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.PURCHE' NON SIANO DEI VIZIATI Sono venuta via da quella casa. Sono quasi fuggita. .... Forse sarebbe bastato non accendessero la tivu puntando sulla partita. Col sonoro a manetta poi. Che ci sarà di così importante da sentire. ... Se quel poco che c'è sarebbe piu che altro da guardare. Non sono nata in una famiglia di calcistici..forse questo ha inciso. L'unico che guardava la partita la domenica era nonno, che teneva per la juve. E poi c'è stato quell'ex che mi faceva imparare a memoria la formazione. juventino anche lui. Mi ricordo solo Platini. Tutto il resto è svanito insieme a quel cieco amore adolescenziale che mi faceva girare come una trottola sul palmo della sua mano. Sì, probabile che sarei rimasta ancora un po' se non. Ma l'han. Tutti e tre bivaccati scalzi sul divano con il bambino che zampettava un po' su uno un po' sull'altro. Barbi puliva il fornello io sparecchiavo. Una classica scena da albero degli zoccoli. Televisione a parte. Sul tavolo c'erano tre telecomandi. Ne ho buttato uno a testa ad ognuno dei tre. Così non litigate, ho detto, sfiorando, nel lancio, a ciascuno le proprie gioie. Ma si sa che non ho mai avuto mira. Ho vinto una sola volta con Girg centrando il vasetto di yogurt nel cestino. Ho vinto un caffè alla macchinetta. Ha detto che ho mentito ma era solo il classico culo del principiante. E' stato stancamente bello passare due ore col bambino. E' una sana alternativa alla palestra. E fa bene anche al cuore. Perchè la spontaneità di un bimbo è puro ossigeno per un cuore avvizzito come il mio. Anche oggi qualcuno ha detto quanto sto bene coi bambini. Aggiungendo che "sarebbe anche ora". Ho risposto che in realta' "sarebbe anche tardi". Non ho aggiunto il resto del mio scomodo parere in merito perchè ultimamente almeno in certi casi ho capito che è meglio tacere e sbrigarsela con una semplice frase di circostanza che fa fine e non impegna. Sì, è stato stancamente bello passare due ore col bambino mentre Barbi spadellava ma non avevo ancora messo piede in casa da quando ne sono uscita questa mattina per andare a lavorare. Ho fatto solo un veloce cambio di mezzo. Per pedalare nel vento sperando di non tornare con la pioggia che quelle gonfie nuvole scure minacciavano a ogni pedalata. Due giorni di sole e già tornano a fare ombra alla mia anima bisognosa di calore. Tutto bello però alla fine son fuggita. Nel buio di quel tratto senza lampioni e senza dinamo fra i buchi dell'asfalto e quel brontolone di cane rasta che mi galoppava al fianco sfidando il mio equilibrio e la mia pazienza. Possibile che imperterrito si ostina a rincorrermi per tutta la strada ogni volta? Anche loro devo ammettere che son mica tutti sani... sto cane per esempio è esaurito. Piu di me. Tutto bello, sì. Ma dopo un po' scatta il timer. Impellente desiderio di fuga. Irresistibile voglia di silenziosa solitudine. Inspiegabile necessità di rintanarsi nel guscio. Un divano un pici una sigaretta e dieci dita che ticchettano sulla tastiera. Le stesse che picchiettavano sulla lampada da giardino usando le unghie per creare un suono che lui con le sue manine cercava d'imitare. Poi mi guardava stupìto e un po' contrariato per il fatto che dalle sue non usciva lo stesso rumore. Ma come potevo spiegare ad un pupo di due anni che è tutta una questione di manicure?
Mi piacciono i bambini. Il fatto che non ne abbia è tutt'un'altra storia. E sono anche convinta che questa sarà una notte serena
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