TRASPARENZA

libertà di parola e di pensiero."VIVI COME SE DOVESSI MORIRE DOMANI PENSA COME SE NON DOVESSI MORIRE MAI "

Creato da cavallopazzo70_10 il 07/11/2008
 

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CIAO

PER TE CHE NON TI ARRENDI MAI-SONO IO E BASTA-rosica -rosica-l'invidia è una brutta bestia........sai come si dice a napoli?prendi nota:"a iat quand n'arriv o lard fet e rang"te lo traduco:"il gatto quando non arriva al lardo puzza di rancido."spero che hai capito......questo per dirti di entrare pure con i tuoi innumerevoli nik,che tanto lo stesso non ottieni nulla...............rosica....rosica......... MySpace and Orkut Rose Glitter Graphic - 4

 

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il mio fiore

non ti curar di loro ma guarda e passa

 

Non giocate mai

con la vita degli altri

 

GIOCCHINO ALFANO

[o.jpg]

Biografia Onorevole Alfano
Nato il 12/07/1963 a Sant'Antonio Abate in provincia di Napoli, sposato, quattro figli e una nipote.

Laurea in economia e commercio.

Revisore contabile.

Consulente tecnico d'ufficio.

Curatore fallimentare.

Consulente del lavoro.

Giornalista pubblicista.

La sua carriera politica inizia nel 1995 quando viene eletto sindaco del suo paese.

Durante i suoi due mandati svolti è promotore della prima Unione Dei Comuni della Regione Campania.

Deputato nella XIV Legislatura (Membro della Commissione Bilancio, Presidente Comitato Aree Sottoutilizzate) e nella XV Legislatura (Capogruppo di Forza Italia nella Commissione Bilancio, Componente Direttivo Gruppo Forza Italia Camera Dei Deputati).

Vice coordinatore regionale per la Campania.

Nel tempo libero promuove iniziative benefiche insieme alla Nazionale Parlamentari Italiana come calciatore-presidente.

 

 

MOTTO

MySpace and Orkut Rose Glitter Graphic - 3   VIVI COME SE DOVESSI MORIRE DOMANI

 PENSA COME SE NON VESSI MORIRE MAI.   MySpace and Orkut Rose Glitter Graphic - 2

 

pensiero

Ti perdono nemico , perchè solo così io mi libero dal male che tu vorresti lanciarmi addosso e far cadere su di me . No . IO conosco la Legge e non cado nel tranello come tanti illusi . Io sò di essere libero . Non accetto di legarmi a te con vincoli di odio e di vendetta.  Non accetto il male che tu vorresti infliggermi perchè sono libero . Perdonandoti io lo lascio ricadere su di te perchè è generato da te . Se io reagissi rioffendendoti diventerei non più creditore davanti a te ma debitore . Tu mi terresti imprigionato a te finchè io non saldo il debito di fronte alla Legge Divina . Legati pure tu con chi accetta il tuo attacco . Io col perdono me ne sciolgo . Tu nulla puoi su di me che io stesso non voglia . Tutto ciò che tu fai ricadrà su di te ,perchè fatto da te ,e non su di me se non nella misura in cui avrò fatto da me . Ho il dovere di soccorrerti in questo pericolo che corri . Perchè per quanto io soffra e perdoni nulla potrò contro le conseguenze del tuo operato  e tu dovrai inesorabilmente pagare per il tuo errore . Ricorda.... non colpisci me.... stai colpendo te stesso .....Perchè io fratello... ti perdono .

 

FIDUCIA

FIDARSI  NELLA  VITA  E'  UNA

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SCOMMESSA   DA   VINCERE

 

poesia salvatore



"IL MURO DI DENTRO"

Il dolor che esser così mi fa,
un pregio un difetto,non so.
Questo muro ogni suo mattone,
legato così saldamente l'un l'altro
che fessur non esiston.
Avvolge il cor mio tutto,
che una goccia d'acqua
passar non potrebbe.
Quante volte
a farl'esploder ho provato
e nei tentetivi fatti,
dentro me stesso
implodo.

Salvatore

 
 

BENVENUTO

Biografia di Angelino Alfano
 

angelino.gif

 

 

Angelino Alfano e’ nato ad Agrigento il 31 ottobre 1970. Laureato all’Universita’ Cattolica del Sacro Cuore di Milano, e’ avvocato e dottore di ricerca in diritto dell’impresa presso l’universita’ di Palermo.
E’ giornalista pubblicista dal 1989 avendo collaborato con numerose testate regionali e nazionali.

Nel 1994 viene eletto consigliere provinciale nel collegio di agrigento, svolge la funzione di presidente della commissione affari generali ed e’ il coordinatore del “Polo delle liberta’” in consiglio, nel 1996 e’ eletto deputato all’assemblea regionale siciliana, risultando esserne il piu’ giovane componente. presiede il gruppo parlamentare di forza italia all’ars dal 1998 al 2001.

Nel 2001 e’ eletto deputato al parlamento nazionale nella sicilia occidentale, nella lista di Forza Italia.

Componente della commissione bilancio, tesoro e programmazione dal 20 giugno 2001 al 27 aprile 2006, presso la quale e’ relatore di numerosi provvedimenti; della commissione parlamentare per le questioni regionali dall’11 luglio 2001 al 27 aprile 2006; della commissione parlamentare di inchiesta sull’affare telekom/serbia dal 1° luglio 2002 all’8 settembre 2004.

Membro del comitato per la legislazione dal 17 luglio 2001, ne diviene segretario dal 26 aprile 2002 al 25 agosto 2005.

E’ firmatario di diversi progetti di legge, di ordini del giorno in assemblea e di interrogazioni, e’ relatore della legge finanziaria e di bilancio di previsione dello stato per l’anno finanziario 2003 e bilancio pluriennale per il triennio 2003-2005.

E’ segretario della conferenza dei coordinatori regionali di forza italia dal luglio 2002.

Nel febbraio del 2005 viene nominato coordinatore regionale di forza italia per la sicilia, incarico dal quale si dimette il 7 maggio 2008, nel 2006 e’ rieletto deputato al parlamento nazionale nella sicilia occidentale nella lista di Forza Italia.

E’ componente della commissione bilancio, tesoro e programmazione dal 6 giugno 2006 al 28 aprile 2008.

Nel 2008 e’ rieletto deputato al parlamento nazionale
nelle fila del Popolo della libertà; il 7 maggio 2008 e’ nominato ministro della giustizia.

 

 

 

 

 

 

  

Ministro della Giustizia

Luogo di nascita: Agrigento
Data di nascita: 31 ottobre 1970

Nomina: Dpr del 7 maggio 2008

 

 

« appello-----da msg di nonna-frasaluti »

MARINA BERLUSCONI URLA ADESSO BASTA SIGNOR FRANCESCHINI

Post n°402 pubblicato il 29 Maggio 2009 da cavallopazzo70_10

http://www.repubblica.it/2004/g/sezioni/cronaca/indagmedias/perquis/ansa_5052393_41280.jpg

IL COLLOQUIOMarina: «Superata ogni decenza
Sono orgogliosa di mio padre»
«Da Franceschini arrivano scuse? Le respingo. Disegno politico contro il premier»

ROMA — Da settimane tace, «sono settimane che soffro senza dire una parola per quanto sta capitando a Silvio Berlusconi», così lo chiama. «Ma stavolta non posso più tacere». E stavolta non è la presidente di Fininvest e Mondadori a parlare, non è la donna che la rivista Forbes definisce «la più influente d'Italia», non è la signora che siede a Mediobanca. È Marina Berlusconi, una figlia che intende difendere l'onore del padre con le unghie, e con un tono di voce che ha fatto letteralmente ribaltare dalla sedia il fratello: «Hai sentito cos'ha detto l'onorevole Dario Franceschini?», ha urlato al telefono a Pier Silvio. Il Tg1 aveva appena trasmesso lo stralcio di un comizio del leader democratico: «Agli italiani e alle italiane vorrei chiedere una cosa. Fareste educare i vostri figli da Berlusconi?». È pomeriggio inoltrato e Marina è ancora arrabbiata. «Arrabbiata? Sono indignata. Furiosa. Eh no, basta. Ora basta davvero. Il signor Franceschini — così lo chiama — non può permettersi di insultare Silvio Berlusconi. Ma chi si crede di essere? Si rende conto della gravità della sua dichiarazione? Dovrebbe vergognarsi, v-e-r-g-o-g-n-a-r-s-i».

 

 

 

Al telefono si avverte il rumore di un pugno che si abbatte sulla scrivania, si sente il respiro affannoso di chi ha deciso di svestirsi del proprio ruolo in nome del padre: «Le parole di Franceschini sono un insulto, e non soltanto per Berlusconi. Perché insultando mio padre ha insultato anche me, la donna che sono, la madre che sono, e che sta trasferendo ai propri figli i valori che a loro volta mi hanno trasmesso i miei genitori». Si è sempre detto e scritto del legame particolare che unisce Marina al padre. Eccone la prova. «Si è superato ogni limite di decenza», protesta ad alta voce: «Questa non è libertà di parola, non è una semplice caduta di stile in campagna elettorale, questa è un'infamia». Perciò non accetta la puntualizzazione del segretario del Pd, dispiaciuto per il fatto che «le mie dichiarazioni sono state male interpretate». «Se si tratta di scuse, sono respinte. È la marcia indietro di chi si rende conto di aver sbagliato. Ma le sue parole al telegiornale le hanno sentite tutti. E penso che, come dirigente di partito, stia trascinando questa vicenda su un piano che con la battaglia politica, anche quella dei colpi bassi o bassissimi, non c'entra nulla». «Ma quale diritto ha di dire anche una parola, una sola, su Berlusconi padre? Io questo diritto ce l'ho e stavolta non intendo restar zitta. Vuol fare una domanda agli italiani? Gli rispondo da italiana, che è mamma e che ha avuto la fortuna di avere un genitore come Silvio Berlusconi. E parlo di fortuna non per il cognome che porta o per quello che ha fatto, ma per il padre che è stato e che è. Mio padre ha sempre lavorato tanto, ma non c'è stata una volta, una volta sola, in cui io non l'abbia sentito vicino quando ne avevo bisogno. E vicino nel modo giusto, a seconda delle situazioni: una presenza forte, se di quella avevo bisogno; o discreta, sfumata, se era la cosa giusta. Mi ha fatto sentire sempre molto amata, rispettata come figlia e come donna. Ha sempre compreso e sostenuto le mie scelte. Ma cosa ne sa Franceschini di me, di noi...».Le regole della lotta politica le sono chiare, è la lezione morale che non accetta: «Il segretario del Pd parla di valori? Allora sappia che ho fatto dei valori che i miei genitori mi hanno trasmesso la spina dorsale della mia vita. Ed è grazie a tutto l'amore che mi hanno dato, e a quello che mi hanno insegnato, che oggi, a 42 anni, posso dire di essere una donna contenta, soddisfatta e fiera della mia vita, della mia famiglia, di mio marito, dei miei figli». Non intende parlare del «caso Noemi», «anche perché si tratta di una montagna di infamie costruite sul nulla», ed è la prima volta nel corso della conversazione che il tono cambia e si incrina: «Verrà il momento in cui mi toglierò i sassolini dalle scarpe, per restituire al mittente quei macigni fatti di parole che sono stati poggiati sul mio cuore di figlia. Verrà il momento. Non è ancora arrivato». Vive il dolore del padre, ne condivide lo stato d'animo dopo l'annuncio del divorzio da parte di Veronica Lario: «Ma quello che ho dentro preferisco tenerlo per me». Difende la privacy della famiglia, Marina, e racconta che «questo periodo difficile sta, se possibile, rafforzando il legame tra fratelli e sorelle. Ci sentiamo ancor più uniti». Ma oggi il «Berlusconi» da difendere è il padre, che certo è anche il premier. «E come si fa a negare che ci sia un disegno politico contro di lui?», commenta. «È un disegno portato avanti da chi non sa più nemmeno cosa sia la politica. È evidente: dopo tanto tempo c'è un governo stabile, che fa il suo lavoro, che dà soluzioni concrete, che ha restituito autorevolezza alle istituzioni. Si pensi per esempio a come ha gestito l'emergenza dei rifiuti in Campania e il terremoto in Abruzzo. Ci sarà un motivo se gli italiani oggi dicono che "finalmente lo Stato c'è". E ora il tentativo di distruggere Berlusconi rischia in realtà di distruggere la dignità recuperata dalla politica, e il ritrovato senso di una presenza utile ed efficace delle istituzioni». Ma non è il premier che Marina vuole difendere. Il Cavaliere ci penserà da sé. È l'onore del padre che le preme: «Io sono orgogliosa di mio padre come uomo e come genitore. Auguro sinceramente ai figli di Franceschini di avere un padre come il mio».

 

Francesco Verderami
28 maggio 2009

articolo copiato dal sito :CORRIERE DELLA SERA.it

Un pensiero personale :

Brava Marina hai evidenziato che la Politica non può interferire nella vita privata e imperversare  insultare in modo gratuito e deprecabile  una persona anche se é un avversario ,che comunque prima di tutto é un Padre ,invece di produrre pettegolezzi e fomentarli il signor Franceschini dovrebbe pensare a proporre delle idee nuove e utili per il paese e per gli operai ...non é offendendo il prossimo che si é buoni politici .........

 

 
 
 
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PENSIERO

NOTE LEGALI

Questo come ogni altro blog è tutelato dalla legge 675 del 1996 (tutela della privacy), dall'estenzione della suddetta avutasi con il Decreto Legislativo N°196 del 30/06/2003 e dalle norme costituzionalmente garantite al Nome, alla persona ed all'immagine ed all'onore.
QUINDI
tutto il materiale (scritto e fotografico, nomi, dati, testi) pubblicato sul mio blog non può essere utilizzato senza il permesso mio o dei rispettivi autori, pena denuncia alla Polizia Postale.
Lo stesso vale per la diffamazione e la calunnia, che seguono il medesimo regime giuridico-penale della calunnia e/o diffamazione a mezzo stampa (diritto lesivo dell'onore), quindi si sporge lo stesso tipo di denuncia ed iter burocratico. Ciò vale anche nel caso di anonimi, poichè la Polizia Postale può richiedere l'elenco degli IP che hanno effettuato l'ingresso al
blog.
GRAZIE

VI COSIGLIO DI COPIA/INCOLLARE QUESTA NOTA SUL VOSTRO BLOG!

COPIARE E DIFFONDERE LE FOTO E' UN REATO PERSEGUIBILE PER LE NORME SOPRA RIPORTATE
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FIDUCIA

FIDARSI  NELLA  VITA  E'  UNA

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SCOMMESSA   DA   VINCERE

 

rose blue

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giustizia

LA GIUSTIZIA è UN PIATTO CHE VA SERVITO FREDDO...MOLTO FREDDO....E QUANDO  MENO TE LO ASPETTI...................MA ARRIVA INESORABILE..SEMPRE !!!!!!!!TEMPO AL TEMPO!!!!!!!!



Non sfidare mai 

chi non conosci 

potresti farti male 

!!!!!

 

 

 

BENVENUTO

Biografia di Angelino Alfano
 

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Angelino Alfano e’ nato ad Agrigento il 31 ottobre 1970. Laureato all’Universita’ Cattolica del Sacro Cuore di Milano, e’ avvocato e dottore di ricerca in diritto dell’impresa presso l’universita’ di Palermo.
E’ giornalista pubblicista dal 1989 avendo collaborato con numerose testate regionali e nazionali.

Nel 1994 viene eletto consigliere provinciale nel collegio di agrigento, svolge la funzione di presidente della commissione affari generali ed e’ il coordinatore del “Polo delle liberta’” in consiglio, nel 1996 e’ eletto deputato all’assemblea regionale siciliana, risultando esserne il piu’ giovane componente. presiede il gruppo parlamentare di forza italia all’ars dal 1998 al 2001.

Nel 2001 e’ eletto deputato al parlamento nazionale nella sicilia occidentale, nella lista di Forza Italia.

Componente della commissione bilancio, tesoro e programmazione dal 20 giugno 2001 al 27 aprile 2006, presso la quale e’ relatore di numerosi provvedimenti; della commissione parlamentare per le questioni regionali dall’11 luglio 2001 al 27 aprile 2006; della commissione parlamentare di inchiesta sull’affare telekom/serbia dal 1° luglio 2002 all’8 settembre 2004.

Membro del comitato per la legislazione dal 17 luglio 2001, ne diviene segretario dal 26 aprile 2002 al 25 agosto 2005.

E’ firmatario di diversi progetti di legge, di ordini del giorno in assemblea e di interrogazioni, e’ relatore della legge finanziaria e di bilancio di previsione dello stato per l’anno finanziario 2003 e bilancio pluriennale per il triennio 2003-2005.

E’ segretario della conferenza dei coordinatori regionali di forza italia dal luglio 2002.

Nel febbraio del 2005 viene nominato coordinatore regionale di forza italia per la sicilia, incarico dal quale si dimette il 7 maggio 2008, nel 2006 e’ rieletto deputato al parlamento nazionale nella sicilia occidentale nella lista di Forza Italia.

E’ componente della commissione bilancio, tesoro e programmazione dal 6 giugno 2006 al 28 aprile 2008.

Nel 2008 e’ rieletto deputato al parlamento nazionale
nelle fila del Popolo della libertà; il 7 maggio 2008 e’ nominato ministro della giustizia.

 

 

 

 

 

 

  

Ministro della Giustizia

Luogo di nascita: Agrigento
Data di nascita: 31 ottobre 1970

Nomina: Dpr del 7 maggio 2008

 

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GIOCCHINO ALFANO

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Biografia Onorevole Alfano
Nato il 12/07/1963 a Sant'Antonio Abate in provincia di Napoli, sposato, quattro figli e una nipote.

Laurea in economia e commercio.

Revisore contabile.

Consulente tecnico d'ufficio.

Curatore fallimentare.

Consulente del lavoro.

Giornalista pubblicista.

La sua carriera politica inizia nel 1995 quando viene eletto sindaco del suo paese.

Durante i suoi due mandati svolti è promotore della prima Unione Dei Comuni della Regione Campania.

Deputato nella XIV Legislatura (Membro della Commissione Bilancio, Presidente Comitato Aree Sottoutilizzate) e nella XV Legislatura (Capogruppo di Forza Italia nella Commissione Bilancio, Componente Direttivo Gruppo Forza Italia Camera Dei Deputati).

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ALFANO

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Reintrodurre l’immunita’ parlamentare e rivedere alcuni aspetti dell’obbligatorieta’ dell’azione penale: sono i due principali obiettivi "a lungo termine" indicati dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano, in un’intervista al quotidiano ’Il Foglio’.

Secondo il Guardasigilli, l’approvazione del lodo sulle immunita’ per le quattro piu’ alte cariche dello Stato libera il campo a una "piu’ serena" ipotesi di riforma della giustizia.
Se a breve termine l’obiettivo e’ una modifica al codice civile e di procedura penale ("riforme che abbiano come soggetto fruitore i cittadini, non i magistrati ne’ i politici"), nel tempo, invece, gli obiettivi sono rappresentati dall’immunita’ parlamentare e dall’obbligatorieta’ dell’azione penale. "Il Paese - afferma Alfano nell’intervista - forse non e’ pronto perche’ si abolisca. Ma si puo’ proseguire sulla strada delle priorita’ date ai procedimenti piu’ urgenti, come auspicato anche da esponenti del centrosinistra, come Luciano Violante".

E alla domanda se sara’ proprio Violante il prossimo giudice costituzionale, risponde: "Non spetta a me promuoverne la nomina, certo ha recentemente espresso posizioni non distanti dalle nostre". Sulle modifiche all’azione penale obbligatoria, Alfano ritiene che la strada da intraprendere sia "quella di una cornice di priorita’ scelte dal legislatore e raccolte direttamente dalla sensibilita’ dei cittadini". Quanto alla reintroduzione dell’immunita’ parlamentare, il ministro precisa che sara’ il parlamento e non il governo a farlo: "Vedo una larga convergenza sul tema. Il Pd, con l’onorevole Mantini, e l’Udc, con l’onorevole Casini, hanno gia’ preparato un testo che dovrebbe rimandare all’ipotesi dell’immunita’ europea. Mi risulta che alcuni esponenti del Pdl siano al lavoro per scrivere testi orientati nella medesima direzione. Quindi dopo l’estate faremo il punto e decideremo il da farsi".

Dichiarazioni del Guardasigilli
fontestizia.it


 

 NUOVA DISCIPLINA PER LE INTERCETTAZIONI TELEFONICHE
VIA LIBERA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI AL DISEGNO DI LEGGE ALFANO.

  13 giugno 2008. Palazzo Chigi. Il Consiglio dei Ministri approva, fra gli altri, il disegno di legge predisposto dal ministro della Giustizia Angelino Alfano per ridisciplinare le intercettazioni telefoniche giudiziarie. Sull'argomento, il guardasigilli aveva già anticipato il suo pensiero nei giorni scorsi.

fonte:www.giustizia.it 

 
 

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