ONE MAN TELENOVELA

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Anni, fiocchetti, uffici, giovinezze e altro ancora
Post n°221 pubblicato il 11 Gennaio 2008 da molinaro
Restiamo su cose scritte un po’ di tempo fa. Il mio amico Guido Catalano ha dedicato una poesia ai fiocchetti delle mutandine delle ragazze (Fiocchetti, in I cani hanno sempre ragione, Edizioni SEEd, Torino 20073, pag. 33; la prima edizione è del 2000). Ventisei anni fa, l’11 gennaio 1982, io dedicai una poesia alle persone che lavoravano con me in ufficio, nell’ufficio che era la redazione del Grande Dizionario della Lingua Italiana della UTET. Alle persone, ma soprattutto al loro abbigliamento. O, se vogliamo, alle persone attraverso il loro abbigliamento. Nel primo libro in cui fu stampata la poesia c’era anche la data, per confermare che era proprio precisamente il ritratto dell’ufficio in quel giorno lì, l’11 gennaio 1982, e non in un altro giorno. Il titolo della poesia è il numero telefonico interno dell’ufficio, all’epoca. E l’ultimo verso constata con malinconia che erano già cinque anni che lavoravo lì dentro. Fiocchetti ne vedevo pochi. Avrei voluto vederne molti di più. Ne ho poi visti, in certi periodi. Talvolta ne vedo ancora. Sono meravigliosi i fiocchetti delle mutandine (e anche dei reggiseni, via) delle ragazze, Guido ha ragione. Sono meravigliose le ragazze. Poi il tempo passa e bisognerebbe adeguarsi. Non è facile. Quando scrissi questa poesia, quando lavoravo già da cinque anni dentro l’austero palazzone della UTET (che è «morto», detto per inciso, pochi giorni fa, sotto Natale: la UTET – quel che ne resta – l’hanno trasferita in un mostro di periferia, secondo i dettami della new economy, tenere i lavoratori lontano dal centro, che non ne rovinino l’estetica, metterli vicino alle discariche, tanto è tutta roba che si butta), delle due ragazze a cui ho dedicato più poesie adesso, nel 2007, una aveva quattro mesi e l’altra non era ancora nemmeno stata concepita. La seconda qualche fiocchetto me l’ha mostrato, ma solo così; la prima niente. Poi ci sono altre storie, altre cose, altra vita, altri fiocchetti. Sono contento di storie con donne più grandicelle, certo che lo sono. Lo sono pure molto. Ma non a caso Guido Catalano i fiocchetti li mette alle mutandine delle ragazze, non delle donne. I fiocchetti sono la giovinezza, della quale disamorarsi è impossibile. Giustamente. Il che non impedisce d’innamorarsi anche d’altro. E d’altre. |
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