
Il giorno dopo santo Stefano mi svegliai piuttosto tardi feci una leggera colazione mi affacciai al terrazzo coperto di casa vigeva un silenzio assoluto neanche un rumore di quelli che si sentivano di solito sotto di me le voci e i suoni del mercato coperto, le macchine che passavano i passanti che discutevano qualche raro bambino che giocava a palla quella che in ogni città si può definire la colonna sonora del posto, i suoi suoni tipici, i rumori che senti se apri una finestra una giornata fredda con qualche nuvola in cielo ma non mi potevo lamentare in fondo c'era il sole invernale si di una luce giallo biancastro ma molto vivida la temperatura era rigida ma sopportabile, la porzione di cielo libera era di un azzurro chiaro infinto dentro di me il mio animo era in pace silente mi sentivo protio bene non mi ricordavo da quanto tempo ci pensai a lungo riuscì a ricordare quando mi tornarono in mente tanti episodi con Alessandra come l'avevo conosciuta come c’eravamo messi insieme tutte le cose belle che avevamo fatto insieme la mia mente ma per come mi sentivo avevano un sapore diverso le percepivo più distanti non ci soffrivo più come prima al solo pensiero il dolore incommensurabile della perdita drammatica di Alessandra che mi aveva sviluppato portandomi quasi alla disperazione il merito era di una ragazza con un gran cuore capace di dare tutto se stessa con spontaneità e vivacità quasi rossa con due occhi verde chiaro che si notavano subito se la vedevi un nasino piccolino e impertinente che avrebbe fatto invidia a qualunque attrice una bocca sempre pronta a sorridere e a scherzare il viso di un tondo tipicamente mediterraneo ma molto gradevole le orecchie piccoline sempre pronte ad ascoltare spesso portava gli orecchini che però toglieva quando faceva sport anche tutto il resto era all’altezza de viso alta 1.70 un fisico asciutto e atletico temprato come il mio da un intenso alltletismo ho già detto giocava a calcio nella squadra femminile dell’or sapienza ho ancora adesso dei bellissimi ricordi di quando in estate andavamo tutti fine settimana a casa di un amico che aveva una villetta in una frazione di Velletri e disputavamo delle interminabili partite a calcio io mi prendevo sempre nunzia in squadra sulle prime i nostri avversari sorridevano se la prende perché è la sua ragazza poi capivano che giocavamo insieme perché lei ci sapeva fare di solito vinceva la mia squadra anche perché io e lei ci assistevamo a vicenda ma mi sto lasciando prendere dai ricordi e sto andando troppo oltre torniamo a santo Stefano c’eravamo lasciati sotto casa sua con la promessa di vederci dopo pranzo sarebbe venuto Roberto a prendermi io come potete immaginare non vedevo l’ora contavo i minuti e i secondi ero preso talmente tanto che non riuscivo che a pensare a lei, uno dei dolci tormenti di essere innamorati, vivere in funzione della tua amata e metterla al centro di tutto , come se fosse la cosa più naturale è ovvia dell’mondo ,tutti abbiamo fatto questo nella vita almeno una volta con qualcuno che ci ti ha preso l’anima .Quel’vortice di sensazioni che solo lei ti sa infondere e che tu aneliti come se fosse la cosa più bella e preziosa del’creato e il bello che anche la tua metà la vede cosi a suo modo ti ridà tutto l’affetto e il sentimento che gli profondi , amare qualcuno e anche e sopratutto sapersi donare senza dubbi con sincerità e spontaneità saper guardare negli occhi lei e riuscire a vederci il paradiso quello tuo personale fatto di un'unica persona speciale tutto questo era nunzia per me la persona che mi faceva stare bene che mi dava tutto questo, così potete comprendere la mia impazienza nel’volerla rivedere l’ultima frase che mi disse prima del’bacio della buonanotte era” cucciolone ho preparato qualcosa per te ,che penso ti piacerà domani staremo tutti insieme “ con un sorriso malizioso e uno sguardo che da isolo era tutto un programma che sarà mai questa la domanda che mi girava per la testa senza darmi pace , alla fine mi imposi di stare calmo e presi un libro per distrarre la mente ci riuscìì solo parzialmente ma il pensiero rimase , lì latente e insistente neanche edgar allan poe mi ci distaccava il pozzo e il pendolo non coglieva per intero la mia attenzione , ma si pensai tanto fra poco saprò mi basta aspettare un sorriso smagliante spunto sul ‘mio viso mi ero vestito abbastanza casual giubbotto di pelle nera con inserti di pelle di coccodrillo rossa alle spalle e i fianchi camicia bianca di seta maglione rosso fiammante , pantaloni stetti color pomice a gamba aderente con risvolto alla scozzese stivaletti neri con fibbia in oro e l’immancabile cintura del’el chiarro al’collo un fazzoletto rosso cremisi regalatomi dalla mia amata trovata su una bancarella a via del’corso la feci contenta tante volte l’avevo assecondata avevo scoperto che molte volte c’indovinava , con le donne intelligenti ci si và sempre d’accordo , non credete cosi bardato mi affacciai al’terrazzo lasciando lo sguardo perso sulla via sottostante sapevo che sarebbero paasati di lì non si fecero aspettare molto ecco al’improvviso comparire la fiat tipo blu cromo di roberto modello dgit 1.4 nunzia sporgeva dall’ finestrino posteriore e mi salutava con la mano fù come se mi avesse morso la tarantola scattai verso la porta la chiusi in fretta e furia aprii e richiusi le porte del’ascensore quasi sbattendole premetti terra e sentii il famigliare suono della 20 lire saldata dentro la gettoniera qualcosa a metà tra un inghiottire e una pernacchia arrivai al ‘pian terreno con la stessa foga di prima lo chiusi mii girai e rapidamente presi l’andtrone con la colonna che divideva le due scale del’palazzo nella luce del’portone d’ingresso nunzia mi aspettava con le braccia protese in avanti ad accogliermi appena uscii dal’portone mi saltò al’collo cingendomi con le braccia intorno facendomi quasi barcollare “ ehii amore ti sono mancato…” dissi sorridendo “ si tantissimo “ rispose nunzia restituendomi il sorriso ancor più incantevole mi prese per mano tirandomi verso l’auto mi lasciai trascinare le potiere prima lei sgattaiolo agile come un gatto portandomi dentro ci sistemammo l’auto ripartì scendendo giù nella discesa della via di casa per poi svoltare a destra , il famigliare scenario della casilina s’affacciò alla mia vista a fianco a me accomodati sul’sedile posteriore nunzia mi teneva per mano e me la stringeva forte , come una dolce promessa , arrivati a porta furba chiesi “ ma dove stiamo andando ?” nunzia sorrise ma non disse nulla , mi rispose roberto “ ti ricordi quella volta che hai detto che ti sarebbe piaciuto fare un pick nik al’parco della caffarella “ si mi ricordo andiamo l’? “ esattamente “ confermò roberto “ ahh bene “affermai con un espressione astuta e soddisfatta nunzia vedentomi le scappò una risatina al che roberto scherzando disse “ gia state cominciando là dietro “ noooohhh “ rispondemmo in coro io e nunzia roberto rise e si dedicò alla guida noi ci guardavamo negli occhi con quel’espressione che hanno tutti gli innamorati sognante e allegra in quei momenti nulla ti sfiora se non il pensiero inebriante della tua amata “ per la tua dose di coccole dovrai aspettare oggi , va bene cucciolone “ va bene cucciolotta aspetterò “ soggiunsi sorridendo eravamo arrivati alla svolta di via del’almone che pochi sanno è il terzo fiume di roma anche se in quest’epoca si è ridotto a un esile fiumiciattolo entrammo nel’parco in un ampio spazio sterrato un rumore forte di copertoni c’accolse “ non parcheggiare vicino alla strada ci passano certi tipi loschi vai più avanti là dove c’è quella quercia “ roberto mi dette retta e si andò a mettere proprio là sotto “ poi mi chiese “ ma né sei proprio sicuro di quello che dici “ si certo così distanti non gli viene a nessuno la voglia di romperti il vetro del’finestrino sarebbero troppo visibili a tutti e poi lo hanno fatto al’a112 di mio fratello “ in effetti eravamo a una cinquantina di metri dalla strada in un punto dove un ladro sarebbe stato certamente visto altre persone avevano avuto la nostra stessa idea e il gruppo più vicino si trovava a circa ventina di metri “ allora se hanno fregato er sor pala e meglio essere prudenti hai ragione “ er pala era il soprannome di mio fratello quando frequentava un gruppetto d’amici su in certosa comprendente er nanetto , er legione straniera , er puzza er cipolla ( un alito che uccide ) er bacheca cianfrisco zolletta er buiacca ,orso yoghi ,mazinga , molletta , bidone , zagaia e bicchierino tutta gente della banda der coreano più o meno losca ma in fondo non cattiva bastava non dargli fastidio , uscimmo dalla macchina e aperto il bagaiaio viddi cosa avevano cucinato rimasi sorpreso “ quando l’avete preparate ste’ cose “ dissi facendo tanto d’occhi il vano di carico era letteralmente pieno di cesti quattro con ogni ben di dio torte panini pizzette rustici “ le abbiamo preparati questi giorni prima di natale e ieri prima che venissi a prendermi le ho preparate io per te amore “ un'altra cosa a tuo favore cucciolotta sai pure cucinare “ perchè ne dubitavi ?” no fino ad ora non avevo mai visto qualcosa fatto da te ricordi , ma il dubbio non mi ha mai sfiorato e sono certo che le hai preparate con tanto amore e impegno pensavi a me “ si cucciolone” rispose nunzia contenta dandomi un bacio sulla guancia “ allora andiamo “ presi un paio di cesti e li passai a roberto , poi ne presi due io mi girai e mentre lui chiudeva il bagagliaio nunzia protestò “ non mi date nulla da portare “ con una vocina lieve… stavo per darle qualcosa io , ma roberto fù più lesto e le porse una busta con dentro un tappeto “ lei ci guardò un attimo un po’ interdetta come se non sapesse cosa dire la tolsi io dal’empasse “ a una donna non si danno mai le cose più pesanti da portare giusto robe’ “ si confermo “ disse pronto il mio dirimpettaio , le porsi la mano destra come a dire stingimela che andiamo e lei prontamente me la prese ancora sorridente e ci accodammo a roberto che ci precedeva di pochi passi tirava un vento un po’ freddo i nostri passi risuonavano sordi sul’terreno brullo e ghiaioso con qualche pianta un po’ avvizzita qua e là lo punteggiava aggiungendo un po’ di verde a un piano marrone con molto grigio e qualche punto verde di varie sfumature nei cespugli di rovi spuntava isolata qualche mora selvatica ancora non matura , solo gli alberi spogli contrastavano un poco con il nostro umore , ma non lo cambiavano subito dopo una discesa , piuttosto ripida e sabbiosa passando sotto un enorme leccio alto almeno 20 metri poco in avanti il terreno diventava abbastanza verdeggiante ma il sentiero che stavamo percorrendo era una mulattiera con dei profondi solchi segno che ci passavano delle auto costellato di sassi e ciottoli che rendevano difficoltoso camminarci , a un certo punto la nostra strada fu interrotta da una pozzanghera enorme lunga almeno 10 metri roberto la oltrepassò facilmente io ce l’ avrei fatta in qualche modo ma nunzia aveva delle scarpette che si sarebbero rovinate che fare ? ci fermammo al margine del’acquitrino poi presi la decisione “ dai ti porto in braccio io ti fidi “ nunzia guardò la polla limacciosa poi me , infine si decise “ dai prendimi sono sicura che ce la farai andiamo amore “ la presi in braccio ma a me sembrava tanto leggiera come se fosse una piuma al peso non facevo caso mai avrei tollerato che si bagnasse neanche con una goccia , non le dissi però che come feci il primo passo mi sentii allagare le scarpe era come camminare nel’bagnasciuga della spiaggia ma per niente piacevole tanto che come alzavo la gamba defluiva letteralmente acqua dalle scarpe , dovevo farcela niente mi avrebbe fermato , in un equilibrio un po’ precario ma alla fine un po’ barcollante prosegui nunzia mi guardava negli occhi con un espressione fiduciosa con quei suoi occhi piccoli e sottili puntati sui miei dolcissima come a infondermi fiducia e a dirmi ce la farai resisti sono con te , avrò percorso almeno 30 passi così poi finalmente uscii dalla polla che arrivava alla caviglia ma la prima cosa che feci fu di rimettere in piedi nunzia delicatamente come se fosse una vaso ming , poi mi chinai un po’ affaticato roberto mi si avvicinò e disse “ bravo maciste sei ..” non gli feci finire la frase , dicendo “sehhh nella valle dei farmacisti ..?! “ con il respiro un po’ rotto dalla fatica, entrambi capirono e scoppiarono a ridere fragorosamente “ bella questa dove l’hai presa “ proruppe ancora ridendo Roberto “ tipica battuta romana mi dimentico sempre che voi non lo siete “ un attimo di silenzio poi nunzia si chinò faccia a faccia mi disse “ te lo dico io sei davvero un cavaliere hai fatto tutto questo per me ti amo ancora di più macistone mio “ nel ‘dirlo mi carezzo anche la guancia e mi diede un piccolo bacio sulla bocca era il balsamo che mi serviva avevo i piedi freddi e completamente bagnati ma non me importava nulla . cosa meglio della mia amata chiesi “ siamo lontani dalla metà ? “ no siamo quasi arrivati è poco più in là a poche centinaia di metri “ mi rispose paziente nunzia “ allora procediamo “ e mi misi in cammino ma mi resi conto subito che non potevo andare oltre le scarpe oltre a essersi infangate facevano uno strano rumore una sorta di sciabordio fatti pochi passi dovetti arrendermi “ alt fermiamoci c’ho le scarpe che fanno le pernacchie “ che cosa ? “ disse Roberto girandosi aveva una faccia divertita, “ non posso più procedere oltre mi devo per forza asciugare i piedi “ nunzia si chinò guardò le scarpe e rivolgendosi al fratello perentoriamente “ Roberto vai al campo base ci sono degli asciugamani e le calze di riserva quelle tue gli dovrebbero stare bene “ Roberto mi getto uno sguardo rapido è corse via io guardavo nunzia come a dire che cos’è il campo base, la mia amata come sempre molto intuitiva comprese la mia domanda silenziosa e mi rispose “ doveva essere una sorpresa ma te lo dico il campo base è una vecchia baracca che avevamo costruito quando eravamo bambini ci venivamo a giocare la domenica io giorgina e Roberto sta alla base di una collinetta c’è ancora e ha una bellissima vista che non ti lascerà indifferente, né sono certa e poi non siamo soli “ e chi c’è “ questo non te lo dico.lo vedrai “ finì nunzia mettendosi un dito davanti alla bocca nel gesto del’silenzio , intuii cosa volesse dire non dire niente fai finta di non sapere , “ non devo dire a Roberto che so ?” si ci ridarebbe male lo conosci “ va bene promesso parola di boyscout tanto non l’ho mai fatto “ cattivone non fare promesse inutili io la giovane marmotta l’fatta “ nunzia mi diede uno schiaffetto sul viso a mo di gioco “ è com’è “ replicai toccandomi la guancia “faticoso sempre a camminare per i boschi e a seguire il più anziano “ però almeno ti sei imparata ad accendere un fuoco “ e non soltanto quello “ che altro “ chiesi incuriosito “ a orientarmi con la bussola e a trovare un posto “ si logico altrimenti ti perdi “ continuai “ vieni vicino a me “ ero seduto su un grosso masso e c’era spazio per tutti e due lo pulì alla bene e meglio con la mano nunzia ci si sedette eravamo stretti quasi a contatto i nostri visi erano a pochi centimetri l’uno dal’altro potevo vedere benissimo i suoi occhi verdi quasi come se fossero dei smeraldi di rara bellezza con delle piccole pagliuzze marroni la pupilla scura rifletteva in piccolo il mio viso e lei rivedeva il suo entrambi sorridevamo felici mi aveva messo il braccio intorno al collo . e la mano penzolava dolcemente sulla mia spalla destra io la reggevo amorevolmente passandole il braccio sinistro dietro le spalle , e la stringevo a me con la mano appena sotto l’ascella sinistra potevo quasi sentire il suo cuore palpitare vivo e forte , sotto i vestiti “ lo sai non ci avevo mai fatto caso “ mi disse dolcemente nunzia “ a che” replicai “ hai davvero dei bellissimi occhi , verdi come i miei una pupilla piccola come si chiamano quelle macchioline nel’occhio lo sai ? “ pagliuzze “ ce le hai azzurre e nere quanto sono belle …?! “ un eredità dei miei genitori mamma c’è l’ aveva neri papa azzurri verdi mi dicono mio nonno achille , non ti rendi conto quanto sono splenditi i tuoi credimi mai visti occhi così “ grazie amore … non me lo aveva detto nessuno finora “ erano tutti ciechi cucciolotta non si può non vedere questa bellezza assoluta “ sei troppo buono “ dico solo la verità “ né sono certa ..uhmmm” e mi si appoggiò con la testa alla mia , guancia a guancia le carezzai i capelli “ continua ….” Chiese nunzia aveva gli occhi chiusi con un’espressione soddisfatta di quelle che fanno bene al’cuore e che t’invitano a proseguire, “ amore !” che c’è “ sta tornando Roberto svegliati “ noooh è cosi bello “ dai lo sai che si arrabbia “ e va bene ..” aprì gli occhi e sorrise “ mi disse al’orecchio “ continuiamo dopo” certo “ risposi a bassa voce “ il fratello arrivò da noi aveva in mano un paio di calze e un asciugamano li porse a nunzia che mi tolse le scarpe le calze gocciolavano acqua copiosamente , me le tolse e prese ad asciugarmi i piedi “ no me li asciugo da solo..” tu lo hai fatto per me e giusto che ricambi no “ compresi che aveva ragione e in fondo era un piccolo gesto d’affetto perché non accettarlo sarebbe stato scortese in breve sia i piedi che le scarpe vennero asciugate finalmente potevamo proseguire fatti circa 300 metri facemmo una svolta a destra è ci compari a dieci metri il cosi detto “ campo base “ una baracca in legno marrone con un tetto spiovente un po’ usurata al’esterno ma sembrava intatta da un angolo spuntava un comignolo che esalava un densa nube di fumo che il vento si portava via verso sud le finestre erano appannate buon segno ci riscalderemo pensai Roberto bussò al portone una finestra di lato si disappanno un viso che mi pareva conosciuto ci scorse subito si sentì un rumore di catenaccio tre mandate vennero sgranate in rapida successione e la porta s’aprì di scatto , una zaffata di aria calda c’accolse entrò prima Roberto nunzia e infine io , ad aprirci la porta era stata Giulia abbracciò nunzia , Flavio mi dette la mano “ mister rolls royce come và “ bene come sempre” risposi “ ciao Giulia tutto bene “ si tutto ok , grazie per quello che hai detto a zio , l’ho molto apprezzato “ il minimo che si fa per un amica “ lei mi abbracciò forte “ sai non ho mai visto nunzia così felice le stai dando tantissimo “ per la persona che amo questo ed altro “ ma quello che mi aveva detto mi aveva dato un tuffo a cuore guardai nunzia che mi fece cenno di venire da lei “ loro non li conosci sono dei miei cugini Alfredo e Simona” stavano intorno al’tavolo s’alzarono lui per primo mi dette a sua volta la mano una stretta decisa “ sei tu il famoso francesco , nunzia non fa che parlare di te “ si lo immagino “ anche simona s’avvicinò mi porse la mano come per baciarla uno sguardo verso la mia dolce metà che mi fece si con la testa mi chinai platealmente e le feci il baciamano “ allora è vero che sei molto educato e gentile “ disse parlando in direzione della mia stella nunzia sorrise a conferma di tutto “ questa è la capanna di zio tom sembra accogliente “ quella dei fratelli e sorelle euspo…. “ mi corresse Roberto “ già” costatai ci avvicinammo al’tavolo “ abbiamo portato da mangiare e da bere “ esordì nunzia mettendo un cesto sul’ tavolo il tovagliolo tolto rivelo il contenuto tutti si gettarono ad arraffare quel’che c’era dentro, “ certo che avevate una fame da lupi “ dissi “famelici “ rispose Alfredo addentando una frittella per diversi minuti nessuno parlo troppo impegnati a mangiare io mi guardavo la scena e cercavi di capire la personalità mangioni a non finire Roberto e Giulia , arraffatori di dolci Alfredo e Flavio contenuti io e nunzia che mangiavano un po’ di tutto senza però esagerare posata che spiluccava qualcosa Simona si passò al bere aprendo un fiasco di vino che versai a tutti i commensali buono ma un po’ alcolico “ certo che questo vino picchia “ rivelai dopo averne bevuto un bicchiere “ chi tu che stai sempre dal’tuo amico della birreria “ replicò nunzia “ parli di Piero si ci passo spesso anche perché ogni tanto non mi fa pagare “ davvero “ esclamò Roberto “ si ogni tanto gli porto qualche affecinados in più “ pure noi “ domandò Roberto “ no con voi è stata una cosa normale poi ho pagato tutto io quella volta che vi siete conosciuti con mio fratello io ogni caso passo e mi do alle bibite analcoliche “ giusto meglio limitare l’alcool “ confermò Alfredo “ mi fai compagnia “ dissi a nunzia versandomi un chinotto “ si amore con gioia “ e le riempii il bicchiere bevei alla mia maniera tutto d’fiato nunzia tranquilla lo trangugio a piccoli sorsi sempre guardandomi negli occhi che esprimevano un interesse sottile e segreto che solo io lei sapevamo , il pranzo terminò andammo a visitare le attrative turistiche locali era il tramonto dissi a roberto e gli altri che volevamo stare un po’ da soli e salimmo sul vertice della collinetta al apice una vista meravigliosa ci accolse ci mettemmo a sedere affiancati il sole arancione basso nel’cielo irradiava di luce gialla il paesaggio ci tenevamo per mano “ come sempre avevi ragione cucciolotta è uno scenario stupendo come te “ cominciai “ quando ero piccina venivo sempre da sola su questa collina a guardare il tramonto e ogni volta chiedevo sempre la stessa cosa “ che cosa “ domandai colto da un presentimento , “ chiedevo soltanto di trovare una persona che mi amasse con tanto amore ora l’ho trovato “ non potevi dire cosa più bella amore ti voglio bene con tutto il cuore “ ci eravamo abbracciati teneramente restammo a lungo in quella posa non so quando perché interrompere quel momento magico volevamo prolungarlo al’infinito , dolci illusioni d’innamorati “ come ti senti “ mi chiese con una voce suadente nunzia “ mai stato meglio ringrazio il cielo di averti conosciuto stellina se potessi dedicarti l’universo lo farei “ mi daresti la vità “ si senza dubitarne un attimo “ e tu ‘? “ anche io lo farei lo stesso “ promettiamoci una cosa “ che” chiesi “ qualunque cosa accada se uno di noi avesse bisogno d’aiuto l’altro verrà in suo soccorso lo prometti “ si perché no te lo meriti amore tu mi hai ridato la vita è un dovere per me , prometto finché vivrò ti aiuterò sempre qualunque cosa succeda “ io ti giuro lo stesso finché vivrò ti sarò sempre vicino qualunque cosa succeda “ grazie “ ribattei mi sentivo pieno di gratitudine uno dei momenti più belli della mia esistenza , il nostro astro si era ridotto a un debole bagliore appena percettibile le tenebre stavano prendendo il sopravvento divenne il tempo di tornare alla baracca ci alzammo e un poco controvoglia tornammo al'campo base come entrammo nunzia chiese al fratello " posso andare a casa di francesco a vedere i blues brothers " lui ci guardo e rispose va bene ti vengo a prendere alle 11 " grazie fratellone " prendemo l'autobus e in breve fummo a casa mia " lei chiese " tuo fratello non c'è " no è andato in birreria non torna prima di mezzanotte " andiamo nella tua stanza " ordinò nunzia con un tono pieno di desiderio " ebbi una folgorazione e capii tutto " entrati mi disse " sono stufa d'aspettare facciamolo ti desidero e anche tu lo vuoi " ma prima metti jake e elwwod non si sà mai ... il resto ve lo lascio immaginare è un segreto mio e di nunzia a presto
Inviato da: frankcontinel
il 17/05/2016 alle 18:53
Inviato da: frankcontinel
il 17/05/2016 alle 18:52
Inviato da: simona_77rm
il 02/05/2016 alle 13:20
Inviato da: das.silvia
il 27/04/2016 alle 21:04
Inviato da: frankcontinel
il 29/03/2016 alle 19:06