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Creato da il_viaggiatore_pa il 29/05/2007
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Un saluto a tutti

Post n°48 pubblicato il 03 Gennaio 2008 da il_viaggiatore_pa

Prima tutto grazie a tutti per gli auguri per le feste, che ricambio con affetto (anche se in colpevole e scandaloso ritardo...)

E' stata una bella esperienza, ma mi rendo conto che almeno per il momento non ce la faccio più a gestire il blog: non ho abbastanza tempo. Scrivere cose intelligenti, o almeno tentare di farlo, andare a trovare i miei amici per leggere i loro post, commentare e riepondere ai commenti... sono cose che ho imparato a considerare imporanti oltre che piacevoli. Se non posso farle bene preferisco non farle. Un po' di cose le ho imparate, magari in futuro ritornerò (qualche idea nuova l'avrei... vedremo). Voglio ringraziare tantissimo tutte e tutti coloro che in questi mesi hanno avuto voglia di dialogare con me e di contribuire al mio blog: un saluto affettuoso a tutti.
Ciao

 
 
 

Cittadini o sudditi?

Post n°47 pubblicato il 12 Novembre 2007 da il_viaggiatore_pa

Fortunatamente ho raggiunto con me stesso l'accordo sulla tregua della rete nel week-end. Se avessi scritto qualcosa su quanto è successo domenica alla stazione di servizio vicino ad Arezzo sull'onda delle prime notizie probabilmente sarebbero state un mucchio di cavolate (dov'è la novità? dirà qualcuno...). Cominciamo dalla fine: ho paura. Sarà perchè vivo a Roma e quindi più in prossimità dei fatti, ma ho veramente paura.

E' un sentimento accresciuto dalla sensazione di inadeguatezza che mi danno quanti dovrebbero reagire a quello che è successo. Ancora stamattina sentivo gente dell'ambiente dei media parlare di "blocco delle trasferte", come se la guerriglia urbana che c'è stata a Roma, interi quartieri messi a ferro e fuoco e la gente rintanata in casa , caserme di polizia e carabinieri assaltate, Coni occupato e devastato, Ponte Milvio, Ponte Duca d'Aosta transennati da barricate, Stadio Olimpico invaso fosse dipesa dal calcio. Come già raccontato, sono un "assiduo" frequentatore di Televideo, e niente secondo me rende meglio del Televideo di domenica pomeriggio l'idea della situazione attuale: pagina 110 e seguenti, speciale sulla morte di Gabriele Sandri: tifoso morto, un poliziotto intervenuto (per una comune rissa, non scontri tra orde di tifosi come detto in un primo momento) che ha sparato "in aria" e ha ammazzato una persona seduta in macchina, partita sospesa, partita interrotta, altra partita interrotta, altra partita sospesa, incidenti via via sempre più gravi in varie città, notte di vera e propria guerriglia a Roma. Pagina 120 e seguenti, politica: Veltroni e la sua (decima) proposta di riforma elettorale: proporzionale senza premio, però manteniamo l'alternanza tra due poli, però riduciamo i partiti... mi è sembrato un po' come leggere di Maria Antonietta che, a chi le faceva notare che il popolo era affamato, rispondeva di dargli delle brioches. La nostra classe politica (tutta, Cicchitto oggi straparlava di "responsabilità del governo", è inconcepibile pensare a strumentalizzare una cosa simile per qualche voto in più) ha perso completamente il contatto con la realtà.

La gente è esasperata: la mancata incriminazione di quella parte delle forze dell'ordine che si è macchiata di colpe orribili in occasione del G8 e il naufragio della commissione parlamentare di inchiesta relativa danno la sensazione che qualcuno si sente al di sopra della legge. Per l'ispettore di polizia Raciti si è (giustamente) fermato tutto e sono partiti decreti legge e sentenze, per un tifoso si sospende a malapena una partita  e tutto va avanti come se niente fosse.

Negli anni '90 c'era una autorevole Magistratura in grado di incanalare nei processi il malcontento che la gente covava (volevamo vederli in galera, ma la vera soddisfazione è stata tirare le mille lire a Craxi o godere della saliva di Forlani interrogato da Di Pietro: "... io, l'intoccabile, possibile che qualcuno osi fare questo ...". Oggi questa Magistratura non c'è più, un po' per colpe sue, molto per la pronta reazione della politica. E comunque, visto come è andata a finire, noi non ci fidiamo più dell'autorità, di qualunque autorità.

Un messaggio chiaro hanno dato ieri i ragazzi che si sono ribellati, e lo hanno dato a tutti: cosa gli si può fare? Se centinaia di persone attaccano un commissariato e danno fuoco ai veicoli della polizia, cosa si può fare? Gli si può sparare addosso? Si possono forse arrestare tutti? Leggo la penosa notizia che ne sono arrestati... 4! Oggi ero bloccato per l'ennesima volta nel traffico di Roma tentando di arrivare in ufficio. Ho pensato: se invece di suonarci l'uno con l'altro ci guardassimo negli occhi, capissimo di essere tutti vittime, fermassimo le macchine qui e scendessimo in strada per andare a spaccare tutto al Ministero dei Trasporti... se dopo 4 ore in un pronto soccorso aspettando una analisi del sangue che sennò non si può essere dimessi ci rompessimo le balle tutti insieme e sfasciassimo l'ospedale? Non si può esasperare la gente oltre un certo limite, eppure chi ci governa non se ne rende conto.

Forse qualcuno pensa che il teatrino delle primarie del PD risolva tutto. Certo, è una buona iniziativa, ma il successo che riscuote è legato alla "fame" che abbiamo tuti di farci sentire, "fame" che aumenta sempre di più perché è sempre più facile comunicare, e che è invece puntualmente frustrata. Il V-Day in sé e per sé può essere criticato e ridicolizzato quanto si vuole (non certo da me), ma ha prodotto una proposta di legge di iniziativa popolare: che fine ha fatto? Quando verrà discussa? Non si può prenderla e accantonarla come se niente fosse. Caxxo, si tratta di cittadini italiani che si sono avvalsi di un loro diritto.

Ma la cosa che trovo più inquietante è che io sono nato e cresciuto in una famiglia moderata che più moderata non si può, sono stato (e ne sono orgoglioso) un ufficiale dell'esercito, lavoro come impiegato in banca e ho oramai più di 40 anni (sigh sigh). Oggi in ufficio parliamo e condividiamo più o meno tutti queste considerazioni: se la pensa così gente come noi, cosa può mai passare per la testa di coloro che di anni ne hanno 20 e che, se fortunati, sono condannati a far parte di una società di precari a vita?

Ciao

 
 
 

Il nemico alle porte

Post n°46 pubblicato il 07 Novembre 2007 da il_viaggiatore_pa

Fatti come la morte di Giovanna Reggiani innescano dentro di me una serie di contraddizioni pressoché insanabili: accoglienza, solidarietà, sicurezza, stato di diritto, certezza della pena... tutte cose che devono quadrare tra loro. I TG, i politici, gli opinionisti, aiutano poco a capire. Anzi, forse peggiorano la situazione. Ci si esprime sull'onda emotiva di fatti particolari invece che ragionare osservando le cose in maniera razionale (anche se è vero che a chi capitano certe cose non frega niente di essere "solo" un caso particolare).

Una cosa mi colpisce: tutte le statistiche dicono che rispetto a 10-15 anni fa in Italia non esiste un trend ascendente di reati: gli omicidi sono in forte diminuzione, le rapine sono più o meno quelle di inizio anni '90 e così via, eppure si legge costantemente sui giornali di un diffuso e crescente senso di insicurezza tra la gente. Sarà vero? E' solo un qualcosa che fa vendere più giornali?

Io sono convinto che la gente abbia veramente questa percezione, e sono anche convinto che ciò dipenda in parte dal fatto che, contrariamente agli anni '90, la gran parte dei reati è commessa da cittadini stranieri. Cioè, è come se noi considerassimo "più grave" un reato commesso da uno straniero (che dovrebbe starsene "a casa sua") piuttosto che da un italiano. Eppure, i piccoli criminali stranieri non hanno fatto altro che rimpiazzare i piccoli criminali italiani. Quando ero più giovane e i romeni se ne stavano "a casa loro", 20 o 30 anni fa, spacciatori o papponi o ladri non è che mancassero a Roma, c'erano interi quartieri erano da evitare a partire da una certa ora. Eppure ci piace credere che se tutti i romeni se ne andassero "a casa loro", di colpo, magicamente, certi reati sparirebbero.

Questo pensiero, del tutto irrazionale, è alimentato da quella malattia inguaribile che affligge l'essere umano: la sindrome da "fortino assediato". Ci piace credere che "noi" siamo a posto e che tutto il male che abbiamo intorno dipende "dall'altro", "dal diverso". Ci piace talmente tanto crederlo che chi vuole manovrarci ci asseconda pienamente, creando ad arte un clima di "guerra tra poveri".

Quelli che oggi passeggiano a Tor di Quinto sbraitando contro il dissesto di Roma erano al governo con una maggioranza ampia, una delle più ampie del secondo dopoguerra, solo due anni fa e non hanno fatto niente di quello che oggi vorrebbero imporre al governo attuale: perché? Per incapacità? Per superficialità? Secondo me no. Secondo me perché, anche se ora straparlano per accaparrarsi qualche voto in più tra noi poveracci qualunque, i soldi in realtà li prendono (tutti eh, per carità) da quegli imprenditori (non credo stranieri...) che guadagnano facendo lavorare in nero questi morti di fame, disposti a rischiare di morire a condizioni di lavoro pessime, che poi se tanto si ribellano ce ne sono a decine pronti a prendere il loro posto. Oppure qualcuno ha sentito i Montezemolo (ultimamente così loquace...) o i Caltagirone tuonare contro gli immigrati? Posso immaginare quanto sarebbero contenti i palazzinari di Roma (questi sì, veri criminali) di dover mettere in regola tutti i muratori romeni altrimenti a rischio di espulsione perché senza reddito.

Mailat deve stare in galera per quallo che ha fatto, i campi rom abusivi (a proposito, che confusione tra rom e romeni. Provate a dare del rom a un romeno che non lo è e vedrete come si incaxxa...) devono essere eliminati, chi commette reati deve essere punito (di qualunque nazionalità). Indirizziamo però almeno un po' della nostra aggressività repressa verso chi se lo merita veramente, non solo verso chi in fondo non è altro che un poveraccio sfruttato. Un po' più di noi, ma in fondo proprio come noi.

Ciao

 
 
 

Le mie primarie

Post n°45 pubblicato il 15 Ottobre 2007 da il_viaggiatore_pa

Domenica scorsa sono andato a votare per le primarie del PD. E' stata una cosa tranquilla, non c'era tanta gente al seggio. Non ho assistito a quelle scene di moltitudini in coda mostrate dai TG, anche perché da romano abituato a sopravvivere vivendo la mia città in "controtendenza" (cerco di uscire quando gli altri entrano, entrare quando escono, stare a casa quando vanno a spasso...) sono andato a votare subito dopo mangiato, in un orario tranquillo (la digestione non ne ha risentito).

Devo dire che non mi aspettavo un successo così grande di queste primarie: più di tre milioni di votanti. Mi aspettavo naturalmente invece il trionfo di Veltroni: come sindaco di Roma non mi è piaciuto molto (meglio Rutelli), ma come politico a livello nazionale credo abbia delle buone capacità e prospettive (al contrario di Rutelli). Diciamo subito che non sono un elettore affezionato della sinistra. Anzi, per DNA familiare e personale probabilmente mi sentirei più rappresentato dall'area di centro-destra. Purtroppo il centro-destra italiano è un'armata Brancaleone composta da clericali finto-ortodossi, statalisti nazionalisti, scissionisti eversivi, e tutti questi tenuti insieme da un partito finto-liberista populista di stampo sudamericano. Non abbiamo una Merkel, non abbiamo un Aznar, non abbiamo un Sarkozy (confesso, voterei per lui). In attesa che la destra italiana diventi un qualcosa di credibile mi giro a sinistra, e a sinistra vedo l'unica forza politica che (secondo me naturalmente) può innescare un processo di miglioramento della società italiana: i DS.

Cosa mi aspetto ora dal PD? Ho superato lo slancio giovanile che ti porta a immaginare che le cosa possano cambiare dall'oggi al domani, sono anche scettico su formulette magiche che possano cambiare l'Italia dall'oggi al domani: le più varie riforme di cui si parla. Quello che credo è che bisogna rimboccarsi le maniche e cominciare a lavorare e forse tra dieci o venti anni le cosa saranno migliorate. Lavorare vuol dire prima di tutto smontare quel brodo di illegalità a carattere mafiosetto (quando sento parlare dell'importanza della "famiglia" mi si gela il sangue...) in cui navighiamo tutti. Voglio dire, siamo il Paese degli amici degli amici, dei "favori"... Però fare questo significa colpire degli interessi, degli orticelli (basta vedere cosa succede ogni volta che si parla di liberalizzazioni): può farlo solo una forza politica con un consenso sufficientemente ampio per imporre scelte che a qualcuno risultino impopolari. Questo spero diventi il PD, una forza più omogenea di quella che è adesso (la Binetti e il suo cilicio proprio non li reggo) capace di governare il Paese senza dover andare dietro agli egoismi di chiunque. Non sarà molto poetico, molto affascinante, molto rivoluzionario... però in attesa della rivoluzione magari potrebbe essere un inizio.

Mi piacerebbe che anche a destra si avviasse un processo simile, ma sono piuttosto scettico: purtroppo la destra italiana non è mai stata rappresentata da un vero partito moderato-conservatore.

Ciao!

 
 
 

Io sto con TPS

Post n°44 pubblicato il 08 Ottobre 2007 da il_viaggiatore_pa

Non mi piace parlare di politica nel mio blog, almeno non in senso stretto tipo "... io voto questo o quello ... e la sinistra di qua ... e la destra di là ...". Cioè, la politica mi interessa molto, e mi piace andare a curiosare (e qualche volta intervenire) in blog un po' più connotati politicamente del mio, basta andarsi a guardare i miei blog amici, solo non mi va che diventi il tema centrale di questo blog.

Questo fine settimana, però, sono stato colpito da una frase pronunciata da un ministro, una frase che mi ha fatto molto riflettere. Ho sentito Padoa Schioppa dire: "... dovremmo avere il coraggio di dire che le tasse sono una cosa bellissima e civilissima, un modo di contribuire tutti insieme a beni indispensabili come la salute, la sicurezza, l'istruzione e l'ambiente ...": è vero che detto dal ministro dell'economia suona un po' male (come se Dracula andasse in TV a dire che donare il sangue è una cosa buona), però io ne sono sempre stato fortemente convinto. Voglio dire, non condivido il fatto che tutta la dialettica "popolo italiano-politici" si basi sul come pagare meno tasse, o almeno che questo ne sia il punto cardine.

Ho trovato sempre molto divertente, tanto per fare un esempio, la teoria secondo cui  "... i soldi è meglio lasciarli nelle tasche della gente, che li sa spendere meglio di come fa lo Stato ...". Non voglio entrare nel merito delle scelte consumistiche dei singoli, ma lavorando in una società privata mi vedo spesso passare sotto gli occhi i milioni di euro buttati a fare una cosa che poi non serve più, a pagare la buonuscita del dirigente caduto (politicamente) in disgrazia, a pagare i privilegi più svariati della dirigenza...

No, il vero problema è un altro, ed è di questo che vorrei chiedere conto al ministro: come mai, pur pagando più tasse degli altri, quei servizi cui lui stesso fa riferimento (sanità, istruzione, ambiente...) in Italia sono un cesso mentre in Germania e in Francia, Inghilterra, più o meno ovunque in Europa, funzionano bene? (comunque meglio che da noi). Il nostro malessere dovrebbe essere prima di tutto concentrato su questo, non sul pagare meno tasse. Purtroppo noi italiani (mi fa schifo generalizzare, ma mi sa che in questo caso è proprio così) non abbiamo senso civico. Per noi lo Stato è un nemico, quello che non è nostro non è di nessuno e non ce ne frega niente, la sola cosa importante è pagare meno tasse possibile. E' singolare che tutta questa furia liberista scompaia ogni volta che un'azienda va in crisi, in quel caso si diventa subito socialisti reali: che fa lo Stato? Non interviene?

Ciao!

 
 
 

"Il coraggio, uno non se lo può dare"

Post n°43 pubblicato il 01 Ottobre 2007 da il_viaggiatore_pa

Devo dire che un po' ho invidiato i buddisti in questi giorni. Sì, guardando le immagini di questo fiume di monaci vestiti di rosso che sfidavano la repressione di una feroce dittatura ho riflettuto su un po' di cose, tutte cose che ho maturato da un po' di tempo, in realtà, ma che eventi come questi ti riportano a galla nella mente. Io sono cattolico, lo sono sempre stato e lo sarò sempre. Oggi però, sento di vivere la mia fede in modo strano. Da sei anni ho smesso di andare a messa, ho smesso per un malessere mio personale che non riuscivo a inquadrare bene pur sapendo che era sbagliato e che avrei dovuto continuare a praticare: proprio non ce la facevo però. Oggi raramente mi trovo d'accordo con quello che sento dire dal Papa, da Bagnasco, da Ruini. Non condivido quasi nulla della morale sessuale proposta dalla Chiesa. Non condivido la spasmodica ricerca di scolpire nella legge italiana cose che dovrebbero essere proposte e lasciate libere alla volontà del singolo, alla conversione individuale: non è (solo) un problema di laicità dello Stato, è un problema di significato della parola fede, è una cosa che mi confonde proprio in quanto cattolico. Che senso ha di fronte a Dio, al Dio in cui noi cattolici crediamo, una pratica religiosa imposta per legge? Non si diceva una volta che "conta anche il pensiero?".

Molti religiosi cattolici nella storia hanno dato la vita per i più deboli, per la giustizia. Sarebbe ingiusto dimenticarlo e io non lo faccio. Però ricordo anche Giovanni Paolo II al balcone con Pinochet. Il Vaticano è il Papa, non qualche oscuro Sacerdote che si sacrifica in silenzio. Mi piacerebbe un giorno vedere il Vaticano, la Chiesa, la mia Chiesa. schierarsi apertamente per una causa giusta, contro i forti, contro i prepotenti (non solo contro chi usa i preservativi). Democrazia, libertà e parità delle donne, diritti civili... io oggi godo di queste conquiste nella mia vita. Poi mi guardo indietro e penso: dov'era la mia Chiesa quando le persone che soffrivano lottavano per avere giustizia, per dare a me un mondo migliore? Era assente nella migliore delle interpretazioni, se non apertamente contraria. Quando sento parlare delle "radici cristiane" dell'Europa provo un'infinita tristezza... ma forse sono solo un po' confuso.

Ciao!

PS Da quando sono tornato al lavoro, così, senza un apparente motivo, si è scatenato un delirio di capi e capetti vari: di colpo qualcuno ha deciso di "scoprire" improvvisamente che c'erano in giro troppi casini. Sono quelle cose che scattano così, all'improvviso, magari perché un qualche dirigente decide di riempirsi in qualche modo il (troppo) tempo libero. Temo che nei prossimi giorni la mia apparizione sul blog sarà un po' saltuaria... chiedo scusa a tutti se non potrò leggere subito i vostri commenti

 
 
 

Io Chiara... e l'oscuro?

Post n°42 pubblicato il 13 Settembre 2007 da il_viaggiatore_pa

Sì è vero, la notizia l'ho sentita da "Studio Aperto", in mezzo ai battibecchi tra Anna Falchi e Ricucci, non proprio il masssimo dell'affidabilità giornalistica. E' vero anche che stavo espiando, ero quasi alla fine della mia ora settimanale di Tapis Roulant e quindi vedevo la TV della palestra alternativamente a visioni mistiche varie, però è da un po' che mi arrivano uscite simili e quindi so che è vero.

Sostanzialmente è stata riportata una dichiarazione del procuratore Lauro, che indaga sulla morte di Chiara: "Sembra che in questa vicenda abbiano tutti l’aureola". La frase è generica, ma in realtà è rivolta a Chiara. Più volte ho sentito dire cose del tipo: "... il fatto che non ci siano misteri nella vita di Chiara rende difficili le indagini ...". Cioè, in pratica, inquirenti e giornalisti non si danno pace che 'sta Chiara non si drogasse, non fosse un po' mignotta, non c'avesse almeno uno straccio di amante magari trent'anni più vecchio di lei e sposato, una storiella lesbo, non uscisse di nascosto la sera per andare in discoteca, impasticcarsi, partecipare a qualche orgetta... Quanto sarebbero state più facili le indagini se 'sta stronxa non fosse stata così 'na brava ragazza! Quanto sarebbero state più interessanti le notizie!

Mi sembra un po' il meccanismo che scatta nella mente di molti di noi maschietti quando esce la notizia che una ragazza è stata violentata: che ci faceva fuori a quell'ora? come era vestita (ricordate la sentenza della Cassazione sui jeans?)? non è che avesse dato l'impressione di starci? lo vedi? In fondo un po' se l'è cercata... oltre a subire violenza, la donna deve poi uscirne piena di lividi e ferite, altrimenti come fa a dimostrare che non voleva?

Sempre pensando al delitto di Chiara, devo dire che ho paura che possa fare la fine di quello di Simonetta Cesaroni (spero fortemente di no). Ogni estate, all'incirca nel mese di agosto, il "Messaggero" (vero giornale romano. Incarna, anzi, incarta perfettamente i nostri pregi e difetti) esce con la "... svolta nelle indagini ...", è la notizia riempitiva dell'estate. Magari non ha sempre rilevanza nazionale come quest'anno (anche se è uscita un po' in ritardo, a inizio settembre) ma sul "Messaggero" in agosto prima o poi qualcosa ci finisce sempre. Del resto, anche quest'anno, la notizia bomba era veramente eccezionale: saliva del fidanzato (sia pure ex) sul reggiseno di Simonetta. Io penso che, capelli no perché ne ho pochi e cerco di non sprecarli, ma liquidi organici miei (non proprio tutti eh!) siano un po' su tutta la biancheria intima di mia moglie. Spero siano solo i miei...

Ciao a tutti

 
 
 

La notte blu della Repubblica: il G8 di Genova

Post n°41 pubblicato il 11 Settembre 2007 da il_viaggiatore_pa

Sto riassaporando la serenità di essere tornato in Italia: finalmente di nuovo in un Paese saldamente democratico dove i diritti civili sono ormai affermati e certi pregiudizi quasi sconfitti. Poi, domenica sera, ho la malaugurata idea di guardarmi Blu notte di Lucarelli (uno dei miei scrittori preferiti. A proposito, il titolo è un mix con quello dell'inchiesta televisiva di Zavoli sugli anni di piombo, 1989) sul G8 del 2001 a Genova. Vabbè, è colpa mia, non me ne ero interessato abbastanza. Non ero arrivato a capire bene cosa fosse successo. Una cosa che ho pensato è stata "... è un miracolo che sia morta 'solo' una persona ...". In realtà l'episodio della morte di Carlo Giuliani non è che la conseguenza inevitabile di come è stato pianificato e gestito il lavoro delle forze dell'ordine. Cioè, è vero che Giuliani stava lanciando un estintore contro Placanica e che questi gli ha sparato per difendersi. E' vero che Carlo poteva benissimo risparmiarsi di fare quello che stava facendo e che chiunque, forse,al posto del carabiniere avrebbe sparato. Quello che penso però è che, in realtà, questo singolo fatto sia quasi, come dire, 'marginale' rispetto a quanto è successo.Uso il termine 'marginale' nel senso che ritengo che la morte di Giuliani non è, se non per il dolore che ha causato alle persone che amavano lui e Placanica, il fatto centrale degli scontri del G8. Le cose che mi hanno più colpito nell'osservare ora, a distanza di sei anni, quei fatti sono sostanzialmente due.

La prima è la consapevolezza che le forze dell'ordine hanno completamente sbagliato l'approccio al mantenimento dell'ordine pubblico. Si erano preparate per un scontro di massa con migliaia di persone quando gli incidenti più gravi furono provocati da neanche 300 Black bloc che agirono pressoché indisturbati (mistero: poterono armarsi di sassi e bastoni senza che la polizia, a pochi metri, intervenisse). Quando questi fuggirono, polizia e carabinieri (c'erano anche finanzieri e guardie forestali) caricarono i cortei e le manifestazioni pacifiche, che si svolgevano regolarmente e in mezzo a cui c'erano manifestanti di sinistra, pacifisti, cattolici e molti cittadini comuni che semplicemente condividevano lo spirito della protesta. Il giorno dopo la morte di Giuliani venne caricato dalla polizia un corteo di 300.000 persone, strette tra un muro e la spiaggia. Ora, io ho letto molte volte "... la polizia ha caricato ...", ma non mi ero mai reso conto di cosa significasse: che senso ha manganellare e scalciare ragazzi sanguinanti stesi a terra? Inseguire persone fin nei vicoli, nei garage, nei bar e prelevarli con la forza anche se evidentemente non stanno facendo nulla di male? Ma è ovvio che succedano queste cose: si prendono circa 11.000 appartenenti a 4 forze dell'ordine, molti inesperti, quasi nessuno che conosce la città,  alcuni abituati a caricare i tifosi negli stadi (un po' diversi da una manifestazione cattolica o di pacifisti), li si spaventa per giorni prospettando loro maree di persone che vogliono dare sfogo alla loro violenza (e qui Casarini che dichiara guerra allo Stato fa il gioco di chi punta alla repressione), li si manda in azione equipaggiati pesantemente contro un nemico agile e sfuggente, con una catena di comando incerta e titubante, quindi si assiste allo sfogo della loro frustrazione su chiunque gli capiti a tiro. 11.000 polizioti e carabinieri che caricano duramente 300.000 manifestanti per le viuzze di Genova (complimenti per la scelta, D'Alema): è davvero un miracolo che non ci sia stata una strage.

Però, però non è questo che mi ha sconvolto veramente. Fin qui erano tutte cose che più o meno avevo immaginato e che ho semplicemente capito meglio. Fin qui si trattava di eventi successi a caldo, a caldissimo, che coinvolgevano ragazzi molto giovani da una parte e dall'altra (che brutta 'sta cosa che ho scritto, dà di guerra civile). Quello che mi ha veramente shockato è stata la ricostruzione di quanto successo alla scuola Diaz (e Pascoli) e alla caserma Bolzaneto. Violenze e sopraffazioni che si è cercato di nascondere e mascherare con prove false, perpetrate non da uno o due poliziotti, ma da decine di rappresentanti delle forze dell'ordine. Dove erano i dirigenti della Bolzaneto? Chi guidava l'irruzione alla Diaz? Le umiliazioni inflitte del tutto gratuitamente a persone fermate non potevano avvenire senza che nessun responsabile se ne accorgesse, senza che le avallasse lui stesso.

Una testimone ha dichiarato più o meno "... quando ho visto arrivare i carabinieri mi sono sentita sollevata, ho pensato che fossero lì per difenderci dai black bloc. Poi ci hanno caricato a manganellate ...". Ecco, quando ho sentito questa cosa mi è venuto da piangere. E' proprio così, io quando vedo un poliziotto sono istintivamente contento, mi sento protetto. Quello che hanno fatto quei criminali (decine di criminali) in divisa ha tradito l'immagine che tutte le persone semplici e oneste hanno nella loro mente quando pensano a polizia, carabinieri ecc. Forse è un po' lo sconcerto che si prova quando ti fanno del male i tuoi genitori, le persone verso cui nutri la massima fiducia. Il commento del giornalista manganellato alla Diaz e portato alla caserma Bolzaneto mi è particolarmente piaciuto: "... ho scoperto come sia facile perdere quei diritti che tutti quanti siamo portati a dare per scontati ... quando mi ha interrogato il magistrato mi sono sentito meglio, ho pensato che era stata ripristinata una procedura legale che mi garantiva ...". Non sono fatti che devono essere analizzati ideologicamente in chiave destra sinistra, sono lezioni che ci devono servire tutti. Dobbiamo vigilare per evitare che qualcuno decida di toglierci con la forza quei diritti che abbiamo (chi ci ha preceduto) conquistato con tanta fatica e di cui godiamo i benefici tutti i giorni senza apprezzarli abbastanza.

Ciao a tutti

 
 
 

Impressioni dall'India

Post n°40 pubblicato il 07 Settembre 2007 da il_viaggiatore_pa
Foto di il_viaggiatore_pa

Eccomi tornato, sul Blog e al lavoro.  Un po' triste, per via della fine delle vacanze, un po' contento perché con i tempi che corrono è bello sapere che qualcuno ti paga ancora lo stipendio. Il viaggio in India è andato bene, siamo stati molto fortunati con il tempo. Le piogge monsoniche ci sono state soprattutto di notte, ma mai particolarmente intense. Quelle poche volte in cui ha piovuto di giorno, la pioggia non ha condizionato le visite, si è trattato sempre di acquazzoni di breve durata. Il caldo dava fastidio, ma tutto sommato si sopportava (anche a Roma agosto non è che sia stato mite!).

Che dire dell'India?

L'aspetto archeologico e monumentale è meraviglioso. Si va dalle fortezze Indo-musulmane del Rajastan alle moschee di Delhi, alle sculture del kamasutra sui templi di Kajuraho alle atmosfere delle cerimonie di Varanasi. Nel sud poi vivi la pratica della religione indù nei più importanti e meravigliosi templi di questa religione (al nord i musulmani hanno più o meno raso tutto al suolo). L'aspetto naturalistico è concentrato soprattutto nella visita dello stato di Kerala, ma rimane un po' sottotono perchè ti fanno visitare i posti più interessanti in un modo che non te li fa apprezzare appieno (almeno per quanto riguarda il tour operator che abbiamo utilizzato noi).

Il nostro viaggio parte da Delhi, non c'è molto da vedere, un inizio tranquillo (da questo punto di vista, del resto parlo più avanti): Moschea del venerdì, India Gate, Tempio Sikh, MInareto di Qutub, questo veremente bello. La cosa che più colpisce fin dal primo giorno è il sovraccarico dei sensi: odori forti, tanto rumore, tanta luce, tanto caldo, tante (ma proprio tante) spezie nei cibi. Da Delhi si passa al Rajastan, India nord-occidentale. Un susseguirsi di città polverose, caotiche e sonnacchiose al tempo stesso, una natura sempre più desertica e spoglia, e le belle fortezze e palazzi Indo-musulmani: Udaipur, il tempio Jainista di Ranakpur, Jodhpur, Jaisalmer, Bikaner, Jaipur. I monsoni e il sole ci flagellano implacabilmente, ora l'uno ora l'altro, la pioggia però non ci disturba, diminuisce fino a sparire quasi del tutto man mano che ci addentriamo nel daserto del Thar. Una di quelle cose inattese che ti danno sensazioni meravigliose: notte sul lago Pichola a Udaipur, tempesta monsonica, i fulmini che si susseguono  illuminano per un istante le creste dei monti alle spalle del lago. Uno spettacolo magnifico. Dopo il Rajastan ci spostiamo nell'India nord-orientale: Agra con lo splendido Taj Mahal, ma anche il forte rosso e, nelle vicinanze, Fatepur Sikri. Orccha, una città meravigliosa che meritava una sosta più lunga, Kajuraho con i templi dedicati all'amore e relative sculture di acrobazie sessuali varie (e i venditori che ti assillano con varie statuette animate che mimano rapporti sessuali: sono fastidiosi quanto esilaranti!). Infine, infine il top dell'atmosfera indù, un'esperienza mistica più che una visita: Varanasi. Prima il luogo della prima predicazione di Buddha, poi passeggiata prima dell'alba e navigazione lungo i ghat, le scalinate che scendono al fiume: bagni di purificazione dell'anima, cadaveri bagnati nelle acque del Gange punteggiate di lumini offerti al fiume, pire funerarie che bruciano e da cui si alzano colonne di fumo nel cielo ancora grigio, processioni di gente che inneggia Shiva... esperienza veramente impressionante. Il sud è messo molto meglio rispetto al nord, si può uscire dall'albergo senza essere accerchiati da assillanti venditori di oggetti improbabili. Visitiamo prima il Tamil Nadu. Da Madras a Mahaballipuram a Tanjore a Trichy a Madurai: finalmente templi indù e cerimonie millenarie che si ripetono ancora oggi, e i templi sulla spiaggia, e i templi con le torri piene di migliaia di sculture colorate. Dopo il Tamil il Kerala, la natura lussureggiante (no, lussureggiante no, fa un po' troppo Licia Colò) di Peryar e delle backwaters vicino Cochin. Avrei voluto avere più tempo per visitare meglio queste zone. Avvistare animali navigando sul lago di Peryar a bordo di una sorta di transatlantico pieno di gente urlante come se fosse al luna park è una cosa un po' improbabile...

Quello che è veramente sconvolgente dell'India però è... tutto! Penso che per un occidentale l'impressione che si prova arrivando là sia più o meno quella che si proverebbe atterrando in mezzo a qualche civiltà extraterrestre. Non c'è praticamente niente che sia fatto secondo il nostro concetto di razionalità. Nelle chiese, dove noi teniamo ostie e crocefissi gli indù tengono una statua che rappresenta un pene infilato in una vagina, e la loro prghiera principale "Om mani padme hum" significa (più o meno) "Om il gioliello è nel loto". Sono un pervertito io o il doppio senso è reale? Noi adoriamo un unico Dio, gli Indù basano la loro pratica religiosa su una sorta di mitologia che parte sì da un creatore, si basa poi però su una trimurti e comprende infine 300 milioni di personaggi (umani e animali) considerati più o meno divini e venerati a vari livelli. Il contrasto con la nostra simbologia religiosa non potrebbe essere meno stridente e più affascinante. Noi viviamo in una civiltà fondata sul concetto che si nasce uguali, loro vivono pacificamente e con rassegnazione il fatto di essere inseriti dalla nascita nel sistema delle caste. La grande maggioranza dei matrimoni sono combinati tramite un mediatore e si basano su: 1) Casta di appartenenza 2) soldi che può spendere il padre della sposa (il mediatore si occupa di far incontrare domanda e offerta) 3) oroscopo dei brahmini. La velocità è un aspetto della vita del tutto trascurato, mentre per noi occidentali la società si fonda sull'andare di fretta per qualunque cosa, la frenesia (soprattutto nello spendere) è praticamente un valore assoluto... e sono solo le prime cose che mi vengono in mente, le più evidenti. Definire questo viaggio affascinante è riduttivo, le parole che conosco non bastano per rendere l'idea di quello che ho provato. Credo di aver capito perché tanti giovani occidentali hanno provato una forte attrazione per questa civiltà negli anni '60 e '70. Credo anche che sia veramente difficile rimanere delusi da un viaggio in India.

E poi... e poi... c'è un'altra cosa, la cosa più dura da mandare giù: l'India del nord (almeno i posti che ho visto io) è un vero e proprio girone dantesco, sinceramente non me l'aspettavo così (e non è che non ne abbia visti di Paesi poveri). Nessuna parola (miseria? povertà?) può rendere l'idea della situazione, il più degradato campo nomadi italiano non è neanche lontano parente di quello che si vede là nelle città (Delhi, Agra... tutte quelle in cui sono stato): 1) sporcizia e immondizia sparse ovunque, fogne a cielo aperto maleodoranti in città semidistrutte come se fosse appena finita una guerra, gente che si lava e lava i panni in qualunque pozza d'acqua, con spazzatura galleggiante qua e là 2) masse di persone che passano le giornate inebetite a non fare nulla per dormire poi sdraiandosi ai bordi della strada, sotto un telo, i più fortunati sul sedile del risciò, con niente altro che ciò che hanno indosso 3) orde di mendicanti con contorno di storpi e lebbrosi che ti seguono in ogni visita e spostamento senza mollarti un attimo 4) i bambini... i bambini... gruppi di bambini via via sempre più numerosi man mano che cammini che ti seguono ovunque implorando 10 rupie (20 centesimi di Euro), una boccetta di shampo dell'albergo, una penna. Bambini praticamente nudi, scalzi, sporchi, feriti. Il loro "hello!" ti rimane nelle orecchie, dopo un po' diventa una cosa insopportabile. Ognuno di noi turisti che eravamo in India sceglie liberamente come comportarsi. Io, così come faccio a Roma, non do niente a nessuno. Lo faccio perché (senza giudicare chi la pensa differentemente) credo che dare l'elemosina sia un incentivo al mendicare, al mandare i propri figli sempre più laceri e sporchi a impietosire i turisti. Una guida mi dice che molti vendono le case popolari per fare soldi e continuano poi a vivere precariamente in mezzo alla strada, o preferiscono mandare i figli a mendicare piuttosto che a scuola anche se lo Stato (sia pure in misura diversa nelle diverse parti dell'India) fornisce assistenza ai poveri. Del resto le persone che mendicano sono talmente tante che non so veramente come fare per dare qualcosa, in quelle situazioni mi sento "paralizzato". Ho visto bambini che avevano avuto magari due o tre boccette di shampo venire aggrediti da bambini più grandi, altri rischiare di finire sotto il pulman per afferrare l'ultima penna lanciata dal finestrino... non me la sento proprio.

Viaggio di ritorno: grazie alla Lufthansa vinciamo due posti in Business Class. Nove ore e mezza di volo e vorresti ancora non dover scendere (non si potrebbe fare un altro giro?). Dopo il volo Francoforte-Delhi del viaggio di andata, si vola da Madras-Francoforte. Dall'alto ci appaiono le casette della periferia tedesca. L'ultimo pensiero che mi ronza nella teata a proposito di questo viaggio? "All'inferno e ritorno".

Un saluto a tutti voi.

PS Spero di non avervi appallato troppo! Cercate di essere comprensivi, un mese in India non è facile da raccontare in poche righe.

 
 
 

Chiuso per... India!

Post n°39 pubblicato il 31 Luglio 2007 da il_viaggiatore_pa

Fedele al mio nick, sono in partenza per un viaggetto in India, il blog rimarrà quindi chiuso per tutto il mese di agosto. Vabbè su, non fate così, non è una tragedia, fatevene una ragione. Ci sono anche altre cose importanti nella vita oltre al mio blog... si sentono le grida di dolore fin qui a Roma :)) chissà poi perché continuo a rivolgermi al mio unico lettore al plurale (anche perché tra l'altro come si sarà capito spesso sono io stesso che mi scrivo con altri nick, tanto per dare un tono al blog).

A parte le battute, riprenderò a postare a settembre (anche se magari da qui a domenica ci scapperà qualche commento). Devo dire che sono molto contento di questa nuova esperienza che ho fatto, tranne rari casi ho conosciuto persone molto gradevoli e interessanti e ho potuto confrontarmi su temi che è difficile affrontare nella mia vita di tutti i giorni.

Un saluto e un augurio di passare delle buone e serene vacanze a tutti voi.
Ciao!

 
 
 
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