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James Michener
Man learns what he sees
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Stavo leggendo l’ultimo post di TantoSonoSempreIo, che si chiedeva se fosse da ricovero o meno. Volevo lasciarle un commento, ma sarebbe stato troppo lungo, quindi ho deciso che la questione “rituale” meritava un post tutto suo! Perciò, qua di seguito, potrete scoprire come inizia la poison_giornata. Non vedevate l’ora, eh? Lo so, lo so, non ringraziatemi.
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Post n°1089 pubblicato il 18 Novembre 2009 da poison.dee
la Slow, poi la biondina l’ha seguita a ruota, a questo giro si è scomodata addirittura la stef e io che faccio? Mi posso forse esimere? Giammai: venghino siore e siori, che non siam qua per pettinar le bambole, ma per esibirci nell’ennesimo (ed inutilissimo) test, mica pizza e fichi! 1. Il tuo nome: Daniela.
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E mi perdonerà Philip K. Dick per la presuntuosa citazione.
“Call if you need me” racconta uno scampolo di vita di Or Kia, che lascia la campagna per raggiungere il cugino Ah Soon in una Kuala Lumpur buia e periferica. Ah Soon è a capo di una banda criminale che riscuote crediti per un boss locale. Inizialmente tutto sembra affascinante, ma ben presto vengono alla luce intrighi e giochi di potere fino a quando Or Kia, diventato col tempo più bravo del cugino, ne prenderà il posto. In pratica niente di nuovo.
“Nowhere Boy” ci racconta la vita di John Lennon negli anni della sua adolescenza, dalla morte dello zio al riavvicinamento con la madre, che lo aveva abbandonato quando lui aveva cinque anni affidandolo alle cure della sorella Mimi (una strepitosa Kristin Scott Thomas, caustica al punto giusto), e che lo “inizia” al rock’n’roll. Ribellione, inquietudine, la formazione del primo gruppo musicale, l’incontro con Paul Mc Cartney, un evento tragico e l’inizio di una nuova vita. Quando uscirà vi consiglio di non perderlo.
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Oggi prendo due ore di permesso ed esco prima.
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Però io al Torino Film Festival ci sono affezionata, dai tempi in cui si chiamava Festival Cinema Giovani. Che a quei tempi in fondo ero giovane pure io. |
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Che cosa fai per vivere? Sono John Dillinger. Rapino banche.
Dillinger è morto.
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Post n°1082 pubblicato il 10 Novembre 2009 da poison.dee
Non intendo parlare delle esternazioni di giovanardi, l’unico uomo al mondo che parla tramite un collegamento diretto corde vocali – colon. Né della mia collega che, in coda dietro di me alla cassa del supermercato, a un certo punto mi dice: “I croccantini! Ma sono per il tuo gatto?” “Certo che no, Rose, li mangio io!” No, parlerò di Lady Gaga. Sti cazzi. So che ella è una cantante. Che ci ha sfrancicato i maroni con una canzone, “poker face”, per tutta l’estate. So che ella si abbiglia in modo che non si può certo definire sobrio, e si trucca e parrucca di conseguenza. Stralegittimissimi fatti suoi, fra l’altro. Ma oggi, spulciando fra le fotogallery di repubblica, spiccava “scoop: il volto di lady gaga”, manco fosse solita andare in giro in niqab. E, nella didascalia che accompagna la sequenza di foto, si legge che, per una volta, la si può vedere al “naturale”. Al naturale una sega. A parte una quantità di ciglia finte che soddisfa il fabbisogno dell’intero corpo di ballo del Crazy Horse, ella sfoggia strati di matita, kajal, ombretto ed eye-liner che io – adusa al maquillage dall’adolescenza, consumo mediamente in sei mesi. Dev’essere la nuova frontiera del naturale. Ne prendo atto. E, già che ci sono, quasi quasi vado a far la cacca da Paolo.
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Dopo essere stato lasciato dalla moglie, Bob Wilton, giornalista senza infamia e senza lode, si mette alla ricerca dello scoop della vita, per riacquistare prestigio agli occhi della donna. Decide di andare in Iraq come inviato di guerra, e, nell’attesa di passare il confine, in un hotel di Kuwait City incontra Lyn Cassady, di cui aveva sentito parlare da un bizzarro tizio intervistato qualche tempo prima. Lyn gli racconta di essere un soldato Jedi, un monaco guerriero facente parte della New Earth Army, un’unità sperimentale, una specie di esercito new age in grado di leggere il pensiero, attraversare i muri, disintegrare le nuvole e fermare il cuore di una capra, fondato anni prima da Bill Django (un Jeff Bridges molto Jeffrey "Drugo" Lebowski), scomparso nel nulla dopo che la N.E.A. venne smantellata, per colpa dell’invidioso Larry Hooper. Fra viaggi nel deserto, rapimenti, sparatorie, citazioni e LSD, Lyn e Bill si ritroveranno, e Bob Wilton scriverà il suo articolo.
“Vincere le guerre con pace e amore?” “Sono in tanti ad averlo detto:
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Inviato da: quotidiana_mente
il 20/11/2009 alle 10:20
Inviato da: ty610
il 19/11/2009 alle 20:24
Inviato da: poison.dee
il 19/11/2009 alle 17:52
Inviato da: ms.spoah
il 19/11/2009 alle 17:47
Inviato da: SlowSwan
il 19/11/2009 alle 17:36