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abolire le regioni ? / L'esperto: gravi gli scandali, ma non è la soluzione

Post n°624 pubblicato il 30 Settembre 2012 da grandaniele

Ciao amici

Tra poco tempo avremo meno provincie,
saranno più vaste dopo l'accorpamento
e nasceranno le Aree Metropolitane, ma
dopo gli scandali regionali di questi giorni
non sarebbe meglio abolire anche le regioni ?.
Io ritengo di no, il problema rimane la
"cattiva gestione" del denaro pubblico ! 


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«Gli scandali regionali a cui abbiamo assistito e a cui stiamo assistendo non dovrebbero mettere in discussione l’utilità di questi enti territoriali, ma solamente stimolare un ripensamento globale dell’atteggiamento della politica verso tali istituzioni, sia ordinarie che speciali». In attesa di veder scomparire 64 province italiane su 107 che dovranno essere accorpate in base ai criteri definiti a luglio dal Consiglio dei ministri, il professor Giancarlo Pola, docente di Finanza degli Enti locali all'Università di Ferrara, spiega in questa intervista per IlSussidiario.net se, a seguito dei numerosi scandali regionali, spese folli e fiumi di denaro evaporati in pochissimo tempo, non sia il caso di ripensare l’utilità delle Regioni italiane, che siano a statuto ordinario o speciale. Come stabilito dal governo i nuovi enti che nasceranno a seguito dell’accorpamento delle Province dovranno avere almeno 350mila abitanti ed estendersi su una superficie territoriale non inferiore ai 2500 chilometri quadrati. Sono 43 le Province destinate a sopravvivere: 26 in Regioni a statuto ordinario, 7 in Regioni a statuto speciale e le 10 province delle aree metropolitane, che verranno soppresse con la nascita delle città metropolitane entro il primo gennaio 2014. Il professor Pola ci spiega che la futura razionalizzazione delle Province potrebbe effettivamente «scuotere l’intero sistema e dunque offrire un’occasione per far emergere quei flussi non proprio limpidi di risorse. Una soluzione del genere potrebbe creare un’atmosfera di maggiore conoscenza della realtà dei flussi finanziari, una vera e propria “review” delle spese e delle entrate per un loro utilizzo più razionale e opportuno». Analizzando i vari scandali a cui abbiamo assistito negli ultimi mesi, Pola si sofferma in particolare su quello siciliano: «Quanto accaduto sembra aver stupito tutti ma era una situazione in realtà già ben nota da molto tempo: solo per fare un esempio, un mio studente siciliano, nell’anno accademico 1994/95, presentò una tesi a tratti sconvolgente proprio perché rivelava numerosi aspetti che non tornavano all’interno del bilancio della Regione. Sono passati quasi vent’anni da quell’episodio, eppure la situazione non è assolutamente migliorata». Anche il caso del Lazio, i cui sviluppi si susseguono in queste ore, mette in evidenza «la facilità con cui si può accedere all’uso delle risorse destinate ai vari ambiti, a cui si aggiungono i comportamenti privati dei gruppi consiliari politici, non tanto come amministratori di una Regione, quanto di sé stessi».
Quindi, ribadisce Pola, «il livello regionale va oggi ripensato in modo molto più serio, soprattutto se intendiamo procedere sulla via del federalismo. E’ però altrettanto necessario evitare di fare di tutta l’erba un fascio: abbiamo assistito a diversi scandali in diverse regioni ma, nonostante vi siano stati comportamenti disdicevoli in diverse zone del Paese, vi sono usi spregiudicati dei bilanci a fini politici che avvengono in modo diverso». La Regione va dunque preservata, conclude Pola nella propria analisi, «dotata di strumenti giuridici più seri ed efficaci, e sottoposta a verifiche più accurate da parte di organi preposti, come la Corte dei Conti. Il controllo della spesa deve avvenire in modo preventivo da parte dei consigli regionali affinché non si creino occasioni opportunistiche per nessuno. Insomma, le regioni vanno mantenute, tenendole sotto stretto controllo laddove vi siano dei rischi oggettivi e offrendo ai cittadini la possibilità di essere informati costantemente sulle varie attività».


fonte: www.ilsussidiario.net 22 settembre 2012

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Commenti al Post:
lafatadelmare
lafatadelmare il 30/09/12 alle 14:51 via WEB
In Sicilia la situazione è molto peggiorata e ancora non si vede la fine...i grandi poteri sono forti, fortissimi, perchè sostituiscono lo Stato sociale nell'aiutare la popolazione che ha grandi difficoltà economiche...le regioni hanno sbagliato moltissimo ma un po' di colpa la do alla troppa autonomia e alla mancanza di controlli da parte dello Stato italiano, che già ha i suoi bei problemi...abbiamo bisogno di un risanamento morale nazionale che deve partire dal popolo. ciao
 
albcrira
albcrira il 30/09/12 alle 21:57 via WEB
Dopo mesi i giornalisti non hanno capito ancora niente e continuano a fare terrorismo mediatico. "In attesa di veder scomparire 64 province italiane su 107". Non è vero: 64 sono le province a RISCHIO accorpamento ma di queste solo 40 o 45 verranno effettivamente accorpate ed i loro organi soppressi. Province come Padova, Pescara, Taranto solo per fare degli esempi non solo non verranno abolite ma diventeranno più grandi. Quando i giornalisti impediranno la pubblicazione di stupidaggini ?
 
luli.11
luli.11 il 01/10/12 alle 14:26 via WEB
come ormai dico io siamo alla frutta ... un sorriso ... Luli
 
grandaniele
grandaniele il 02/10/12 alle 20:40 via WEB
ok non saranno 64 ma solo 45 è pur sempre meglio di oggi, meno consiglieri e assessori provinciali ! e se riducono il numero di consiglieri e assessori regionali come anche il numero di parlamentari e i loro stipendi e benefit forse riusciremo nell'arduo compito di ridurre il debito pubblico italiano !
 
virgola_df
virgola_df il 05/10/12 alle 12:52 via WEB

T'abbraccio forte forte!
virgola
 
sunrise.1
sunrise.1 il 05/10/12 alle 17:55 via WEB
Una volta nel mio blog mi occupavo anche di politica e tematiche sociali, ma ultimanente sono talmente indignata che mi vien da vomitare... Si meriterebbe di meglio questo Paese. Un caro saluto
 
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