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Filosofia del viaggio
Il viaggio fornisce l'occasione per dilatare i cinque sensi: sentire e comprendere in modo più profondo, guardare e vedere in modo più intenso, assaporare e toccare con maggiore attenzione. Teso e pronto a nuove esperienze, il corpo in subbuglio registra più dati rispetto al consueto.
Viaggiare intima il pieno funzionamento dei sensi.
Emozione, affezione, entusiasmo, stupore, domande, sorpresa, gioia e sbalordimento, ogni cosa si mescola nell'esercizio del bello e del sublime, dello spaesamento e della differenza.
Michel Onfray
James Michener
Man learns what he sees
and what he learns
influences what he sees
Visto da vicino, nessuno è normale.
| Strana questa cosa dei viaggi, una volta che cominci, è difficile fermarsi. È come essere alcolizzati. |
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La Poison dorme poco, ma quando dorme lo fa seriamente. La Poison, proprio per questo motivo, al mattino ha tre sveglie che suonano a distanza di 30 minuti. La prima alle 6.00, che è quella che le serve per rendersi conto che un altro giorno è iniziato, ma che non prevede l’uscita dal letto. La seconda alle 6.30, che è quella che le consente di fare tutto con la dovuta calma di cui la Poison necessita per non iniziare la giornata coi cazzi inchianati e i chakra incrostati. Nell’ordine: alzarsi, andare in bagno, fare la pipì, spingersi in cucina ad accendere la macchina del caffè, preparare la colazione alla poison-mamma, dare da mangiare a settechilidigatto, aprire le finestre di bagno, camera, sala e cucina (anche in ordine differente), prepararsi il caffè e, con la tazzina in mano, uscire in veranda a fumare. Quindi si lava e inizia a chiamare la poison-mamma affinché si svegli. Poi si veste, e richiama la poison-mamma affinché si svegli. Si trucca, e inizia ad urlare in direzione della camera da letto della poison-mamma, affinché, dopo essersi svegliata, si alzi pure. Torna in camera a mettersi orologio, anelli e profumo, sbraitando come un'aquila se entro due secondi la poison-mamma non si materializza in corridoio. La saluta, le impartisce due o tre informazioni base per il resto della giornata, e finalmente, vagamente esausta, esce di casa per andare a riposar a lavorare. La terza alle 7.00. Prevede esattamente tutto quanto esposto sopra, ma in tempi un po’ più rapidi, compreso l’inchianamento dei cazzi e l’incrostamento di tutti e sette i chakra evolutivi. Ieri mattina successe che la Poison si alzasse al suono della prima sveglia. E, per evitare che la seconda e la terza suonassero a vuoto mentre ella era in altre faccende affaccendata, disinserisse le suddette sveglie. Per rendersene conto stamattina, quando alle 7.30 ha aperto i suoi splendidi occhietti cisposi, iniziando la giornata con un leggiadro: “maporcadiquellaputt….!”
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Se sento ancora qualcuno parlare dell’Italia nella morsa del gelo, del generale inverno (che poi: se l’inverno è generale, l’autunno cos’è? colonnello? tenente colonnello? maggiore? capitano?), del ghiaccio, fosse anche quello di un frozen daiquiri, giuro che vado lì e a morsi lo prendo io.
Ma tu che stai, perché rimani? |
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Giusto per sapere se devo comprarmi veramente delle mutande di pile...
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Io sono consapevole che al mondo c’è un sacco di gente diversamente intelligente (o, se il politicamente corretto vi ha un po’ sfrancicato i maroni), completamente stupida. Ma, vorrei capire se davvero esiste qualcuno che, alla ricezione di una fantomatica e.mail da parte di Poste itagliane, Carta.insomma, Bancadellosperma, l’abbia aperta e, leggendo pressapoco: “Egreggio cliente, ci è stato grave tentatifo di frode su di tuo conto corrente, se tu schiaccia link qua sotto e dacci a noi tutti i tuoi dati, compresa combinazione di cassaforte di povera nonna, come per incanto i tuoi datti saranno proteti”. Perchè va bene tutto, ma anche alla stupidità c’è un limite. Come? Voi conoscete qualcuno che ha cliccato su uno di quei link e adesso vive sotto Ponte Milvio spacciando lucchetti? Proprio vero che alla fine c’è giustizia per tutti. Comunque, oltre alle mail farlocche, un’altra cosa che non ho mai capito sono i banner e/o pop-up che ti si aprono solitamente a minchia mentre stai cercando di prenotare on line un volo intercontinentale per il MegaDirettore Generale e se non stai attento, mentre stai cercando di far coincidere tutte le coincidenze (che – essendo coincidenze – solo quello devono fare) ti ritrovi sul sito di vendita per corrispondenza dei materassi ad acqua cambogiani. Per non parlare di quelli che, mentre stai cercando di scrivere una mail all’amministratore di condominio, ti si spalancano dicendo “Complimenti, sei il visitatore numero unmilione, clicca qua per ritirare il tuo premio!” oppure “Hai vinto una Ferrari, clicca qua e scopri come fare per ritirarla. Poi clicca anche qua per scoprire a chi devi dare il culo per pagare l’assicurazione e il bollo!”. Dev’essere per quello che mentre controllavo la posta, prima, ho potuto leggere questo:
Come sarebbe a dire FORSE? ? ? ? ? ? |
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c'è qualcuno che sa spiegarmi il motivo per cui il blog di lidermax.mv è stato bannato? Grazie. |
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Post n°1595 pubblicato il 02 Febbraio 2012 da poison.dee
Nevica. Visto che non siamo alle Seychelles (il purtroppo mettetecelo voi, che io son rientrata dai Caraibi domenica e quindi mi vergogno un po’) ma nel nord Italia, direi che, in questa stagione, prima o poi, bisogna aspettarselo. Che poi in alcune regioni ci siano state precipitazioni fuori dalla norma (ad esempio in Emilia) può effettivamente creare disagio, non discuto. Ma io vivo a Torino. Che, per quelli un po’ deboli in geografia, sta in Piemonte. Che, e qua si sparge cultura come il sale, significa, pensate un po’, ai piedi del monte. Oh perbacco. E, l’avreste mai detto? Si chiama così perchè è circondata su tre lati da Alpi e Appennini, che, per chi non lo sapesse, sono catene montuose. Che, prepotenti, occupano, con il 43%, buona parte della regione. Infatti, qua, nel 2006, vennero organizzate anche le olimpiadi invernali. Fin qui è tutto chiaro? Bene. Ordunque, come si diceva poc’anzi, è gennaio, siamo a Torino, sempre nel nord Italia, e nevica. E sono la prima ad ammettere che la neve rompe i coglioni e crea disagio. E io, personalmente, la detesto. Ma. Non è che ne abbia buttata giù mezzo metro, eh? (n.b.: sto sempre parlando di Torino). Se si esclude un po’ di “paciocco” nei controviali, i corsi principali sono percorribili. E lo erano ancora di più ieri sera, alle 19.00, quando sono uscita dall’ufficio. E allora, manica di automobilisti rincoglioniti, mi volete spiegare perchè per percorrere 2km scarsi di corso Regina Margherita ieri sera abbiamo dovuto metterci 50 minuti, con voi che andavate a passo d’uomo manco foste nel bel mezzo della spedizione Amumdsen? Se non potete permettervi l’acquisto di due paia di pneumatici invernali, almeno imparate a guidare.
Aggiornamento delle 11.22 Messaggio su Viber di uno dei miei innumerevoli spasimanti (minchia, ma quanto son burlona?): "Ciao, come vieni al lavoro?" Che, voglio dire, se mi avesse scritto "ho voglia di vederti e rivoltarti come un calzino dopo un'ora di corsa nel fango" io lo avrei anche apprezzato di più, per dire. Ciccio, che cazzo di domanda è? "Come vuoi che venga? Mi hanno temporaneamente disabilitato il servizio di teletrasporto, quindi vengo in macchina, come gli altri giorni. Perchè?" Controrisposta: "Un bel casino con questa neve" E costui vive all'imbocco della Val di Susa, mica a Papeete. |
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Post n°1594 pubblicato il 31 Gennaio 2012 da poison.dee
Stamattina la prima cosa che ho fatto dopo aver aperto gli occhi ed essere scesa dal letto è stata aprire la porta per vedere se avesse nevicato o meno.
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Che io sia una persona curiosa a cui piace sperimentare nuovi percorsi e nuove sensazioni è cosa risaputa. Ma passare da 30 gradi a 30 centimetri (meteorologicamente parlando) è un’esperienza che – potendo scegliere, si intende – avrei tranquillamente evitato. Che io mi accontento di molto meno, fra l’altro. E 30 centimetri è davvero tanta roba, credetemi.
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ci pensate voi a dar da mangiare a settechilidigatto? |
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Probabilmente i più attenti fra i miei lettori avranno intuito che a me piace… viaggiare. Che altrimenti il blog lo chiamavo “la mia vita sul divano”, per dire. Dove, sia chiaro, ci sto anche bene, quando capita. Ma, siccome il blog si chiama viaggiando…meno, appena mi si presenta l’occasione, io infilo quattro stracci in valigia e parto. Cioè, non è che mi piaccia solo viaggiare. Mi piacce fare un sacco di altre cose. Ad esempio vedere film, mostre fotografiche, fare shopping, bere un buon bicchiere di vino in compagnia degli amici. Anche più di uno (bicchiere, intendo), sculettare impavida sul tacco 12, da cui non mi piace scendere nemmeno quando faccio sesso. Vabbè, ma non divaghiamo. Come saprete, nonostante la veneranda età, vivo con la famigerata poison.mamma, che da donnino pignolo e stracciamaroni al limite dell’immaginazione che era, si è trasformata negli anni in un involucro di donna un po’ meno vitale di un acaro della polvere. E non avrei mai immaginato di rimpiangere gli anni in cui spaccava il capello (e non solo quello) in quattro su ogni cosa. Da come rifacevo il letto a come grattugiavo il parmigiano passando per la stesa dei panni e/o lavaggio dei piatti. E, nonostante non abbia mai avuto la patente, trovava da ridire anche sul mio stile di guida. Insomma, un trituramento di palle h24 7/7. Adesso invece potrei entrare in casa (s)vestita come Dita Von Teese, accompagnata dal 10º Reggimento genio guastatori di Cremona e dirle che sto andando in mansarda per una gang bang e lei non farebbe un plissè. Anche se, dimenticati i tempi in cui uscivo quasi tutte le sere e rientravo ad orari non consoni per una brava ragazza, adesso ogni volta che esco per andare in un posto che non sia l’ufficio lei patisce. Per me, mi ha detto. Quest’estate, mentre la avvisavo telefonicamente che non sarei tornata a casa a dormire, alle sue lamentele le facevo presente che avevo una vita. E lei, fra i singhiozzi, mi ha risposto “sì, una vita sbagliata!”. Pertanto, ogni volta che si avvicina il momento di una partenza, devo valutare attentamente i tempi e i modi per mettere al corrente mia madre del viaggio. Siccome sono stupida ma non del tutto, ho imparato che troppo preavviso è deleterio, perchè le lascerei troppo tempo per mettere a punto una serie di ricatti che vanno dal “non mi sento bene” al “mi sento morire”, quindi, avendo prenotato il volo venerdì scorso, mi sono ben guardata dall’avvisarla dell’imminente partenza. E l’ho informata soltanto ieri. In modo che le rimanesse poco tempo per rendersi conto della cosa. Anche perchè immagino che, vedendomi preparare una valigia piena di costumi e abitini leggeri, qualche domanda se la sarebbe posta comunque. Il problema è che poi bisogna tornare. Ma pensarci adesso è prematuro.
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Inviato da: lidermax.mv
il 09/02/2012 alle 19:46
Inviato da: poison.dee
il 09/02/2012 alle 17:07
Inviato da: lidermax.mv
il 09/02/2012 alle 16:47
Inviato da: esperiMente
il 08/02/2012 alle 22:23
Inviato da: poison.dee
il 08/02/2012 alle 15:20