Un blog creato da molinaro il 04/06/2007

Carlo Molinaro

Pensieri sparsi, poesie e qualsiasi cosa

 
 
 
 
 
 

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La mezzanotte santa

Post n°205 pubblicato il 25 Dicembre 2007 da molinaro
Foto di molinaro

Una delle pochissime poesie natalizie che mi piacciono almeno un pochino è questa di Guido Gozzano che vi metto qui sotto. Bene. È la notte di Natale, sono in casa da solo, dopo aver mangiato una pizza al ristorante cinese. Il silenzio è disturbato solo dalla ventola del computer e dal mio ticchettare sulla tastiera. Ma oggi a mezzogiorno ho pranzato con figli, genero e nipoti (da nonno) e domani pranzerò con madre, sorella, cognato e nipoti (da zio). Quindi le tradizioni familiari non vengono meno.
Stasera sarei stato volentieri con qualcuno, meglio con qualcuna, è una cosa poco natalizia forse ma fa lo stesso. D'altronde in serata mi sono arrivati solo tre sms di auguri e provengono da due donne con cui faccio l'amore e da una con cui vorrei farlo (e il fatto che anche questa terza mi abbia mandato il sms, nella mia fantasia galoppante, è già di buon auspicio, magari poi vorrà fare anche l'altra cosa che le altre due fanno, ma freno la mia fantasia galoppante, va bene, va bene). Però vuol dire che il nesso c'è: chi fa l'amore ama, di solito (almeno nella mia vita è andata così, rapporti "freddi" non ne ho quasi avuti), e amare è una cosa molto natalizia, alla fine è tutto insieme, tutta una cosa, l'amore, l'amore di Dio o quello che è, l'amore umano, l'amore fra donne e uomini, è tutta una sola bellissima cosa, sì. Anche regali in forma d'oggetto li ho avuti, in questi ultimi tempi, solo dalle tre donne suddette e dai miei figli (mia madre mi ha regalato dei soldi e ben vengano, ma è un'altra cosa). Sì, c'è un nesso, c'è un nesso fra tutte queste cose. Mia figlia mi ha regalato un calendario e un cesto di roba mangereccia, mio figlio una sciarpa bella calda. Le tre donne mi hanno regalato un diario (già scritto, e mai letto da nessun altro: il regalo più intimo), un quadernetto molto bello e un modellino di tram. E io sono contento di tutto ciò. Sono contento di avere dei figli, sono contento che qualche donna mi voglia bene, non c'è una cosa più importante di un'altra, ci sono amori quando ci sono. Nessun amore è scontato: anche i figli non necessariamente amano il padre. I miei sì. Sono un uomo fortunato. E anche se tutto scivola via nel vortice del tempo, sono un uomo fortunato lo stesso, perché di fermare il vortice del tempo quello no, non potevo pretenderlo. Ed è quasi mezzanotte e voglio mandare a tutti voi, a chiunque legga, il messaggio proprio a mezzanotte, perché ce ne saranno pochi, dato che credo che quasi tutti, per fortuna, abbiano altro da fare, alla mezzanotte di Natale, piuttosto che mandare messaggi sul blog. Ma quest'anno va così e sono contento, sono contento anche di voi che leggete il blog, sono contento di tutte le persone che si dedicano un poco di attenzione e di benevolenza. Allora... Tre, due, uno... Buon Natale!

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LA MEZZANOTTE SANTA
(melologo popolare)

- Consolati, Maria, del tuo pellegrinare!
Siam giunti. Ecco Betlemme ornata di trofei.
Presso quell'osteria potremo riposare,
ché troppo stanco sono e troppo stanca sei.

Il campanile scocca
lentamente le sei.

- Avete un po' di posto, o voi del Caval Grigio?
Un po' di posto per me e per Giuseppe?
- Signori, ce ne duole: è notte di prodigio;
son troppi i forestieri; le stanze ho piene zeppe.

Il campanile scocca
lentamente le sette.

- Oste del Moro, avete un rifugio per noi?
Mia moglie più non regge ed io son così rotto!
- Tutto l'albergo ho pieno, soppalchi e ballatoi:
Tentate al Cervo Bianco, quell'osteria più sotto.

Il campanile scocca
lentamente le otto.

- O voi del Cervo Bianco, un sottoscala almeno
avete per dormire? Non ci mandate altrove!
- S'attende la cometa. Tutto l'albergo ho pieno
d'astronomi e di dotti, qui giunti d'ogni dove.

Il campanile scocca
lentamente le nove.

- Ostessa dei Tre Merli, pietà d'una sorella!
Pensate in quale stato e quanta strada feci!
- Ma fin sui tetti ho gente: attendono la stella.
Son negromanti, magi persiani, egizi, greci...

Il campanile scocca
lentamente le dieci.

- Oste di Cesarea... - Un vecchio falegname?
Albergarlo? Sua moglie? Albergarli per niente?
L'albergo è tutto pieno di cavalieri e dame:
non amo la miscela dell'alta e bassa gente.

Il campanile scocca
le undici lentamente.

La neve! - ecco una stalla! - Avrà posto per due?
- Che freddo! - Siamo a sosta - Ma quanta neve, quanta!
Un po' ci scalderanno quell'asino e quel bue...
Maria già trascolora, divinamente affranta...

Il campanile scocca
La Mezzanotte Santa.

È nato!
Alleluja! Alleluja!

È nato il Sovrano Bambino.
La notte, che già fu sì buia,
risplende d'un astro divino.
Orsù, cornamuse, più gaje
suonate; squillate, campane!
Venite, pastori e massaie,
o genti vicine e lontane!

Non sete, non molli tappeti,
ma, come nei libri hanno detto
da quattro mill'anni i Profeti,
un poco di paglia ha per letto.
Per quattro mill'anni s'attese
quest'ora su tutte le ore.
È nato! È nato il Signore!
È nato nel nostro paese!
Risplende d'un astro divino
La notte che già fu sì buia.
È nato il Sovrano Bambino.

È nato!
Alleluja! Alleluja!

           (Guido Gozzano)

 
 
 
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Buona cosa...
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Bello!
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Era quasi nove anni fa. Qualcosa è cambiato e qualcosa no.
Inviato da: molinaro
il 06/06/2017 alle 11:31
 
Queste tortuose specie di poesie, questo appigliarmi a...
Inviato da: molinaro
il 06/06/2017 alle 11:26
 
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