Creato da roby.floyd il 31/01/2014
un'anima alla ricerca di un chissà

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Grazie a tutti

Post n°533 pubblicato il 22 Marzo 2018 da roby.floyd

 

Noi siamo marionette, il cielo è burattinaio; ciò in senso proprio, non per metafora.

Recitiamo per un minuto sulla scena dell'esistenza, poi rientriamo l'uno dopo l'altro nel baule del nulla.

 

 

 

 

 
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Turbamento

Post n°532 pubblicato il 21 Marzo 2018 da roby.floyd

 

Cos'è che mi turba,
cosa mi sconvolge?
Il timore di leggermi
dentro quasi mi distrugge .
Nell'eterno dualismo:
mondo finito ed eternità,
vi è tutta una sofferenza,
un tormento che
avvelena i giorni,
che ferma il pensiero
sullo scorrer incessante
delle ore.
Il tempo passa inesorabile,
quasi ansioso
di raggiungere il traguardo finale
ed incrina la pur auspicata gioia
di potersi finalmente
tuffare, nel tanto vagheggiato
mondo migliore.

 

 
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Mutazioni

Post n°531 pubblicato il 20 Marzo 2018 da roby.floyd

Sul far della sera il mare è un'immensa distesa nera, ma non è altro che il riflesso del buio della notte e domani sarà azzurro riflettendo il sole.

 
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Sapori

Post n°530 pubblicato il 19 Marzo 2018 da roby.floyd

 

Una lacrima cadeva lungo il viso indistinguibile dalle gocce di pioggia; solo le labbra la seppero riconoscere, era l'unica stilla dal sapore amaro.

 

 

 

 

 
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...alla fine ci rimisero i pesci

Post n°529 pubblicato il 18 Marzo 2018 da roby.floyd

Nel 1971 i Pink Floyd si  dividevano tra musicisti e architetti, almeno secondo la defiizione di Roger Waters: lui e Nick Mason erano gli architetti delle invenzioni sceniche, gli inventori di quei trucchi teatrali  che fecero la fortuna della band al pari delle invenzioni sonore.
David Gilmour e Richard Wright erano invece i più snob, quelli che si occupavano solo di suoni e che mal tolleravano la fantasmagoria di certe idee.
Il risultato del concerto dei Pink Floyd del 15 maggio 1971  al Crystal Palace Bowl di Londra sembrava dare ragione agli architetti, perchè nel laghetto che separava il palco dal pubblico, verso la fine dello spettacolo  era emerso maestoso un polpo gonfiabile di 15 metri di diametro, salutato da fuochi d'artificio e bombe di fumo.
Alla fine del concerto i musicisti ebbero la loro piccola vendetta sugli architetti, perchè tutti i pesci del lago erano morti durante l'esibizione, almeno per 2 ragioni: le pompe d'aria che erano state utilizzate per gonfiare il polpo avevano fatte registrare delle perdite fatali per i pesci, e poi il volume traumatico...gli animali non erano abituati alle sonorità dei Pink Floyd.

 

 
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