Un blog creato da molinaro il 04/06/2007

Carlo Molinaro

Pensieri sparsi, poesie e qualsiasi cosa

 
 
 
 
 
 

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Autoanalisi?

Post n°268 pubblicato il 09 Marzo 2008 da molinaro
Foto di molinaro

Autoanalisi, non autoanalisi. Indulgente con me stesso, spietato con me stesso. Me la conto su a modo mio, guardo in faccia la realtà. Tutto un po’ insieme, forse. Indulgente e spietato possono andare insieme sì, sono momenti diversi del pandemonio di pensieri che accompagna ogni mia azione, anche quelle che funzionerebbero meglio con il cervello scollegato, una in particolare, e non vi dico quale, tanto lo sapete benissimo.

La situazione attuale sotto diversi aspetti. Sono un editor squattrinato perché
a) ho seguito la mia passione e ho fatto le cose che desideravo davvero
b) non ho mai avuto le palle per studiare e lavorare più duro e ho preso il primo mestiere che m’è capitato
c) per caso

Ieri l’amica Z, quella che vedo di più in questo periodo della mia vita, mi presenta due sue amiche, X e Y, e me le preannuncia dicendo:
– Vedrai che X ti piacerà molto, ormai ho capito i tuoi gusti.
Arrivano X e Y, e X è davvero piacevole. Che Z indovini così i miei gusti
a) mi fa piacere: un’amica mi conosce nel profondo
b) mi stizzisce: sono diventato troppo prevedibile
c) mi è indifferente

Dopo, Z mi dice:
– Hai visto? Perché non ci provi? Non ha neanche il fidanzato!
Le rispondo:
– Non mi sembra il caso. Oramai prima di provarci con una ventenne ci penso un attimino, sai.
In effetti sono un po’ mutati alcuni miei orientamenti con le donne. Mi interesso assai più frequentemente a donne sui quaranta, cinquant’anni e oltre, perché
a) ho finalmente scoperto che sono molto interessanti e affascinanti
b) le ventenni non me la danno proprio più
c) per caso

Le tre domande a tripletta di risposte a-b-c qui sopra enunciate appartengono naturalmente
a) a una seria possibilità di autoanalisi in un percorso di maturazione
b) a un giochino satirico-ironico da libretto minimalista
c) al cazzeggio vano di una domenica mattina

Guardate, non so voi, ma io non sono in grado di rispondere con certezza a nessuna delle domande. Posso cavarmela dicendo che sono un po’ vere e un po’ false tutte le risposte. O che sono domande del cazzo, la vita non è il quiz della patente. Che una cosa non esclude l’altra: puoi arrivare a Vattelapesca perché hai sbagliato treno o perché è il posto dove volevi andare da una vita, e in entrambi i casi scoprire che Vattelapesca è un villaggio meraviglioso o un posto di merda.

Oh, basta. La vita è adesso, andiamo avanti. Ieri sera (sabato sera ore ventuno) il professore con cui si laurea una mia amica le ha telefonato per dirle che deve modificare alcune cose nella tesi. La discussione di laurea è domani (lunedì). La tesi è già stampata e rilegata (ma va? davvero?). Correzioni con penna e bianchetto su ciascuna copia e due fogli volanti inseriti con il nastro adesivo. Anche il mondo accademico è bislacco. E allora perché non dovrei essere bislacco io?

Fra tre ore prendo il treno per Tronzano, vado a presentare il libro di
Alice. Anche andare in treno a Tronzano, cambiando a Chivasso, è bislacco: credo che il 99,99% delle persone userebbe l’auto. Ma faccio un po’ come mi pare. I perché delle cose sono intricati, intrecciati fra scelte e fato. Potevo fare l’ingegnere o il tranviere, e oggi sarebbe lo stesso una domenica di marzo un po’ piovosa. Sono contento di rivedere Alice dopo anni. A Tronzano c’è un bel viale e nessuno lo sa perché non esiste un turismo su Tronzano. Ma io lo so. E poi se una mi piace davvero proprio proprio, io finisce che ci provo sì, che abbia 18 o 68 anni, perché di bello ce n’è dappertutto, e vaffanculo.

[Nell'immagine, l'autrice del libro che vado a presentare, impegnata a sbafare pasta, patate e dolce.]

 
 
 
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