ONE MAN TELENOVELA

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Per la tua sicurezza!
Post n°286 pubblicato il 01 Aprile 2008 da molinaro
L’altro giorno su un treno c’erano seduti nello scompartimento con me un ragazzo e una ragazza, sui vent’anni, morosi da due mesi (lo so perché parlavano dei due mesi appunto da festeggiare in settimana). Facevano discorsi che nella mia fastidiosa presunzione di intellettuale sussiegoso definirei qualunquistici, poi non so, vedete voi: i romeni sono tutti violentatori, se vedo uno che ti dà fastidio in un minuto gli rompo la faccia, c’è da avere paura a girare di sera, faccio il concorso e sono sistemato per tutta la vita, minchia cosa c’è nell’altro scompartimento, la discoteca araba? [c’era una musichetta araba che veniva dal corridoio], minchia ti accompagno io in bagno che sono pericolosi. Insomma, una cosa così. Lei sembrava leggermente più aperta e fantasiosa di lui: gli contestava che fosse la soluzione ideale e finale vincere quel concorso e sistemarsi per tutta la vita, gli diceva che poi si sarebbe rotto i coglioni e che era meglio ogni tanto cambiare. Non so se allarmato da questa propensione al cambiamento oppure per caso, lui a un tratto le ha chiesto: «Ma tu quanti ragazzi hai avuto prima di me?» Incuriosito da questa domanda che evidentemente veniva posta per la prima volta dopo due mesi che stavano insieme, ho drizzato le orecchie. Sì, lo so, in treno con le orecchie non mi faccio mai i cazzi miei, è verissimo, lo ammetto, mi piace cogliere i discorsi e gli umori della gente. Nel breve attimo prima che lei rispondesse, mi è venuta in mente una battuta di Daniele Luttazzi, una battuta che avevo sentito in un suo spettacolo e che mi aveva infastidito. Anche i comici d’avanguardia, o di sinistra, o broadminded, o rivoluzionari, o impegnati, o quello che sono, insomma quelli lì tipo Luttazzi, cadono a volte in orribili luoghi comuni di stampo catto-maschilista. Aveva sentenziato Luttazzi: «Per sapere la verità, quando un uomo ti dice quante donne s’è fatto, devi dividere per dieci; quando una donna ti dice con quanti è stata, devi moltiplicare per dieci». Ho pensato: vediamo se questa ragazza dà una risposta di potenziale interpretabilità luttazziana, magari evasiva, riduttiva, tipo «tre, ma col primo ero una ragazzina inesperta e non conta», oppure «solo due», o addirittura «nessuno importante prima di te». Invece la ragazza è stata qualche secondo a pensare, magari a conteggiare nella mente, prima di profferire queste esatte parole: «Tu sei il diciottesimo». Bene. A meno che sia stata con centottanta, cosa che non reputo probabile, vuol dire che anche Daniele Luttazzi certe volte è un coglione. Il ragazzo sul treno ha ostentato indifferenza, ma gli si è dipinto in volto un vago disagio. Non so se c’è un nesso, ma poco dopo si è messo a raccontarle di come trattava la sua ragazza precedente, che alle dieci e mezzo la accompagnava a casa e poi andava da solo in giro in moto a baccagliare. Sentito il bel racconto, la ragazza gli ha semplicemente chiesto: «E allora perché stavi con lei?» Lui ha risposto con frasi alquanto sconnesse e improbabili. Non voglio essere di malaugurio a nessuno, ma secondo me quei due non vanno molto oltre i due mesi di fidanzamento. Vabbè. A parte questo, oggi ho scritto un’altra specie di poesia, che s’intitola Per la tua sicurezza, e ve la trascrivo qui sotto, finché si può. Buone cose a tutti quanti.
PER LA TUA SICUREZZA!
Presto metteranno inferriate intorno ai ruscelli per evitare che i bambini bevano acqua non potabilizzata, spareranno una polvere oscurante nell’alta atmosfera per evitare i danni all’occhio da osservazione diretta del sole, imporranno il casco a chi cammina a piedi perché qualche carico sospeso può sempre cadere, anzi vieteranno di camminare a piedi, che si fa prima: spostamenti solo all’interno di veicoli. Per la tua sicurezza! Imporranno ai ristoranti solo piatti usa e getta, cibi sterilizzati e cucinati con guanti sterili e maschera, vieteranno di soccorrere chi cade per strada: potrà farlo soltanto l’operatore specializzato con la sua tuta a norma. Raccomanderanno ai giovani di non bere mai in due o più dallo stesso bicchiere. Di non usare lo stesso asciugamano. Di parlare da una certa distanza. E ovviamente non baciarsi.
Ma per adesso, finché siamo in tempo, mangiamo la frutta senza lavarla, che viene dall’orto, e poi baciami e baciami ancora e poi – dato che sono i giorni che incinta non ci resti – scopiamo senza preservativo; e io ti verrò dentro.
E poi censureranno anche questa specie di poesia: per correttezza, sicurezza e igiene, soprattutto perché dà un pessimo esempio. Mi cancelleranno. Per la tua sicurezza! |
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