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Post N° 77Impariamo a leggere le etichette Perché è utile leggere le etichette? Le etichette consistono di informazioni messe a disposizione del consumatore relativamente a un prodotto. Il consumatore può esserne interessato per un insieme di ragioni: per verificare lo stato di conservazione (data di scadenza); per evitare prodotti di origine animale (per esempio, sapete che la pasta delle piadine tipicamente contiene strutto?) o prodotti cui si è allergici; per controllare la qualità e quantità degli ingredienti; per scegliere prodotti a basso contenuto di grassi (etichetta nutrizionale); per verificare se e quali additivi siano contenuti (codici E...). Con il termine ingrediente si intende qualunque sostanza impiegata, compresi gli additivi e l'acqua, quando supera il 5%. Non sono da considerare come ingredienti i solventi o i composti chimici utilizzati a livello industriale per estrarre, raffinare o trattare un prodotto, di cui però non si trova traccia nel prodotto finito. I prodotti alimentari preconfezionati devono riprodurre sull'etichetta l'elenco degli ingredienti in ordine di peso decrescente: il primo ingrediente citato è il più presente, via via fino all'ultimo, che è il meno presente. Ciò significa che un biscotto i cui ingredienti siano: "farina di grano tenero, uva sultanina, uova, burro, zucchero, lievito, sale", conterrà meno zucchero che farina. Se nessuno degli ingredienti è prevalente rispetto agli altri, il produttore può elencarli in un ordine qualunque, inserendo la dicitura "in proporzione variabile". Non occorre indicare gli ingredienti se il prodotto è costituito da un'unica sostanza, come nel caso dell'olio di oliva o della farina, o per alcuni prodotti specifici come il vino o la birra. Alcuni ingredienti, invece che con il loro nome, possono venire segnalati con il nome della categoria di appartenenza (ad es., formaggio). In questi casi, si può ragionevolmente supporre che tali ingredienti non corrispondano ai prodotti più pregiati della loro categoria: ad esempio, se il vino contenuto fosse Brunello di Montalcino, l'azienda più probabilmente lo indicherebbe in maniera esplicita. Anche gli aromi sono considerati ingredienti. Deve essere specificato se gli aromi sono di origine naturale o sintetica. Gli aromi naturali sono sostanze di derivazione: essenze, estratti, succhi, estratti da materie vegetali. La semplice dicitura "aromi" indica il ricorso ad aromi artificiali prodotti in laboratorio. Se una caramella non contiene fragole ma solo aroma di fragola, non la si può etichettare come "caramella alla fragola" ma come "caramella al gusto di fragola". L'elenco degli ingredienti è fondamentale per individuare la qualità del prodotto, ma anche per conoscerne gli additivi e i componenti cui eventualmente si può essere allergici. Quando nell'etichetta di un prodotto si trova la lettera "E" seguita da un numero, ad esempio E212, significa che quel prodotto contiene un additivo o un colorante autorizzato dall'Unione Europea. Le sigle da E100 a E199 identificano in particolare i coloranti, mentre quelle che vanno da E200 in su si usano per identificare altri tipi di additivi. Considerati a tutti gli effetti come ingredienti, gli additivi sono aggiunti ad un alimento per diverse ragioni. I conservanti si usano per impedire lo sviluppo di microbi pericolosi per la salute; gli emulsionanti legano assieme i grassi e l'acqua; gli antiossidanti evitano che il colore del prodotto cambi o si scurisca; gli addensanti e i gelificanti rendono il prodotto spalmabile e pastoso; gli stabilizzanti trattengono l'umidità del prodotto e lo amalgamano meglio; gli antiagglomeranti impediscono la formazione di grumi; gli acidificanti danno all'alimento un gusto acidulo; gli esaltatori di sapidità rinforzano il sapore, mentre gli edulcoranti lo addolciscono. I coloranti naturalmente servono per dare il colore voluto al prodotto. Esistono centinaia di additivi. Un additivo può essere indicato in modo esplicito o con la sigla relativa. Ad esempio, la dicitura "acido tartarico" si può sostituire con "E 334". La legge italiana disciplina in modo abbastanza severo la materia autorizzando l'uso degli additivi solo per determinati articoli e in precise quantità. Resta comunque sempre valida la regola di preferire, se possibile, i prodotti con una minore presenza di additivi. Sul sito Milleunoalimenti è pubblicata una tabella degli additivi a cui si può fare riferimento. Etichetta nutrizionale Prodotti biologici Organismi geneticamente modificati (OGM) L'etichetta nutrizionale si può sempre inserire e diventa obbligatoria quando la presentazione o la pubblicità del prodotto indicano particolari caratteristiche nutrizionali. La tabella nutrizionale deve indicare il valore energetico e la quantità di proteine, carboidrati e grassi. In alternativa si può indicare il valore energetico, la quantità di proteine, carboidrati, zuccheri, grassi, acidi grassi saturi, fibre alimentari e sodio. In alcuni casi si possono indicare le quantità di altri nutrienti, vitamine e alcuni sali minerali. I prodotti denominati biologici devono essere ottenuti secondo le norme di produzione biologica previste dall'Unione Europea, la quale definisce anche le misure di controllo cui l'azienda che li commercializza deve essere regolarmente sottoposta. I prodotti biologici non si possono ottenere usando organismi geneticamente modificati e/o loro derivati e non è possibile che il prodotto o i suoi ingredienti siano stati sottoposti a radiazioni, come accade invece per alcuni prodotti tradizionali (i raggi gamma possono essere usati per il trattamento di patate, cipolle e aglio a fine antigermogliativo). E' anche vietato l'uso di additivi per i prodotti biologici, eccetto in alcuni casi espressamente autorizzati dall'Unione Europea. I prodotti presenti in commercio possono essere biologici solo in una certa percentuale, come si può controllare dall'etichetta. I prodotti denominati "100% bio" contengono dal 95 al 100% degli ingredienti siano di origine agricola. I prodotti i cui ingredienti siano di origine agricola dal 70 al 95% si denominano "70% bio" e non possono fare riferimento al biologico nella denominazione di vendita. Se un prodotto contiene ingredienti di origine biologica in misura inferiore al 70%, non può fare alcun riferimento al biologico. Esistono anche prodotti da aziende in conversione. In questo caso gli ingredienti sono coltivati biologicamente, ma da un periodo inferiore a quello necessario per poter essere considerati ufficialmente biologici (due anni secondo il regolamento europeo). L'assenza di ingredienti da ingegneria genetica è attualmente sicura solo nei prodotti da agricoltura biologica e in quelli per l'alimentazione dell'infanzia. La menzione di OGM in etichetta è obbligatoria quando più dell'1% di ogni singolo ingrediente deriva da ingegneria genetica. Se invece la presenza di OGM è voluta, va dichiarata nell'etichetta indipendentemente dalla percentuale. La derivazione OGM va indicata anche per gli additivi e gli aromi. fonte: www.scienzavegetariana.it
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