ONE MAN TELENOVELA

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Guarda che luna!
Post n°274 pubblicato il 18 Marzo 2008 da molinaro
Cantava Fred Buscaglione: «Guarda che luna! Guarda che mare!». Parole di una canzonetta qualsiasi: sanremi e balere (quando esistevano) erano strapiene di lune e di mari. Ma è giusto: la luna e il mare sono due cose che, anche tremila anni fa, se le guardavi erano uguali. Almeno credo. E gli occhi delle ragazze (altra cosa che riempie sanremi e balere) erano uguali tremila anni fa? Forse sì. La luna sarà la stessa luna. Gli occhi non sono gli stessi occhi: in tremila anni circa centoventi generazioni di occhi sono nate e si sono putrefatte. Per sopportare questo, abbiamo inventato l’occhio di Dio. Oggi su Torino brilla una sole metallico, bianco. Rimbalza in casa una luce strana. È come se le pulegge del pianeta stridessero, per farsi sentire. Il globo ruota, e ogni giro si porta via un giorno. Ma a ogni giorno portato via segue un giorno nuovo di zecca. Non è lì il problema. Ha ragione Fabrizio De Andrè. Non è il tempo che se ne va; siamo noi che ce ne andiamo. Stanotte la luna non mi lasciava dormire. Dormire a volte è uno spreco, a volte è un rimedio. Stanotte era soltanto impossibile. È difficile smettere. Non solo di bere o di fumare. È difficile smettere di fare qualsiasi cosa. Sono caduti pezzi di cornicione da una casa qui accanto. Nessuno s’è fatto male. È arrivato un uomo con un furgoncino e ha messo le transenne. Indossava una tuta blu. Che mestiere è arrivare con un furgoncino e mettere le transenne? Non lo so, ma mi piace. Vorrei fare l’uomo-che-mette-le-transenne. E come farà, poi, a smettere di mettere le transenne? Smettere di mettere. Transenne. Trans. Enne. Su Repubblica di oggi, una frase di un’intervista: «Per anni ho lavorato al carcere della Dozza a Bologna. Un posto mica da ridere. Tossici, ladri di galline, mafiosi, trans, stupratori. La violenza la respiravi come aria». Che cosa c’entrano i trans con gli stupratori? E i ladri di galline (ma esistono ancora?) sono violenti, come i tossici? Perché fanno tutti tanta confusione? Tossiche sono a volte le nubi – ma non quelle vere. J’ai douté des détails, jamais du don des nues (Noir Désir). È sempre più vero. Ho dubitato molto, ma ho dubitato dei dettagli: mai del dono delle nubi o delle nude, che per me sono quasi la stessa cosa, e dunque l’ambiguità della parola francese mi sta bene. Ma questo sole metallico m’intontisce, lei – nube, nuda: mia rugiada, mia vita – è sempre più bella e io sempre più vecchio, l’asse del mondo cigola, crollano le borse di Babilonia e gli ombrelli di Atlantide. Dettaglio, primo piano, campo medio, piano americano, grandangolo, panoramica, macchina indietro, dissolvenza. Te lo dice anche l’occhio ormai presbite: abìtuati a guardare da lontano. Forse Dio esiste ed è un immenso ufficio oggetti smarriti, dove non ricorderemo più che cosa cercare. Ho tenuto per anni in cucina, in un angolo, una vecchia macchina da scrivere rotta, quella che usavo a quindici anni. Qualche giorno fa l’ho presa e l’ho buttata in un cassonetto. Non mi servono i dettagli, senza il dono delle nubi. [L'immagine mi sono permesso di prenderla da qui.] xxxxxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxxxx |
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