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L'Ultima Cena di Leonardo, secondo Peter Greenaway

Post n°98 pubblicato il 31 Agosto 2008 da lapassante0
 

PETER GREENAWAY - l’Ultima Cena di Leonardo 

un progetto di

Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Milano
e Change Performing Arts


con la collaborazione di
Comune di Milano - Assessorato alla Cultura

a cura di Franco Laera

con il sostegno di

Istituto Centrale per il Restauro
Stereomatrix
Factum Arte
Hal9000
Euphon/Mediacon Mediacontech Group
V tech V-Factory

visual designer
Reinier van Brummelen

immagine coordinata
Studio Cerri & Associati

Palazzo Reale in collaborazione con il Salone del Mobile 2008 hanno reso possibile un evento assolutamente originale ideato da Peter Greenaway, raffinato artista e regista cinematografico inglese amante dell’Italia e della sua storia artistica.

Il successo riscosso presso il pubblico e la critica, al di sopra di ogni previsione, ha convinto gli organizzatori a prorogare l’iniziativa fino al 6 settembre 2008.

Grazie a una particolare combinazione di sofisticata tecnologia digitale e di abilità artigianale, Greenaway ha  realizzato una copia perfetta dell’Ultima Cena di Leonardo, un vero e proprio ‘clone’ con le stesse dimensioni e soprattutto con le stesse caratteristiche

di matericità dell’originale, che sarà visibile nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale collocato all’interno di una scenografica installazione che riproduce fedelmente gli spazi del Refettorio di Santa Maria delle Grazie.

Un icona della nostra cultura classica riletta in chiave multimediale in un dialogo tra passato e presente che prenderà vita sotto gli occhi dei visitatori grazie a proiezioni di immagini e luce che sembreranno scaturire dall’opera stessa, accompagnate da una colonna sonora di voci, musiche e suoni.

Per realizzare il complesso progetto l'artista contemporaneo si avvale delle più avanzate tecnologie applicate all’arte grazie a un team internazionale di collaboratori coordinato da Change Performing Arts Arts: Hal9000 ha realizzato la foto digitale del dipinto di Leonardo a una risoluzione mai raggiunta in precedenza; l’Istituto Centrale per il Restauro di Roma ha fornito la scansione in 3D della Sala del Refettorio di Santa Maria delle Grazie; la combinazione di queste tecniche sofisticate con l’abilità manuale di esperti restauratori Factum Arte – sotto la guida di Adam Lowe – ha reso possibile la realizzazione del ‘clone’ del celebre dipinto murale leonardesco.

Reinier van Brummelen – direttore della fotografia e storico collaboratore anche nei progetti cinematografici – ha affiancato Peter Greenaway nella progettazione dell’evento, potendo contare sul supporto di Stereomatrix e di V-Factory – la sezione di Change Performing Arts dedicata alle arti visive – con il supporto determinante di Euphon/Medi Mediacontech Group, leader italiano nell’applicazione delle tecnologie digitali al mondo della comunicazione.

L’evento, curato da Change Performing Arts con la direzione artistica di Franco Laera, si inserisce nella serie di Eventi che nel corso degli anni hanno avvicinato i Saloni alle infrasturtture dell'arte presenti a Milano affiancando all’offerta prettamente commerciale dei Saloni proposte di matrice culturale di forte impatto e di alto valore: Stanze e Segreti alla Rotonda della Besana nel 2000, 1951-2001 Made in Italy? alla Triennale di Milano nel 2001, Immaginando Prometeo al Palazzo della Ragione nel 2003 e Theatre of Italian Creativity, sempre nel 2003, a New York.

Le foto pubblicate su Repubblica dell'installazione di Greenaway:

www.repubblica.it/.../greenway-milano/1.html

Il video di La7 dedicato all'evento:

http://www.la7.it/news/dettaglio_video.asp?id_video=14490&cat=cultura

"Il cinema è troppo importante, per lasciarlo fare ai narrattori di storie"

Peter Greenaway

Peter Greenaway (Newport5 aprile 1942) è un pittore, regista e sceneggiatore gallese.

Peter Greenaway, è considerato come uno dei più significativi cineasti della cinematografia britannica contemporanea, occupando di diritto un posto centrale nel dibattito sul cinema d'autore.

Formazione e primi lavori

Figlio di un impresario edile e ornitologo dilettante, e di una insegnante, Peter John Greenaway nasce a Newport, in Gran Bretagna, il 5 aprile del 1942, trascorre la sua infanzia tra Londra e l'Essex, a contatto con la natura. A dodici anni, dopo aver deciso di diventare un pittore, Peter si iscrive al Walthamstow College of Art. Inizia a interessarsi all'arte cinematografica a sedici anni, dopo aver visto al cimema il film di Ingmar Bergman Il settimo sigillo.

Nel 1962, Greenaway realizza il suo primo cortometraggio: Death of Sentiment. Dopo aver tentato, senza riuscirvi di iscriversi alla scuola di cinema del Royal College of Art, torna alla pittura e nel 1964 espone per la prima volta i suoi lavori nella mostra 'Ejzen'tejn at Winter Palace', allestita alla Lord's Gallery. Nello stesso periodo, inizia anche a scrivere i suoi primi romanzi, ispirandosi in particolare a Borges e a Calvino. Nel 1965, dopo una breve parentesi come critico cinematografico, inizia a lavorare come montatore al Central Office of Information, un organismo governativo dove rimarrà per circa dieci anni, partecipando alla realizzazione di una ottantina di documentari, tra cui I am going to be an architect e Legend of birds. Sempre in questi anni Greenaway si dedica all'illustrazione di libri e alla scrittura di ben 18 romanzi, per i quali però non troverà un editore.

Utilizzando la struttura e i mezzi del Central Office of Information, Greenaway realizza alcuni cortometraggi come Train (1966), un balletto meccanico dell'ultimo treno a vapore entrato nella stazione di Waterloo, Tree (1966), che mostra un albero rinsecchito circondato dal cemento all'esterno della Royal Festival Hall, e Windows (1975) che offre viste di paesaggi inglesi filmati attraverso varie finestre. Nel 1978, il British Film Institute produce il cortometraggio Un viaggio attraverso H (La reincarnazione di un ornitologo), che conquista il premio Hugo al Festival di Chicago. Due anni dopo, raccogliendo diversi lavori pittorici realizzati in varie occasioni e componendo 92 situazioni secondo il sistema della musica aleatoria di John Cage e dello spirito accumulatorio di una enciclopedia, Greenaway riesce a produrre il suo primo lungometraggio: Le cadute (1980), vincitore del premio del British Film Institute e dell'Age d'or a Bruxelles.

tratto da wikipedia.

 
 
 
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Trust me I'm an architect
(Renzo Piano)
Questi sono i miei progetti, l'architettura è il mio lavoro nonostante non abbia mai scelto di farlo...
 

AMO FIRENZE

La ragione l'è dei bischeri

Il fiorentino ama la rissa (verbale) , il dissenso aperto, la battuta pronta e diffida di chi gli dà facilmente ragione, perché ci tiene ad averla, ma quando si sente dire "L'ha ragione, l'ha ragione..." sospetta che lo si prenda in giro (per bischero) e che uno gli dia ragione per poter continuare a fare quello che gli pare.

In passato era ben vivo il gusto per le allusioni, la battuta con o senza doppio senso da cogliere al volo o dimenticare per sempre. Perché una battuta spiegata è un disastro. (Caterina)

Io con Caterina, la mia sorellina di cuore...

I Fiorentini sono dei passionali trattenuti e la fiorentinità è loro scudo. Prendono in giro gli altri soprattutto quando fanno cose che farebbero anche loro, in un festival perverso di autoironia. Questo scudo li rende spesso un po' chiusi, un po' orsi, tanto sono diffidenti, sospettosi, sempre pronti a pensare che gli altri li vogliano fregare. Ma è anche la loro salvezza: Firenze difficilmente si plasma, difficilmente si piega. Il loro terreno non è fertile per chi vuole piazzare le tende delle limitazioni alla libertà, e di questo i Fiorentini ne saranno sempre tremendamente orgogliosi e fieri! (Sandro)

I miei amici con i quali condivido la mia passione viola... Sandro, Caterina, Cristian, Simone e Salvatore, intelligenza e cuore: persone splendide.

 

E LA FIORENTINA

E’ tutto peggiorato nel mondo, non solo nel calcio, e allora bisogna partire da se stessi: in Italia si amano i riti, anche quelli falsi, evidenti, ridicoli… il calcio è un po’ tutto questo. Non so se siamo tifosi idioti, ma so che siamo veramente innamorati e che allo stadio andremo ancora. E sia chiaro:  non vogliamo regali, anche perché sappiamo che così è più bello vincere e non ce ne frega niente se siamo gli unici a farlo (o forse qui mi illudo?). Siamo rimasti solo noi? E allora diamo il meglio di noi stessi, non ci pentiremo, ma soprattutto teniamoci ben stretta la nostra diversità.

... penso all’urlo collettivo di Firenze, a quel modo di gridare al mondo la propria voglia di esserci.
Non esistono tifoserie capaci di esplodere d’amore infinito come i fiorentini. Una parte dell’Italia se ne è accorta, ma sinceramente non ci interessa… in fondo quelli che ora ci fanno i complimenti, sono gli stessi che hanno cercato di distruggerci… ipocriti…
Ci guardiamo in faccia e ci accorgiamo di avere negli occhi una luce nuova, intensa, brillante…quella luce è la Fiorentina. Hanno provato a portarcela via, non ci sono riusciti. E sapete perché? Immaginate di chiudere gli occhi, di riaprirli e accorgersi di vivere un sogno vero. Un sogno chiamato Fiorentina. Squilla il telefono, è un’amica, non tifosa, ma evidentemente contagiata…”Chiara, sono strafelice per te…un amore sincero non muore mai”.

 

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Mettici la pancia: www.nontoccarla.it Un movimento di uomini e donne che vogliono esprimere una volontà semplice: 194, non toccarla. 

 

Essenso figlia privilegiata di due ex sessantottini il mio cuore è inevitabilmente ROSSO... Posso vantarmi di essere sempre rimasta fedele alle mie idee, anche se i tempi cambiano e la politica di oggi non è granchè. VORREI PIUTTOSTO AVERE LA STESSA DIGNITA' E FORZA MORALE DI QUESTI GRANDI UOMINI E DONNE, ALCUNI DI LORO VERI MARTIRI... SALVADOR ALLENDE, ERNESTO CHE GUEVARA, FIDEL CASTRO, JOSE' ZAPATERO, ENZO BIAGI, NILDE IOTTI, ENRICO BERLINGUER, PALMIRO TOGLIATTI, ALDO MORO. NELL'ATTUALITA', OLTRE A WALTER VELTRONI E ZAPATERO, ABBIAMO ROBERTO SAVIANO, UN RAGAZZO ECCEZIONALE E SONO ORGOGLIOSA CHE CI SIA UN ITALIANO, COETANEO CAPACE DI RIMANERE COSI' INTEGRO, LUCIDO, INTELLIGENTE E FORTE... LA SUA TRAGICITA' MI RICORDA PER CERTI VERSI QUELLA DI PASOLINI, LA SUA COERENZA INTELLETTUALE E' LA STESSA DI ENZO BIAGI, LA SUA PASSIONE PARI A QUELLA DI INDRO MONTANELLI... FINCHE' SCRIVERANNO PERSONE COME LUI, POTREMO ANCORA AVERE SPERANZA IN QUESTO MONDO.

«Le verità che contano, i grandi principi, alla fine, restano sempre due o tre. Sono quelli che ti ha insegnato tua madre da bambino.» Enzo Biagi

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