Una notizia proveniente da oltreoceano sta rivoluzionando gli ambienti degli psicoanalisti stranieri e nostrani.
Sembra che tutta la teoria psicoanalitica si basi sopra un colossale equivoco che solo recentemente è stato portato alla luce da un gruppo di psicoanaliste pentite. La teoria dell'invidia del pene, cioè l'idea che le donne avrebbero un divorante desiderio di possedere l'organo maschile, donde tutte le insoddisfazioni e frustrazioni femminili, andrebbe completamente invertita e ribaltata. In realtà la causa delle nevrosi è piuttosto l'invidia del seno.
Qual è la primissima cosa che cerca il neonato, se non il seno materno? Né l'allattamento al seno ci basterebbe mai, e gravi sono le sofferenze del forzato svezzamento. Nessuna meraviglia quindi che in ogni bambino si sviluppi un profondo desiderio di possedere quell'oggetto di amore primordiale, quello strumento meraviglioso e indispensabile di piacere e sopravvivenza.
Il guaio per i maschi è però che poi le femmine a un certo punto cominciano a realizzare questo desiderio, e sviluppano per conto proprio un seno personale e indipendente cui naturalmente dedicano le più delicate ed orgogliose cure, mettendone in risalto la morbida, rigogliosa pienezza e la levigata superficie alabastrina; mentre i poveri maschi restano per così dire all'asciutto, con un petto piallato, peloso e vuoto, dotato di due miserabili rudimentali capezzoli nemmeno funzionali, e si rodono nell'invidia del seno femminile, sviluppando le più atroci frustrazioni e nevrosi.
Io non sono ne frustrato (sto aspettando che la Mede mi frustri con le catene da neve ma essendo molto amica con la Principessa Erinn credo che da lei abbia appreso la sottile arte del bidonamento) ne nevrotico.
In effetti non ho invidia del seno. Primo perché dal seno materno esce solo latte e a me il latte fa venire il cagotto…se uscisse Black Russian o birra sarebbe un'altra cosa. Poi perché a me del seno piace succhiare i capezzoli…se ho una quarta o quinta ok…me li autosucchio…ma se ho una prima non ci riesco. E quindi meglio che se le tengano le donne.
Ma probabilmente qualche cosa nelle donne invidio. Non sto parlando fisicamente. Si mi piace la figa ma non è che ne voglio una…basta che mi ci lascino giocare un po’ e sono felice così. Sono altre le cose che invidio (anche se invidia è una parola grossa per un Mincaga che, notoriamente, non prova questo sentimento).
Il carattere per esempio. Se una donna ha reazioni da poco normale può sempre dire che è colpa del ciclo…a me se dico così non mi credono perché sanno benissimo che sono pigro e vado in macchina. Che poi voglio dire…io da piccolo avevo il tri-ciclo…pensate tre volte superiore a un ciclo…eppure ho mai rotto i coglioni? No, mai.
Poi le donne possono piangere al cinema…anzi è vista come una manifestazione di grande sensibilità. A dirla tutta, io ho visto donne piangere anche quando mi presentavo nudo davanti a loro e vedevano la desolante appendice modello “Com’è triste Venezia”…ma li si parla di sesso non di sentimenti. Io non posso commuovermi…perché poi vengo preso per un coglione…ed essere presi per un coglione fa male.
Ecco cosa invidio alle donne: loro posso essere aggressive, rompicazzo, odiose, noiose, nevrotiche che hanno l’alibi della Sindrome Premestruale. E io se un giorno sono leggerissimamente più nervoso del solito vengo coperto di insulti, sputi e calci.
Vi sembra giusto?
Inviato da: doc.leonardo
il 03/11/2011 alle 02:07
Inviato da: MarchesaDumas
il 02/11/2011 alle 14:38
Inviato da: alundrina
il 04/11/2008 alle 08:23
Inviato da: pensiero_stupendo00
il 30/07/2008 alle 19:49
Inviato da: pierodialghero
il 02/08/2007 alle 13:23