ONE MAN TELENOVELA

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Pubblicità, Parini, infedeltà, sproporzione, panchina
Post n°281 pubblicato il 26 Marzo 2008 da molinaro
Trovo volgare, ridicola e grossolana quasi tutta la pubblicità. Non è per fare lo snob: è solo che l’applicazione retorica di categorie «alte» (il desiderio, l’emozione, la contemplazione della bellezza e persino l’amore) a oggetti come un’automobile, una lavastoviglie o un anticalcare, se non è gestita con sapiente ironia, di fatto è volgare, ridicola e grossolana: crea all’incirca lo stesso effetto che il Parini satireggiava applicando versi epici alla dispettosa cagnastra della bella signorina scassacazzi: Or le sovviene il giorno, Al peggio poi non c’è limite: stamattina ho trovato su La Stampa un intero paginone con la pubblicità di questi qui che come lavoro «beccano» la gente a letto insieme (l’uso cubitale di quel verbo, insieme con la rozza vignetta, è quintessenza di volgarità e di cattivo gusto). Il «beccarli» è rimedio ai «dubbi che logorano le tue sicurezze e la tua vita», e l’invito è perentorio: «Difènditi!» (e paga a noi la parcella). Anche mettere gli investigatori alle calcagna dell’amore è una violenta sproporzione, ma evidentemente accade, e frutta soldi: perché una pagina intera su La Stampa credo costi più che un chilo di patate. Per fortuna in giro, oltre alle réclames prodotte in serie, ci sono anche le scritte spontanee, sui muri e sulle panchine, piccola pubblicità più personale e diretta, e lì qualcosa di bello si trova, come questo non esistono leggi in amore, basta essere quello che sei, che ho colto su una panchina di Savona (vedi immagine). |
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