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LA CULTURA DELL'IGNORANZA

Post n°376 pubblicato il 20 Ottobre 2010 da ipostasideltempo

 

"Scibimus indotti doctisque poemata nostra:ictus et indotti quo legat inde leget-Scriviamo questo nostro poema per dotti e non dotti,il dotto e non dotto cio’ che sceglie leggera"La societa’ "moderna" in continuo fermento evolutivo ,afferma di essere il fine ultimo di nozioni progressive di culture millenarie,attraverso la genealogia umana.Oggi abbiamo accesso ad intere biblioteche,divoriamo milioni di libri sul passato storico tralasciato dei nostri antenati,possiamo consultare,interi trattati filosofici,religiosi….e cosi via….Ma siamo davvero il fine ultimo di una cultura storica millenaria tramandataci attraverso scritti a nostra disposizione?Nel Fedro di Platone,Socrate racconta la storia di Toth una divinita’ egizia che aveva inventato "il numero,il calcolo.la geometria e l’astronomia,il gioco delle pietruzze,e per finire la scrittura:"Toth si presento’ al re d’egitto Tamo e gli mostro le arti che aveva ideato per offrirle in dono agli egizi.Il re domando’ che tipo di utilita’ avesse avuto ciascuna di queste invenzioni e Thot gliele illustro’.Finito di illustrare i vantaggi della scrittura,il faraone fu molto contrariato:Essa oppose il faraone avrebbe prodotto l’oblio",per la negligenza in cui sara’ tenuta in memoria.La gente pensava il faraone avrebbe sostituito la riflessione con la passiva lettura di un testo altrui:"Dalla sapienza tu procuri ai tuoi discepoli l’apparenza,non la verita’,ascoltando per tuo tramite molte cose senza insegnamento,crederanno di conoscere molte cose,mentre per lo piu le ignorano e la loro compagnia sara’ molesta,perche sono diventati portatori di opinioni anziche sapienti".In poche parole Socrate affermava:"chi crede di tramandare un’arte con la scrittura e chi a sua volta la riceve convinto che in quegli scritti ne derivera’ qualcosa di chiaro ed integro,deve essere ricolmo di estrema ingenuita’.Una volta scritto ,quando il discorso rotola passando da mani di chi e’ competente come tra quelle di chi non ha nulla da spartire con esso".Queste parole indicano che la lettura inibisce la cultura,la riflessione e soprattutto l’ aspetto individuale….ecco perche a distanza di tempo,nonostante la presunzione di essere "evoluti",ci ritroviamo a rimescolare interi assiomi scritti,in molti casi contestati dalla ricerca empirica.Gli alchimisti esternavano spesso questo timore,non si poteva sapere in che mani sarebbe finito il libro,quindi non si dovevano rilevare apertamente i segreti iniziatici ,perche gli scritti potevano esser letti da chi non ne fosse stato degno,distorcendo gli insegnamenti;affinche il libro alchemico si riveli,occorre individuare un qualcuno che possa leggerlo oltre i simboli,le metafore,le allegorie.Oggi viviamo con la convinzione che l’invenzione tecnica sia un fenomeno contemporaneo,questo inibisce una ricerca piu approfondita di molti antichi documenti,questo  ci fa persuasi che la nostra saggezza non è che uguaglianza nei confronti di Dio, che l'uomo è la piú vana di tutte le vanità, che l'uomo che tiene in gran conto il proprio sapere, non sa ancora neanche che cosa sia il sapere.Di fronte a questa visione narcisista  l'uomo è un nulla, quando pensa di essere qualcosa, illude se stesso e s'inganna da solo.Siamo troppo interessati alla preparazione del futuro,disinteressandoci totalmente del passato rendendo cosi vulnerabili le nostre capacita’ riflessive fino a regredire notevolmente nella scala culturale della razza umana,Tutto questo puo 'portare a un’unica considerazione:siamo davvero sicuri di essere il fine ultimo di una coscienza temporale ,o forse piu banalmente degli stolti presuntuosi che ignorano l'effimero della vita?

 

 
 
 
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Se esprimete quel che e' dentro di voi,quel che avete vi salvera';se non lo avete dentro di voi,quel che non avete vi perdera'"Vangelo di Tommaso"

 

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 Mi librai in alto in volo quale dio primigenio e assunsi forme.
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