Creato da survivant il 20/06/2008

L'arte di vivere

per non sopravvivere

 

 

Musica

Post n°79 pubblicato il 08 Giugno 2017 da survivant

La musica mi ha sempre salvato. E non riesco a capire come sia riuscito a farne a meno per tutto questo tempo. E in questa serata un po' uggiosa in cui la malinconia serpeggia infida nel crepuscolo della mia stanzetta mi è tornato in mente un ricordo di un secolo fa. Un estate in montagna tra adolescenti ottenuta grazie al fatto che era organizzata dalla parrocchia. La prima uscita da "soli". La fascia di età era abbastanza varia. E io ero tra i più piccoli. Per cui le esigenze delle ragazze e dei ragazzi più grandi erano radicalmente diverse dalle nostre. Per noi anche ricevere uno sguardo da quelle ragazzine sembrava un enormità. Ma le loro mire erano naturalmente verso i ragazzi più grandi. Ragione per cui alla fine noi piccoli rimanevamo sempre tra noi, un po' rassegnati ma emozionati lo stesso per il fatto di essere finalmente lontani da casa. E in quell'estate un ragazzo aveva portato una cassetta. Una sola. Era un album di Ivan Graziani che non conoscevo affatto. E per tutte le settimane di soggiorno ogni pomeriggio mettevamo quella cassetta e ce l'ascoltavamo fino all'inverosimile. Senza mai stancarci. Come serpenti incantati dal suono del flauto.
Stasero ho ritrovato una delle mie canzoni preferite del tempo. Credo che ne farò una versione da pubblicare da quanto è bella. Poi io ho sempre amato le canzoni scomode. Come ho sempre amato gli emarginati rispetto agli uomini di successo. E le cause perse in assoluto. E forze questo spiega tante cose del presente.
Così mi piace riascoltare questa storia come se mi fosse raccontata da un amico camminando mentre torniamo a casa.

Giulio, mi hai fatto pena quella notte, te lo giuro mi si è stretto il cuore quando ti ho beccato mentre tentavi di rubarmi l?autoradio in un parcheggio custodito da un custode addormentato, eri proprio tu. Giulio e mi hai sorriso, quando al chiaro della luna mi hai riconosciuto, ti dir? come eri cambiato con il petto tatuato, pochi denti e niente carne un cane randagio dal padrone abbandonato, poveretto te. Oh, Giulio ritorna a casa, forse la città non è per te qualcuno ti ha raccontato un bugia, non voltarti indietro a guardare la tua coda e scappa via. Perciò, ritorna a casa Lassie, la tua cuccia è sempre vuota ritorna a casa Lassie, fuggi via di qui. Ritorna a casa Lassie, la tua cuccia è sempre vuota ritorna a casa Lassie, fuggi via di qui. E andiamo a bere dai, vecchio amico del cuore è tanto tempo che non ci sbronziamo insieme ma tu, per non starmi a sentire hai litigato col cameriere brutta storia, un feroce calabrese finchè in faccia non le hai prese, poveretto te. Oh, Giulio ritorna a casa, forse la città non è per te qualcuno ti ha raccontato un bugia, non voltarti indietro a guardare la tua coda e scappa via. Perciò ritorna a casa Lassie, la tua cuccia èsempre vuota ritorna a casa Lassie, fuggi via di qui. Ritorna a casa Lassie, la tua cuccia èsempre vuota ritorna a casa Lassie, fuggi via di qui. Giulio, che dovevo fare, quando lì sul marciapiede ti ho visto sanguinare? Una farmacia siamo andati a cercare ma appena in centro tu mi hai detto: "Sto proprio male, mi distendo sul sedile le insegne accese sono lì, io ti aspetto qui" Giulio, quando son tornato il sedile era vuoto e tu te n?eri andato e l'autoradio mi avevi rubato povero Giulio tatuato, cane randagio maltrattato povero Cristo, povero amico disperato, poveretto te. Oh, Giulio ritorna a casa, forse la città non è per te qualcuno ti ha raccontato un bugia, non voltarti indietro a guardare la tua coda e scappa via. Perciò ritorna a casa Lassie, la tua cuccia è sempre vuota ritorna a casa Lassie, fuggi via di qui. Ritorna a casa Lassie, la tua cuccia è sempre vuota ritorna a casa Lassie, fuggi via di qui.

 
 
 

Solitudine

Post n°78 pubblicato il 05 Giugno 2017 da survivant

Che cos'è la solitudine?
E' una dimensione spaziale? Sono solo quando sono in un deserto?
O è una dimensione prossemica. Sono solo quando non ho persone vicino.
O è una dimensione legata a uno stato sociale? Sono solo se non ho amici.
O a uno stato relazionale? Sono solo se non ho una donna.
Io credo che siano tutte impalcature. Siamo soli nel momento in cui non bastiamo a noi stessi. E detta così sembra un luogo comune. Ma è la totale verità che si può comprendere solo vivendo la solitudine senza paura.
Ieri ho trovato tra i post di Facebook un messaggio straziante. Praticamente una ragazza che diceva che si sentiva sola e che questa cosa la stava opprimendo e che non aveva amici nè aveva modo di farsene. Sembrava quasi una lettera pre suicidio per i toni drammatici.
Così la mia parte da crocerossino è venuta fuori e le ho scritto in privato semplicemente per darle un sostegno. Perchè quando si è depressi anche un gesto piccolo e banale diventa importante per chi lo riceve.
E che cosa viene fuori? Una risposta di questo tipo: Purtroppo siamo tutti soli G, l'importante e nn mollare mai, ke sia x la persona ke amiamo o meno. Io nn ho mai avuto amici,ne tanto meno gli ho mai cercati...adesso xò mi rendo conto ke servono, anke x un semplice sfogo personale. Io nn mollo xò,xke (speriamo sia x sempre) l'uomo ke ho accanto nn me lo permette. Il fatto ke tu mi abbia scritto mi ha già fatto capire ke volendo posso avere amici anke qui,nel mondo virtuale.infatti,lui e geloso,ed io l'ho sempre rispettato nn parlando mai con gli uomini. Grazie kmq 🙂 mi ha fatto molto piacere vedere ke kmq un post su fb può farti avere degli amici. La prossima volta quando mi sentirò giù scriverò un sacco di post 🙂Ti auguro ogni bene possibile e spero ke tu possa trovare presto una persona ke ti apprezzi.

E mi ha fatto molto riflettere. Cioè secondo lei la mia realizzazine stava nel trovare una persona che mi apprezzasse e in particolare una compagna?
E come mai allora lei pur avendo un compagno che la sosteneva si sentiva sola lo stesso?
E come può semplicemente ricevere commenti da "amici virtuali" di facebook che neanche conosci farti sentire meno solo? Forse è semplicemente bisogno di considerazione? Di qualcuno che si accorga che esistiamo?
Io credo che ci si possa sentire in compagnia anche in mezzo al deserto. Come ci si possa sentire disperatamente soli anche in coppia.
E' per questo che stavolta sto cercando un cammino diverso da quello che ho praticato per tutti questi anni. Un cammino che mi porti a stare bene non dipendendo dagli altri ma solamente da me stesso.
E' un cammino lungo e pieno di ostacoli....ma credo che sia l'unico possibile. 
Come dice Fabio Volo: 
Voglio lasciarmi andare, voglio di più per mevoglio buttarmi per cadere verso l'alto.



 
 
 

Pre occupazioni

Post n°77 pubblicato il 04 Giugno 2017 da survivant

Giovedi sera ero un po' in ansia e in crisi. Mi si prospettavano tre giorni di festa e non volevo passarli da solo. Così sono andato in paranoia. Ho cominciato a contattare tutte le persone che conoscevo o con cui avevo un rapporto seppur minimo sperando di fare qualcosa insieme a qualcuno.
Alle brutte pensavo di prendere una casa in affitto in Garfagnana e farmi due giorni di passeggiate con il mio cane.
Tutte le cose che avevo pianificato sono naufragate. Avevo un aperitivo sabato. Mi hanno tirato buca. La mia collega che era libera e che mi aveva detto che forse sarebbe venuta in Garfagnana con me. Dispersa. Frida, andata in Piemonte. Una mia amica che speravo di vedere è tornata con il suo ex e si è fatta due giorni di "luna di miele". La casa in Garfagnana non l'ho affittata. E tutte le persone che ho contattato per una ragione o per un altra sono andate via a passare del tempo fuori da casa.
E dunque è avvenuto esattamente quello che più temevo: sono stato tre giorni da solo.....
Ma....
Ho un sapore di buono in bocca. Ho assaporato cose non pianificate. Ho visto posti meravigliosi con il mio cane. E non solo non sono "morto", ma ho come l'impressione di aver passato tre giorni splendidi.
E' questa la trappola. Aspettative, pianificazioni che se vengono a mancare ti deludono, paure irreali. Cos'è la cosa peggiore che ti può capitare?
Bene è capitata. Ma non era così brutta come sembrava.

 

 

 
 
 

L'eroe che č in te

Post n°76 pubblicato il 02 Giugno 2017 da survivant

E' il titolo di un libro scritto dal dottor Costa. Il medico della clinica mobile dei piloti di moto. Mi ha fatto molto riflettere. Su quanto ci autolimitiamo. Un pilota di motogp che clinicamente non potrebbe correre ma che dice con sguardo fermo e implacabile: voglio correre.
E contro tutte le logiche riesce a correre.
Noi non ci rendiamo spesso conto di quello che siamo in grado di fare se solo ci mettiamo alla prova e se solo vogliamo fortemente una cosa.
Non esiste niente al mondo che non siamo in grado di fare.
Tutti noi abbiamo un eroe dentro.

"Che stupidi che siamo,
quanti inviti respinti, quanti...
quante frasi non dette,
quanti sguardi non ricambiati...
tante volte la vita ci passa accanto
e noi non ce ne accorgiamo nemmeno."

dal film "Le fate ignoranti"

 
 
 

Autostima

Post n°75 pubblicato il 30 Maggio 2017 da survivant

Sono un uomo normale. Fisicamente non mi definirei bello. Ma neanche brutto. Naturalmente io mi sono sempre visto un cesso. Forse retaggio di quando alle superiori fecero una classifica degli uomini più belli della classe e io arrivai ultimo.
Ma stamattina mi è successa una cosa strana.
Entro nell'ingresso della ditta dove lavoro distrattamente e con la coda dell'occhio vedo una ex collega che non vedevo da 15 anni.
Lei mi stava osservando da qualche minuto. 
Così la guardo direttamente ed esclamo radioso: ciao Franciiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii. E la abbraccio.
Lei mi stringe stretto poi si scosta da me e mi fa letteralmente una radiografia guardandomi da capo a piedi.
Che per un uomo è una cosa strana.
Poi dopo avermi osservato perbenino mi fa con una faccia sorridente:
Ti trovo bene!!!!
E io arrossisco e non so che ribattere e replico: mica tanto.....
Ma dentro la mia autostima ha avuto un picco.
Ecco....ci vorebbero più Fride e più Franci. :-)

 
 
 

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