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Ombre e Lavanda II

Post n°1165 pubblicato il 16 Aprile 2014 da IsAbeAu13
 

Ombre e Lavanda II

Dopo ore e ore di studio e ricerca infruttuosa sui libri, mi sentivo frustrata ed ancora più esausta di quando arrivai in biblioteca quella mattina. Avevo consultato almeno una decina di volumi senza trovare nulla che fosse utile alla mia causa, mi occorreva trovare qualcosa e presto.

L'idea di creare una pozione o un incantesimo, mi era balenata in mente qualche giorno prima, quando la ferita che Nak'ell si era procurato al ginocchio guarì straordinariamente in fretta, mio figlio pur essendo per metà druido e per metà Nefilim, mostrava poteri druidici molto forti per la sua età. Questo poteva essere un vantaggio contro Rimsys, avrei usato il sangue di Nak'ell e il mio per creare uno scudo contro i poteri di quel druido maledetto, non gli avrei permesso di toccare mio figlio. Dovevo però capire come combinare il sangue, i poteri da druido e i recenti poteri difensivi che avevo acquisito in quanto “quasi maga”, purtroppo la ricerca bibliografica si era rivelata inutile, la biblioteca conteneva volumi di magia anche molto potenti, purtroppo però era completamente priva di testi riguardanti i druidi e la magia druidica e pagana. Mi sarebbero stati utili testi antichi se ce ne fossero stati, che narrassero dei riti del grande Merlino e dei Tre.

Sarei dovuta andare nelle regioni del Sud, forse la mia amica Ylaria e i druidi del mare avrebbero saputo darmi risposte che qui, tra polvere e i pregiudizi, non avrei mai trovato.

Occorreva che mi preparassi a partire quella sera stessa, non volevo perdere altro tempo, Nak'ell non ne sarebbe stato entusiasta, ma in qualche modo lo avrei convinto e, se non ci fossi riuscita, avrei chiesto aiuto a Callisto, è sempre stato un buon amico ed aveva anche un rapporto solido con Nak'ell, che a, quanto pare, vedeva nello stregone la figura paterna che non aveva mai avuto.

Suo padre era morto da poco meno di un mese, ma in realtà né per me, né per Nak'ell era mai stato “presente”, non che ci avesse mai fatto mancare qualcosa a livello materiale, purtroppo, però difettava nell'essere un buon padre ed aveva difficoltà a mostrare sentimenti o affetto, agiva sempre in modo gentile ma distante. Questo suo distacco mi ha sempre ferito molto, ma chi ne ha pagato di più le conseguenze è stato Nak'ell che, in quanto figlio, si è sempre sentito un bambino non voluto, non apprezzato, non amato. Vargas lo amava e molto, ma non ha mai saputo dimostrarglielo.

Cambiare aria gli avrebbe fatto bene, ne ero sicura, lo avrebbe distratto dalla tristezza e dalla solitudine.

Non feci in tempo a raccogliere i miei libri dal tavolo sul quale stavo studiando che, ecco spuntare in biblioteca l'Arcimago, che sia qui per me? Per rimproverarmi? Ad ogni modo presi le mie cose ed in maniera piuttosto frettolosa consegnai i volumi a Lara, la bibliotecaria, e mi diressi velocemente all'uscita, volutamente senza incrociare il suo sguardo, non volevo scorgere di nuovo l'accusa nei suoi occhi o il disprezzo, volevo solo andarmene da quel luogo, e da tutto, il più presto possibile.

“Sempre di corsa oggi? Davvero comincio a convincermi di avere non so quale pestilenza addosso che vi costringe a starmi lontano. Posso parlarvi un attimo, o avete da salvare il mondo. o chissà quale innocente e non potete trattenervi?

Di nuovo l'ironia, che comportamento fastidioso: “Parlate Mio Signore e fate presto, ho da fare i bagagli e non ho tempo da perdere con il vostro sarcasmo”.

Lara, la bibliotecaria, che mi sentì rispondere in tono piccato all'Arcimago mi guardò preoccupata ed intimorita. Nell'Academia nessun allievo, nemmeno i più influenti osano mancare di rispetto ad un maestro di rango più elevato, tanto meno all'Arcimago, nessuno tranne me, non nutro alcun timore del mago, né mi importa granché delle regole e dell'etichetta dell'Academia, sono nata druida, non maga, per di più conosco fin troppo bene chi ho di fronte, perchè egli possa realmente mettermi soggezione.

“Bagagli? Siete in partenza? E per dove, se è lecito saperlo?”

“Non che siano affari vostri, ma dato che me lo chiedete, ve lo dirò, intendo recarmi nelle regioni del Sud, lì ho alcuni amici druidi che sapranno aiutarmi con ciò che ho in mente”.

“Anche qui ci sono molte persone competenti e molte risorse, vi basterebbe chiedere, o siete troppo orgogliosa per chiedere aiuto a dei “semplici” maghi?

“Signore non giudicatemi troppo in fretta, potreste pentirvene. Non ho voluto coinvolgere né voi, né i vostri colleghi, poiché non avete le competenze necessarie sui druidi rinnegati e sulla loro magia, d'altra parte è noto a tutti che, da secoli, i maghi disprezzano la mia gente, poiché ci ritenete esseri inferiori e dall'arte magica troppo rozza, voi sareste l'eccezione forse?”

Stupida donna, mi provoca senza ritegno e persino davanti agli allievi, non ha alcun senso del dovere e del rispetto, dovrei ridurla al silenzio con un incantesimo,no, perché sprecare energie con un'ingrata?: “Ora anche voi esprimete giudizi a sproposito su noi maghi, qui vi abbiamo accolto senza pretendere nulla da voi e, nonostante la vostra “diversità”, siete stata accettata come maga a tutti gli effetti. Per quanto mi riguarda, lo sapete, darei la mia vita per voi, credetemi, sono sincero se vi dico che tra voi e un qualsiasi altro mago, per me non c'è alcuna differenza. E' il talento che conta, non l'origine o la razza”.

Fece un sorriso rassicurante ed io sentii di nuovo il cuore andare in pezzi, ma dovevo mantenere il controllo, non si trattava solo di me ora: “Vi ringrazio per le belle parole, si vede che avete dimestichezza nel sedurre le dame con le parole, vostra moglie non credo ne sarà felice però. Ora perdonatemi, ma si sta facendo tardi e devo ancora recuperare mio figlio dal campo degli arcieri, desideravate chiedermi altro?”.

Che sfrontata, si comporta come se non sapesse che per me lei è un libro aperto, avverto la sua gelosia, sono sicuro di non sbagliarmi: “Non vi ruberò altro tempo, visto che sembra che parlarmi vi dispiaccia, volevo solo chiedervi se sapete come o dove posso trovare Callisto, ho bisogno della sua collaborazione per lo scudo”.

Callisto? Lui che chiede aiuto a Callisto, il suo nemico giurato? Questa si che è da vedere: “Io non saprei dirvi dove sia, non è che lo frequenti ogni giorno, ma dato che anche io devo contattarlo, appena gli avrò parlato, lo farò venire qui da voi così potrà aiutarvi, se lo vorrà. Posso solo sapere in che cosa consiste “lo scudo” di cui tutti parlano? Posso aiutare in qualcosa? In fondo ormai sono quasi una “maga” a tutti gli effetti, a parte che manca il mio esame finale..”

“Vi ringrazio ma il vostro aiuto non è necessario, dobbiamo testare vari incantesimi di attacco per vedere se le difese possono reggere in caso di attacchi multipli e con magie differenti, per questo mi è utile Callisto, è uno stregone e può lanciare incantesimi più velocemente di quanto farebbe un mago, più velocemente persino di me. In questo modo potremmo sapere quando, e se, il nuovo scudo si incrinerà: Ma.. voi non avevate da fare i bagagli? Sbrigatevi allora, non manca molto alla fine del giorno”.

Vuole escludermi, lo stupido! Poco male, se non mi farà assistere alla dimostrazione chiederò a Callisto di riferirmi ogni cosa e se possibile di mettergli i bastoni fra le ruote, sarà molto divertente: “Avete ragione. Devo andare, quando Callisto mi avrà raggiunto lo manderò da voi, ora se volete scusarmi”, mi ero già incamminata nel chiostro quando sentii la sua voce che mi chiamava per avvertirmi di stare attenta, se fossi partita quella notte.

Per un attimo il mio cuore aveva sobbalzato, mi aveva chiamato per nome, oltretutto quella voce, la sua voce mi aveva riportato indietro di alcuni anni, quando Vargas mi chiamava spesso per nome, in quel periodo eravamo ancora amanti felici. Prima che tutto cambiasse.

La guardai allontanarsi, le acque non si erano calmate, al contrario si preannunciava tempesta. Quando partirà, se non la seguirò io stesso, manderò qualcuno fidato che la segua a distanza, così che non se ne accorga, in modo tale che io possa essere informato se succede qualcosa.

Mi aspettava una lunga trattativa con i membri del consiglio accademico per discutere delle minacce esterne e delle potenzialità dello scudo, mi sentivo esausto, come se un macigno gravasse sulle mie spalle, per di più avevo in mente la costante preoccupazione per quella stupida, anche se non dovrei curarmene troppo, il mio dovere é proteggere i membri dell'Academia, non correre dietro ai capricci di una sciocca druida, anche se questa druida rappresenta il motivo per cui affronto tutti questi rischi. Se almeno smettesse di disprezzarmi renderebbe, a se stessa e a me, le cose un po' più facili.

Lo disprezzo, anzi lo detesto, come si permette di dirmi certe cose e fare finta anche di preoccuparsi? L'unica cosa che conta per lui è il prestigio della sua posizione e la stupida Academia. So che è venuto dal futuro per salvarci, ma si è sempre rifiutato di dire da cosa doveva salvarci. Perché dovrei sentirmi grata a qualcuno che mente?

In preda alla collera mi diressi al campo di allenamento per prendere Nak'ell, era ormai quasi l'imbrunire, non avevo molto tempo per organizzare la partenza e parlare con Callisto. Lo avrei contattato tramite l'anello dell'elementalista che mi aveva regalato anni addietro e che portavo sempre con me. Comunicare telepaticamente attraverso l'anello era un metodo un po' faticoso magicamente, ma sicuramente più veloce ed efficace che mandare un messaggero ed attendere la risposta.

Mi infilai l'anello al dito e chiamai mentalmente. Nessuna risposta. Chiamai di nuovo, dopo qualche attimo ebbi una risposta: “Isabeau, che vuoi? Sono occupato ora...” “Callisto? Che strana voce.. non sei solo vero? A quest'ora ancora ti stai sollazzando come con qualche ragazza? Sei sempre il solito...” Avvertii in sottofondo le risate cristalline di una giovane, sicuramente poco vestita (questo lo supponevo, dato che non potevo vedere, ma solo sentire) capii dalla voce impastata che si era appena svegliato dopo una giornata intera di bagordi, come al solito. “Callisto, mi spiace disturbare i tuoi, sicuramente interessanti, affari, ma alza il culo da quel giaciglio e raggiungi l'Academia al più presto, ho bisogno di parlarti!”.

Beh “tesoro” se me lo chiedi così, non posso che obbedire, sai che per te verrei anche se fossi dall'altro capo del mondo, però mi aspetto una ricompensa al mio arrivo, visto che devo lasciare la dolce compagnia e il mio giaciglio caldo, per venire in un posto che, francamente detesto.” “Muoviti altrimenti vedrai che la ricompensa non l'avrai da me , ma dall'Arcimago e la cosa non ti piacerà”.

Che cosa c'entra adesso quello stupido mezz'elfo borioso con il fatto che debba venire lì all'Academia, è capitato qualcosa di grave?”

No, io devo partire oggi stesso e tu devi aiutarmi a convincere Nak'ell a partire con me. Il mago ha bisogno di te per testare il nuovo scudo anti-intrusione dell'Arena, è per una nobile causa, potresti anche lasciar da parte il risentimento che hai verso di lui per una volta..”

Capisco.. se per una buona causa posso anche non ucciderlo, per questa volta, ma lascia che mi capiti sotto le mani in un vicolo buio e vedrai...”

Dai Callisto finiscila e piuttosto sbrigati, Nak'ell ed io ti aspetteremo nel cortile della legnaia”

Come nel cortile? Ed io che già mi aspettavo di entrare nelle tue stanze e di godere di un po' della tua dolce quanto sapiente compagnia..”

Era troppo. Mi sfilai l'anello, la comunicazione fu interrotta prima che Callisto potesse dire altre cose sconvenienti, ne avevo abbastanza di elfi e mezz'elfi e poi ero arrivata al campo degli arcieri. Vidi, tra gli altri Nak'ell, intento a scoccare una freccia con molta concentrazione, lo si distingueva dagli altri bambini non solo fisicamente, era più alto della media ed era l'unico mezz'elfo in mezzo ad umani, ma quello che maggiormente lo differenziava dagli altri era la completa dedizione all'arco e alla tecnica, gli altri giocavano, si schernivano, non prendevano molto la cosa sul serio, lui no, si immergeva in una strana solitudine e scoccava. Adoravo guardarlo, mi ricordava sempre di più suo padre, il carattere schivo, riservato, ma anche onesto determinato e generoso, mi riempiva di orgoglio.

Nel tiro con l'arco, a soli nove anni era già molto bravo, forse anche più di alcuni arcieri adulti. La precisione e la bravura l'aveva presa sicuramente da me (io imparai ad usare l'arco a soli cinque anni), però la tecnica e la concentrazione li ha ereditati da suo padre, Vargas.

Anche il duro allenamento con Callisto, che, da qualche mese gli stava tentando di insegnare a scoccare frecce a cavallo, stava dando i suoi frutti purtroppo, diversamente da me, Nak'ell non è proprio portato per la sella, solo quest'ultima settimana è caduto da cavallo tre volte, meno male che sangue druido gli scorre nelle vene, altrimenti sarebbe un guaio.

Lo salutai con un gesto e, quando mi vide, corse da me abbracciandomi così forte quasi da farmi cadere:

“Madre, madre! Oggi sono riuscito a fare il miglior punteggio, domani il maestro mi ha promesso di farmi tentare con 2 o 3 frecce contemporaneamente!”

“Che bravo! Davvero bravo, ma credo che dovrai rimandare l'allenamento di domani, più tardi dobbiamo partire.”

“Partire? Perchè? Io non voglio partire, sto bene qui! E per andare dove?”

“Nak'ell... devo, dobbiamo partire per trovare qualcosa che ci protegga, così che nessuno possa farti più del male, lo faccio per te tesoro, non posso lasciarti certo qui da solo..”

Nak'ell sciolse l'abbraccio e mi guardò con lo stesso sguardo di sfida di suo padre negli occhi: “Noi siamo al sicuro anche qui nella scuola! Me lo ha detto l'Arcimago, tu vuoi andare via perchè sei arrabbiata con l'Arcimago e vuoi fargliela pagare e perché non ti piacciono i maghi.. Io ho degli amici qui, non voglio lasciarli e non voglio lasciare Barbara e Gaia!”.

Detto questo corse via senza lasciarmi il tempo di spiegare, come supponevo non accetterà la partenza di buon grado. Lo chiamaì più volte, ma non si voltò, raccolsi l'arco che aveva gettato in terra per rabbia, dopo averlo scordato riposi le frecce nel fodero e sospirai. Se solo mio figlio capisse quanto dolore c'è qui e quanto ci farebbe bene andare via per un po'.

Alle mie spalle poco dopo arrivò Callisto, che evidentemente si era teletrasportato direttamente nell'Academia, vista l'urgenza nel mio messaggio:

Mi vide scossa e avvicinandosi mi disse: “Tranquilla ci parlerò io, lascialo sfogare un po' adesso, ha subito troppi cambiamenti in troppo poco tempo, deve accettare da solo i fatti, poi credo abbia paura dell'abbandono, ha paura che TU lo abbandoni..”

“Abbandonarlo? Non lo farei mai e lo sai, lui è la mia vita, ma devo andare. Non resisto più qui, con tutti questi luoghi che mi ricordano del passato e con lui che mi disprezza e mi tratta come una sciocca ragazzina”

“Io lo capisco perfettamente e non sai quanto vorrei spaccare la faccia a quel mezz'uomo idiota, ma Nak'ell è un bambino che ha perso da poco il padre e che, se partirete perderà i suoi amici e le sue certezze. Lascia che ci parli io, forse so come convincerlo, é un ragazzino intelligente, nonostante il padre che si ritrova, ti vuole bene, questo basterà”.

“Grazie sei un amico..”

“..E la mia ricompensa?” Si avvicinò al mio viso.

“Idiota!..” e gli mollai un ceffone proprio mentre cercava di baciarmi, il solito cascamorto, che se ne approfitta! E' vero che siamo stati amanti un tempo molto addietro, ma in questo momento avevo bisogno di un amico non di un amante. Stupido! Rovina sempre dei momenti belli, con comportamenti assurdi!

Proprio mentre stavo per andare a cercare l'Arcimago per avvisarlo dell'arrivo di Callisto, eccolo spuntare da non so dove, un po' stizzito per la verità, forse aveva notato il maldestro approccio dello stregone:

“Ah ecco lo stregone scansafatiche, ti è andata male stavolta o sbaglio? Fossi in te starei attento alla druida – morde - ”.

“Vargas.. non sfidarmi, potrei perdere la pazienza e farti passare la voglia di fare l'ironico, se non lo faccio, è solo perché Isabeau è presente, altrimenti vedresti di cosa è capace uno stregone infuriato..”

“Tremo dalla paura, davvero, sono pietrificato dal terrore -rise in tono di scherno- andiamo ora, non abbiamo tempo da perdere in battibecchi da ragazzini e poi con me non hai possibilità..” Stavo mentendo ma quell'elfo mi mandava sempre in collera.

“Mi stai sfidando apertamente mago?” l'atteggiamento di Callisto era volutamente ostile, dovevo fermarli prima che esagerassero, come al solito, per causa mia c'è sempre stata tra loro una certa tensione, non era il caso di esasperarla ulteriormente: “ragazzi..su... siete adulti e ci sono ben altre priorità a cui pensare ora, non è poi così importante dimostrarmi chi di voi sia il più forte, lo siete entrambi per me”.

Tutti e due, non aspettandosi la mia risposta, mi volsero una sguardo a metà tra lo sbigottito e l'incredulo, poi decisero, di comune accordo, di avviarsi all'Arena senza ulteriori parole.

Decisi di andare con loro ,innanzitutto perché volevo cercare Nak'ell, poi perché ero morbosamente curiosa riguardo questo nuovo scudo e desideravo vedere all'opera sia Vargas che Callisto.

La strada per giungere all'Arena costeggiava un fiumiciattolo, il Kalii, in riva al quale crescevano rigogliosi cespugli di lavanda, mi fermai per assaporarne l'odore. Il profumo di lavanda mi riportò all'infanzia, mi venne in mente la mia terra natia, quegli sterminati campi di lavanda tra i quali, in estate, io e mia cugina bambine, correvano a perdifiato fino al tramonto.

Mi accorsi che il sole stava per tramontare e spuntavano le prime ombre delle case attorno a noi, mi strinsi nel mantello osservando il disco dorato del sole sparire dietro la collina, quando mi voltai per proseguire mi accorsi che anche Vargas stava osservando, non il tramonto, bensì me, con imbarazzo distogliemmo lo sguardo entrambi, continuando a camminare come se nulla fosse.

Nel silenzio riuscivo a sentire il battito del mio cuore accelerare ed il profumo di lavanda accompagnò il cammino, chissà perché mi fissava? Aveva percepito il mio imbarazzo? Sperai di no, ma ero consapevole che le mie difese stavano cedendo alla sua vicinanza, inoltre era stata una giornata difficile e lunga per tutti; ora volevo solo godere del bellissimo spettacolo di quel tramonto e non pensare a nient'altro, almeno sino al momento della partenza.

© IsA

 
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