Un blog creato da molinaro il 04/06/2007

Carlo Molinaro

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« Guarda che luna!Una giornata particolare »

1959    (con una poesia molto molto molto giovanile)

Post n°275 pubblicato il 20 Marzo 2008 da molinaro
Foto di molinaro

Rispondendo a un commento del messaggio precedente ho citato il 1959, anno in cui fu scritta la canzone Guarda che luna. Canzone che io ascoltavo nell’interpretazione di mia madre, mentre faceva le faccende di casa. Confesso: che fosse un pezzo forte di Fred Buscaglione, l’ho scoperto molto, molto recentemente (diciamo questa settimana? eh, sì, ho i miei tempi!).
Il 1959 è l’anno in cui cominciai ad andare a scuola: la prima elementare. Mio nonno mi aveva già un po’ insegnato a scrivere. Ricordo che mi fece scrivere la data, al principio di quell’anno: 1° Gennaio 1959 (a quell’epoca i mesi si scrivevano con la maiuscola, solitamente; forse erano sentiti come nomi propri; ma, in generale, c’erano molte più maiuscole in giro). E io gli dissi, tanto per dire una scemata (ho cominciato prestissimo a dire scemate):
– Con due “9”?
– Sì, certo, in “1959” ci sono due “9”, vedi?
In quell’anno o forse nel successivo 1960 scrissi anche una delle mie primissime poesie, che diceva così:


LA PIANTINA

Soffia il vento
arriva il temporale
tutti stanno male
ma la piantina
che è tanto piccolina
si sente sicura
e senza paura
con il bastone
che le ha messo il padrone.


Non l’ho ripresa nel libro perché è un’opera un po’ troppo giovanile, ehm, a sei anni. Certo che ci si possono fare delle buone psicanalisi. Mi sa che non ho ancora smesso adesso di dibattermi fra il bisogno di avere un bastone a cui aggrapparmi e il terrore che un padrone limiti la mia libertà.
Oggi è il giovedì santo, giorno che per me, dal 1992 in poi, è indissolubilmente legato al suicidio di Monica (lei sì la trovi nel libro, da pag. 231 a pag. 244, ma anche altrove).
E allora, dato che è il sedicesimo giovedì santo da allora, ve la faccio anche vedere in fotografia, Monica, nell’immagine. Addormentata sul lettino di mia figlia Lucia, allora novenne. Così, per ricordo. Poi pensiamo al futuro, certo: oggi ho poco lavoro da fare e nel pomeriggio porterò la nipotina (la figlia della Lucia allora novenne) in giro in tram, penso il 4 e il 13, da capolinea a capolinea. Ho anch’io qualche valore da trasmettere: per esempio l’amore per il trasporto pubblico, per le rotaie che attraversano centro e periferia, portando la gente.

 
 
 
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