Un blog creato da molinaro il 04/06/2007

Carlo Molinaro

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Musica affollata

Post n°270 pubblicato il 11 Marzo 2008 da molinaro
Foto di molinaro

Dopo otto ore di lavoro sulle bozze, mi riposo un momento in questo pomeriggio soleggiato e metto un po’ di musica. Scelgo un CD dei Mercanti di liquore.

La prima canzone, Apecar, mi fa venire in mente Antonella. Le piace molto. Tra le sue fantasie c’era girare il mondo con un Apecar. Mi sarei dovuto comprare un Apecar invece della Panda, per farla felice. Forse è stato quello uno degli errori, per cui adesso ci si vede così poco.

La seconda canzone, Lombardia, mi fa venire in mente Federica. Quando gliela feci sentire disse: «Ma questa l’hanno scritta per me!». Federica era fuggita tanti anni fa dalla Brianza, più o meno proprio la zona di Lissone, citata nella canzone: sì, per non sentirsi come un mobile a Lissone. Ora, da due anni abbondanti, è fuggita di nuovo, anche da me, e non so verso dove.

La terza canzone, La musica dei poveri, mi fa venire in mente le feste sulle montagne dietro Savona, con rapidi passaggi di Chiara – la canzone di solito la cantava Anita, con Cesare e Mac, ma una volta alla Colla di Praboè, dove nasce il rio Biterno, che non è il rio delle Amazzoni ma insomma, l’ha cantata pure Chiara, ed è stata l’unica volta che l’ho sentita cantare, quella ragazza.

Anche la quarta canzone, Il viaggiatore, mi fa venire in mente gruppi di amici lontani, e poi mi fa venire in mente i miei viaggi, i miei lunghi treni verso la laguna veneta, verso i ponti sul Bacchiglione, verso il mare di Ponente, verso il lago di Como (c’è spesso dell’acqua alla meta, vorrà dire?).
Sì, ma se metto sul giradischi De Andrè è peggio (Genova e tutta la gioventù), e con Guccini sono fregato, quello mi prende facile da Venezia a Cadibona (nel senso che ho ormai irrimediabilmente identificato con Cadibona il paese in cui Vorrei incontrare le pietre, le strade, gli usci e i ciuffi di parietaria attaccati ai muri) e con divagazioni sull’America, su Ulisse e sulle locomotive, e poi con le colombe e il fiore, che ci sta dentro tutto.

Potrei rifugiarmi in Vivaldi, una cosa tranquilla, Le quattro stagioni. Ma mi viene in mente mio nonno che me lo fece ascoltare per la prima volta – e mi piacque così tanto che cercai lumi sull’enciclopedia e ne feci una bella relazione, in seconda elementare, quando mio nonno era già morto ma da poco, un infarto in giardino sotto il fico (a parziale smentita dell’altra nota canzone gucciniana). Strabiliai le ragazze diciottenni del tirocinio magistrale che erano in visita alla nostra classe, e ne fui contento, mi piacevano le diciottenni (in certe cose non cambio mai).

Intanto i Mercanti di liquore sono arrivati a Cecco il mugnaio che riesce a farmi venire in mente Marì solo perché è la canzone con cui Cesare mi ha fatto conoscere i Mercanti ed eravamo sulla Punto bianca targata AX...ER fra Altare e Mallare, cioè nella situazione in cui per la prima volta Marì e io ci cacciammo gli occhi negli occhi e forse tutto si decise.

Sì, ma cazzo, cha affollamento, possibile che io non possa ascoltare un po’ di musica in santa pace, da solo? Mi vengono in mente tutte – e poi mi commuovo, è un casino di amori, tenerezze, rabbie, nostalgie, speranze, desiderio. Patetico, ridicolo.

Basta, mi metto i scarp del tenis e vado a fare una sgambata alla Pellerina, che è più sano. Anche la Pellerina è piena di donne, dalla mia ex moglie sul prato fino alla dama azzurra il cui nome ho scritto l'estate scorsa su un tavolo di legno con l'Uniposca bianco, ma lì almeno corro. Che, lo insegna Forrest Gump, è una soluzione come un'altra.

[Nella sfocata immagine telefoninesca, Fabio con la chitarra, Sonia e Lella alla piccola festa di Capodanno del corrente 2008]

 
 
 
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