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ETERNA COMPETIZIONE
Post n°377 pubblicato il 22 Ottobre 2010 da ipostasideltempo
La crescente sensibilita' in tutti gli strati della vita sociale,economica,culturale e politica per un effettivo riconoscimento della dignita'della donna, le battaglie intraprese in virtu' di essa deve indurre a una seria riflessione.Ci pensavo oggi,assopito nella sala di un ristorante nel vedere comitive suddivise in uomini e donne,come in uno spartiacque.Questa anomalia lascia intravedere una deriva che assume la forma di un preoccupante mutamento nei rapporti tra sessi.Una competizione tra uomo e donna che spinge spesso la donna a lottare per il potere,ponendosi di fatto antagonista e rivale dell'uomo.Questa cultura relativista,suonata a gran voce da un liberismo sudicio ai fini del tornaconto personale,piuttosto che della comunita',ha annulato totalmente i pilastri di riferimento come: la famiglia,il rispetto,la carita'.Questa illusione di liberta'=parita' ha sovvertito la verita'(concetto universale) con le opinioni,creando di fatto identita' maschili e femminili sempre piu' diluite in una confusione di ruoli.Un fenomeno che ha soppiantato la famiglia,la figura del padre e della madre,l'istituzione naturale del “matrimonio”eterosessuale,aprendo di fatto la strada a forme di movimenti contro natura e quindi destabilizzanti per la sopravvivenza sociale.Una vera dittatura relativista,che non riconosce nulla come definitivo,creando di fatto la cultura egolatrica del proprio “IO”,annulando tutte le strutture di convivenza socio culturale che assistevano i piu' bisognosi.Questa anomalia “giustificata”come uguaglianza tra sessi, ha totalmente frantumato quella legge naturale che attraverso la profonda diversita' tra il maschile e femminile si contemplavano nella reciprocita' conseguendo di fatto alla comunione.La peggiore nefandezza subita dalla donna e' stata l'illusione di indurla a pensare di procrastinare la maternità e rimandarla continuamente come se fosse un treno da prendere alla stazione più comoda. Sulla spinta del movimento femminista è nata l’idea di ritardare la nascita dei figli mettendo davanti a tutto la competizione sociale. Questo dato che all’inizio e' stato il frutto di una scelta, col tempo ha finito per trasformarsi da scelta a necessità, perché se qualche anno fa ci si sposava tardi per motivi di carriera, oggi si e' spesso costretti per impossibilita' economica.Oggi in quel ristorante mi guardavo intorno e' pensavo:come e' difficile vivere da separati in questa “casa” chiamata terra. |
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