l’immediata rimozione. Nei prossimi giorni saranno messe in campo anche azioni tese a far comprendere i meccanismi della pubblicità e a promuovere leggi per proteggere la cittadinanza dall’inquinamento pubblicitario.

 
 
 

Salviamo i platani del Vomero

Post n°9 pubblicato il 19 Novembre 2006 da gennaro_capodanno
Foto di gennaro_capodanno

di Gennaro Capodanno

Come se non bastassero lo smog, i parassiti ed il cancro colorato, che ne hanno decimato tantissimi, gli storici platani del Vomero dall’inizio di quest’anno stanno combattendo una dura battaglia di sopravvivenza contro un nuovo nemico. Solo che questa volta non si tratta dell’opera della natura, per quanto alterata dalle attività umane, bensì del palese disinteresse che le istituzioni manifestano verso il mondo vegetale ed animale. Nel dicembre dell’anno scorso, infatti, i platani di via Scarlatti e di via Bernini furono agghindati con filari di luminarie natalizie, i quali furono apposti ammorsando gli addobbi ai tronchi con del filo di ferro. Da allora sono passati oltre nove mesi, sta per sopraggiungere un altro Natale, ma le ditte che furono incaricate all’epoca per tali installazioni non hanno provveduto mai a rimuoverle, nonostante nel contempo siano state indirizzate numerose proteste e petizioni all’amministrazione comunale perché sollecitasse al riguardo tali ditte. Orbene è notorio che gli alberi, oltre che in altezza, si accrescono anche in larghezza. Ebbene, aumentando il diametro dei platani interessati, il filo di ferro, che nel contempo si è anche arrugginito, sta avendo la stessa funzione di una sega. In pratica le cortecce sono lesionate lungo tutta la circonferenza ed il filo continua a penetrare anche all’interno, nella parte tenera del fusto, superata la barriera più dura che nell’albero ha la stessa funzione della pelle nel corpo umano, arrecando danni irreversibili alle essenze arboree. Da qui il nostro appello: “ Salviamo i platani del Vomero” che, vista la latitanza delle istituzioni preposte, confidiamo possa essere raccolto da quanti hanno a cuore il poco verde pubblico che al Vomero è sopravvissuto agli scempi edilizi. Scempi che hanno completamente trasformato quello che un tempo, per la sua antica vocazione agricola. i napoletani conoscevano come “ il quartiere dei broccoli”.

 

 
 
 
Successivi »
 
 
 

INFO


Un blog di: gennaro_capodanno
Data di creazione: 12/11/2006
 

AREA PERSONALE

 
Citazioni nei Blog Amici: 4
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

ULTIME VISITE AL BLOG

iolandasantonastasocmwlupustiffanydgl18carmela.meroneGianluigiParisiclaudio.debiasilucaturistM_Y_R_Atasso343maga205rachelefalvogruppogasparriniellegivurois52c.s.p
 

ULTIMI COMMENTI

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
I messaggi e i commenti sono moderati dall'autore del blog, verranno verificati e pubblicati a sua discrezione.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom