Le ravissement

de Lol V. Stein

 
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"C'è un Sogno che ci sta sognando."
Diogene
 
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"Sapevo che tu mi sognavi,
Perciò non potevo dormire."



Anna Achmatova

 

VALÉRY STEIN

"... Pensava a qualche cosa, a se stessa? le domandavano. Non capiva la domanda. Si sarebbe detto che andava avanti per forza d'inerzia e che l'infinità stanchezza di non riuscire a fermarsi non era concepibile; sembrava diventata un deserto dove una facoltà nomade l'avesse lanciata all'inseguimento interminabile di che? Non si sapeva. Essa non rispondeva.

 Della prostrazione di Lol, del suo abbattimento, della grande sua pena, avrebbe avuto ragione solo il tempo, dicevano... " ( p.18; idem )

 

DAL LIBRO QUI TRAGGO

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"...Nella prostrazione di Lol si notarono in quel periodo, dicono, alcuni segni di sofferenza. Ma che significato ha la sofferenza senza oggetto?..." (p. 17;ed Feltrinelli )
 

TRATTO DAL LIBRO

" ...Poiché bisogna inventare gli anelli della catena che mancano alla storia di Lol V. Stein, mi sembra più giusto spianare il terreno, scavarlo, aprire tombe dove Lol fa la morte, che non innalzare montagne, costruire ostacoli, creare incidenti. E credo, conoscendo Lol, che avrebbe preferito vedermi rimediare in questo senso alla penuria di fatti della sua vita... " (p. 19; idem)

 

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Post N° 57

Post n°57 pubblicato il 14 Settembre 2007 da Loliana




Il ripercuotersi di un'inatteso incontro-l'illusione afferata nelle
schegge del tempo, prima ancora d'inabbissarsi- allo stesso café, distanziati dallo stesso tavolo, le mani che non si cercano, reazioni trasversali,
con la stessa pubblicità di Campari di fronte, e accanto la nostra
bacheca delle serate al Teatro, trovarsi ogni volta un pò alterati noi
due, te con il tuo sigaro, io con gli stessi pantaloni marroni, che
ripudiamo Moliére all'italiana: I tempi mai vissuti o l'intreccio dei
pensieri, l'aria settembrina delle fughe. Reagire e violentare,
banalità del ballo distorto dei papaveri, o la contingenza del
girovagare dell'anima delle nostre anime, capacità dello sguardo
obliquo, di essere secolare e continuo come la malattia che portano
nello spirito le dottrine che giustiziano per difendere. Ti osservo
bere l'ultimo sorso del tuo caffé zuccherato 2 volte, sentendo in te
l'avvicinarsi di un'espressione lontana seppure familiare. Come il mio sorriso che percorre lungo ciò che veniamo tracciando dall'incontro
delle nostre prospettive.

 
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Un blog di: Loliana
Data di creazione: 23/12/2006
 
Ci sono fra i ricordi d'ogni uomo, cose che non si raccontano a tutti, ma appena agli amici. Ce ne sono altre che neanche agli amici si raccontano, ma appena a se stessi, e per di più sotto suggello di segreto. Ce ne sono, infine, altre ancora che persino a se stessi si ha paura di raccontare, e di tali ricordi ogni uomo, anche ammodo, ne mette insieme parecchi. (F. Dostoevskij )
 
Il linguaggio è una forma della ragione umana, con una sua logica interna della quale gli uomini non conoscono nulla. (C. Lévi-Strauss )
 
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"Il dogma non è nient' altro che un esplicito divieto di pensare."

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