ESKIMO77
Portavo allora un eskimo innocente dettato solo dalla povertà,
LA CANZONE CHE HA DATO IL NOME A QUESTO BLOG
Questa domenica in Settembre non sarebbe pesata così,
l' estate finiva più "nature" vent' anni fa o giù di lì...
Con l' incoscienza dentro al basso ventre e alcuni audaci, in tasca "l'Unità",
la paghi tutta, e a prezzi d' inflazione, quella che chiaman la maturità...
Ma tu non sei cambiata di molto anche se adesso è al vento quello che
io per vederlo ci ho impiegato tanto filosofando pure sui perchè,
ma tu non sei cambiata di tanto e se cos' è un orgasmo ora lo sai
potrai capire i miei vent' anni allora, i quasi cento adesso capirai...
Portavo allora un eskimo innocente dettato solo dalla povertà,
non era la rivolta permanente: diciamo che non c' era e tanto fa.
Portavo una coscienza immacolata che tu tendevi a uccidere, però
inutilmente ti ci sei provata con foto di famiglia o paletò...
E quanto son cambiato da allora e l'eskimo che conoscevi tu
lo porta addosso mio fratello ancora e tu lo porteresti e non puoi più,
bisogna saper scegliere in tempo, non arrivarci per contrarietà:
tu giri adesso con le tette al vento, io ci giravo già vent' anni fa!
Ricordi fui con te a Santa Lucia, al portico dei Servi per Natale,
credevo che Bologna fosse mia: ballammo insieme all' anno o a Carnevale.
Lasciammo allora tutti e due un qualcuno che non ne fece un dramma o non lo so,
ma con i miei maglioni ero a disagio e mi pesava quel tuo paletò...
Ma avevo la rivolta fra le dita, dei soldi in tasca niente e tu lo sai
e mi pagavi il cinema stupita e non ti era toccato farlo mai!
Perchè mi amavi non l' ho mai capito così diverso da quei tuoi cliché,
perchè fra i tanti, bella, che hai colpito ti sei gettata addosso proprio a me...
TORINO

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GEMELLAGGIO ETERNO
Post n°28 pubblicato il 06 Marzo 2007 da dfabio77
La partita Fiorentina-Torino non va ricordata solo per la sonora sconfitta granata, nata da episodi sfortunati ma anche dalla differenza tecnica mostrata tra le due squadre. Ci sono stati dei gesti importanti anche a livello di comportamento che aiutano in parte a stemperare la delusione e la macchia di quel 5-1 da dimenticare immediatamente. Il primo episodio più singolare che eclatante riguarda la tifoseria. L’Artemio Franchi non è uno stadio a regola e per il momento possono entrare solo gli abbonati. Arriva il Torino, tifoseria gemellata con quella viola, ma i granata sono costretti a stare fuori. In Fiesole però vogliono avere una rappresentanza e un vessillo degli amici torinesi per cui una quarantina di abbonati gigliati rinunciano al loro posto per passare la tessera ad altrettanti tifosi granata, espletando le rigorose procedure burocratiche, cosicché alcuni prescelti granata possono accedere allo stadio e portare il bandierone granata in mezzo a quelli viola. Cairo prima del match scherzando aveva chiesto che la metà dei 24mila abbonati tifasse un po’ anche per il Toro, in realtà si sono sentiti molti cori anti Juve. Al secondo round tocca a Montolivo fare il bel gesto di andare dall’arbitro a dire che non era stato toccato in occasione di una punizione concessa alla Fiorentina proprio per una caduta, in realtà simulata, dell’ex atalantino. Il risultato non era ancora stato del tutto acquisito e in quel caso Toni ha appoggiato la palla ad Abbiati che ha potuto far ripartire i suoi. Nei minuti finali l’arbitro ha concesso un rigore alquanto dubbio alla Fiorentina, quando ormai si era sul definitivo 5-1, Mutu è andato sul dischetto ma non ha forzato il tiro permettendo ad Abbiati di allungarsi e prendere la palla. Il centravanti rumeno alla DS ha poi ammesso che è amico di Abbiati e che non voleva infierire troppo. Luca Toni, autore del secondo gol, quello determinante per il vantaggio, ha anch’egli ammesso davanti ai microfoni che aveva fatto fallo su Franceschini, anche se inizialmente era stato trattenuto nell’azione dal difensore granata. Insomma al di là qualche episodio dubbio, della sonora sconfitta granata, la partita va anche ricordata sotto l’aspetto del fair play, atteggiamenti importanti che vanno sottolineati per promuovere un calcio più leale e meno esasperato. Facile, dirà qualcuno, quando si vince largamente, ma se da un lato il gesto più genuino appare quello dei tifosi, è importante che anche i protagonisti in campo diano il buon esempio, in fondo sono loro ad essere i più emulati dai giovani. |

