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IN RICORDO DI AUGUSTO DAOLIO

 
 
 
 
 
 
 

PARIS MON AMOUR

 
 
 
 
 
 
 
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WEST LIFE

..hai preso le mie mani
hai toccato il mio cuore
mi hei sempre presente
vicino a me notte e giorno
attraverso tutte le difficoltà
ma vada come vada
spazzata via da un'onda di emozioni
sopraffatta dall'occhio della tempesta
e ogni volta che mi sorridi
faccio fatica a credere che
tu appartenga a me
questo amore è indistruttibile
è inequivocabile
e ogni volta che ti guardo negli occhi,
so perchè questo amore è intoccabile
sento che il mio cuore non può proprio negarlo
abbiamo riso insieme abbiamo pianto insieme
entrambi sappiamo che da qui ce la faremo
perche insieme siamo forti
le mie braccia sono il luogo a cui appartieni....ai abbracciato forte

...sono stato sfiorato dalle mani di un angelo
sono stato benedetto dal potere dell'amore
e ogni volta che sorridi
faccio fatica a credere che tu appartenga a me
questo amore è indistruttibile
tra fuoco e fiamme
quando arriverà la fine di tutto
il nostro amore continuerà ad esistere...

 

 

 
 
 
 
 
 
 

 

 

Buon Ferragosto

Post n°466 pubblicato il 14 Agosto 2022 da luc.conifru.nic
 

buon ferragosto

 
 
 

La città bianca

Mio figlio è in vacanza in Puglia con amici. Questa sera sarebbe andato a visitare Ostuni.

Io ci sono stata 35 anni fa. Ero rimasta incantata da quel luogo che mi ricordava le casette del presepe e avevo percorso con stupore tutte quelle viuzze del centro storico.

Voglio condividere con voi queste informazioni su questa  magica cittadina e auguro a tutti e a tutte di andarla a visitare.  

 

Pittoresca e tutta da scoprire è Ostuni, la Città bianca. Rinomata meta turistica Ostuni vanta un borgo medievale meraviglioso, ricco di stradine e abitazioni imbiancate con la calce in un dedalo che ricorda una casbah araba. Una passeggiata nella città vecchia, detta la "terra" per distinguerla dalla più recente "marina", regala scorci pittoreschi tra vicoli, ripide scalinate, corti e piazzette su cui si affacciano case bianche impreziosite da gerani, botteghe artigiane, ristoranti tipici e negozietti.

ostuni via

Abbarbicata su tre colli in posizione panoramica, la pittoresca Città bianca srotola il suo dedalo di stradine imbiancate ricche di storia e animate da botteghe artigiane e ristoranti tipici.

Arroccata su tre colli, Ostuni sorge nella Valle d'Itria a 218 m sul livello del mare. Dista 42 km da Brindisi e 8 dalla costa adriatica su cui sventola la Bandiera Blu.

La magia di Ostuni, la Città Bianca, è legata alla caratteristica colorazione con pittura a calce del borgo antico, una pratica tuttora rigorosamente rispettata dai residenti. Al centro del borgo troneggia la quattrocentesca Cattedrale in stile romanico-gotico su cui spicca un grande rosone a 24 raggi di rara bellezza.

Lungo via Cattedrale che divide in due il cuore medievale della città, si trova l'ex Monastero carmelitano sede del Museo delle civiltà preclassiche della Murgia Meridionale dove è esposto il calco di Delia, una donna in gravidanza vissuta 25.000 anni fa.

In piazza Beato Giovanni Paolo II (piazzetta Cattedrale), si fronteggiano i settecenteschi edifici del Palazzo Vescovile e del vecchio Seminario, collegati dal suggestivo arco Scoppa. Al piano terra del Palazzo dell'Episcopio è situato il Museo Diocesano, che conserva ed espone lo straordinario patrimonio storico-artistico della Chiesa ostunese con capolavori di valenza internazionale.

Chiese e dimore signorili si susseguono nella città vecchia cinta dalle mura aragonesi dove si aprono Porta Nova e Porta San Demetrio.

L'agro di Ostuni, invece, è costellato da masserie, molte delle quali trasformate in accoglienti agriturismi e resort di lusso. Tra le altre, Santa Caterina con l'alta torre ottagonale alla masseria fortificata, Lo Spagnulo e masseria Cappuccini con i suoi trulli.

Pittoresca e tutta da scoprire è Ostuni, la Città bianca. Rinomata meta turistica Ostuni vanta un borgo medievale meraviglioso, ricco di stradine e abitazioni imbiancate con la calce in un dedalo che ricorda una casbah araba. Una passeggiata nella città vecchia, detta la "terra" per distinguerla dalla più recente "marina", regala scorci pittoreschi tra vicoli, ripide scalinate, corti e piazzette su cui si affacciano case bianche impreziosite da gerani, botteghe artigiane, ristoranti tipici e negozietti.

via ostunimarina ostuni 

panorama ostuni

Città Ostuni
Provincia Brindisi CAP72017
Superficie 225,56 km²
Abitanti30963 (30-11-2018)Nome abitantiOstunesi
PatroniSant'Oronzo, San Biagio

 

Ostuni è un insieme di casette accavallate colorate di un bianco lucente che predominano su tutta la collina sulla quale svetta la sua cattedrale e può essere considerata una città alla moda per merito delle sue spiagge a circa dieci chilometri dalla movida del borgo.IL

CENTRO STORICO

Il soprannome di "città bianca", così è conosciuta anche Ostuni, deriva dal tipico colore che avevano le case dell'antico quartiere Terra, il borgo antico fortificato della città.

Una passeggiata tra le viuzze dalle case rigorosamente bianche del centro storico, infatti, permetterà di immergersi all'interno di un mondo costituito da vicoli stretti, strade lastricate incorniciati dalla vista meravigliosa per un ambiente fiabesco.

Il perfetto mix di eleganza, sincerità popolare e dedalo delle strade in cui perdersi contribuiscono a rendere Ostuni magica non solo agli occhi di chi la visita ma anche di chi la guarda.LE CHIESE
La Concattedrale si trova sul punto più alto della città, costruita nel ‘400 ha una bella facciata in forme tardo gotiche; si aprono sulla facciata principale tre portali sormontati da una rosa, spicca il rosone posto sul portale centrale composto da 24 raggi finemente intagliati. L'interno è a croce latina a tre navate rifatto con forme settecentesche, molto interessanti i barocchi altari laterali. A fianco della Cattedrale, uno di fronte all'altro, vi sono anche due bei palazzi settecenteschi: il Palazzo Vescovile ed il Seminario, collegati da un ponte in pietra chiamato "la Loggia".

Sempre su piazza Cattedrale, all'interno dell'ex Monastero Carmelitano di Santa Maria Maddalena dei Pazzi, si trova il "Museo delle civiltà preclassiche della Murgia meridionale". All'interno del museo è esposto lo scheletro di una donna che ha conservato in grembo i resti del feto, sepolta 28000 anni fa e ritrovata durante una campagna di scavo presso la grotta di Santa Maria di Agnano. Oltre alla Donna di Ostuni sono esposti reperti riferibili al periodo neolitico, messapico e medievale, provenienti dai dintorni di Ostuni. Annessa al Monastero vi è la Chiesa di San Vito Martire, tra i monumenti più importanti di Ostuni con le sue linee rococò.

All'interno del centro storico, oltre alle famose case colorate di bianco, non mancano numerosi palazzi signorili, ne è un esempio il barocco Palazzo Zevallos, residenza dei feudatari napoletani che vessarono la città per quasi due secoli.

Altri bei monumenti chiesastici presenti nel centro storico sono: la seicentesca Chiesa dello Spirito Santo con il bel portale rinascimentale e la Chiesetta di San Giacomo di Compostela costruita nel 1423.

Dai suoi 20 metri svetta su piazza Libertà la Guglia di S. Oronzo. Con la statua del protettore sulla cima, è un ex voto fatto erigere nel 1771 come ringraziamento per aver preservato la città di Ostuni dalla pestilenza del ‘700. A pochi chilometri dalla città si trova anche il Santuario intitolato al Santo, edificato nel ‘600 nei pressi di una grotta dove lo stesso aveva trovato rifugio. Sulla sinistra della chiesa si prende una scala che porta ad una fonte ritenuta miracolosa.

LE SPIAGGEOstuni è molto famosa anche per il suo mare, la città bianca della Puglia ha ricevuto più volte la Bandiera Blu e le Cinque vele di Legambiente; è stata definita la città con il mare più pulito d'Italia. Il litorale è lungo ben 20 chilometri, comprendente differenti ambienti: lunghe spiagge, piccole insenature tra le rocce, bei sitemi dunali e macchia mediterranea. La spiaggia di Costamerlata è la più famosa, una bella baia di sabbia fine con fondali bassi ed acque cristalline; molto belle e frequentate anche le spiagge di Diana Marina e Rosa Marina, anch'esse con sabbia chiarissima e soffice; sulla spiaggia di Monticelli invece vi sono tratti di rocce e scogli bassi con fondali più alti rispetto alle altre; tra le spiagge più frequentate vi è anche la spiaggia del Pilone, completamente immersa nella macchia mediterranea.

Le campagne sono punteggiate di Masserie Fortificate la cui costruzione si diffuse tra il XVI ed il XVII secolo; tra tutte le più conosciute sono: la Masseria Rialbo di Sopra che è anche la più antica, la Masseria Spagnulo e la Masseria Santo Scalone.COSA VEDERE A

OSTUNI

Una tabella riepilogativa dei principali luoghi di interesse storico, culturale e paesaggistico.

EDIFICI RELIGIOSIConcattedrale
Ex Monastero delle Carmelitane
Chiesa di S.Vito Martire
Chiesetta dello Spirito Santo
Chiesetta di S.Giacomo di Compostela
Santuario di S.Oronzo


ARTE E CULTURAMuseo delle civiltà preclassiche della Murgia meridionale
NEI PRESSI DEL MARE

Baia di Costamerlata
Spiaggia Diana Marina
Spiaggia Rosa Marina
Spiaggia Monticelli
Spiaggia del Pilone


LUOGHI DI INTERESSE

Centro storico "La Terra"
Palazzo Vescovile e Seminario
Palazzo Zevallos
Guglia di S. Oronzo
Masserie fortificate

COME ARRIVARE A OSTUNI
Ecco come raggiungere Ostuni comodamente con i principali mezzi di trasporto disponibili.

IN AUTO36 km a nord-ovest di Brindisi lungo la SS379
IN TRENO Collegamenti diretti con Brindisi e Bari
LINEE URBANE Collegamenti con Brindisi e Bari (STP Brindisi, Ferrovie del Sud Est)

Testo ed immagini presi da internet

 

 

A proposito di mandorle, ad Ostuni ho assaggiato i fichi secchi ripieni di mandorle con cioccolato. Buonissimi. Non li ho più trovati!

Salento: il dolce fico con il cuore di mandorla


A San Michele Salentino e nei comuni limitrofi due dei più tradizionali prodotti del territorio vengono trasformati in un dolce tutto naturale e dal sapore irresistibile

 

L'antica tradizione dell'essiccazione dei fichi nell'Alto Salento si è tramutata nella ricetta di un dolce tradizionale gustoso e tutto naturale che ricava i propri ingredienti direttamente dal territorio circostante. Si tratta del Fico Secco Mandorlato di San Michele Salentino che arricchisce gli ottimi frutti locali con una farcitura a base di mandorle intere e aromi naturali.

LA TRADIZIONE Quella dei fichi rappresenta certamente una delle coltivazioni più ricche e gustose del Mezzogiorno italiano. L'usanza di lasciarli essiccare trasformando un ottimo frutto in un dolce sfizioso ha origini antichissime che affondano le proprie radici all'epoca degli antichi Romani, quando i fichi secchi venivano preparati per i legionari affinchè li portassero con sè come cibo di riserva. Questo espediente è stato, poi, perpetuato dalle famiglie meno abbienti che consumavano i frutti essiccati in sostituzione di dolci più costosi. Sebbene i fichi secchi rappresentino una specialità di numerose regioni dell'Italia meridionale, solo nel Salento, ed in particolare nella zona di San Michele Salentino e dei comuni limitrofi, il dolcetto più naturale (e salutare) della tradizione gastronomica locale è stato arricchito e reso ancor più sfizioso dall'aggiunta di una mandorla intera, aromi e spezie naturali come farcitura. La ricetta risale al secondo dopoguerra, quando in questa zona della Puglia proliferavano differenti cultivar di mandorla che si aggiungevano ad una ricca tradizione agricola basata su ulivi, viti, albicocche e, naturalmente, fichi della varietà Dottato, particolarmente diffusa in alcune regioni meridionali del Paese. Sebbene nel corso dei decenni molti agricoltori abbiano progressivamente abbandonato alcune delle colture tradizionali concentrandosi prevalentemente su quelle più remunerative come oliveti e vigneti, oggi che i prezzi del vino e dell'olio si sono abbassati, sono sempre più numerosi i produttori che hanno riscoperto le antiche coltivazioni che fino agli inizi del secolo scorso rappresentavano il fondamento dell'attività agricola locale, come appunto quella dei fichi.

LA DENOMINAZIONE L'originalità della ricetta, l'impiego di ingredienti naturali del territorio salentino ed il profondo legame instaurato con la cultura e la storia delle genti del luogo hanno permesso al Fico Secco Mandorlato di San Michele Salentino di catturare l'attenzione della Fondazione Slow Food, che ha istituito un suo Presidio a salvaguardia del prodotto, oltre che di conquistarsi la tutela del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali che lo ha inserito nell'elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT).

LE CARATTERISTICHE I Fichi Secchi Mandorlati sono, dunque, dei gustosi dolcetti ottenuti con fichi secchi della varietà Dottato tagliati a metà, mandorle intere tostate e non pelate (l'amaro della pellicina contrasta, infatti, piacevolmente il gusto dolce del fico) di una delle cultivar locali come Riviezzo (Cegliese), Bottari (il nome locale della Genco), Sciacallo, Tondina, Sepp d'Amic, scorza di limone e semi di finocchietto selvatico. La forma è quella di due metà di frutto accoppiate che all'interno celano la farcitura a base di mandorle e aromi naturali.

LA PRODUZIONE I fichi secchi mandorlati vengono preparati ogni anno tra agosto e settembre. Si ottengono lasciando essiccare al sole i frutti tagliati a metà per una settimana su graticci di canne chiamati sciaje, farcendoli con una mandorla tostata, scorzetta di limone e semi di finocchietto selvatico, sovrapponendo le metà a due a due, ed infornando il tutto. Così preparati i fichi si mantengono fino ad un anno.

LA CULTURA La sentita tradizione contadina locale che ha trasformato i fichi e le mandorle in un nutriente dessert invernale economico e dall'elevata conservabilità è diventata inevitabilmente la protagonista di una grande festa, ormai giunta alla sua XV edizione, che ogni anno, alla fine di agosto, celebra la preparazione del buon Fico Mandorlato animando le strade di San Michele Salentino con i sapori, i profumi e i colori di questa gustosa specialità e di altri prodotti tipici che spaziano dalle mozzarelle, ai formaggi, sino alle focacce.

IN CUCINA Il segreto della ricetta del Fico Mandorlato sta nella sua semplicità e nella genuinità degli ingredienti. Non a caso il prodotto viene ancora oggi preparato secondo le tecniche della tradizione salentina. Non mancano, però, i produttori che propongono sfiziose rivisitazioni della ricetta tipica, come quella dei Fichi Secchi Mandorlati ricoperti di cioccolato. Chi desidera provare a preparare in casa il gustoso dolce della tradizione salentina può seguire i passaggi della ricetta tradizionale utilizzando materie prime di qualità per ottenere un risultato migliore.

La ricetta: Fichi Secchi Mandorlati di San Michele Salentino. Ingredienti: fichi, mandorle intere con la pellicina già tostate o da tostare, scorza di limone, semi di finocchietto selvatico. Tagliate a metà i fichi, pressateli leggermente poi lasciateli seccare al sole per almeno una settimana. Quando avranno raggiunto il giusto livello di essiccamento, tostate, se non lo avete già fatto, le mandorle nel forno senza privarle della pellicina poi inseritele tra due metà di fico secco aggiungendo una scorzetta di limone e qualche seme di finocchietto selvatico, pressate lievemente per fissare le due metà e la farcitura, poi infornate a bassa temperatura per circa un'ora, lasciate freddare e, il giorno successivo, trasferite i fichi mandoralti in un barattolo di vetro o in un contenitore per alimenti dove potranno essere conservati per diversi mesi.

Altre ricette:
Verzada
Crostate di Albicocche del Vesuvio
Pollo al miele e limone

IL TERRITORIO L'Alto Salento è quella zona della provincia di Brindisi che custodisce gli splendidi comuni di Ostuni, San Vito dei Normanni, San Michele Salentino, Carovigno, Ceglie Messapica, Villa Castelli e Fasano in un trionfo di pittoreschi paesaggi punteggiati di masserie, uliveti e frutteti. La presenza dell'uomo su questi territori è documentabile sin da epoche antichissime ed ogni soggiorno in una qualunque delle sue belle località riserva preziose sorprese per tutti i gusti. Cuore pulsante dell'Alto Salento è certamente la suggestiva città bianca di Ostuni che domina dall'alto il Parco Naturale degli Oliveti Monumentali ed è punteggiata di splendide chiese e antichi palazzi, ma non meno affascinante si rivelerà una passeggiata tra castelli ed edifici settecenteschi nel centro di Ceglie Messapica, così come la scoperta degli insediamenti rupestri e della Cripta di San Biagio a San Vito dei Normanni, e l'assaggio degli ottimi fichi mandorlati da assaporare mentre si cammina per le vie di San Michele Salentino.

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Da TURISMO.IT

 

 

 

 

 

 
 
 

Papa Francesco in Canada

Post n°464 pubblicato il 26 Luglio 2022 da luc.conifru.nic
 

Papa: 'Chiedo perdono a Dio per le sofferenze degli indigeni in Canada'

Il Pontefice ha incontrato le comunità indigene a Maskwacis: 'Indignazione e vergogna. Ora riconciliazione, camminiamo insieme'

papa con copricapo

Attendevo di giungere tra voi.

È da qui, da questo luogo tristemente evocativo, che vorrei iniziare quanto ho nell'animo: un pellegrinaggio penitenziale.

Giungo nelle vostre terre natie per dirvi di persona che sono addolorato, per implorare da Dio perdono, guarigione e riconciliazione, per manifestarvi la mia vicinanza, per pregare con voi e per voi". Così il Papa alle comunità native del Canada a Maskwacis. Esprimendo "l'indignazione e la vergogna" Francesco ha aggiunto: "Camminare insieme, pregare insieme, lavorare insieme, perché le sofferenze del passato lascino il posto a un futuro di giustizia, guarigione e riconciliazione".

"Il primo passo di questo pellegrinaggio penitenziale tra di voi è di rinnovarvi la richiesta di perdono e di dirvi di tutto cuore che sono profondamente addolorato: chiedo perdono per i modi in cui purtroppo molti cristiani hanno sostenuto la mentalità colonizzatrice delle potenze che hanno oppresso i popoli indigeni. Sono addolorato. Chiedo perdono in particolare per i modi in cui molti membri della Chiesa e delle comunità religiose hanno cooperato anche attraverso l'indifferenza a quei progetti di distruzione culturale e assimilazione forzata dei governi dell'epoca culminati nel sistema delle scuole residenziali". Così il Papa.

Papa Francesco, in questa sua seconda giornata in Canada, è arrivato a bordo della sua Fiat 500L bianca a Maskwacis, a circa 70 km a sud di Edmonton, dove oggi incontra le popolazioni indigene First Nations, Metis e Inuit.Ѐ già questo uno dei momenti cruciali del viaggio, inteso dal Papa come "pellegrinaggio penitenziale" nei territori delle popolazioni autoctone per esprimere vicinanza e pentimento rispetto alle politiche di assimilazione e agli orrori delle scuole residenziali governative, in gran parte gestite dalla Chiesa
cattolica.

L'area di Maskwacis ("colline dell'orso", in lingua cree), chiamata dal 1891 al 2013 Hobbema, dal nome della prima stazione ferroviaria costruita sul territorio, è situata nell'Alberta centrale. Ospita le riserve del gruppo delle Tribù Indiane del Canada Occidentale, le Quattro Nazioni di Maskwacis: l'Ermineskin Cree Nation; Louis Bull Tribe; Montana First Nation e Samson Cree Nation.

Le Prime Nazioni sono firmatarie del Trattato 6, uno degli 11 Trattati Numerati firmati dai popoli indigeni - First Nations -, e dalla Corona canadese, tra il 1871 e il 1921. Un tempo, questa vasta area era ricoperta di cespugli di mirtilli che attiravano nella zona una numerosa popolazione di orsi, da cui il nome Maskwacis o Bear Hills. Sono presenti all'incontro col Papa anche la governatrice generale del Canada, Mary Simon - lei stessa di madre Inuit - e il primo ministro Justin Trudeau.

LA SECONDA GIORNATA DEL PONTEFICE IN CANADA

Il Papa viene accolto all'ingresso della chiesa dedicata alla Madonna dei Sette Dolori - nei pressi dell'ex scuola residenziale Ermineskin - dal parroco e da alcuni anziani delle popolazioni First Nations, Métis e Inuit, poi prosegue su una golf car fino al cimitero, accompagnato da suoni di tamburo. Entrato nel cimitero, in forma strettamente privata, Francesco si sofferma in preghiera silenziosa. Al termine, si trasferisce a bordo della golf car al Bear Park Pow-Wow Grounds, dove all'ingresso viene accolto da una delegazione di capi indigeni provenienti da tutto il Paese. Francesco ha percorso in sedia a rotelle le poche centinaia di metri verso il cimitero dei nativi.

Dopo l'ingresso tradizionale dei capi indigeni ci sono le parole di benvenuto di uno dei capi, Wilton Littlechild. Quindi il discorso del Papa, in spagnolo, un canto, la preghiera del Padre Nostro, la benedizione e infine il saluto individuale al Pontefice di alcuni anziani e capi indigeni.

 

 
 
 

Tornerò

Post n°463 pubblicato il 26 Giugno 2022 da luc.conifru.nic
 

 

Ho voluto condividere questo video pubblicato sul blog di un amico che ogni giorno mi ha regalato e continuerà a regalarmi un pensiero e un sorriso per ringraziarlo della sua amicizia. 

Le immagini di sfondo sono bellissime e incorniciano le stupende spiagge sarde che vorrei tanto visitare ma che rimarrà un sogno.

Mio marito ascolta tutti i giorni la versione originale di "Tornerò": canzone che anch'io ascoltavo nell'anno 1978 quando lui era al servizio militare.

Per fortuna non era tanto lontano da Reggio Emilia e riusciva a venire a casa tutti i mesi. E' stata questa esperienza che ci ha avvicinati maggiormente: infatti dopo tre anni e mezzo di fidanzamento ci siamo sposati nel 1980. Abbiamo custodito tutte le nostre lettere e io ogni tanto le leggo ancora. Mia madre mi ha raccontato che dopo averle lette mi addormentavo...mi rilassavano e lo sentivo vicino nonostante la lontananza.

Mi ricordo che una sera con mia madre(non avevo ancora la patente) avevamo accompagnato mio marito, allora mio fidanzato alla stazione di Carpi e alla radio trasmettevano proprio quella canzone. 

Quando, ora, ascolto quella canzone mi rattristo un po' perchè inconsciamente l'associo ai quattro giorni in cui mio marito è stato in coma in seguito ad un arresto cardiaco, mentre stava facendo riabilitazione cardiaca, che gli ha procurato un'encefalopatia post anossica e un'emiparesi destra che fortunatamente dopo quattro mesi di degenza e circa un anno di riabilitazione fisica- logopedica si sono risolte.Gli è rimasta una deambulazione incerta fra una papera e un pulcino ballerino. La casa sembra una farmacia; un raccoglitore poi accoglie tutte le prescrizioni delle visite e il loro esito, attualmente positivi.

Sono aumentate le sedute dal dentista...potremmo mettere la brandina...il suo studio è diventato la nostra seconda casa. 

 

 
 
 

Luciano Ligabue

Post n°462 pubblicato il 05 Giugno 2022 da luc.conifru.nic
 

Il concerto di Ligabue inaugura la Rcf Arena

Voglio condividere con voi la notte magica al Campovolo di Reggio Emila.

A presto! 

Lucy

 

 
 
 
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finestra

Vilma (gallovil), Massimiliano Gentile e i nostri cari guidano i nostri passi dalla finestra dell'universo.

 
 
 
 
 
 
 

PREGHIERA PER IL NUOVO ANNO

 

Quando ho paura
inghiottita dalla notte scura,
vedo la tua luce
il tuo volto che riluce.

Quando perdo la speranza
sento la tua voce in danza,
che mi indica la via
e sostiene l'anima mia.

Quando non vedo coi miei occhi
tu li apri e il cuore tocchi,
la tua strada è sempre là
per chi cerca la verità.

Quando guardo le mie mani
vuote senza domani,
trovo la tua forza infinita il futuro oltre la vita

Tu ci sei non mi abbandoni
sono io che non vedo i tuoi doni,
donami Signore il coraggio
di portarti nel cuore in questo viaggio.

Manuela