Creato da middlemarch_g il 24/01/2008
'Fallisci meglio' è il mio secondo nome
 

Messaggi di Agosto 2011

People

Post n°695 pubblicato il 23 Agosto 2011 da middlemarch_g
 

Le persone sono diverse da quello che sembrano. Mi fa sempre impressione l'energia che disperdiamo per dissimulare la verità su di noi in favore di un'icona catalogabile. E' incredibile il contrasto fra il valore che attribuiamo all'unicità, e la fatica che facciamo per tenercene il più lontano possibile.

Da bambina avevo un talento. Vedevo solo quello che c'era dietro. Le maschere erano trasparenti, e mi piaceva un sacco, anche se era semplice e difficile alllo stesso tempo. Adesso no, faccio una fatica disumana, e perlopiù ci rinuncio perchè non ho sempre tutta questa energia da spendere a favore dell'esegesi del prossimo.

Però ogni tanto questa cosa succede da sola. Un attimo prima sto guardando una marionetta - un collega, un barista, uno studente. Uno stereotipo. Una marca e un modello di persona. Un attimo dopo alzo gli occhi e c'è un individuo.

Certe volte faccio un salto indietro di mezzo metro.

 

being human

 
 
 

In italiano invece si dice 'mattone'

Post n°694 pubblicato il 16 Agosto 2011 da middlemarch_g

Io non faccio critica letteraria, e nemmeno cinematografica. Siccome mi compiaccio di pensare alla mia permanenza in rete come l'allegoria di una cellula all'interno di una grande famiglia felice, tra i miei blog amici ne ho messi diversi che fanno egregiamente questo mestiere. Dantès, per cominciare, e Poison, che pure di film ne vede un sacco e ne discetta con proprietà. Se poi uno gradisce il tocco speziato metafisico e surreale, può leggere le recensioni di Msspoah. Qui no.

Ma ogni tanto si fa eccezione. In genere questo coincide con le occasioni in cui mi capita di sciropparmi qualcosa di talmente brutto che non mi riesce di mandare giù il rospo se non lo condivido con qualcuno. Perchè in tema di brutture, c'è brutto e brutto. Per esempio la settimana scorsa ho visto la seconda metà di Matrimoni e Altri Disastri. La prima metà l'avevo vista circa sei mesi fa. Voi mi direte che non ha senso vedere i film così. Io invece vi dico: provate voi, se ci riuscite, a seguire Fabio Volo per più di 20 minuti a sessione. E se ci riuscite, niente da dire, mi inchino alle vostre superiori capacità di resistenza. Io però non ce la faccio, sicchè.

Solo che con un film come quello non c'è tanto sugo a sparare nel mucchio col fucile da rinoceronti. Siamo molto oltre l'accanimento terapeutico, e troppo prossimi all'asilo nido dei polemisti. Mi sarebbe sembrato di sporcarmi le mani, per cui non l'ho fatto. Che poi non è del tutto vero, visto che lo sto facendo ora. Però con un certo stile.

No, il film che ho visto ieri invece si chiama Stone, e non ne avevo mai sentito parlare, anche se è del 2010, ci sono Robert De Niro, Edward Norton e Milla Jovovich, ed è abbastanza chiaramente un'opera con vaste e articolate pretese autoriali. Io non ho nulla per principio contro le opere di vaste e articolate pretese autoriali, solo mi chiedevo: la prossima volta che vi urge un'opera di vaste e articolate pretese autoriali, specie di quelle del genere con Robert De Niro, Edward Norton e Milla Jovovich, perché non assoldate uno sceneggiatore che abbia frequentato almeno tutto il primo semestre della Scuola Radio Elettra per giovani filmakers? Si risparmia tempo. E si evita di innervosire lo spettatore fin nelle sue più intime fibre.

 

stone

 

 
 
 

Passione fiscale

Post n°693 pubblicato il 10 Agosto 2011 da middlemarch_g
 

L'Agenzia elle Entrate, quella cara signora, mi comunica che il mio 730 del 2010 risulta regolare in base ai controlli effettuati.

E aggiunge: comunque (che di suo è già bellissimo. Ma 'comunque' cosa?), Le facciamo presente che dal controllo effettuato sembrerebbero emergere ('sembrerebbero' al condizionale. In altre parole suppongono, ma non ne sono ancora sicuri! Il cuore dice una cosa, la ragione un'altra! Diochecari sono a sbilanciarsi per me in questo modo!) uno o più crediti a Suo favore maggiori di quelli da lei dichiarati ('uno o più crediti' è talmente bello da sembrare catulliano. La variante imponibile del vivamus, mea Lesbia, atque amemus. Da me basia mille, deinde centum)!  E se non è vero amore questo ragazzi, allora io non ho mai amato in vita mia.

Ad ogni modo mi chiedevo: ma in una congiuntura storica come questa, quanto merdoso deve essere il mio reddito se è lo Stato a dire a me che vuole passarmi qualcosa?

love money

 
 
 

Prossima uscita Damasco

Post n°691 pubblicato il 08 Agosto 2011 da middlemarch_g
 

Oggi all'improvviso, in preda a una vera e propria illuminazione, mi sono resa conto di possedere un lato caratteriale che non avevo mai focalizzato: non rimpiango gli stronzi. Gli stronzi scompaiono integralmente dal mio orizzonte emotivo senza l'ombra di uno strascico, nemmeno in quella forma di amore per speculum et in aenigmitate che è l'odio o il disprezzo a posteriori.

Non me ne frega più un cazzo. C'ho il reset emotivo automatico, la sostituzione del disco fisso, la palingenesi dei sentimenti. E la mia capacità di amare - piccola o grande che sia -rimane intatta senza bisogno di contrarre gli interessi in via cautelativa per gli eventuali futuri investitori. Capitale garantito. Una goduria, insomma.

Tutto sta ad arrivare a quel punto. Quello che basta. Nelle more dell'iter mi impantano sempre un po'. Ma siccome la determinazione non mi manca, malgrado tutto sono ottimista, ecco.

Oggi per esempio sorrido. E non è mica solo per tranquillizzare i mercati.

 

 
 
 

Oggi la parabola quella della trave nell'occhio

Post n°690 pubblicato il 03 Agosto 2011 da middlemarch_g
 

Siccome ho rischiato un occhio in un incidente talmente assurdo che poteva capitare solo a me - e che probabilmente per questo nell'ultimo anno si è ripetuto un numero imbarazzante di volte - l'oculista stavolta è stato draconiano: per una settimana niente lenti a contatto.

Ora a me, se mi vuoi uccidere, mi devi dire proprio una cosa così: per una settimana niente lenti a contatto. Perché escludendo che possa brancolare a tentoni tipo la cieca di Sorrento mentre sono al lavoro - con l'aggravante che raramente porto tacchi sotto i 7 centimetri - questo significa una cosa sola: se voglio avere una vita sociale e continuare ad essere un membro attivo della società, devo mettermi gli occhiali.

Non so perché a un certo punto ho cominciato a rifiutare l'idea di vedermi con gli occhiali. Li ho portati ininterrottamente dai 7 ai 38 anni senza ricadute significative sul piano dell'autopercezione, e l'ho considerato una specie di destino ineluttabile, un marcatore genetico contro cui non valeva nemmeno la pena battersi. Però credo incidesse molto il fatto di considerarmi una cozza totale. Se ti trovi repellente, qualsiasi presidio che ti copra parte della faccia tutto sommato può perfino essere considerato un vantaggio. Poi però le cose hanno cominciato a cambiare - un po' tardino, lo ammetto, ma ognuno ha i suoi tempi - e adesso semplicemente non li sopporto.

Però rischiare un'infezione alla cornea è una cosa grave, e non c'è picco di vanità che tenga. Niente lenti a contatto. Per cui mesta e depressa da due giorni porto solo gli occhiali. Solo che la rimozione è un'arma potente. Stamattina esco di casa e mi metto in macchina convinta di averli in borsa. Mentre guido non mi accorgo di niente perché ho quelli da sole graduati. Poi arrivo al lavoro, faccio per tirare fuori quelli normali, e lì mi rendo conto che li ho lasciati a casa. A 25 chilometri da qui. Potere dell'inconscio.

Insomma per concludere. Ho solo quelli da sole, più un tacco nove, e oggi sono in sala test, dove dalle 9 alle 13 affluirà sicuramente qualche utente della biblioteca di cui dovrò occuparmi. Ho due opzioni: barcollare tipo lambada tenendomi sempre molto vicina agli scaffali nel caso in cui un ostacolo imprevisto e invisibile mi catafotta verso il pavimento, oppure tenere su il rayban, assumere una posa cazzutissima, e atteggiarmi a Terminator della Val Padana, con grave pregiudizio della serenità d'animo degli utenti che dovessero circolare di qui. Che ce ne sono, anche il 3 di agosto. Mai che stessero a casa loro. Maledetti nerd.

 

 

 occhiali verdi

 

 
 
 

Great expectations

Ho sempre tentato. Ho sempre fallito. Non discutere. Prova ancora. Fallisci ancora. Fallisci meglio.

Samuel Beckett

 

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