DarkSoul

La mia vita dopo la tossicodipendenza

 

ORA SONO LIBERO

Il mio passato ed il mio errore sono sepolti senza nome e senza ricordo.

 

PENTIMENTO

         

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Come non dirtelo, blog?

Post n°264 pubblicato il 23 Marzo 2018 da mygangsta

 

E così il 15 marzo, in un giovedì qualsiasi, alla presenza di una quindicina di persone, tra le mie amate montagne, officiato anche dal mio Maestro secondo il rito della mia tradizione, si è celebrato il mio matrimonio.

E' stato un pomeriggio semplice, intimo, senza sfarzo, mondanità o confusione. Anzi, è stato un momento per ritrovarsi con poche persone amiche a condividere importanti riflessioni. 

Profonde e sentite le parole del mio Maestro che, parlando di me e della mia (ancora futura) moglie a un certo punto ha detto "questo è un vero e profondo amore poichè pochi riescono ad amarsi anche quando non possono amarsi".

Importanti le parole di mio suocero che pubblicamente si è definito "uno degli ostacoli" al nostro amore e che ha aggiunto "col senno di poi vorrei che questo giorno fosse già stato molti e molti anni fa".

Mio padre, invece, ha fatto sapere per interposta persona che la sua posizione non cambia, che non gli importa nulla e che i rapporti tra me e lui si sono interrotti anni fa e non riprenderanno di certo.

Non ho potuto fare a meno di pensare a F. l'amico fraterno che avrebbe fatto salti di gioia il giorno del mio matrimonio perchè sapeva quanto io desiderassi questo momento. Ma la dissennata scelta che io non ho pagato a caro prezzo l'ha pagata lui per entrambi. Ne ho parlato a lungo con i nostri pochi e fidati invitati, ho voluto che fosse in qualche modo presente accanto a me.

Io e lei abbiamo finalmente coronato quel sogno accarezzato per anni e a volte mi pare ancora strano che due persone così diverse, io con questo passato oscuro e lei con la vita più "pura e semplice", abbiano scelto di trascorrere insieme l'esistenza.

Lei si è avvicinata moltissimo a queste problematiche, ha voluto documentarsi e parlare con persone che, in un modo o in un altro, ne sono state toccate (proprio come me).

E ora, insieme a me, dedica molto del suo tempo al volontariato in questo campo. Ci spendiamo insieme per chi è caduto nella mia stessa trappola. E' molto ormai che mi dedico a questo, sento che adesso è la mia strada, testimoniare, ascoltare, aiutare.

Non devo imporre niente a nessuno ma penso che, a volte, venire a conoscenza dell'inferno che ho trascorso possa se non altro mettere in guardia e far riflettere prima di decidere di imboccare una strada, per certi versi, senza ritorno.

Riprenderò a scrivere anche qua altri episodi salienti della mia "vita nel tunnel".

 
 
 

Sentirsi soli con un padre che non chiama

Post n°263 pubblicato il 04 Marzo 2018 da mygangsta

 

Venerdì è stato, come di consueto ogni 2 marzo, il compleanno di mio padre.

E, come di consueto, non è stato possibile nessun avvicinamento.

Però un giorno come quello mi riporta indietro nel tempo, a quei rari ma preziosi momenti in cui lui, sempre serio e discretamente distante, con quell'atteggiamento da "guai a te se mi deludi" si apriva in un sorriso e diventava, anche per me, un padre vero.

Il 2 marzo era uno di quei giorni. Così appassionato del giorno del suo compleanno, lo dedicava soltanto a sè e alla famiglia, quasi fosse il giorno di Natale.

E allora quello diventava il giorno in cui crollava il muro di freddezza e di distanza anche con me (con le mie sorelle è sempre stato, invece, morbido e accomodante, sereno e amico) e lui rideva e scherzava senza mai dirmi una sola volta "non puoi deludermi", "non tradire mai la mia fiducia", "ho scommesso tutto su di te", "non hai fatto abbastanza" e via dicendo.

Posso dire di aver atteso giorni come quello per tutta l'infanzia e l'adolescenza (prima di perdermi nella tossicodipendenza ovviamente), sono stato un figlio che guardava il calendario per sapere i giorni in cui il padre sarebbe stato autentico e presente.

Per me il 2 marzo era come il 2 novembre (mio compleanno), Natale, Pasqua, la settimana di Ferragosto, Capodanno, il 29 giugno (compleanno delle mie sorelle), il 10 dicembre (compleanno di mia mamma): insomma, quei giorni da calendario in cui mio padre rompeva tutti gli indugi e si fermava, sorrideva, "abbracciava" tutta la famiglia, mi chiedeva "come stai", mi considerava come persona autonoma e non come "prolungamento di se stesso" in cui rispecchiarsi per avere soddisfazione personale.

Mi viene in mente quel momento in cui, al mattino del 2 marzo, faceva il suo ingresso in cucina dichiarandosi "re della giornata" e impegnandosi, quindi, a farci trascorrere "momenti da ricordare". Rivedo tutto il suo entusiasmo e l'adrenalina di scoprire cosa si sarebbe inventato.

Ora, queste stesse cose le ripete ancora ma io non sono più presente. Mi hanno riferito che si è impegnato anche quest'anno a dare il meglio di sè anche se, dicono, è stato meno brillante del solito.

Gli anni passano e quest'ombra dal mio cuore e dal suo non si è ancora dissolta. Quanti anni sprecati a farsi la guerra, a ignorare uno l'esistenza dell'altro, anni di porte chiuse, di silenzi, di odio...

Ho comprato un regalo per ogni 2 marzo di tutti questi anni e l'ho messo da parte. Ora ho uno scatolone colmo di pacchetti che sta a prendere polvere in attesa di essere aperto.

Mi auguro soltanto un giorno non sia troppo tardi.

 
 
 

Blog, ci credi nei miracoli?

Post n°262 pubblicato il 01 Febbraio 2018 da mygangsta

 

Caro blog,

tu ci credi nei miracoli?

Bene, che tu ci creda o no, ne è avvenuto uno.

"Desidera e poi dimentica, lascia che sia l'Universo a prendersi cura del come e dei dettagli"

E' accaduto qualcosa che non credevo accadesse mai.

Voglio fartela breve: ricordi che il padre della mia amata aveva deciso, dopo secoli di odio, di darmi la possibilità di farmi conoscere da lui per come sono ora (tralasciando il mio passato)?

Bene. Non mi prometteva niente ma mi dava questa possibilità.

Ci siamo "frequentati" abbastanza in questo periodo, abbiamo parlato, ha visto la mia attuale vita tra le mie montagne, il lavoro, il mio cane. Una vita semplice e pura. Niente maschere, soltanto quello che sono.

Domenica, qua tra le mie montagne, mi ha "sconvolto" la vita.

Prima di salutarci mi ha "semplicemente" detto che non ha più riserve. Era partito prevenuto e sicuro che non avrebbe mai cambiato idea su di me, invece, a sorpresa è rimasto davvero colpito da chi sono ora.

E, non ci credo, ma per lui tutte le riserve sono cadute...

Non si opporrà più alla storia tra me e la figlia, lei non dovrà più scegliere tra la sua famiglia e me.

Potremo sposarci tra queste montagne non appena lo vorremo.

E lo vorremo presto. E questa mia casa sarà la nostra.

 

Niente, l'unica cosa che posso dire è Non arrendetevi mai. Vale sempre la pena aspettare e crederci. Finché c'è vita c'è speranza.

Ne sono l'esempio.

 

E per mio padre... Sì, spero ancora pure nel suo perdono. Magari, un giorno...

 

 

 
 
 

Mio padre

Post n°261 pubblicato il 05 Gennaio 2018 da mygangsta

 

Ancora su mio padre.

Sì, stasera torno a scrivere due righe e le scrivo ancora su questa figura che da troppi anni (non ho più voglia di ripeterli) mi ha cancellato dalla sua vita e il motivo è più che ovvio leggendo questo blog.

In tutti questi anni mi è sempre sembrato di avere davanti un muro invalicabile, una recinzione con filo spinato.

Ed è assurdo svegliarsi al mattino e, come primo pensiero, realizzare che tuo padre non ti parlerà mai più. Troppe volte ho pensato "Chissà che ne pensa mio padre" e, un secondo dopo "Non lo saprò mai più".

E' qualcosa che brucia e non importa quanti anni siano trascorsi.

Brucia quando mio padre preferisce chiamare un taxi piuttosto che accettare il mio passaggio.

Brucia quando mi riferiscono che, di fronte a ogni riunione di famiglia, la prima cosa che lui chiede è se io sarò presente: perchè, in quel malaugurato caso, lui non si farà vedere.

Brucia quando mi riferiscono che ha "proibito" a tutti di fare il mio nome in sua presenza.

Ha sbagliato parecchio con me, certo. Forse fu anche per fuggire da lui che presi quella dannata strada.

Eppure questo non mi importa più. Vorrei soltanto parlargli ancora.

 

Resterà sempre e comunque mio padre. Anche se so che non vuole, io non lo rinnegherò mai.

 

 

 
 
 

Cos'Ŕ cambiato

Post n°260 pubblicato il 14 Novembre 2017 da mygangsta

 

Cos'è cambiato in me da quando consideravo le ragazze soltanto come frivola compagnia di un'ora o, al limite, di una sera a oggi in cui sto facendo del mio meglio per "rientrare nelle grazie" del padre dell'unica ragazza che amo davvero e che vorrei addirittura sposare?

Cos'è cambiato in me da quando vivevo per alcol, fumo e sostanze a oggi che sorseggio the in uno stile di vita vegan?

Cos'è cambiato in me da quando passavo le notti e le giornate in infimi locali a oggi che pratico meditazione più volte al giorno?

Non so, a volte ci penso e so di addentrarmi in un terreno minato.

A volte non ci credo neanche io di essere cambiato così tanto, e totalmente, negli anni. Io sono proprio cambiato come dal giorno alla notte.

Ma credo che, soltanto quando tocchi davvero il fondo, puoi provare a risalire.

E credo che un'overdose da cui puoi sopravvivere solo per due ore sia davvero quel fondo.

A quel punto hai due possibilità: o ti annulli per sempre o scatta in te qualcosa che ti costringe a cambiare. Ma a cambiare totalmente.

Ed è quello che, fortunatamente, è accaduto a me. Niente mi è stato regalato: ho attraversato l'inferno a piedi ma era inevitabile e necessario.

E ora posso dire di essere davvero felice di questo radicale cambiamento: una sola ragazza da amare davvero, la salute recuperata, la forza della meditazione.

 

(Eh no, i piercing, i tatuaggi e il perenne look total black sono sempre gli stessi...)

 

 
 
 
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Un blog di: mygangsta
Data di creazione: 18/05/2008
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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