Le ravissement

de Lol V. Stein

 
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"C'è un Sogno che ci sta sognando."
Diogene
 
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"Sapevo che tu mi sognavi,
Perciò non potevo dormire."



Anna Achmatova

 

VALÉRY STEIN

"... Pensava a qualche cosa, a se stessa? le domandavano. Non capiva la domanda. Si sarebbe detto che andava avanti per forza d'inerzia e che l'infinità stanchezza di non riuscire a fermarsi non era concepibile; sembrava diventata un deserto dove una facoltà nomade l'avesse lanciata all'inseguimento interminabile di che? Non si sapeva. Essa non rispondeva.

 Della prostrazione di Lol, del suo abbattimento, della grande sua pena, avrebbe avuto ragione solo il tempo, dicevano... " ( p.18; idem )

 

DAL LIBRO QUI TRAGGO

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"...Nella prostrazione di Lol si notarono in quel periodo, dicono, alcuni segni di sofferenza. Ma che significato ha la sofferenza senza oggetto?..." (p. 17;ed Feltrinelli )
 

TRATTO DAL LIBRO

" ...Poiché bisogna inventare gli anelli della catena che mancano alla storia di Lol V. Stein, mi sembra più giusto spianare il terreno, scavarlo, aprire tombe dove Lol fa la morte, che non innalzare montagne, costruire ostacoli, creare incidenti. E credo, conoscendo Lol, che avrebbe preferito vedermi rimediare in questo senso alla penuria di fatti della sua vita... " (p. 19; idem)

 

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Post N° 55

Post n°55 pubblicato il 19 Agosto 2007 da Loliana

 Sono uscita stamattina, mentre pensavo che fosse Lunedì, 20 agosto. Sono passata dalla facoltà, e trovandola chiusa mi sono meravigliata. ho continuato a camminare per le strade, con un senso di leggerezza, sentendo solo i miei passi, sono ritornata in un luogo che racchiude il meglio di un passato sentimentale, e alla fine ho deciso di salire a Fiesole per recarmi nella biblioteca. Sono arrivata 20 minuti prima della apertura fantomatica, e mi sono seduta sulle scale che si affacciano alla piazza che ospita quel edificio, e sentendo il rumore della tv accesa di un albergo ho comminciato ad allontanarmi dal posto camminando per i vicoletti che conosco poco ma che hanno in sé delle sequenze immaginate da me, delle similitudini, con strade della mia città d'infanzia, e mi sono ricordata della primavera di due anni fà, dove ci venivo spesso in questo angolo, e ho comminciato a contemplare tutto quello che in me nel frattempo era cambiato. Mi sentivo come un possibile personaggio immerso nelle strade della città surreale de "il posto delle fragole",  senza sentirmi persa, mi sentivo trascianare dai desideri di trasformazione ulteriore, da realizzare in me ma anche nella mia vita, in relazione agli altri, e ho pensato che bisogna tener duro, molto duro, per non cadere nella mancanza di speranza, nel nulla... bisogna sperare infinitemente per incontrare un'altra volta quel amore che risveglia in te il vero "senso di sé"... sorridevo mentre al telefono mi ha detto R. che oggi è domenica, e continuavo a sentire una gioia inconfondibile, mentre ritornavo a casa per aprire un libro già letto, mentre tutto questo non riusciva a svanire neanche pensando alle sofferenze giuste o sbagliate che ho interiorizzato grazie (?!) a persone che ho sentito a me vicine.

 
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Data di creazione: 23/12/2006
 
Ci sono fra i ricordi d'ogni uomo, cose che non si raccontano a tutti, ma appena agli amici. Ce ne sono altre che neanche agli amici si raccontano, ma appena a se stessi, e per di più sotto suggello di segreto. Ce ne sono, infine, altre ancora che persino a se stessi si ha paura di raccontare, e di tali ricordi ogni uomo, anche ammodo, ne mette insieme parecchi. (F. Dostoevskij )
 
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