Un blog creato da luc.conifru.nic il 29/12/2011

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IN RICORDO DI AUGUSTO DAOLIO

 
 
 
 
 
 
 

PARIS MON AMOUR

 
 
 
 
 
 
 
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WEST LIFE

..hai preso le mie mani
hai toccato il mio cuore
mi hei sempre presente
vicino a me notte e giorno
attraverso tutte le difficoltà
ma vada come vada
spazzata via da un'onda di emozioni
sopraffatta dall'occhio della tempesta
e ogni volta che mi sorridi
faccio fatica a credere che
tu appartenga a me
questo amore è indistruttibile
è inequivocabile
e ogni volta che ti guardo negli occhi,
so perchè questo amore è intoccabile
sento che il mio cuore non può proprio negarlo
abbiamo riso insieme abbiamo pianto insieme
entrambi sappiamo che da qui ce la faremo
perche insieme siamo forti
le mie braccia sono il luogo a cui appartieni....ai abbracciato forte

...sono stato sfiorato dalle mani di un angelo
sono stato benedetto dal potere dell'amore
e ogni volta che sorridi
faccio fatica a credere che tu appartenga a me
questo amore è indistruttibile
tra fuoco e fiamme
quando arriverà la fine di tutto
il nostro amore continuerà ad esistere...

 

 

 
 
 
 
 
 
 

 

 

Buon Anno!

Post n°446 pubblicato il 01 Gennaio 2021 da luc.conifru.nic
 

 
 
 

Ciao Stefano!

Ci ha appena lasciato Gigi Proietti e a causa del coronavirus dobbiamo salutare anche Stefano D'Orazio grande personaggio dei POOH e della musica italiana.

 

Addio a Stefano D'Orazio, l'ultimo saluto dei Pooh: "Nostro amico per sempre"
"Nostro amico per sempre": il commovente saluto dei Pooh a Stefano D'Orazio, batterista scomparso a 72 anni

7 Novembre 2020

L'ultimo saluto dei Pooh a Stefano D'Orazio, collega, artista, ma soprattutto "amico per sempre". I componenti della storica band hanno detto addio al batterista dopo la sua improvvisa scomparsa. Voce, flauto e batteria dei Pooh, D'Orazio si è spento a 72 anni dopo il ricovero in ospedale. Una vita, la sua, fatta di musica e arte, vissuta accanto a Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Red Canzian e Riccardo Fogli.

Sono stati loro ad annunciare la morte di Stefano sui social, con un messaggio toccante che racconta il dolore per la perdita di una persona così unica e importante. "Abbiamo perso un fratello, un compagno di vita, il testimone di tanti momenti importanti - si legge -, ma soprattutto, tutti noi, abbiamo perso una persona per bene, onesta prima di tutto con se stessa. Preghiamo per lui. Ciao Stefano, nostro amico per sempre... Roby, Dodi, Red, Riccardo".

Era il 1971 quando Stefano D'Orazio entrò a far parte dei Pooh dopo l'uscita dal gruppo di Valerio Negrini, segnando coì l'inizio di un sodalizio artistico che sarebbe durato per tutta la vita. Nel 2009 aveva deciso di lasciare i Pooh dopo un tour di ben 38 concerti e l'ultima canzone, Ancora una notte insieme, cantata a quattro voci. "Sono al capolinea - aveva scritto in una lettera -. Sto per scendere dalla grande astronave luminescente e fortunata che per tanti anni mi ha trasportato oltre le mie aspettative in una lunga avventura indimenticabile, spesso faticosa, quasi sempre straordinaria [...] Grazie, io scendo qui".

I Pooh non sono mai stati solo una band, ma prima di tutto una famiglia. Erano presenti il giorno della proposta di nozze di Stefano D'Orazio a Tiziana Giardoni e alle nozze, così come in tutti i momenti importanti nella vita del batterista. A ricordarlo anche Francesco Facchinetti, figlio di Roby, che ha sempre considerato il musicista come uno zio. "Grazie per il bene che mi hai voluto. Mi mancherai - ha scritto su Instagram -. Non smetto di piangere...grazie zio per la tua ultima canzone che hai regalato a papà e a Bergamo. Salutami Valerio". E poi ancora: "Ciao zio SDO, in questo giorno di grande sofferenza per tutti noi io ti voglio ricordare così: alla tua batteria. Quella batteria infinita, grandissima, che è diventata il tuo simbolo: la batteria di Stefano D'Orazio! Ti ho voluto bene e tu ne hai voluto a me...buon viaggio".

 

 

 

 

Ciao Stefano, voglio salutarti con le tue stesse parole: " Rinascerai a nuova vita e vedrai

le stelle" che ti saranno compagne.

Grazie per la tua musica, ma soprattutto per la tua umanità, onestà e generosità.

Un abbraccio alla moglie Tiziana e ai suoi "fratelli POOH

Lucy

 
 
 

Ciao Gigi!

 

 

Ciao Gigi! Rimarrai nei nostri cuori e con la tua allegria

allieterai ancora le nostre giornate e serate!

Il maresciallo Rocca mi ha fatto grande compagnia e attendevo le serate in cui

sarebbe stato trasmesso.

 

 

Stefania Sandrelli ricorda Gigi Proietti: «Gli predissi: "Il Maresciallo Rocca avrà un gran successo"»


L'attrice ricorda il collega e amico: «Un grande artista, colto e popolare, attento e generoso.. La sua missione era far ridere, come fu per Sordi»
di Stefania Ulivi
Stefania Sandrelli ricorda Gigi Proietti: «Gli predissi: 'Il Maresciallo Rocca avrà un gran successo'»shadow

«Io agnedi / tu annasti / egli agnede / noi annassimo / voi annasivo / essi agnedoro (o andorno). Baci Gigi». C'è tutto il senso di un'amicizia durata cinquant'anni nell'ultimo messaggio di Gigi Proietti a Stefania Sandrelli. L'amore per Roma e i suoi cantori (Belli, Trilussa), il desiderio di condividere le passioni, la voglia di ridere e far ridere, la tenerezza. «Ci eravamo sentiti al telefono. Stava lavorando sui sonetti romaneschi, me li declamava. Ero dal parrucchiere, uscita per strada con le cartine in testa. Avevo riso moltissimo sentendo alcuni verbi, ma non avevo capito il passato remoto del verbo andare. Mi ha mandato la declinazione via whatsapp. Un regalo preziosissimo».

Il maresciallo Rocca e Margherita Rizzo, una delle coppie più iconiche della nostra tv.
«Due personaggi speciali. Già ci conoscevamo non bene benissimo, eravamo anche vicini di casa. Era andato a abitare, coincidenza, in quella che era stata la scuola elementare di mio figlio Vito. Mi fece leggere questo bellissimo progetto. Lo faccio volentieri, gli dissi, sarà un grande successo, gli avevo predetto, ma mi devi assicurare che il Maresciallo Rocca lo fai tu. Altrimenti non accetto».


«Brancaleone alle crociate», «Mi faccia causa», «Mai storie di amore in cucina». A cosa è più legata?
«Tutto. Mi ricordo anche una piccola cosa in teatro, in costume. Misi il turbo, la preparai in due giorni. Il palcoscenico, a differenza sua, non era proprio la cifra. Brancaleone fu una folgorazione. Era il 1970. Io facevo la streghetta, Tiburzia da Pellocce e lui tre ruoli, Pattume in cui interagivamo, la Morte e lo stilita Colombino. C'era un tacito accordo con Monicelli, un altro che adorava ridere e far ridere. Quando non avevamo le scene insieme, mi mettevo accanto a Mario e ridevo come una matta, un cinema».

 

Cosa vi legava?
«Per me era un amico, un collega, ci siamo sempre trattati con grande affetto e grande stima.Avrò visto venti volte, A me gli occhi, please. E lui era sempre pronto a ricordare tutte le mie cose al cinema. La vita senza di lui è vuota, come succede sempre con i grandi artisti. Il lutto non è certo solo mio, ma di tutti gli italiani. Adorava far ridere, una missione, come accadeva a Sordi. Ecco, ci vorrebbe un addio come quello di Albertone, purtroppo per ora con questa situazione non si può».

Ha unito mondi diversi, Petrolini e Shakespeare, Elio Petri e Vanzina, il varietà del sabato sera e Carmelo Bene, gli stornelli romani e i doppiaggi Disney.
«Era la sua forza, popolare e coltissimo, curioso di tutto. Un grande artista e una grande persona: attenta agli altri, sensibile, generoso. Pronto a lasciare spazio ai giovani. Ognuno poteva sentirselo vicino, suo».

Il ricordo più bello?
«Quando andavamo dopo il lavoro a cena, facevamo le ore piccole. E ci faceva ridere a crepapelle, fino alle lacrime».

 

 

 
 
 

Una due giorni per ricordare Kobe Bryant Ecco il Mamba Day con un torneo di ’4 contro 4’

E' andata in scena, al playground del parco Il Noce, di Reggio Emilia un torneo di pallacanestro per ricordare Kobe Bryant. Già, perché nella giornata del 23 Agosto l'indimenticato campione avrebbe festeggiato i 42 anni, mentre il 24 è il cosiddetto "Mamba Day", visto che il 24 e l'8 sono i numeri di maglia che ne hanno segnato la carriera. Sul campetto cittadino, qualche settimana fa, è stato inaugurato un murales in memoria di Kobe e della figlia Gianna, scomparsi tragicamente lo scorso 26 gennaio.


Sedici le squadre ai nastri di partenza, divise in 4 gironi da 4 squadre ciascuno. Si è partiti il 23 alle 16 con la fase a gironi, mentre ieri si sono giocate le fasi finali, partendo dai quarti. "L'idea - spiega Enrico Damiani, uno degli organizzatori - è nata per inaugurare il murales e per aumentare ancor di più il senso di comunità che circola intorno al Noce. La risposta delle squadre è stata ottima,  in fretta i posti" sono stati esauriti.

 

murales

Un'occasione per inaugurare il graffito recentemente realizzato e che ritrae Kobe in compagnia della figlia Gianna, scomparsa insieme a lui nel terribile incidente avvenuto in California lo scorso 26 gennaio.

"Reggio loves you", si legge sul murales: "Kobe - fanno sapere dal Noce - diceva sempre che Reggio era la sua seconda casa e trovava sempre il tempo di visitare la città ed i suoi amici. I Bryant saranno sempre benvenuti a Reggio Emilia, dove hanno una seconda famiglia che li ama fino all'infinito".

 

Kobe Bryant a Reggio Emilia, il video dell'intervista

 

Kobe Bryant a Reggio, "Investire qui? Perché no?". La video intervista

 

Morto Kobe Bryant, la leggenda dell'Nba che amava l'Italia
Aveva 41 anni

 

 
 
 

Alex non mollare...ce la stai facendo!

Alex Zanardi

Alex Zanardi dimesso e trasferito in un centro specialistico di neuro-riabilitazione

La stabilità delle condizioni cliniche generali e del quadro neurologico hanno già consentito il trasferimento
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Era stato annunciato e già oggi è arrivata la conferma: Alex Zanardi è stato dimesso e trasferito in un centro specialistico di neuro-riabilitazione.

Lo comunica una nota della direzione sanitaria dell'Azienda ospedaliero-universitaria senese.

Dopo la sospensione della sedazione, la normalità dei parametri cardio-respiratori e metabolici, la stabilità delle condizioni cliniche generali e del quadro neurologico hanno consentito il trasferimento del campione.

Spiegano i medici che in questi giorni si è concluso il programma di sedo-analgesia al quale era sottoposto Zanardi, ricoverato nella Uoc anestesia e rianimazione Dea e dei trapianti dallo scorso 19 giugno.

"L'atleta ha trascorso oltre un mese nel nostro ospedale - afferma il direttore generale dell'Aou Senese Valtere Giovannini -: è stato sottoposto a tre delicati interventi chirurgici e ha mostrato un percorso di stabilità delle sue condizioni cliniche e dei parametri vitali che ha permesso la riduzione e sospensione della sedazione, e la conseguente possibilità di poter essere trasferito in una struttura per la necessaria neuro-riabilitazione. Mando un grande abbraccio alla famiglia di Alex, che ha dimostrato una forza straordinaria: una dote preziosa che dovrà essere compagna di viaggio fondamentale del nuovo percorso che inizia oggi".

Giovannini sottolinea che "i nostri professionisti rimangono a disposizione di questa straordinaria persona e della sua famiglia per le ulteriori fasi di sviluppo clinico, diagnostico e terapeutico, come sempre accade in questi casi. Ringrazio di cuore l'équipe multidisciplinare che ha preso in cura Zanardi mettendo in campo una grande professionalità, riconosciuta a livello nazionale e non solo".

(Unioneonline/v.l.)è stato dimesso e trasferito oggi in un centro specialistico di neuro-riabilitazione. E' stato trasferito a Villa Beretta, centro di riabilitazione di eccellenza, a Costa Masnaga nel Lecchese. La notizia è stata confermata dalla direzione dell'ospedale Valduce di Como, di cui Villa Beretta è un presidio. Dopo la sospensione della sedazione, la normalità dei parametri cardio-respiratori e metabolici, la stabilità delle condizioni cliniche generali e del quadro neurologico hanno consentito il trasferimento del campione, 44 anni, coinvolto in un incidente stradale il 19 giugno nel senese durante un'iniziativa con l'handbike: la staffetta di "Obiettivo tricolore", una manifestazione non agonistica. L'ex pilota di Formula Uno e pluricampione olimpico di handbike finì con il suo mezzo contro un camion.

La direzione sanitaria dell'Azienda ospedaliero-universitaria Senese ha scritto che «in questi giorni si è concluso il programma di sedo-analgesia al quale era sottoposto l'atleta», ricoverato nella Uoc Anestesia e Rianimazione Dea e dei Trapianti dallo scorso 19 giugno. «Dopo la sospensione della sedazione, la normalità dei parametri cardio-respiratori e metabolici, la stabilità delle condizioni cliniche generali e del quadro neurologico hanno consentito il trasferimento del campione in un centro specialistico di recupero e riabilitazione funzionale. Alex Zanardi è stato quindi trasferito oggi in un'altra struttura», fa sapere l'ospedale.
«I nostri professionisti - afferma il direttore generale dell'Aou Senese Valtere Giovannini - rimangono a disposizione di questa straordinaria persona e della sua famiglia per le ulteriori fasi di sviluppo clinico, diagnostico e terapeutico, come sempre accade in questi casi. Ringrazio di cuore l'équipe multidisciplinare che ha preso in cura Zanardi mettendo in campo una grande professionalità, riconosciuta a livello nazionale e non solo».

«L'atleta - rileva Giovannini - ha trascorso oltre un mese nel nostro ospedale: è stato sottoposto a tre delicati interventi chirurgici e ha mostrato un percorso di stabilità delle sue condizioni cliniche e dei parametri vitali che ha permesso la riduzione e sospensione della sedazione, e la conseguente possibilità di poter essere trasferito in una struttura per la necessaria neuro-riabilitazione». «Concludo mandando un grande abbraccio alla famiglia di Alex, che ha dimostrato una forza straordinaria: una dote preziosa - conclude il Dg - che dovrà essere compagna di viaggio.

IL CENTRO

Villa Beretta è un centro di eccellenza in cui sono transitati personaggi famosi, fra cui Bruno Arena dei Fichi d'India. L'approccio alla riabilitazione è a 360 gradi con programmi di diagnosi e cura personalizzato a cui contribuiscono anche esperti di Neurologia, Neurochirurgia, Ortopedia, Chirurgia Plastica, Urologia, Pneumologia, Cardiologia, Dietologia, oltre a fisioterapisti, logopedisti, Infermieri, assistenti sociali, psicologi, neuropsicologi, tecnici ortopedici e bioingegneri.
Non sono previsti bollettini medici quotidiani sulle condizioni di Alex Zanardi. Lo fa sapere la direzione della clinica, spiegando che è stata chiesta massima riservatezza da parte della famiglia del campione paralimpico, ricoverato per un mese all'ospedale di Siena dove è stato operato tre volte alla testa in seguito al grave incidente con la sua handbike del 19 giugno. La moglie Daniela ha lasciato Villa Beretta verso le 17.30, e poco dopo è arrivato in clinica il figlio Niccolò.

LO SCENARIO

Il risveglio dal coma farmacologico è iniziato nei giorni scorsi, a un mese dal terribile incidente con la sua handbike che gli ha procurato gravissime ferite alla testa, i medici del policlinico Le Scotte di Siena hanno cominciato la riduzione dei farmaci. È il momento della speranza, della fiducia per lui e per la sua famiglia. Sempre in terapia intensiva dopo tre interventi neurochirurgici, l'equipe multidisciplinare che lo segue ha deciso che si poteva procedere con la seconda fase post operatoria. Quella più delicata, del risveglio, e della successiva valutazione degli eventuali danni neurologici e alla vista riportati nell'incidente.
«È stata avviata in questi giorni la progressiva riduzione della sedo-analgesia su Alex Zanardi» ha comunicato la direzione dell'ospedale. Le condizioni dell'ex pilota rimangono «stabili» con «i parametri cardio-respiratori e metabolici nella norma» mentre rimane «grave il quadro neurologico e la prognosi è riservata». Sì, perché i medici non hanno mai nascosto che la sfida più impegnativa diventa adesso quella di riuscire a valutare gli effettivi danni subiti da Zanardi. Per questo, dopo che il risveglio sarà ultimato «saranno necessari alcuni giorni per ulteriori valutazioni sul paziente - chiarisce l'ospedale - per permettere ogni prosecuzione del suo percorso terapeutico e riabilitativo».

I bollettini rimangono sospesi, come avvenuto nelle ultime settimane dopo le due operazioni di tre e cinque ore. E nuove comunicazioni sulle sue condizioni saranno rilasciate solo la prossima settimana in accordo con la famiglia. Intanto sul fronte dell'inchiesta, che ad oggi vede ancora un solo indagato, il camionista 44 enne alla guida del tir contro cui Zanardi è andato sbattere, ha preso il via la perizia affidata dalla procura di Siena.

Due i risultati che si attendono dagli accertamenti: capire se la handbike possa aver riportato qualche guasto o malfunzionamento prima dell'impatto e se il manto stradale, una volta ricostruita la dinamica dello scontro, possa aver influito sulla perdita di controllo del mezzo da parte di Zanardi. Dario Vangi, professore di progettazione meccanica e costruzione di macchine al Dipartimento di ingegneria industriale dell'Università di Firenze, tra i maggiori specialisti in infortunistica strada, su incarico dei magistrati, si è recato nella caserma dei carabinieri di Pienza per esaminare l'handbike del campione bolognese, sotto sequestro a pochi chilometri dal luogo dell'incidente.

L'INCHIESTA

I magistrati senesi hanno anche chiesto al consulente di accertare se l'omologazione del velocipede prevedesse la circolazione su strada. Il perito dovrà inoltre ricostruire la dinamica dell'incidente con cui Zanardi è andato a sbattere contro il tir che procedeva in direzione opposta. Infine la perizia dovrà chiarire le condizioni del manto stradale della provinciale 146 e se, la presenza di buche o malformazioni, possa aver causato un eventuale sbandamento nel controllo del mezzo. Il perito ha fatto un sopralluogo per realizzare rilievi fotografici del tratto di strada percorso dalla staffetta tricolore. Tra gli aspetti che l'inchiesta dovrà chiarire anche quello relativo alle condizioni di sicurezza con cui la manifestazione era stata organizzata.
Per questo nelle settimane scorse la procura di Siena ha ascoltato a più riprese i comandanti delle polizie municipali che avevano 'scortato' i ciclisti per ricostruire eventuali mancanze nella gestione della sicurezza da parte degli organizzatori che, tuttavia, non sarebbero stati obbligati a comunicare ufficialmente il loro passaggio considerato che non si stava svolgendo alcuna gara.

(Da il "Gazzettino.it)

E' con gioia che ho appreso il trasferimento di Alex Zanardi in un centro di riabilitazione.

Abbraccio la moglie, i suoi familiari, li ammiro e ringrazio per la loro testimonianza di coraggio e speranza.

Auguro loro un percorso riabilitativo veloce ed efficiente per avere al più presto Alex a casa con loro.

                  Lucy

 

 
 
 
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Vilma (gallovil), Massimiliano Gentile e i nostri cari guidano i nostri passi dalla finestra dell'universo.

 
 
 
 
 
 
 

PREGHIERA PER IL NUOVO ANNO

 

Quando ho paura
inghiottita dalla notte scura,
vedo la tua luce
il tuo volto che riluce.

Quando perdo la speranza
sento la tua voce in danza,
che mi indica la via
e sostiene l'anima mia.

Quando non vedo coi miei occhi
tu li apri e il cuore tocchi,
la tua strada è sempre là
per chi cerca la verità.

Quando guardo le mie mani
vuote senza domani,
trovo la tua forza infinita il futuro oltre la vita

Tu ci sei non mi abbandoni
sono io che non vedo i tuoi doni,
donami Signore il coraggio
di portarti nel cuore in questo viaggio.

Manuela