DarkSoul

La mia vita dopo la tossicodipendenza

 

ORA SONO LIBERO

Il mio passato ed il mio errore sono sepolti senza nome e senza ricordo.

 

PENTIMENTO

         

Io rimpiango

 

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Pensieri

Post n°283 pubblicato il 10 Luglio 2020 da mygangsta

Ho finito il lavoro per oggi e, prima di spegnere il computer, mi è venuto in mente di scrivere due parole qui.

Che dire, sono stato da uno specialista per gli attacchi di panico e mi ha solo consigliato un farmaco "con molta cautela" visti i miei trascorsi.

Il fatto è che mi tornano alla mente molti episodi delle estati di quando prendevo sostanze, persone che erano "nel giro" e che non sono sopravvissute a quello che combinavano, sono pensieri che voglio scacciare via ma si posano lì come insetti molesti.

Il caldo torrido, la luce forte, le nubi dei temporali... Tutto mi ricorda quell'amarezza.

Sarò svenuto centinaia di volte quando stavo in quello stato ma adesso, dopo anni di sobrietà, mi è salita la fobia di perdere i sensi...

Ci sto lavorando ma credo che non rimuoverò mai tutto quello che è stato.

 
 
 

Motivi. O no.

Post n°282 pubblicato il 13 Maggio 2020 da mygangsta

 

 Accettare di riconoscere il motivo per cui caddi nella tossicodipendenza mi ha reso tutto abbastanza più chiaro.

Ho sbagliato, è stata una follia ma neanche è stato facile avere un padre com'è stato il mio per me in quegli anni.

Io l'ho perdonato per essere stato se stesso ma inevitabilmente, se mi fermo a riflettere, mi rendo conto che sbagliò tutto con me (per sua stessa ammissione).

Ne parlavo oggi con il mio Maestro. Non ho avuto vita facile. Mio padre pretendeva io fossi lui, non potevo avere idee o opinioni diverse dalle sue. Se ne avevo, subito mi diceva che sbagliavo e che non potevo fare diversamente da come lui desiderava.

Sono cresciuto sentendomi dire che non potevo tradire la sua fiducia. Mai. Che dovevo essere lui. Sono cresciuto sentendomi in colpa per ogni minimo pensiero diverso dal suo. Non mi dava mai una motivazione valida per le sue regole, diceva soltanto che così era e io dovevo adeguarmi, lo volessi o no.

Tra noi il "non detto" era all'ordine del giorno. Dava per scontato tutto con me. Mi voleva un bene dell'anima, certo, ma lo faceva sottostare a fedele e indiscussa obbedienza.

Potevo sottostare e diventare la sua copia, certo. Forse tutto sarebbe stato diverso, nel bene e nel male. Invece ho scelto di essere me stesso ma l'ho fatto nel modo sbagliato.

Alla prima occasione di ribellione mi ci sono tuffato a capofitto e da lì poi non mi sono più fermato. Pensavo fosse quella la strada da percorrere, roba, dissolutezza, vita "da bassifondi" e tutto in una spirale sempre più stretta e violenta che mi ha risucchiato con violenza.

Non è poi facile uscirne fuori.

 
 
 

Panico

Post n°281 pubblicato il 07 Maggio 2020 da mygangsta

Periodi difficili.

Così nel micro come nel macro, ama dire il mio Maestro.

La montagna mi ha salvato da quanto sta avvenendo là fuori ma non ancora da quanto è avvenuto dentro di me.

Terremoto? Scosse di assestamento?

Non so dirlo, ma non è facile.

"Devi farcela con le tue forze. E non credere di non averle" mi ha detto il mio Maestro e io ci provo, eccome se ci provo.

Sono tornati con prepotenza gli attacchi di panico in questi mesi. E ogni volta è come se fosse la prima volta.

"Il senso di colpa" dice il mio Maestro. "La paura di una punizione per quello che hai fatto a cui l'inconscio, ancora, si ribella".

Paura. Già, paura. La paura di essere scoperto per quello che facevo, la paura per quello che ero diventato, per tutto l'annientamento che ho provato.

Il senso di colpa. La paura di una punizione.

L'attacco di panico è un tornado che passa e spazza via certezze, sorriso, amore. Il giorno dopo ho un'amarezza che nessuno, se non c'è passato, può comprendere.

"Il tuo inconscio si ribella all'idea della tua attuale felicità. Hai il lavoro che volevi, la moglie che volevi, la casa che volevi. Il tuo inconscio crede di non meritarsi nulla di tutto questo e ha paura che tutto crolli, come un castello di carte a causa delle tue colpe passate" così ha detto il mio Maestro.

Eppure tutto andava già meglio. Ce la sto mettendo tutta, voglio riappropriarmi del benessere psicologico e fisico.

Ce l'ho fatta una volta. Lo farà ancora.

 
 
 

Anno nuovo, problemi vecchi

Post n°280 pubblicato il 04 Gennaio 2020 da mygangsta

Anno nuovo, problemi vecchi.

Già.

Purtroppo tutto ciò che ho combinato in passato mi ha lasciato degli strascichi di cui sto pagando le conseguenze ora.

A livello fisico ed emotivo.

Purtroppo tendo ad avere problemi di equilibrio, quando cammino mi sembra spesso di essere su una barca e di non riuscire a rimanere in piedi come dovrei.

Può anche capitare, e capita con frequenza irregolare per cui non so mai quando, che perda per qualche secondo l'equilibrio come se vivessi uno "svenimento cosciente", con tutto che gira per qualche istante e o mi siedo o "cado a terra".

Mio padre non mi parla e ho saputo da una delle mie sorelle che, venuto a conoscenza di questa mia problematica, si è messo a ridere dicendo che "la giustizia esiste".

E' felice che io inizi a pagare le conseguenze dei miei trascorsi come se non le avessi già pagate abbastanza in rimorsi e rimpianti.

Occorre sempre farsi coraggio ma non sempre è facile.

 

 
 
 

Natale si avvicina

Post n°279 pubblicato il 17 Dicembre 2019 da mygangsta

Natale si avvicina.

Aldilà del credo di ognuno (io sono buddista ad esempio), questo periodo dell'anno sembra significare qualcosa per tutti, insomma è difficile che le famiglie non si riuniscano il 25 dicembre.

Bene, io ho trascorso tanti di quei 25 dicembre a camminare per i sentieri solitari di montagna che ne ho perso il conto.

La questione era semplice: o lo trascorrevo da solo io o lo trascorreva da solo mio padre.

Infatti, lui fu da subito molto chiaro non appena lasciai la comunità: dove c'ero io non ci sarebbe stato lui (e viceversa).

Mia mamma e le mie sorelle (e relative famiglie/compagni) arrivarono anche a propormi di venire da me (quando abitavo ancora anche io nella città natia) ma ho sempre rifiutato, ho sempre detto loro di stare con mio padre, che non doveva passare il 25 dicembre in solitudine.

Me ne sono sempre andato io in montagna, qui dove abito ora, e ho trascorso i giorni delle festività osservando il corso dei torrenti, ascoltando il silenzio delle vette, imparando a non sentirmi solo ma trovando in ogni albero, paesaggio, animale e nel vento un amico.

D'altronde, prima che io facessi ciò che ho fatto, il 25 dicembre la mia era una famiglia felice, mio padre allentava la severità e le regole e ci divertivamo tutti insieme.

Poi io, per ribellione alla sua autorità, ho intrapreso il tunnel delle sostanze e questo errore non ha fatto il bene di nessuno ma ha soltanto rovinato tutto e tutti.

Non ho mai voluto che lui rimanesse solo il giorno di Natale, era giusto fossi io lontano dalla famiglia che avevo duramente colpito.

Dall'anno scorso, trascorro il 25 con mia moglie e la sua famiglia e vediamo la mia famiglia la sera del 24 quando, tornati in città, passiamo da loro mentre mio padre è al circolo.

Continuo a regalargli ciò che vuole: non vedermi, non incontrarmi, non parlarmi.

Buone feste.

 
 
 
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Un blog di: mygangsta
Data di creazione: 18/05/2008
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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